I due libri delle Cronache sono giunti a noi con due nomi differenti: "Paralipomeni" e "Cronache". Il primo nell'origine indicava il contenuto dei due libri: "i libri delle cose omesse"; una raccolta di ciò che l'autore dei libri dei Re avrebbe omesso; il secondo nome è la traduzione del titolo ebraico "Dibre hayyamim", "parole dei giorni", cioè cronache. Più propriamente potrebbero entrambi essere intitolati: "La storia della dinastia di Davide, detentrice della promessa divina". In questi libri la sovranità universale di Dio è sottolineata di continuo. Dio, però, non è isolato nella sua onnipotente maestà, ma dirige e governa il mondo secondo i suoi fini.

1 Cronache


Capitolo 1

[1] Adamo, Set, Enos, [2] Kenan, Maalalèl, Iered, [3] Enoc, Matusalemme, Lamec, [4] Noè, Sem, Cam e Iafet.
[5] Figli di Iafet: Gomer, Magòg, Madai, Iavan, Tubal, Mesec e Tiras.
[6] Figli di Gomer: Aschenàz, Rifat e Togarmà. [7] Figli di Iavan: Elisà, Tarsis, i Chittìm e quelli di Rodi.
[8] Figli di Cam: Etiopia, Egitto, Put e Canaan. [9] Figli di Etiopia: Seba, Avìla, Sabta, Raamà e Sabtecà. Figli di Raamà: Saba e Dedan.
[10] Etiopia generò Nimrod: costui cominciò a essere potente sulla terra. [11] Egitto generò quelli di Lud, Anam, Laab, Naftuch, [12] Patros, Casluch e Caftor, da dove uscirono i Filistei. [13] Canaan generò Sidone, suo primogenito, e Chet [14] e il Gebuseo, l’Amorreo, il Gergeseo, [15] l’Eveo, l’Archeo, il Sineo, [16] l’Arvadita, il Semareo e il Camateo.
[17] Figli di Sem: Elam, Assur, Arpacsàd, Lud e Aram. Figli di Aram: Us, Ul, Gheter e Mesec. [18] Arpacsàd generò Selach e Selach generò Eber. [19] A Eber nacquero due figli: uno si chiamò Peleg, perché ai suoi tempi si divise la terra, e il fratello si chiamò Ioktan. [20] Ioktan generò Almodàd, Selef, Asarmàvet, Ierach, [21] Adoràm, Uzal, Dikla, [22] Ebal, Abimaèl, Saba, [23] Ofir, Avìla e Iobab. Tutti questi furono i figli di Ioktan.
[24] Sem, Arpacsàd, Selach, [25] Eber, Peleg, Reu, [26] Serug, Nacor, Terach, [27] Abram, cioè Abramo.
[28] Figli di Abramo: Isacco e Ismaele.
[29] Ecco la loro discendenza:
Primogenito di Ismaele fu Nebaiòt; altri suoi figli: Kedar, Adbeèl, Mibsam, [30] Misma, Duma, Massa, Adad, Tema, [31] Ietur, Nafis e Kedma; questi furono i figli di Ismaele.
[32] Figli di Keturà, concubina di Abramo: essa partorì Zimran, Ioksan, Medan, Madian, Isbak e Suach. Figli di Ioksan: Saba e Dedan. [33] Figli di Madian: Efa, Efer, Enoc, Abidà ed Eldaà; tutti questi furono i figli di Keturà.
[34] Abramo generò Isacco. Figli di Isacco: Esaù e Israele. [35] Figli di Esaù: Elifaz, Reuèl, Ieus, Ialam e Core. [36] Figli di Elifaz: Teman, Omar, Sefì, Gatam, Kenaz, Timna e Amalèk. [37] Figli di Reuèl: Nacat, Zerach, Sammà e Mizzà.
[38] Figli di Seir: Lotan, Sobal, Sibeon, Anà, Dison, Eser e Disan. [39] Figli di Lotan: Orì e Omam. Sorella di Lotan: Timna. [40] Figli di Sobal: Alvan, Manàcat, Ebal, Sefì e Onam. Figli di Sibeon: Aià e Anà. [41] Figli di Anà: Dison. Figli di Dison: Camran, Esban, Itran e Cheran. [42] Figli di Eser: Bilan, Zaavan, Iaakan. Figli di Dison: Us e Aran.
[43] Questi sono i re che regnarono nel territorio di Edom, prima che regnasse un re sugli Israeliti: Bela, figlio di Beor e la sua città si chiamava Dinaba. [44] Bela morì e al suo posto regnò Iobab, figlio di Zerach, da Bosra. [45] Iobab morì e al suo posto regnò Cusam, del territorio dei Temaniti. [46] Cusam morì e al suo posto regnò Adad, figlio di Bedad, colui che vinse i Madianiti nelle steppe di Moab; la sua città si chiamava Avìt. [47] Adad morì e al suo posto regnò Samla, da Masrekà. [48] Samla morì e al suo posto regnò Saul, da Recobòt-Naar. [49] Saul morì e al suo posto regnò Baal-Canan, figlio di Acbor. [50] Baal-Canan, figlio di Acbor, morì e al suo posto regnò Adad: la sua città si chiama Pau e la moglie si chiamava Meetabèl, figlia di Matred, figlia di Me-Zaab.
[51] Adad morì e ci furono allora in Edom dei capi: il capo di Timna, il capo di Alva, il capo di Ietet, [52] il capo di Oolibamà, il capo di Ela, il capo di Pinon, [53] il capo di Kenaz, il capo di Teman, il capo di Mibsar, [54] il capo di Magdièl, il capo di Iram. Questi furono i capi di Edom.

