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La Parola di Oggi

Sabato, 16 Dicembre 2017

COMMEMORAZIONE DELL'ANNUNCIO A SAN GIUSEPPE

San Carlo, nell’ambito della riforma del Rito ambrosiano da lui promossa, aveva collocato la festa di san Giuseppe a metà dicembre, come preludio alle feste natalizie.
Di li poi scomparve quando il Calendario ambrosiano si adeguò a quello romano e collocò tale festa al 19 marzo.
Il Calendario ambrosiano promulgato l’1 aprile 2010, riagganciandosi alla felice intuizione di san Carlo, istituisce, per il 16 dicembre, la Commemorazione dell’annuncio a san Giuseppe con sue proprie letture bibliche: in questo modo la figura dell’«uomo giusto», chiamato da Dio a essere custode del Messia e della Vergine Madre si collega direttamente al mistero natalizio e inaugura i giorni dell’Accolto (che iniziano con il 17 dicembre).
Viene così a configurarsi una vera e propria «novena» liturgica di preparazione al Natale.

ALL’INGRESSO
Cfr. Is 56, 1; 62, 1

«Praticate il diritto e la giustizia
– dice il Signore –
perché la mia salvezza sta per venire,
la mia giustizia sta per rivelarsi».
Sorga come stella la tua giustizia, o Dio,
e rifulga la luce del tuo Salvatore.

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA

Ascolta, o Padre, la nostra preghiera
e nella luce del Verbo
che pone la sua tenda fra noi
rischiara le tenebre dei nostri cuori.
Per lui, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

LETTURA
2 Sam 7, 4-5a. 12-14a. 16
La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre.

Lettura del secondo libro di Samuele.

In quei giorni. Fu rivolta a Natan questa parola del Signore: «Va’ e di’ al mio servo Davide: Così dice il Signore: “Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Egli edificherà una casa al mio nome e io renderò stabile il trono del suo regno per sempre. Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio. La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a te, il tuo trono sarà reso stabile per sempre”».

Parola di Dio.

SALMO
Sal 88 (89), 4-5. 27-30

La casa di Davide e il suo regno
saranno saldi per sempre.

Ho stretto un’alleanza con il mio eletto,
ho giurato a Davide, mio servo.
Stabilirò per sempre la tua discendenza,
di generazione in generazione edificherò il tuo trono. R.

Egli mi invocherà: «Tu sei mio padre,
mio Dio e roccia della mia salvezza».
Io farò di lui il mio primogenito,
il più alto fra i re della terra. R.

Gli conserverò sempre il mio amore,
la mia alleanza gli sarà fedele.
Stabilirò per sempre la sua discendenza,
il suo trono come i giorni del cielo. R.

EPISTOLA
Rm 4, 13. 16-18
Egli credette, saldo nella speranza contro ogni speranza.

Lettera di san Paolo apostolo ai Romani.

Fratelli, non in virtù della Legge fu data ad Abramo, o alla sua discendenza, la promessa di diventare erede del mondo, ma in virtù della giustizia che viene dalla fede. Eredi dunque si diventa in virtù della fede, perché sia secondo la grazia, e in tal modo la promessa sia sicura per tutta la discendenza: non soltanto per quella che deriva dalla Legge, ma anche per quella che deriva dalla fede di Abramo, il quale è padre di tutti noi – come sta scritto: Ti ho costituito padre di molti popoli – davanti al Dio nel quale credette, che dà vita ai morti e chiama all’esistenza le cose che non esistono.
Egli credette, saldo nella speranza contro ogni speranza, e così divenne padre di molti popoli, come gli era stato detto: Così sarà la tua discendenza.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO
Sal 14 (15), 1b-2b

Alleluia.
Signore, chi abiterà nella tua tenda?
Chi dimorerà sulla tua santa montagna?
Colui che cammina senza colpa e pratica la giustizia.
Alleluia.

VANGELO
Mt 1, 18b-24
Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore.

Lettura del Vangelo secondo Matteo.

In quel tempo. Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio:
a lui sarà dato il nome di Emmanuele,
che significa Dio con noi. Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.

Parola del Signore.


00:00/01:38
DOPO IL VANGELO
Sal 101 (102), 26-27ab

In principio hai fondato la terra,
i cieli sono opera delle tue mani.
Essi periranno, come un tessuto ormai logoro,
ma tu, Signore, rimani in eterno.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

Davanti alla tua grandezza,
o Dio onnipotente ed eterno,
la nostra voce è umile e supplice:
tu ascoltala misericordioso
per la gloria della venuta nella nostra carne mortale
di Cristo Signore,
che vive e regna nei secoli dei secoli.

SUI DONI

Questo sacrificio, o Padre,
che è fonte e pienezza di ogni atto di culto,
ci porti il tuo totale perdono
perché possiamo celebrare con animo rinnovato
i primi gesti salvifici di Gesù redentore,
che vive e regna nei secoli dei secoli.

PREFAZIO

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre,
qui e in ogni luogo,
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno.
Cristo tuo Figlio
è venuto un giorno nell’umiltà della carne
a liberare dalla morte l’uomo
predestinato alla vita,
e tornerà alla fine, nella maestà della gloria,
per dare all’uomo redento
come premio il suo regno.
Con viva speranza, esultando uniti agli angeli,
cantiamo l’inno di lode:
Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE
Sal 5, 12

Gioiscano tutti, Signore,
quanti confidano in te;
esultino senza fine, quando sarai con loro;
in te si allieteranno
quanti amano il tuo nome.

ALLA COMUNIONE
Sal 9, 10-11

Il Signore è un riparo per il povero,
in tempo di angoscia è un rifugio sicuro.
Confidi in te chi conosce il tuo nome:
tu non abbandoni chi ti cerca, o Signore.

DOPO LA COMUNIONE

O Dio, che già alla tua mensa
ci hai nutrito col Pane che viene dal cielo,
non rifiutarci la vita immortale
quando al compimento del regno
verrà nella gloria il Salvatore,
che vive e regna nei secoli dei secoli.

Saggezza popolare dal mondo:
Un ospite lieto non grava su nessuno (Arabia)