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La Parola di Domani

SAN GIUSEPPE SPOSO DELLA BEATA VERGINE MARIA
ALL’INGRESSO
Mt 25, 21

Vieni, servo buono e fedele,
entra nel gaudio del tuo Signore. (T.P. Alleluia).

In Quaresima non si dice ilGloria

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA

O Dio provvido e buono,
che hai voluto affidare gli inizi della nostra redenzione
alla custodia premurosa di san Giuseppe,
concedi alla tua Chiesa di cooperare con fedeltà
alla salvezza del mondo.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

LETTURA
Sir 44, 23g – 45, 2a. 3d-5d
Lo santificò nella fedeltà e nella mitezza, lo scelse fra tutti gli uomini.

Lettura del libro del Siracide.

Il Signore Dio da Giacobbe
fece sorgere un uomo mite,
che incontrò favore agli occhi di tutti,
amato da Dio e dagli uomini:
Mosè, il cui ricordo è in benedizione.
Gli diede gloria pari a quella dei santi
e gli mostrò parte della sua gloria.
Lo santificò nella fedeltà e nella mitezza,
lo scelse fra tutti gli uomini.
Gli fece udire la sua voce,
lo fece entrare nella nube oscura
e gli diede faccia a faccia i comandamenti,
legge di vita e d’intelligenza.

Parola di Dio.


SALMO
Sal 15 (16), 5-6. 8-9. 11

Tu sei fedele, Signore, alle tue promesse.

oppure (nel Tempo Pasquale):

Alleluia, alleluia, alleluia.

Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita.
Per me la sorte è caduta su luoghi deliziosi:
la mia eredità è stupenda. R.

Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare.
Per questo gioisce il mio cuore
ed esulta la mia anima. R.

Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra. R.


EPISTOLA
Eb 11, 1-2. 7-9. 13a-c. 39 – 12, 2b
Considerando la testimonianza dei patriarchi, teniamo fisso il nostro sguardo su Gesù, origine e compimento della fede.

Lettera agli Ebrei.

Fratelli, a fede è fondamento di ciò che si spera e prova di ciò che non si vede. Per questa fede i nostri antenati sono stati approvati da Dio.
Per fede, Noè, avvertito di cose che ancora non si vedevano, preso da sacro timore, costruì un’arca per la salvezza della sua famiglia; e per questa fede condannò il mondo e ricevette in eredità la giustizia secondo la fede.
Per fede, Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava.
Per fede, egli soggiornò nella terra promessa come in una regione straniera, abitando sotto le tende, come anche Isacco e Giacobbe, coeredi della medesima promessa.
Nella fede morirono tutti costoro, senza aver ottenuto i beni promessi, ma li videro e li salutarono solo da lontano.
Tutti costoro, pur essendo stati approvati a causa della loro fede, non ottennero ciò che era stato loro promesso: Dio infatti per noi aveva predisposto qualcosa di meglio, affinché essi non ottenessero la perfezione senza di noi.
Anche noi dunque, circondati da tale moltitudine di testimoni, avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento.

Parola di Dio.


CANTO AL VANGELO
Mt 2, 15b / Os 11, 1c

Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio!
Dall’Egitto ho chiamato mio Figlio.
Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio!

oppure (nel Tempo Pasquale):

Alleluia.
Dall’Egitto ho chiamato mio Figlio.
Alleluia.


VANGELO
Mt 2, 19-23
Va’ nella terra d’Israele.

Lettura del Vangelo secondo Matteo.

In quel tempo. Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino». Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno».

Parola del Signore.


oppure:

Lc 2, 41-49
Io devo occuparmi delle cose del Padre mio.

Lettura del Vangelo secondo Luca.

In quel tempo. I genitori del Signore Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio».

Parola del Signore.


DOPO IL VANGELO
Pr 2, 7-8

Il Signore riserva ai giusti la sua protezione,
è scudo a coloro che agiscono con rettitudine,
vegliando sui sentieri della giustizia
e proteggendo le vie dei suoi amici (T.P. Alleluia).

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

Ci aiutino, Signore Gesù, i meriti di san Giuseppe,
sposo della tua santissima Madre;
ci sia dato di ottenere per sua intercessione
ciò che la nostra povertà non osa sperare.
Per Cristo nostro Signore.

SUI DONI

Accogli, o Padre santo, la nostra offerta
e donaci la fedeltà e la purezza di cuore
che animarono san Giuseppe nel servire il tuo unico Figlio,
che è nato dalla vergine Maria per la nostra salvezza
e vive e regna nei secoli dei secoli.

PREFAZIO

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo,
a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno,
per Cristo Signore nostro.
Noi ti glorifichiamo, ti benediciamo e ti lodiamo
nella solennità di san Giuseppe, l’uomo giusto,
da te prescelto quale sposo della Vergine Madre di Dio.
Tu lo hai voluto custode paterno del tuo Figlio
nei giorni del pericolo e nei giorni della gioia;
tu lo hai posto a capo della tua famiglia, come servo saggio e fedele.
E noi, onorando l’altezza delle sue virtù e della sua missione,
uniti agli angeli e ai santi, cantiamo l’inno della tua lode:
Santo…

oppure:

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo,
a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
Noi riconosciamo il grande mistero della tua provvidenza
che ha designato san Giuseppe,
uomo giusto e modello di ogni credente,
a custodire l’integrità della Vergine madre di Dio
e a proteggere con paterno amore il tuo Figlio unigenito
che cresceva in età, sapienza e grazia,
obbediente a lui, nella sua umile casa.
Gioiosi e ammirati, insieme con i cori angelici
cantiamo l’inno della tua lode:
Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE
Sir 2, 18-19

Chi teme il Signore gli obbedisce,
e chi lo ama ne segue le vie.
Si sforza di piacergli chi lo teme,
chi lo ama si sazia della sua legge (T.P. Alleluia).

ALLA COMUNIONE
2 Sam 7, 29

Benedici, Signore, la casa del tuo servo
perché fiorisca sempre dinanzi a te (T.P.Alleluia).

DOPO LA COMUNIONE

O Dio misericordioso, proteggi sempre questa tua famiglia
che nel ricordo di san Giuseppe si è assisa alla tua mensa
e custodisci in essa i doni del tuo amore paterno.
Per Cristo nostro Signore.

©
Saggezza popolare dal mondo:
La persona che parte per un viaggio non è la stessa persona che torna (Cina)