Capitolo 2

[1] Questi sono i figli d’Israele: Ruben, Simeone, Levi, Giuda, Ìssacar, Zàbulon, [2] Dan, Giuseppe, Beniamino, Nèftali, Gad e Aser.
[3] Figli di Giuda: Er, Onan, Sela; i tre gli nacquero dalla figlia di Sua la Cananea. Ma Er, primogenito di Giuda, si rese odioso agli occhi del Signore, che perciò lo fece morire. [4] Tamar, sua nuora, gli partorì Peres e Zerach. Totale dei figli di Giuda: cinque.
[5] Figli di Peres: Chesron e Camul.
[6] Figli di Zerach: Zimrì, Etan, Eman, Calcol e Darda; in tutto: cinque.
[7] Figli di Carmì: Acar, che provocò una disgrazia in Israele con la trasgressione dello sterminio. [8] Figli di Etan: Azaria.
[9] Figli che nacquero a Chesron: Ieracmeèl, Ram e Chelubài.
[10] Ram generò Amminadàb; Amminadàb generò Nacson, capo dei figli di Giuda. [11] Nacson generò Salma; Salma generò Booz. [12] Booz generò Obed; Obed generò Iesse. [13] Iesse generò Eliàb, il primogenito, Abinadàb, secondo, Simeà, terzo, [14] Netanèl, quarto, Raddài, quinto, [15] Osem, sesto, Davide, settimo. [16] Loro sorelle furono: Seruià e Abigàil. Figli di Seruià furono Abisài, Ioab e Asaèl: tre. [17] Abigàil partorì Amasà, il cui padre fu Ieter l’Ismaelita.
[18] Caleb, figlio di Chesron, dalla moglie Azubà ebbe Ieriòt. Questi sono i figli di lei: Ieser, Sobab e Ardon. [19] Morta Azubà, Caleb prese in moglie Efrat, che gli partorì Cur. [20] Cur generò Urì; Urì generò Besalèl.
[21] In seguito Chesron si unì alla figlia di Machir, padre di Gàlaad; egli la sposò a sessant’anni ed essa gli partorì Segub. [22] Segub generò Iair, cui appartennero ventitré città nella regione di Gàlaad. [23] Ghesur e Aram presero loro i villaggi di Iair con Kenat e le dipendenze: sessanta città. Tutti questi furono figli di Machir, padre di Gàlaad.
[24] Dopo la morte di Chesron, Caleb si unì a Èfrata, moglie di suo padre Chesron, la quale gli partorì Ascur, padre di Tekòa.
[25] I figli di Ieracmeèl, primogenito di Chesron, furono Ram, il primogenito, Buna, Oren, Osem, Achia. [26] Ieracmeèl ebbe una seconda moglie che si chiamava Atarà e fu madre di Onam.
[27] I figli di Ram, primogenito di Ieracmeèl, furono Maas, Iamin ed Eker.
[28] I figli di Onam furono Sammài e Iada. Figli di Sammài: Nadab e Abisùr. [29] La moglie di Abisùr si chiamava Abiàil e gli partorì Acban e Molid. [30] Figli di Nadab furono Seled e Appàim. Seled morì senza figli. [31] Figli di Appàim: Isèi; figli di Isèi: Sesan; figli di Sesan: Aclài. [32] Figli di Iada, fratello di Sammài: Ieter e Giònata. Ieter morì senza figli. [33] Figli di Giònata: Pelet e Zaza.
Questi furono i discendenti di Ieracmeèl.
[34] Sesan non ebbe figli, ma solo figlie; egli aveva uno schiavo egiziano chiamato Iarca. [35] Sesan diede in moglie allo schiavo Iarca una figlia che gli partorì Attài. [36] Attài generò Natan; Natan generò Zabad; [37] Zabad generò Eflal; Eflal generò Obed; [38] Obed generò Ieu; Ieu generò Azaria; [39] Azaria generò Cheles; Cheles generò Elasà; [40] Elasà generò Sismài; Sismài generò Sallum; [41] Sallum generò Iekamia; Iekamia generò Elisamà.
[42] Figli di Caleb, fratello di Ieracmeèl, furono Mesa, suo primogenito, che fu padre di Zif; il figlio di Maresà fu padre di Ebron. [43] Figli di Ebron: Core, Tappùach, Rekem e Sema. [44] Sema generò Racam, padre di Iorkoàm; Rekem generò Sammài. [45] Figlio di Sammài: Maon, che fu padre di Bet-Sur.
[46] Efa, concubina di Caleb, partorì Carran, Mosa e Gazez; Carran generò Gazez.
[47] Figli di Iadài: Reghem, Iotam, Ghesan, Pelet, Efa e Saaf.
[48] Maacà, concubina di Caleb, partorì Seber e Tircanà; [49] partorì anche Saaf, padre di Madmannà, e Seva, padre di Macbenà e padre di Gàbaa. Figlia di Caleb fu Acsa.
[50] Questi furono i figli di Caleb.
Figli di Cur, primogenito di Èfrata: Sobal, padre di Kiriat-Iearìm, [51] Salma, padre di Betlemme, Caref, padre di Bet-Gader. [52] I figli di Sobal, padre di Kiriat-Iearìm, furono Reaià, la metà dei Manactei [53] e le famiglie di Kiriat-Iearìm: gli Itrei, i Putei, i Sumatei e i Misraei. Da costoro derivarono i Soreatiti e gli Estaoliti.
[54] Figli di Salma: Betlemme, i Netofatiti, Atròt-Bet-Ioab e la metà dei Manactei, i Soriti [55] e le famiglie degli scribi che abitavano a Iabes: i Tiratei, i Simatei e i Sucatei. Questi sono i Keniti, discendenti da Cammat, padre della casa di Recab.

Capitolo 3

[1] Questi furono i figli che nacquero a Davide a Ebron: il primogenito Amnon, nato da Achinòam di Izreèl; il secondo Daniele, nato da Abigàil di Carmel; [2] il terzo Assalonne, figlio di Maacà, figlia di Talmài, re di Ghesur; il quarto Adonia, figlio di Agghìt; [3] il quinto Sefatia, nato da Abitàl; il sesto Itreàm, nato da sua moglie Egla. [4] Sei gli nacquero a Ebron, dove egli regnò sette anni e sei mesi, mentre regnò trentatré anni a Gerusalemme. [5] I seguenti gli nacquero a Gerusalemme: Simeà, Sobab, Natan e Salomone, ossia quattro figli natigli da Betsabea, figlia di Ammièl; [6] inoltre Ibcar, Elisamà, Elifèlet, [7] Noga, Nefeg, Iafìa, [8] Elisamà, Eliadà ed Elifèlet, ossia nove figli. [9] Tutti costoro furono figli di Davide, senza contare i figli delle sue concubine. Tamar era loro sorella.
[10] Figli di Salomone: Roboamo, di cui fu figlio Abia, di cui fu figlio Asa, di cui fu figlio Giòsafat, [11] di cui fu figlio Ioram, di cui fu figlio Acazia, di cui fu figlio Ioas, [12] di cui fu figlio Amazia, di cui fu figlio Azaria, di cui fu figlio Iotam, [13] di cui fu figlio Acaz, di cui fu figlio Ezechia, di cui fu figlio Manasse, [14] di cui fu figlio Amon, di cui fu figlio Giosia. [15] Figli di Giosia: il primogenito Giovanni, il secondo Ioiakìm, il terzo Sedecìa, il quarto Sallum. [16] Figli di Ioiakìm: Ieconìa, di cui fu figlio Sedecìa.
[17] Figli di Ieconìa, il prigioniero: Sealtièl, [18] Malchiràm, Pedaià, Senassàr, Iekamia, Osamà e Nedabia. [19] Figli di Pedaià: Zorobabele e Simei. Figli di Zorobabele: Mesullàm e Anania e Selomìt, loro sorella. [20] Figli di Mesullàm: Casubà, Oel, Berechia, Casadia, Iusab-Chèsed: cinque figli. [21] Figli di Anania: Pelatia, di cui fu figlio Isaia, di cui fu figlio Refaià, di cui fu figlio Arnan, di cui fu figlio Abdia, di cui fu figlio Secania. [22] Figli di Secania: Semaià, Cattus, Igal, Barìach, Nearia e Safat: sei. [23] Figli di Nearia: Elioenài, Ezechia e Azrikàm: tre. [24] Figli di Elioenài: Odavia, Eliasìb, Pelaià, Akkub, Giovanni, Delaià e Anàni: sette.

