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La Parola di Oggi

Sabato, 3 Dicembre 2016

Letture - Rito Ambrosiano
Sabato della III settimana di Avvento
Anno 1
Rito Ambrosiano



ALL'INGRESSO
Cfr. 2 Cor 5, 6; Sal 105 , 4
Pellegrini sulla terra,
camminiamo in Cristo fino a raggiungerlo,
gridando: «Re delle genti,
desiderio di tutti i popoli,
vieni a salvare l'uomo
che dalla terra hai plasmato!
O Signore, ricordati di noi,
del tuo popolo che hai amato,
e vieni con la tua salvezza».


ALL'INIZIO DELL'ASSEMBLEA LITURGICA
Lo sguardo del tuo Figlio unigenito, o Dio,
ci inondi di luce nel tempo presente
perché al suo ritorno ci trovi puri
da ogni macchia di colpa.
Per lui, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.


LETTURA
Ger 9, 22-23
Io sono il Signore, che agisce con misericordia.
Lettura del profeta Geremia.

Così dice il Signore:
«Non si vanti il sapiente della sua sapienza,
non si vanti il forte della sua forza,
non si vanti il ricco della sua ricchezza.
Ma chi vuol vantarsi,
si vanti di avere senno e di conoscere me,
perché io sono il Signore che pratico la bontà,
il diritto e la giustizia sulla terra,
e di queste cose mi compiaccio.
Oracolo del Signore».
Parola di Dio.


SALMO
Sal 84
Mostraci, Signore, la tua misericordia,
e donaci la tua salvezza.

Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annuncia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli,
per chi ritorna a lui con fiducia.
Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme,
perché la sua gloria abiti la nostra terra. R.

Amore e verità s'incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
Verità germoglierà dalla terra
e giustizia si affaccerà dal cielo. R.

Certo, il Signore donerà il suo bene
e la nostra terra darà il suo frutto;
giustizia camminerà davanti a lui:
i suoi passi tracceranno il cammino. R.


EPISTOLA
Eb 3, 1-6
Fissate lo sguardo in Gesù, sommo sacerdote della fede che noi professiamo.
Lettera agli Ebrei.

Fratelli santi, voi che siete partecipi di una vocazione celeste, prestate attenzione a Gesù, l'apostolo e sommo sacerdote della fede che noi professiamo, il quale è degno di fede per colui che l'ha costituito tale, come lo fu anche Mosè in tutta la sua casa. Ma, in confronto a Mosè, egli è stato giudicato degno di una gloria tanto maggiore quanto l'onore del costruttore della casa supera quello della casa stessa. Ogni casa infatti viene costruita da qualcuno; ma colui che ha costruito tutto è Dio. In verità Mosè fu degno di fede in tutta la sua casa come servitore, per dare testimonianza di ciò che doveva essere annunciato più tardi. Cristo, invece, lo fu come figlio, posto sopra la sua casa. E la sua casa siamo noi, se conserviamo la libertà e la speranza di cui ci vantiamo.
Parola di Dio.


CANTO AL VANGELO
Cfr.Is 45, 8b
Alleluia.
Si apra la terra e germogli il Salvatore.
Alleluia.


VANGELO
Mt 18, 21-35
Lettura del Vangelo secondo Matteo.

In quel tempo. Pietro si avvicinò al Signore Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: "Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa". Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: "Restituisci quello che devi!". Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: "Abbi pazienza con me e ti restituirò". Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse: "Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi ha pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?". Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».
Parola del Signore.


DOPO IL VANGELO
Sal 108 , 21
Signore Dio mio,
agisci con me secondo il tuo nome,
salvami perché benigna è la tua grazia.
Liberami, Signore:
sono povero e infelice e il mio cuore è ferito.


A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
Guardaci, o Cristo, nostro redentore;
vieni a sollevarci dall'abisso del male
e dona alla tua Chiesa liberazione e pace.
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.


SUI DONI
Benedici, o Padre, i doni della tua misericordia
e conferma l'eredità del regno
ai fedeli che li ricevono con animo puro.
Per Cristo nostro Signore.


PREFAZIO
È veramente cosa buona e giusta
renderti grazie, Padre santo,
per Cristo Signore nostro.
Egli, permanendo Dio eterno,
è nato dal grembo della Vergine,
ha aperto la via della salvezza
e verrà glorioso alla sua Chiesa
che lo attende con viva speranza.
Per questo mistero del tuo amore,
uniti ai cori degli angeli,
insieme cantiamo l'inno della tua lode: Santo...


ALLO SPEZZARE DEL PANE
Tu volesti raccogliere, o Signore,
tutti gli uomini nel tuo unico regno:
vieni e raduna quelli che aspettano
di contemplare il tuo volto.


ALLA COMUNIONE
Vieni, o Signore,
e la luce della tua sapienza
si effonda su chi giace nelle tenebre,
immerso nell'ombra di morte.
Nell'umiltà della tua carne
hai cancellato il nostro peccato;
ora che sei nella gloria
donaci in premio la gioia del regno.


DOPO LA COMUNIONE
Custodisci, o Dio,
da ogni insidia del tempo presente
la tua Chiesa
che ha partecipato alla mensa di Cristo
e conservala a te fedele
perché sia invitata al banchetto
delle nozze eterne dell'Agnello,
che vive e regna nei secoli dei secoli.
Saggezza popolare dal mondo:
Le cime delle colline sono vicine, ma la strada che vi ci porta è lunga! (Samoa)