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La Parola di Ieri

V SETTIMANA DI PASQUA
MERCOLEDI
ALL’INGRESSO
Sal 65, (66) 1-2

Cantate di gioia al Signore
su tutta la terra,
inneggiate al suo nome,
riconoscete la sua gloria, alleluia.

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA

Dio onnipotente,
donaci di vivere con impegno rinnovato
questi giorni di letizia in onore del Salvatore risorto
e di testimoniare nelle opere
il memoriale della Pasqua che celebriamo nella fede.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

LETTURA
At 15, 36 – 16, 3. 8-15
La missione di Paolo in Europa: Filippo.

Lettura degli Atti degli Apostoli.

Dopo alcuni giorni Paolo disse a Bàrnaba: «Ritorniamo a far visita ai fratelli in tutte le città nelle quali abbiamo annunciato la parola del Signore, per vedere come stanno». Bàrnaba voleva prendere con loro anche Giovanni, detto Marco, ma Paolo riteneva che non si dovesse prendere uno che si era allontanato da loro, in Panfìlia, e non aveva voluto partecipare alla loro opera. Il dissenso fu tale che si separarono l’uno dall’altro. Bàrnaba, prendendo con sé Marco, s’imbarcò per Cipro. Paolo invece scelse Sila e partì, affidato dai fratelli alla grazia del Signore.
E, attraversando la Siria e la Cilìcia, confermava le Chiese.
Paolo si recò anche a Derbe e a Listra. Vi era qui un discepolo chiamato Timòteo, figlio di una donna giudea credente e di padre greco: era assai stimato dai fratelli di Listra e di Icònio. Paolo volle che partisse con lui, lo prese e lo fece circoncidere a motivo dei Giudei che si trovavano in quelle regioni: tutti infatti sapevano che suo padre era greco.
Lasciata da parte la Mìsia, scesero a Tròade. Durante la notte apparve a Paolo una visione: era un Macèdone che lo supplicava: «Vieni in Macedonia e aiutaci!». Dopo che ebbe questa visione, subito cercammo di partire per la Macedonia, ritenendo che Dio ci avesse chiamati ad annunciare loro il Vangelo.
Salpati da Tròade, facemmo vela direttamente verso Samotràcia e, il giorno dopo, verso Neàpoli e di qui a Filippi, colonia romana e città del primo distretto della Macedonia. Restammo in questa città alcuni giorni. Il sabato uscimmo fuori della porta lungo il fiume, dove ritenevamo che si facesse la preghiera e, dopo aver preso posto, rivolgevamo la parola alle donne là riunite. Ad ascoltare c’era anche una donna di nome Lidia, commerciante di porpora, della città di Tiàtira, una credente in Dio, e il Signore le aprì il cuore per aderire alle parole di Paolo. Dopo essere stata battezzata insieme alla sua famiglia, ci invitò dicendo: «Se mi avete giudicata fedele al Signore, venite e rimanete nella mia casa». E ci costrinse ad accettare.

Parola di Dio.


SALMO
Sal 99 (100), 2-3. 5

Il Signore è il nostro Dio e noi siamo il suo popolo.

oppure:

Alleluia, alleluia, alleluia.

Acclamate il Signore, voi tutti della terra,
servite il Signore nella gioia,
presentatevi a lui con esultanza. R.

Riconoscete che solo il Signore è Dio:
egli ci ha fatti e noi siamo suoi,
suo popolo e gregge del suo pascolo. R.

Buono è il Signore,
il suo amore è per sempre,
la sua fedeltà di generazione in generazione. R.


CANTO AL VANGELO
Cfr. Gv 12, 26

Alleluia.
Se uno mi vuole servire, mi segue, dice il Signore,
e dove sono io, là sarà anche il mio servitore.
Alleluia.


CANTO AL VANGELO
Cfr. Gv 12, 26

Alleluia.
Se uno mi vuole servire, mi segue, dice il Signore,
e dove sono io, là sarà anche il mio servitore.
Alleluia.

VANGELO
Gv 12, 20-28

Lettura del Vangelo secondo Giovanni.

In quel tempo. Tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù». Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».

Parola del Signore.


DOPO IL VANGELO
Sal 95 (96), 1-2a

Cantate al Signore un canto nuovo, alleluia.
Da tutta la terra cantate al Signore, alleluia.
Cantate al Signore,
benedite il suo nome, alleluia.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

O Dio, che unisci in un solo volere i tuoi fedeli,
concedi al tuo popolo
di amare ciò che comandi
e di desiderare ciò che prometti
perché, tra le varie vicende del mondo,
siano fissi i nostri cuori
dov’è la vera gioia.
Per Cristo nostro Signore.

SUI DONI

L’offerta che ti dedichiamo, o Dio eterno e santo,
ci ottenga benedizione e salvezza,
e quanto è compiuto nel mistero della celebrazione
diventi in noi principio di forza e di vita.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

È veramente cosa buona e giusta
esaltarti, o Dio di misericordia infinita.
Rifulge nell’universo il giorno senza tramonto
della nostra risurrezione e della gloria di Cristo.
Egli sta per sempre davanti a te, o Padre,
sacerdote e vittima grata,
che nel suo sacrificio ti offre un popolo santo
e lo affida alla tua potenza e al tuo amore.
Per questo tuo dono,
nella pienezza della gioia pasquale
l’umanità esulta su tutta la terra
e con l’assemblea degli angeli e dei santi
canta in coro l’inno della tua lode:
Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE
1 Pt 2, 2

Come bambini appena nati,
bramate un puro latte spirituale
per crescere nella salvezza,
senza peccato, alleluia.

ALLA COMUNIONE
Cfr. Gv 15, 19. 16

Voi tutti che in Cristo siete stati battezzati,
vi siete rivestiti di Cristo
e siete una cosa sola in Cristo Gesù, alleluia.

DOPO LA COMUNIONE

Da questo divino convito
il tuo popolo riceva sempre, o Padre, il suo nutrimento
e, crescendo nella gioia dell’amore fraterno,
tenda alla pienezza ideale della grazia di Cristo,
che vive e regna nei secoli dei secoli.

©
Saggezza popolare dal mondo:
Se amando gli altri non sei riamato, rifletti se sei davvero benevolo (Cina)