Capitolo 4

[1] Figli di Giuda: Peres, Chesron, Carmì, Cur e Sobal. [2] Reaià, figlio di Sobal, generò Iacat; Iacat generò Acumài e Laad. Queste sono le famiglie dei Soreatiti.
[3] Questi sono i discendenti del padre di Etam: Izreèl, Isma e Idbas; la loro sorella si chiamava Aslelponì. [4] Penuèl fu padre di Ghedor; Ezer fu padre di Cusa. Questi sono i figli di Cur, il primogenito di Èfrata, padre di Betlemme.
[5] Ascur, padre di Tekòa, aveva due mogli, Chelea e Naarà. [6] Naarà gli partorì Acuzzàm, Chefer, il Temanita e l’Acastarita; questi erano i figli di Naarà. [7] Figli di Chelea: Seret, Socar, Etnan e Kos. [8] Kos generò Anub, Assobebà e le famiglie di Acarchèl, figlio di Arum. [9] Iabes fu più onorato dei suoi fratelli; sua madre l’aveva chiamato Iabes poiché diceva: «Io l’ho partorito con dolore». [10] Iabes invocò il Dio d’Israele dicendo: «Se tu mi benedicessi e allargassi i miei confini e la tua mano fosse con me e mi tenessi lontano dal male in modo che non debba soffrire!». Dio gli concesse quanto aveva chiesto.
[11] Chelub, fratello di Suca, generò Mechir, che fu padre di Eston. [12] Eston generò Bet-Rafa, Paseach e Techinnà, padre di Ir-Nacas. Questi sono gli uomini di Reca.
[13] Figli di Kenaz: Otnièl e Seraià; figli di Otnièl: Catat e Meonotài. [14] Meonotài generò Ofra; Seraià generò Ioab, padre degli abitanti della valle degli Artigiani, poiché erano artigiani. [15] Figli di Caleb, figlio di Iefunnè: Ir, Ela e Naam. Figli di Ela: Kenaz.
[16] Figli di Ieallelèl: Zif, Zifa, Tirià e Asarèl. [17] Figli di Esdra: Ieter, Mered, Efer e Ialon. Essa concepì Miriam, Sammài e Isbach, padre di Estemòa. [18] Sua moglie, la Giudea, generò Iered, padre di Ghedor, Cheber, padre di Soco, e Iekutièl, padre di Zanòach. Questi sono i figli di Bitià, figlia del faraone, che Mered aveva presa in moglie.
[19] Figli della moglie di Odia, sorella di Nacam, padre di Keila il Garmita e di Estemòa il Maacatita.
[20] Figli di Simone: Ammon, Rinna, Ben-Canan e Tilon. Figli di Isì: Zochet e Ben-Zochet.
[21] Figli di Sela, figlio di Giuda: Er, padre di Leca, Lada, padre di Maresà, e le famiglie dei lavoratori del bisso a Bet-Asbèa, [22] Iokim, la gente di Cozebà, Ioas e Saraf, che dominarono in Moab e poi tornarono a Betlemme. Ma si tratta di fatti antichi. [23] Erano vasai e abitavano a Netaìm e a Ghederà; abitavano là con il re, al suo servizio.
[24] Figli di Simeone: Nemuèl, Iamin, Iarib, Zerach, Saul, [25] di cui fu figlio Sallum, di cui fu figlio Mibsam, di cui fu figlio Misma. [26] Figli di Misma: Cammuèl, di cui fu figlio Zaccur, di cui fu figlio Simei. [27] Simei ebbe sedici figli e sei figlie, ma i suoi fratelli non ebbero molti figli: tutte le loro famiglie non si moltiplicarono come quelle dei discendenti di Giuda. [28] Si stabilirono a Bersabea, a Moladà, a Casar-Sual, [29] a Bila, a Esem, a Tolad, [30] a Betuèl, a Corma, a Siklag, [31] a Bet-Marcabòt, a Casar-Susìm, a Bet-Birì e a Saaràim. Queste furono le loro città fino al regno di Davide. [32] Loro villaggi erano Etam, Ain, Rimmon, Tochen e Asan: cinque città [33] e tutti i villaggi che erano intorno a queste città fino a Baal. Questa era la loro sede e questi i loro nomi nei registri genealogici.
[34] Mesobàb, Iamlec, Iosa, figlio di Amasia, [35] Gioele, Ieu, figlio di Iosibia, figlio di Seraià, figlio di Asièl, [36] Elioenài, Iaakòba, Iesocaià, Asaià, Adièl, Iesimièl, Benaià, [37] Ziza, figlio di Sifì, figlio di Allon, figlio di Iedaià, figlio di Simrì, figlio di Semaià: [38] questi, elencati per nome, erano capi nelle loro famiglie; i loro casati si estesero molto. [39] Andarono verso l’ingresso di Ghedor fino a oriente della valle, in cerca di pascoli per le loro greggi. [40] Trovarono pascoli pingui e buoni; la regione era estesa, tranquilla e quieta, poiché prima vi abitavano i discendenti di Cam. [41] Ma gli uomini di cui sono stati elencati i nomi, al tempo di Ezechia, re di Giuda, assalirono e sbaragliarono le loro tende e i Meuniti, che si trovavano là; li votarono allo sterminio, che è durato fino ad oggi, e ne occuparono il posto poiché era ricco di pascoli per le greggi.
[42] Alcuni di loro, fra i discendenti di Simeone, andarono sulle montagne di Seir: cinquecento uomini, guidati da Pelatia, Nearia, Refaià e Uzzièl, figli di Isì. [43] Eliminarono i superstiti degli Amaleciti e si stabilirono là fino ad oggi.

