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La Parola di Ieri

DEDICAZIONE DEL DUOMO DI MILANO, CHIESA MADRE DI TUTTI I FEDELI AMBROSIANI
ALL’INGRESSO
Cfr. Dt 27, 4-7

Quando avrete passato il Giordano, elevate al Signore
un altare di pietre non toccate dal ferro;
su questo altare offrirete olocausti
e vittime di pace al vostro Dio.
Oppure:

Mt 21, 13; Lc 11, 10
«La mia casa è casa di preghiera – dice il Signore –;
in essa chi chiede ottiene,
chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto».

Si dice il Gloria.

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA

Con pietre vive ed elette
tu edifichi, o Dio, alla tua gloria un tempio eterno;
effondi la tua santità sulla nostra cattedrale (fuori diocesi: sul duomo di Milano)
e fa’ che quanti in essa (esso) invocheranno il tuo nome
sperimentino il conforto della tua protezione.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

LETTURA
Is 26, 1-2. 4. 7-8; 54, 12-14a
Dio ha posto a nostra salvezza mura e bastioni. Aprite le porte: entri una nazione fedele.

Lettura del profeta Isaia.

In quel giorno si canterà questo canto nella terra di Giuda:
«Abbiamo una città forte;
mura e bastioni egli ha posto a salvezza.
Aprite le porte:
entri una nazione giusta,
che si mantiene fedele.
Confidate nel Signore sempre,
perché il Signore è una roccia eterna.
Il sentiero del giusto è diritto,
il cammino del giusto tu rendi piano.
Sì, sul sentiero dei tuoi giudizi,
Signore, noi speriamo in te;
al tuo nome e al tuo ricordo
si volge tutto il nostro desiderio.
Farò di rubini la tua merlatura,
le tue porte saranno di berilli,
tutta la tua cinta sarà di pietre preziose.
Tutti i tuoi figli saranno discepoli del Signore,
grande sarà la prosperità dei tuoi figli;
sarai fondata sulla giustizia».

Parola di Dio.


Oppure:

Ap 21, 9-27

La città santa, sposa dell’Agnello.

Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo.

Nel giorno del Signore, venne uno dei sette angeli e mi parlò: «Vieni, ti mostrerò la promessa sposa, la sposa dell’Agnello». L’angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scende dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio. Il suo splendore è simile a quello di una gemma preziosissima, come pietra di diaspro cristallino. È cinta da grandi e alte mura con dodici porte: sopra queste porte stanno dodici angeli e nomi scritti, i nomi delle dodici tribù dei figli d’Israele. A oriente tre porte, a settentrione tre porte, a mezzogiorno tre porte e a occidente tre porte. Le mura della città poggiano su dodici basamenti, sopra i quali sono i dodici nomi dei dodici apostoli dell’Agnello.
Colui che mi parlava aveva come misura una canna d’oro per misurare la città, le sue porte e le sue mura. La città è a forma di quadrato: la sua lunghezza è uguale alla larghezza. L’angelo misurò la città con la canna: sono dodicimila stadi; la lunghezza, la larghezza e l’altezza sono uguali. Ne misurò anche le mura: sono alte centoquarantaquattro braccia, secondo la misura in uso tra gli uomini adoperata dall’angelo. Le mura sono costruite con diaspro e la città è di oro puro, simile a terso cristallo. I basamenti delle mura della città sono adorni di ogni specie di pietre preziose. Il primo basamento è di diaspro, il secondo di zaffìro, il terzo di calcedònio, il quarto di smeraldo, il quinto di sardònice, il sesto di cornalina, il settimo di crisòlito, l’ottavo di berillo, il nono di topazio, il decimo di crisopazio, l’undicesimo di giacinto, il dodicesimo di ametista. E le dodici porte sono dodici perle; ciascuna porta era formata da una sola perla. E la piazza della città è di oro puro, come cristallo trasparente.
In essa non vidi alcun tempio:
il Signore Dio, l’Onnipotente, e l’Agnello
sono il suo tempio.
La città non ha bisogno della luce del sole,
né della luce della luna:
la gloria di Dio la illumina
e la sua lampada è l’Agnello.
Le nazioni cammineranno alla sua luce,
e i re della terra a lei porteranno il loro splendore.
Le sue porte non si chiuderanno mai durante il giorno,
perché non vi sarà più notte.
E porteranno a lei la gloria e l’onore delle nazioni.
Non entrerà in essa nulla d’impuro,
né chi commette orrori o falsità,
ma solo quelli che sono scritti
nel libro della vita dell’Agnello.

Parola di Dio.


Forma breve - Ap 21, 9a.c-14. 22-27

La città santa, sposa dell’Agnello.

Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo.

Nel giorno del Signore, venne uno dei sette angeli e mi parlò: «Vieni, ti mostrerò la promessa sposa, la sposa dell’Agnello». L’angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scende dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio. Il suo splendore è simile a quello di una gemma preziosissima, come pietra di diaspro cristallino. È cinta da grandi e alte mura con dodici porte: sopra queste porte stanno dodici angeli e nomi scritti, i nomi delle dodici tribù dei figli d’Israele. A oriente tre porte, a settentrione tre porte, a mezzogiorno tre porte e a occidente tre porte. Le mura della città poggiano su dodici basamenti, sopra i quali sono i dodici nomi dei dodici apostoli dell’Agnello.
In essa non vidi alcun tempio:
il Signore Dio, l’Onnipotente, e l’Agnello
sono il suo tempio.
La città non ha bisogno della luce del sole,
né della luce della luna:
la gloria di Dio la illumina
e la sua lampada è l’Agnello.
Le nazioni cammineranno alla sua luce,
e i re della terra a lei porteranno il loro splendore.
Le sue porte non si chiuderanno mai durante il giorno,
perché non vi sarà più notte.
E porteranno a lei la gloria e l’onore delle nazioni.
Non entrerà in essa nulla d’impuro,
né chi commette orrori o falsità,
ma solo quelli che sono scritti
nel libro della vita dell’Agnello.

