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La Parola di Ieri

Letture - Rito Ambrosiano
Lunedì della IV settimana di Quaresima
Anno 1
Rito Ambrosiano




ALL'INGRESSO
Lieta è la vita, Signore, e finisce.
Il tuo giudizio è tremendo, e rimane.
Lasciamo dunque un amore insicuro,
considerando l'eterno destino;
leviamo un grido: «Pietà di noi tutti».


ALL'INIZIO DELL'ASSEMBLEA LITURGICA
Cresca, o Dio, nei tuoi servi
la fede nella parola di salvezza
e si manifesti in una vita rinnovata
con opere animate dall'amore.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.


LETTURA
Gen 24, 58-67
Rebecca condotta sposa a Isacco.
Lettura del libro della Genesi.

In quei giorni. Il fratello e la madre chiamarono dunque Rebecca e le dissero: «Vuoi partire con quest'uomo?». Ella rispose: «Sì». Allora essi lasciarono partire la loro sorella Rebecca con la nutrice, insieme con il servo di Abramo e i suoi uomini. Benedissero Rebecca e le dissero:
«Tu, sorella nostra,
diventa migliaia di miriadi
e la tua stirpe conquisti
le città dei suoi nemici!».
Così Rebecca e le sue ancelle si alzarono, salirono sui cammelli e seguirono quell'uomo. Il servo prese con sé Rebecca e partì. Intanto Isacco rientrava dal pozzo di Lacai-Roì; abitava infatti nella regione del Negheb. Isacco uscì sul far della sera per svagarsi in campagna e, alzando gli occhi, vide venire i cammelli. Alzò gli occhi anche Rebecca, vide Isacco e scese subito dal cammello. E disse al servo: «Chi è quell'uomo che viene attraverso la campagna incontro a noi?». Il servo rispose: «È il mio padrone». Allora ella prese il velo e si coprì. Il servo raccontò a Isacco tutte le cose che aveva fatto. Isacco introdusse Rebecca nella tenda che era stata di sua madre Sara; si prese in moglie Rebecca e l'amò. Isacco trovò conforto dopo la morte della madre.
Parola di Dio.


SALMO
Sal 118 , 89-96
La tua parola, Signore, è stabile per sempre.

Per sempre, o Signore,
la tua parola è stabile nei cieli.
La tua fedeltà di generazione in generazione;
hai fondato la terra ed essa è salda. R.

Per i tuoi giudizi tutto è stabile fino ad oggi,
perché ogni cosa è al tuo servizio.
Se la tua legge non fosse la mia delizia,
davvero morirei nella mia miseria. R.

Mai dimenticherò i tuoi precetti,
perché con essi tu mi fai vivere.
Io sono tuo: salvami,
perché ho ricercato i tuoi precetti. R.

I malvagi sperano di rovinarmi;
io presto attenzione ai tuoi insegnamenti.
Di ogni cosa perfetta ho visto il confine:
l'ampiezza dei tuoi comandi è infinita. R.


PROVERBI
Pr 16, 1-6
Affida al Signore le tue opere e i tuoi progetti avranno efficacia.
Lettura del libro dei Proverbi.

Figlio mio, all'uomo appartengono i progetti del cuore,
ma dal Signore viene la risposta della lingua.
Agli occhi dell'uomo tutte le sue opere sembrano pure,
ma chi scruta gli spiriti è il Signore.
Affida al Signore le tue opere
e i tuoi progetti avranno efficacia.
Il Signore ha fatto ogni cosa per il suo fine
e anche il malvagio per il giorno della sventura.
Il Signore ha in orrore ogni cuore superbo,
certamente non resterà impunito.
Con la bontà e la fedeltà si espia la colpa,
ma con il timore del Signore si evita il male.
Parola di Dio.


CANTO AL VANGELO
Cfr. Ger 17, 10
Lode e onore a te, Signore Gesù!
Io, il Signore, scruto la mente e saggio i cuori,
per dare a ciascuno secondo le sue azioni.
Lode e onore a te, Signore Gesù!


VANGELO
Mt 7, 1-5
Lettura del Vangelo secondo Matteo.

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi. Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? O come dirai al tuo fratello: “Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio”, mentre nel tuo occhio c'è la trave? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello».
Parola del Signore.


DOPO IL VANGELO
Os 14, 5-6
Il Signore ha promesso al suo popolo:
«Li guarirò dalla loro infedeltà,
li amerò di vero cuore,
allontanerò da loro il mio sdegno».
Il Signore sarà come rugiada per Israele;
il suo popolo fiorirà come un giglio,
si farà robusto come un cedro del Libano.


A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
Accogli con misericordia, o Dio, i nostri voti
e, poiché riceviamo i tuoi doni nella tribolazione,
fa' che ne sentiamo conforto,
crescendo nell'amore filiale.
Per Cristo nostro Signore.


SUI DONI
Ti sia gradita, o Dio giusto e buono,
l'offerta del tuo popolo;
non lasciarci ingannare dai piaceri deludenti del mondo,
liberaci da ogni contagio del male
e guidaci al premio della verità eterna secondo la tua promessa.
Per Cristo nostro Signore.


PREFAZIO
È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre,
qui e in ogni luogo,
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno
che in Gesù Cristo elargisci al mondo ogni bene.
È giusto glorificarti per gli aiuti del passato
e supplicarti per le grazie future;
è bello manifestare riconoscenza dei benefici ricevuti
per attendere con animo meno indegno
i doni che da te ancora speriamo.
Con questa fiducia nel cuore,
uniti agli angeli e ai santi,
tutti insieme inneggiamo alla tua gloria: Santo…


ALLO SPEZZARE DEL PANE
Signore, se ti sdegnerai contro di noi,
chi verrà in nostro aiuto?
Chi avrà pietà delle nostre miserie?
Hai chiamato a conversione la cananea e il pubblicano,
hai accolto le lacrime di Pietro:
accogli pietoso, Gesù, anche il nostro pentimento
e salvaci, Salvatore del mondo.


ALLA COMUNIONE
La nostra carne è debole, Signore,
siamo feriti, ricorriamo a te.
Tu che venisti a risanare i cuori pentiti,
accoglici: chiediamo di guarire.


DOPO LA COMUNIONE
Ora che ci hai largamente saziato del tuo dono mirabile,
serbaci, o Dio nostro,
nel possesso della tua vita divina.
Per Cristo nostro Signore.
Saggezza popolare dal mondo:
Chi non ha un passato, non ha un futuro (Nepal)