Capitolo 5

[1] Figli di Ruben, primogenito d’Israele. Egli era il primogenito, ma, poiché aveva profanato il letto del padre, la primogenitura fu assegnata ai figli di Giuseppe, figlio d’Israele. Ma questa primogenitura non fu registrata. [2] Giuda infatti prevalse sui fratelli e un suo discendente divenne capo; tuttavia la primogenitura appartiene a Giuseppe.
[3] Figli di Ruben, primogenito d’Israele: Enoc, Pallu, Chesron e Carmì.
[4] Figli di Gioele: Semaià, di cui fu figlio Gog, di cui fu figlio Simei, [5] di cui fu figlio Mica, di cui fu figlio Reaià, di cui fu figlio Baal, [6] di cui fu figlio Beerà, che fu deportato nella deportazione di Tiglat-Pilèser, re d’Assiria; egli era il capo dei Rubeniti. [7] Suoi fratelli, secondo le loro famiglie, come sono iscritti nelle genealogie, furono: il primo Ieièl, quindi Zaccaria [8] e Bela, figlio di Azaz, figlio di Sema, figlio di Gioele, che dimorava ad Aroèr e si estendeva fino al Nebo e a Baal-Meon. [9] A oriente raggiungevano il limite del deserto che va dal fiume Eufrate in qua, perché le loro greggi erano numerose nel territorio di Gàlaad. [10] Al tempo di Saul mossero guerra agli Agareni; caduti questi nelle loro mani, essi si stabilirono nelle loro tende su tutta la parte orientale di Gàlaad.
[11] I figli di Gad, di fronte a loro, dimoravano nella regione di Basan fino a Salca. [12] Gioele, il primo, Safam, secondo, quindi Ianài e Safat in Basan. [13] Loro fratelli, secondo i loro casati, furono Michele, Mesullàm, Seba, Iorài, Iacan, Zia ed Eber: sette. [14] Costoro erano figli di Abicàil, figlio di Curì, figlio di Iaròach, figlio di Gàlaad, figlio di Michele, figlio di Iesisài, figlio di Iacdo, figlio di Buz. [15] Achì, figlio di Abdièl, figlio di Gunì, era il capo del loro casato. [16] Dimoravano in Gàlaad e in Basan e nelle loro dipendenze e in tutti i pascoli di Saron fino ai loro estremi confini. [17] Tutti costoro furono registrati negli elenchi genealogici di Iotam, re di Giuda, e al tempo di Geroboamo, re d’Israele.
[18] I figli di Ruben, i Gaditi e metà della tribù di Manasse, gente valorosa, armata di scudo e di spada, tiratori di arco ed esperti della guerra, potevano uscire in campo in numero di quarantaquattromilasettecentosessanta. [19] Essi attaccarono gli Agareni, Ietur, Nafis e Nodab. [20] Erano stati soccorsi contro costoro, perché durante l’assalto si erano rivolti a Dio, che li aiutò per la loro fiducia in lui e così gli Agareni e tutti i loro alleati furono consegnati nelle loro mani. [21] Essi razziarono il bestiame degli Agareni: cinquantamila cammelli, duecentocinquantamila pecore, duemila asini e centomila persone, [22] poiché numerosi furono i feriti a morte, dato che la guerra era voluta da Dio. I vincitori si stabilirono nei territori dei vinti fino alla deportazione.
[23] I figli di metà della tribù di Manasse abitavano nella regione che si estende da Basan a Baal-Ermon, a Senir e al monte Ermon; essi erano numerosi. [24] Questi sono i capi dei loro casati: Efer, Isì, Elièl, Azrièl, Geremia, Odavia e Iacdièl, uomini valorosi e famosi, capi dei loro casati.
[25] Ma furono infedeli al Dio dei loro padri, prostituendosi agli dèi delle popolazioni della terra, che Dio aveva distrutte davanti a loro. [26] Il Dio d’Israele eccitò lo spirito di Pul, re d’Assiria, cioè lo spirito di Tiglat-Pilèser, re d’Assiria, che deportò i Rubeniti, i Gaditi e metà della tribù di Manasse; li condusse a Chelach e presso il Cabor, ad Ara e al fiume di Gozan, ove rimangono ancora oggi.
[27] Figli di Levi: Gherson, Keat e Merarì. [28] Figli di Keat: Amram, Isar, Ebron e Uzzièl. [29] Figli di Amram: Aronne, Mosè e Maria. Figli di Aronne: Nadab, Abiu, Eleàzaro e Itamàr. [30] Eleàzaro generò Fineès; Fineès generò Abisùa; [31] Abisùa generò Bukkì; Bukkì generò Uzzì; [32] Uzzì generò Zerachia; Zerachia generò Meraiòt; [33] Meraiòt generò Amaria; Amaria generò Achitùb; [34] Achitùb generò Sadoc; Sadoc generò Achimàas; [35] Achimàas generò Azaria; Azaria generò Giovanni; [36] Giovanni generò Azaria, che fu sacerdote nel tempio costruito da Salomone a Gerusalemme. [37] Azaria generò Amaria; Amaria generò Achitùb; [38] Achitùb generò Sadoc; Sadoc generò Sallum; [39] Sallum generò Chelkia; Chelkia generò Azaria; [40] Azaria generò Seraià; Seraià generò Iosadàk. [41] Iosadàk partì quando il Signore, per mezzo di Nabucodònosor, fece deportare Giuda e Gerusalemme.