Parola di Dio.


SALMO
Sal 67 (68), 25-27. 29-30. 33-34a. 35-36

Date gloria a Dio nel suo santuario.

Appare il tuo corteo, Dio,
il corteo del mio Dio, del mio re, nel santuario.
Precedono i cantori, seguono i suonatori di cetra,
insieme a fanciulle che suonano tamburelli.
«Benedite Dio nelle vostre assemblee,
benedite il Signore, voi della comunità d’Israele». R.

Mostra, o Dio, la tua forza,
conferma, o Dio, quanto hai fatto per noi!
Per il tuo tempio, in Gerusalemme,
i re ti porteranno doni.
Regni della terra, cantate a Dio,
cantate inni al Signore. R.

Riconoscete a Dio la sua potenza,
la sua maestà sopra Israele,
la sua potenza sopra le nubi,
Terribile tu sei, o Dio, nel tuo santuario.
È lui, il Dio d’Israele, che dà forza e vigore al suo popolo.
Sia benedetto Dio! R.


EPISTOLA
1 Cor 3, 9-17
Santo è il tempio di Dio, che siete voi.

Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi.

Fratelli, siamo collaboratori di Dio, e voi siete campo di Dio, edificio di Dio.
Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come un saggio architetto io ho posto il fondamento; un altro poi vi costruisce sopra. Ma ciascuno stia attento a come costruisce. Infatti nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Gesù Cristo. E se, sopra questo fondamento, si costruisce con oro, argento, pietre preziose, legno, fieno, paglia, l’opera di ciascuno sarà ben visibile: infatti quel giorno la farà conoscere, perché con il fuoco si manifesterà, e il fuoco proverà la qualità dell’opera di ciascuno. Se l’opera, che uno costruì sul fondamento, resisterà, costui ne riceverà una ricompensa. Ma se l’opera di qualcuno finirà bruciata, quello sarà punito; tuttavia egli si salverà, però quasi passando attraverso il fuoco. Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi.

Parola di Dio


CANTO AL VANGELO
Cfr. 1 Cor 3, 17. 9

Alleluia.
Santo è il tempio di Dio, campo che egli coltiva,
e costruzione da lui edificata.
Alleluia.


VANGELO
Gv 10, 22-30
Ricorreva la festa della Dedicazione ed era inverno.

Lettura del Vangelo secondo Giovanni.

In quel tempo. Ricorreva a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era inverno. Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone. Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando ci terrai nell’incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente». Gesù rispose loro: «Ve l’ho detto, e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me. Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».

Parola del Signore.


DOPO IL VANGELO

Questo è il tempio del Signore,
edificato dal sommo sacerdote.
Acceda il popolo al santuario e canti un canto nuovo:
«Gloria a te, Signore, Dio onnipotente».

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

O Dio forte ed eterno,
che vivi e operi in tutta la tua creazione,
proteggi con speciale benevolenza il nostro duomo
costruito secondo la tua volontà e a te dedicato;
vi si infranga ogni avverso potere
e lo Spirito Santo doni ai tuoi figli di offrirti il servizio
di una coscienza pura e di un cuore lieto e operoso.
Per Cristo nostro Signore.

Si dice il Credo
SUI DONI

Da te riceviamo, o Padre,
il pane e il vino che ora ti offriamo;
vieni e anima
con la tua santificante presenza
il tempio che ci hai donato
di edificare alla tua gloria
e sii per noi tutti sostegno e difesa
in ogni momento della nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre,
qui e in ogni luogo,
a te, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno.
Il Signore Gesù
ha reso partecipe la sua Chiesa
della sovranità sul mondo che tu gli hai donato
e l’ha elevata alla dignità di sposa e di regina.
Alla sua arcana grandezza si inchina l’universo
perché ogni suo giudizio terreno
è confermato nel cielo.
La Chiesa è la madre di tutti i viventi,
sempre più gloriosa di figli
generati ogni giorno a te, o Padre,
per virtù dello Spirito Santo.
È la vite feconda
che in tutta la terra prolunga i suoi tralci
e, appoggiata all’albero della croce,
si innalza al tuo regno.
È la città posta sulla cima dei monti,
splendida agli occhi di tutti,
dove per sempre vive il suo Fondatore.
Ammirati da tanta bellezza,
uniamo la nostra voce al canto che risuona
nella Gerusalemme celeste
e insieme con gli angeli e con i santi
gioiosamente inneggiamo:
Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE
Cfr. Esd 3, 1-3

Tutto il popolo come un sol uomo
si radunò a Gerusalemme;
venne il sacerdote coi leviti
e consacrarono l’altare del Signore
per offrirvi olocausti al nostro Dio.

Oppure:

Ef 2, 19
Non siete più stranieri né ospiti,
ma concittadini dei santi e familiari di Dio.

ALLA COMUNIONE
Cfr. 1 Re 9, 3

«Ho ascoltato la preghiera che mi hai rivolto
– dice il Signore –,
ho consacrato questa casa che mi hai costruito
e vi porrò il mio nome per sempre».

DOPO LA COMUNIONE

Il popolo a te consacrato, o Dio vivo e vero,
ottenga i frutti e la gioia della tua benedizione
e, poiché ha celebrato questo rito festoso,
ne riceva i doni spirituali.
Per Cristo nostro Signore.

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