Capitolo 6

[1] Figli di Levi: Ghersom, Keat e Merarì. [2] Questi sono i nomi dei figli di Ghersom: Libnì e Simei. [3] Figli di Keat: Amram, Isar, Ebron e Uzzièl. [4] Figli di Merarì: Maclì e Musì. Queste sono le famiglie di Levi secondo i loro casati.
[5] Ghersom ebbe per figlio Libnì, di cui fu figlio Iacat, di cui fu figlio Zimmà, [6] di cui fu figlio Iòach, di cui fu figlio Iddo, di cui fu figlio Zerach, di cui fu figlio Ieotrài.
[7] Figli di Keat: Amminadàb, di cui fu figlio Core, di cui fu figlio Assir, [8] di cui fu figlio Elkanà, di cui fu figlio Abiasàf, di cui fu figlio Assir, [9] di cui fu figlio Tacat, di cui fu figlio Urièl, di cui fu figlio Ozia, di cui fu figlio Saul. [10] Figli di Elkanà: Amasài e Achimòt, [11] di cui fu figlio Elkanà, di cui fu figlio Sufài, di cui fu figlio Nacat, [12] di cui fu figlio Eliàb, di cui fu figlio Ierocàm, di cui fu figlio Elkanà. [13] Figli di Samuele: Gioele primogenito e Abia secondo.
[14] Figli di Merarì: Maclì, di cui fu figlio Libnì, di cui fu figlio Simei, di cui fu figlio Uzzà, [15] di cui fu figlio Simeà, di cui fu figlio Agghia, di cui fu figlio Asaià.
[16] Ecco coloro ai quali Davide affidò la direzione del canto nel tempio del Signore, dopo che vi ebbe sede l’arca. [17] Essi esercitarono l’ufficio di cantori davanti alla Dimora della tenda del convegno, finché Salomone non costruì il tempio del Signore a Gerusalemme. Nel servizio si attenevano alla regola fissata per loro.
[18] Questi furono gli incaricati e questi i loro figli. Tra i Keatiti: Eman il cantore, figlio di Gioele, figlio di Samuele, [19] figlio di Elkanà, figlio di Ierocàm, figlio di Elièl, figlio di Tòach, [20] figlio di Suf, figlio di Elkanà, figlio di Macat, figlio di Amasài, [21] figlio di Elkanà, figlio di Gioele, figlio di Azaria, figlio di Sofonia, [22] figlio di Tacat, figlio di Assir, figlio di Abiasàf, figlio di Core, [23] figlio di Isar, figlio di Keat, figlio di Levi, figlio d’Israele.
[24] Suo fratello era Asaf, che stava alla sua destra: Asaf, figlio di Berechia, figlio di Simeà, [25] figlio di Michele, figlio di Baasea, figlio di Malchia, [26] figlio di Etnì, figlio di Zerach, figlio di Adaià, [27] figlio di Etan, figlio di Zimmà, figlio di Simei, [28] figlio di Iacat, figlio di Ghersom, figlio di Levi.
[29] I figli di Merarì, loro fratelli, che stavano alla sinistra, erano Etan, figlio di Kisì, figlio di Abdì, figlio di Malluc, [30] figlio di Casabia, figlio di Amasia, figlio di Chelkia, [31] figlio di Amsì, figlio di Banì, figlio di Semer, [32] figlio di Maclì, figlio di Musì, figlio di Merarì, figlio di Levi.
[33] I loro fratelli leviti erano addetti a ogni servizio della Dimora nel tempio di Dio. [34] Aronne e i suoi figli bruciavano le offerte sull’altare dell’olocausto e sull’altare dell’incenso, curavano tutto il servizio nel Santo dei Santi e compivano il rito espiatorio per Israele, secondo quanto aveva comandato Mosè, servo di Dio.
[35] Questi sono i figli di Aronne: Eleàzaro, di cui fu figlio Fineès, di cui fu figlio Abisùa, [36] di cui fu figlio Bukkì, di cui fu figlio Uzzì, di cui fu figlio Zerachia, [37] di cui fu figlio Meraiòt, di cui fu figlio Amaria, di cui fu figlio Achitùb, [38] di cui fu figlio Sadoc, di cui fu figlio Achimàas.
[39] Queste sono le loro residenze, secondo i loro attendamenti nei rispettivi territori. Ai figli di Aronne della famiglia dei Keatiti, che furono sorteggiati per primi, [40] fu assegnata Ebron, nel territorio di Giuda, con i suoi pascoli vicini, [41] ma i terreni della città e i suoi villaggi furono assegnati a Caleb, figlio di Iefunnè. [42] Ai figli di Aronne furono assegnate come città di asilo Ebron, Libna con i suoi pascoli, Iattir, Estemòa con i suoi pascoli, [43] Chilez con i suoi pascoli, Debir con i suoi pascoli, [44] Asan con i suoi pascoli, Bet-Semes con i suoi pascoli [45] e, nella tribù di Beniamino, Gheba con i suoi pascoli, Alèmet con i suoi pascoli, Anatòt con i suoi pascoli. Totale: tredici città con i loro pascoli.
[46] Agli altri figli di Keat, secondo le loro famiglie, furono assegnate in sorte dieci città prese dalla tribù di Èfraim, dalla tribù di Dan e dalla metà della tribù di Manasse. [47] Ai figli di Ghersom, secondo le loro famiglie, furono assegnate tredici città prese dalla tribù di Ìssacar, dalla tribù di Aser, dalla tribù di Nèftali e dalla tribù di Manasse in Basan. [48] Ai figli di Merarì, secondo le loro famiglie, furono assegnate in sorte dodici città prese dalla tribù di Ruben, dalla tribù di Gad e dalla tribù di Zàbulon.
[49] Gli Israeliti assegnarono ai leviti queste città con i loro pascoli. [50] Queste città prese dalle tribù dei figli di Giuda, dei figli di Simeone e dei figli di Beniamino, le assegnarono in sorte dando loro il relativo nome.
[51] Alle famiglie dei figli di Keat furono assegnate in sorte città appartenenti alla tribù di Èfraim. [52] Assegnarono loro come città di asilo Sichem con i suoi pascoli, sulle montagne di Èfraim, Ghezer con i suoi pascoli, [53] Iokmeàm con i suoi pascoli, Bet-Oron con i suoi pascoli, [54] Àialon con i suoi pascoli, Gat-Rimmon con i suoi pascoli [55] e, dalla metà della tribù di Manasse, Aner con i suoi pascoli, Bileàm con i suoi pascoli. Queste città erano per la famiglia degli altri figli di Keat.
[56] Ai figli di Ghersom, secondo le loro famiglie, assegnarono in sorte dalla metà della tribù di Manasse: Golan in Basan con i suoi pascoli e Astaròt con i suoi pascoli; [57] dalla tribù di Ìssacar: Kedes con i suoi pascoli, Daberàt con i suoi pascoli, [58] Ramot con i suoi pascoli e Anem con i suoi pascoli; [59] dalla tribù di Aser: Masal con i suoi pascoli, Abdon con i suoi pascoli, [60] Cukok con i suoi pascoli e Recob con i suoi pascoli; [61] dalla tribù di Nèftali: Kedes di Galilea con i suoi pascoli, Cammon con i suoi pascoli e Kiriatàim con i suoi pascoli.
[62] Agli altri figli di Merarì dalla tribù di Zàbulon furono assegnate: Rimmon con i suoi pascoli e Tabor con i suoi pascoli; [63] oltre il Giordano di Gerico, a oriente del Giordano, dalla tribù di Ruben: Beser nel deserto con i suoi pascoli, Iaas con i suoi pascoli, [64] Kedemòt con i suoi pascoli, Mefàat con i suoi pascoli; [65] dalla tribù di Gad: Ramot in Gàlaad con i suoi pascoli, Macanàim con i suoi pascoli, [66] Chesbon con i suoi pascoli e Iazer con i suoi pascoli.

Capitolo 7

[1] Figli di Ìssacar: Tola, Pua, Iasub, Simron: quattro. [2] Figli di Tola: Uzzì, Refaià, Ierièl, Iacmài, Ibsam, Samuele, capi dei casati di Tola, uomini valorosi nelle loro genealogie; al tempo di Davide il loro numero era di ventiduemilaseicento. [3] Figli di Uzzì: Izrachia. Figli di Izrachia: Michele, Abdia, Gioele, Issia: in tutto cinque capi. [4] Suddivisi secondo le loro genealogie e i loro casati, avevano trentaseimila uomini nelle loro schiere armate per la guerra, poiché abbondavano di mogli e di figli. [5] I loro fratelli, appartenenti a tutte le famiglie di Ìssacar, uomini valorosi, secondo il loro censimento erano ottantasettemila in tutto.
[6] Figli di Beniamino: Bela, Becher e Iedaèl, tre. [7] Figli di Bela: Esbon, Uzzì, Uzzièl, Ierimòt, Irì, cinque capi dei loro casati, uomini valorosi; secondo il loro censimento erano ventiduemilatrentaquattro. [8] Figli di Becher: Zemirà, Ioas, Elièzer, Elioenài, Omri, Ieremòt, Abia, Anatòt e Alèmet; tutti costoro erano figli di Becher. [9] Il loro censimento, eseguito secondo le loro genealogie in base ai capi dei loro casati, indicò ventimiladuecento uomini valorosi. [10] Figli di Iediaèl: Bilan. Figli di Bilan: Ieus, Beniamino, Eud, Chenaanà, Zetan, Tarsis e Achisacàr. [11] Tutti questi erano figli di Iediaèl, capi dei loro casati, uomini valorosi, in numero di diciassettemiladuecento, pronti per una spedizione militare e per combattere.
[12] Suppìm e Cuppìm, figli di Ir; Cusìm, figlio di Acher.
[13] Figli di Nèftali: Iacasièl, Gunì, Ieser e Sallum, figli di Bila.
[14] Figli di Manasse: Asrièl, partorito dalla concubina aramea che partorì anche Machir, padre di Gàlaad. [15] Machir prese una moglie per Cuppìm e Suppìm; sua sorella si chiamava Maacà. Il secondo figlio si chiamava Selofcàd; Selofcàd aveva solo figlie. [16] Maacà, moglie di Machir, partorì un figlio che chiamò Peres, mentre suo fratello si chiamava Seres; suoi figli erano Ulam e Rekem. [17] Figlio di Ulam: Bedan. Questi furono i figli di Gàlaad, figlio di Machir, figlio di Manasse. [18] La sua sorella Ammolèket partorì Isod, Abièzer e Macla. [19] Figli di Semidà furono Achiàn, Sichem, Lichì e Aniàm.
[20] Figli di Èfraim: Sutèlach, di cui fu figlio Bered, di cui fu figlio Tacat, di cui fu figlio Eladà, di cui fu figlio Tacat, [21] di cui fu figlio Zabad, di cui furono figli Sutèlach, Ezer ed Elad, uccisi dagli uomini di Gat, indigeni della regione, perché erano scesi a razziarne il bestiame. [22] Il loro padre Èfraim li pianse per molti giorni e i suoi fratelli vennero per consolarlo. [23] Quindi si unì alla moglie, che rimase incinta e partorì un figlio che il padre chiamò Berià, perché nato con la sventura in casa. [24] Figlia di Èfraim fu Seerà, la quale edificò Bet-Oron inferiore e superiore, e Uzzen-Seerà. [25] Suo figlio fu anche Refach, di cui fu figlio Resef, di cui fu figlio Telach, di cui fu figlio Tacan, [26] di cui fu figlio Ladan, di cui fu figlio Ammiùd, di cui fu figlio Elisamà, [27] di cui fu figlio Nun, di cui fu figlio Giosuè. [28] Loro proprietà e loro residenza furono Betel con le sue dipendenze, a oriente Naaràn, a occidente Ghezer con le sue dipendenze, Sichem con le sue dipendenze fino ad Aià con le sue dipendenze. [29] Appartenevano ai figli di Manasse: Bet-Sean con le sue dipendenze, Taanac con le sue dipendenze, Meghiddo con le sue dipendenze, Dor con le sue dipendenze. In queste località abitavano i figli di Giuseppe, figlio d’Israele.
[30] Figli di Aser: Imna, Isva, Isvì, Berià e la loro sorella Serach. [31] Figli di Berià: Cheber e Malchièl, padre di Birzàit. [32] Cheber generò Iaflet, Semer, Cotam e Suà loro sorella. [33] Figli di Iaflet: Pasac, Bimal e Asvat; questi furono i figli di Iaflet. [34] Figli di Semer, suo fratello: Roga, Cubba e Aram. [35] Figli di Chelem, suo fratello: Sofach, Imna, Seles e Amal. [36] Figli di Sofach: Suach, Carnefer, Sual, Berì, Imra, [37] Beser, Od, Sammà, Silsa, Itran e Beerà. [38] Figli di Ieter: Iefunnè, Pispa e Ara. [39] Figli di Ullà: Arach, Cannièl e Risià. [40] Tutti costoro furono figli di Aser, capi di casato, uomini scelti e valorosi, capi tra i prìncipi. Nel loro censimento, eseguito in base alla capacità militare, risultò il numero ventiseimila.

Capitolo 8

[1] Beniamino generò Bela suo primogenito, Asbel secondo, Achiràm terzo, [2] Noca quarto e Rafa quinto. [3] Bela ebbe come figli Addar, Ghera, padre di Ecud, [4] Abisùa, Naamàn, Acòach, [5] Ghera, Sepufàn e Curam.
[6] Questi furono i figli di Ecud, che erano capi di casato fra gli abitanti di Gheba e che furono deportati a Manàcat: [7] Naamàn, Achia e Ghera, che li deportò e generò Uzzà e Achicùd.
[8] Sacaràim ebbe figli nel territorio di Moab, dopo aver ripudiato le mogli Cusìm e Baarà. [9] Da Codes, sua moglie, generò Iobab, Sibìa, Mesa, Malcam, [10] Ieus, Sachìa e Mirma. Questi furono i suoi figli, capi di casato.
[11] Da Cusìm generò Abitùb ed Elpàal. [12] Figli di Elpàal: Eber, Misam e Semed, che costruì Ono e Lod con le sue dipendenze.
[13] Berià e Sema, che furono capi di casato fra gli abitanti di Àialon, misero in fuga gli abitanti di Gat. [14] Loro fratelli: Sasak e Ieremòt.
[15] Zebadia, Arad, Eder, [16] Michele, Ispa e Ioca erano figli di Berià. [17] Zebadia, Mesullàm, Chizkì, Cheber, [18] Ismerài, Izlia e Iobab erano figli di Elpàal. [19] Iakim, Zikrì, Zabdì, [20] Elienài, Silletài, Elièl, [21] Adaià, Beraià e Simrat erano figli di Simei. [22] Ispan, Eber, Elièl, [23] Abdon, Zikrì, Canan, [24] Anania, Elam, Antotia, [25] Ifdia e Penuèl erano figli di Sasak. [26] Samserài, Secaria, Atalia, [27] Iaaresia, Elia e Zikrì erano figli di Ierocàm. [28] Questi erano capi di casato, secondo le loro genealogie; essi abitavano a Gerusalemme.
[29] A Gàbaon abitava il padre di Gàbaon, la cui moglie si chiamava Maacà. [30] Suo figlio primogenito era Abdon, poi Sur, Kis, Baal, Ner, Nadab, [31] Ghedor, Achio, Zeker e Miklòt. [32] Miklòt generò Simeà. Anche costoro, come già i loro fratelli, abitavano a Gerusalemme assieme a loro. [33] Ner generò Kis; Kis generò Saul; Saul generò Giònata, Malchisùa, Abinadàb e Is-Baal. [34] Figlio di Giònata fu Merib-Baal; Merib-Baal generò Mica. [35] Figli di Mica: Piton, Melec, Tarea e Acaz. [36] Acaz generò Ioaddà; Ioaddà generò Alèmet, Azmàvet e Zimrì; Zimrì generò Mosa. [37] Mosa generò Bineà, di cui fu figlio Rafa, di cui fu figlio Elasà, di cui fu figlio Asel. [38] Asel ebbe sei figli, che si chiamavano Azrikàm, Bocru, Ismaele, Searia, Abdia e Canan; tutti questi erano figli di Asel. [39] Figli di Esek, suo fratello: Ulam suo primogenito, Ieus secondo, Elifèlet terzo. [40] I figli di Ulam erano uomini valorosi e tiratori di arco. Ebbero numerosi figli e nipoti: centocinquanta.
Tutti questi erano discendenti di Beniamino.

Capitolo 9

[1] Tutti gli Israeliti furono registrati per genealogie e iscritti nel libro dei re d’Israele e di Giuda; per le loro colpe furono deportati a Babilonia. [2] I primi abitanti che si erano ristabiliti nelle loro proprietà, nelle loro città, erano Israeliti, sacerdoti, leviti e oblati.
[3] A Gerusalemme abitavano figli di Giuda, di Beniamino, di Èfraim e di Manasse.
[4] Utài, figlio di Ammiùd, figlio di Omri, figlio di Imrì, figlio di Banì dei figli di Peres, figlio di Giuda. [5] Tra i Siloniti: Asaià il primogenito e i suoi figli. [6] Tra i figli di Zerach: Ieuèl. Con i loro fratelli erano seicentonovanta in tutto.
[7] Tra i figli di Beniamino: Sallu, figlio di Mesullàm, figlio di Odavia, figlio di Assenuà, [8] Ibnia, figlio di Ierocàm, Ela, figlio di Uzzì, figlio di Micrì, e Mesullàm, figlio di Sefatia, figlio di Reuèl, figlio di Ibnia. [9] I loro fratelli, secondo le loro genealogie, erano novecentocinquantasei; tutti costoro erano capi di casato.
[10] Tra i sacerdoti: Iedaià, Ioiarìb, Iachin [11] e Azaria, figlio di Chelkia, figlio di Mesullàm, figlio di Sadoc, figlio di Meraiòt, figlio di Achitùb, capo del tempio di Dio, [12] Adaià, figlio di Ierocàm, figlio di Pascur, figlio di Malchia, e Masài, figlio di Adièl, figlio di Iaczerà, figlio di Mesullàm, figlio di Mesillemìt, figlio di Immer. [13] I loro fratelli, capi dei loro casati, erano millesettecentosessanta, uomini abili in ogni lavoro per il servizio del tempio di Dio.
[14] Dei leviti: Semaià, figlio di Cassub, figlio di Azrikàm, figlio di Casabia dei figli di Merarì, [15] Bakbakkàr, Cheres, Galal, Mattania, figlio di Mica, figlio di Zikrì, figlio di Asaf, [16] Abdia, figlio di Semaià, figlio di Galal, figlio di Iedutùn, e Berechia, figlio di Asa, figlio di Elkanà, che abitava nei villaggi dei Netofatiti.
[17] Dei portieri: Sallum, Akkub, Talmon, Achimàn e i loro fratelli. Sallum era il capo [18] e sta fino ad oggi alla porta del re a oriente. Costoro erano i portieri degli accampamenti dei figli di Levi. [19] Sallum, figlio di Cori, figlio di Ebiasàf, figlio di Core, e i suoi fratelli, i Coriti, del suo casato, attendevano al servizio liturgico; erano custodi della soglia della tenda e i loro padri custodivano l’ingresso nell’accampamento del Signore. [20] Fineès, figlio di Eleàzaro, era un tempo il loro capo, il Signore sia con lui! [21] Zaccaria, figlio di Meselemia, custodiva la porta della tenda del convegno. [22] Tutti costoro, scelti come custodi della soglia, erano duecentododici; erano iscritti nelle genealogie secondo i loro villaggi. Li avevano stabiliti nell’ufficio per la loro fedeltà Davide e il veggente Samuele. [23] Essi e i loro figli avevano la responsabilità delle porte nel tempio del Signore, cioè nella casa della tenda. [24] C’erano portieri ai quattro lati: oriente, occidente, settentrione e meridione. [25] I loro fratelli, che abitavano nei loro villaggi, di tanto in tanto dovevano andare con loro per sette giorni. [26] Poiché erano sempre in funzione, quei quattro portieri maggiori, che erano leviti, controllavano le stanze e i tesori del tempio di Dio. [27] Alloggiavano nelle adiacenze del tempio di Dio, perché a loro incombeva la sua custodia e la sua apertura ogni mattina. [28] Di essi alcuni controllavano gli oggetti per il culto, che contavano quando li portavano dentro e quando li riportavano fuori. [29] Alcuni erano incaricati degli arredi, di tutti gli oggetti del santuario, della farina, del vino, dell’olio, dell’incenso e degli aromi. [30] Alcuni tra i figli dei sacerdoti preparavano le sostanze aromatiche per i profumi.
[31] Il levita Mattitia, primogenito di Sallum il Corita, per la sua fedeltà era incaricato di ciò che si preparava nei tegami. [32] Tra i figli dei Keatiti, alcuni loro fratelli badavano ai pani dell’offerta da disporre ogni sabato.
[33] Questi erano i cantori, capi di casato levitici; vivevano liberi da altri compiti nelle stanze del tempio, perché giorno e notte erano in attività. [34] Questi erano i capi delle famiglie levitiche, secondo le loro genealogie; essi abitavano a Gerusalemme.
[35] A Gàbaon abitavano il padre di Gàbaon, Ieièl, la cui moglie si chiamava Maacà, [36] suo figlio primogenito Abdon, poi Sur, Kis, Baal, Ner, Nadab, [37] Ghedor, Achio, Zaccaria e Miklòt. [38] Miklòt generò Simeàm. Anche costoro, come già i loro fratelli, abitavano a Gerusalemme assieme a loro. [39] Ner generò Kis; Kis generò Saul; Saul generò Giònata, Malchisùa, Abinadàb e Is-Baal. [40] Figlio di Giònata fu Merib-Baal; Merib-Baal generò Mica. [41] Figli di Mica: Piton, Melec e Tacrea. [42] Acaz generò Iara; Iara generò Alèmet, Azmàvet e Zimrì; Zimrì generò Mosa. [43] Mosa generò Bineà, di cui fu figlio Refaià, di cui fu figlio Elasà, di cui fu figlio Asel. [44] Asel ebbe sei figli, che si chiamavano Azrikàm, Bocru, Ismaele, Searia, Abdia e Canan; questi erano figli di Asel.

Capitolo 10

[1] I Filistei attaccarono Israele, ma gli uomini d’Israele fuggirono davanti ai Filistei e caddero trafitti da loro sul monte Gèlboe. [2] I Filistei inseguirono molto da vicino Saul e i suoi figli, e colpirono a morte Giònata, Abinadàb e Malchisùa, figli di Saul. [3] La battaglia si concentrò intorno a Saul: gli arcieri lo presero di mira con gli archi ed egli fu ferito gravemente dagli arcieri. [4] Allora Saul disse al suo scudiero: «Sfodera la spada e trafiggimi, prima che vengano quegli incirconcisi a schernirmi». Ma lo scudiero non volle, perché era troppo spaventato. Allora Saul prese la spada e vi si gettò sopra. [5] Quando lo scudiero vide che Saul era morto, si gettò anche lui sulla spada e morì. [6] Così morì Saul con i suoi tre figli; tutta la sua famiglia morì insieme. [7] Quando tutti gli Israeliti della valle videro che i loro erano in fuga e che erano morti Saul e i suoi figli, abbandonarono le loro città e fuggirono. Vennero i Filistei e vi si stabilirono. [8] Il giorno dopo, i Filistei vennero a spogliare i cadaveri e trovarono Saul e i suoi figli caduti sul monte Gèlboe. [9] Lo spogliarono, presero la testa e le armi e mandarono a dare il felice annuncio in giro nella terra dei Filistei, ai loro idoli e al popolo. [10] Deposero le sue armi nel tempio del loro dio e appesero il suo teschio nel tempio di Dagon. [11] Tutti gli abitanti di Iabes di Gàlaad vennero a sapere tutto quello che i Filistei avevano fatto a Saul. [12] Tutti i loro guerrieri andarono a prendere il corpo di Saul e i corpi dei suoi figli e li portarono a Iabes; seppellirono le loro ossa sotto la quercia a Iabes e fecero digiuno per sette giorni.
[13] Così Saul morì a causa della sua infedeltà al Signore, perché non ne aveva ascoltato la parola e perché aveva evocato uno spirito per consultarlo. [14] Non aveva consultato il Signore; per questo il Signore lo fece morire e trasferì il regno a Davide, figlio di Iesse.

Capitolo 11

[1] Tutti gli Israeliti si raccolsero intorno a Davide a Ebron e gli dissero: «Ecco, noi siamo tue ossa e tua carne. [2] Già prima, quando regnava Saul, tu conducevi e riconducevi Israele. Il Signore, tuo Dio, ti ha detto: “Tu pascerai il mio popolo Israele; tu sarai capo del mio popolo Israele”». [3] Vennero dunque tutti gli anziani d’Israele dal re a Ebron, Davide concluse con loro un’alleanza a Ebron davanti al Signore, ed essi unsero Davide re d’Israele, secondo la parola pronunciata dal Signore per mezzo di Samuele.
[4] Davide con tutto Israele andò a Gerusalemme, cioè Gebus, dove c’erano i Gebusei, abitanti della regione. [5] Gli abitanti di Gebus dissero a Davide: «Tu qui non entrerai». Ma Davide espugnò la rocca di Sion, cioè la Città di Davide. [6] Davide aveva detto: «Chi colpirà per primo i Gebusei diventerà capo e principe». Salì per primo Ioab, figlio di Seruià, che divenne così capo. [7] Davide si stabilì nella rocca, che perciò fu chiamata Città di Davide. [8] Egli fortificò la città tutt’intorno, dal Millo per tutto il suo perimetro; Ioab restaurò il resto della città. [9] Davide andava crescendo sempre più in potenza e il Signore degli eserciti era con lui.
[10] Questi sono i capi dei prodi di Davide, che si erano affermati con il valore nel suo regno e che, insieme con tutto Israele, lo avevano costituito re, secondo la parola del Signore nei riguardi d’Israele. [11] Ecco l’elenco dei prodi di Davide: Iasobàm, figlio di un Acmonita, capo dei Tre. Egli, impugnando la lancia contro trecento uomini, li trafisse in un solo scontro. [12] Dopo di lui veniva Eleàzaro, figlio di Dodo, l’Acochita; era uno dei tre prodi. [13] Egli fu con Davide a Pas-Dammìm. I Filistei vi si erano riuniti per combattere; c’era un campo pieno d’orzo e il popolo fuggì dinanzi ai Filistei. [14] Egli allora si appostò in mezzo al campo, lo difese e sconfisse i Filistei, e il Signore operò una grande salvezza.
[15] Tre dei Trenta capi scesero sulla roccia presso Davide, nella caverna di Adullàm; il campo dei Filistei era posto nella valle dei Refaìm. [16] Davide era allora nel rifugio e c’era una postazione di Filistei a Betlemme. [17] Davide ebbe un desiderio e disse: «Se qualcuno mi desse da bere l’acqua del pozzo che è vicino alla porta di Betlemme!». [18] I tre irruppero nel campo filisteo, attinsero l’acqua dal pozzo di Betlemme, vicino alla porta, la presero e la presentarono a Davide, il quale però non ne volle bere, ma la sparse in onore del Signore, [19] dicendo: «Non sia mai, mio Dio, che io faccia una cosa simile! Dovrei bere il sangue di quegli uomini insieme con la loro vita? Difatti l’hanno portata a rischio della propria vita». Non la volle bere. Tali gesta compirono quei tre prodi.
[20] Abisài, fratello di Ioab, fu il capo dei Trenta. Egli impugnando la lancia contro trecento uomini li trafisse; si fece un nome fra i Trenta. [21] Fu stimato doppiamente fra i Trenta e divenne loro comandante, ma non giunse alla pari dei Tre. [22] Poi veniva Benaià, figlio di Ioiadà, uomo valoroso, di molte prodezze, originario di Kabseèl. Egli uccise i due figli di Arièl, di Moab; inoltre, sceso in una cisterna in un giorno di neve, vi abbatté un leone. [23] Uccise anche un Egiziano, alto cinque cubiti, il quale aveva in mano una lancia come un cilindro da tessitore; gli andò incontro con un bastone, strappò di mano all’Egiziano la lancia e lo uccise con la sua stessa lancia.
[24] Questo fece Benaià, figlio di Ioiadà, e si fece un nome fra i trenta prodi. [25] Fu glorioso fra i Trenta, ma non giunse alla pari dei Tre. Davide lo mise a capo del suo corpo di guardia.
[26] Ecco i prodi valorosi: Asaèl, fratello di Ioab, Elcanàn, figlio di Dodo, di Betlemme, [27] Sammòt di Carod, Cheles di Pelet, [28] Ira, figlio di Ikkes, di Tekòa, Abièzer di Anatòt, [29] Sibbecài di Cusa, Ilài di Acòach, [30] Marài di Netofà, Cheled, figlio di Baanà, di Netofà, [31] Itài, figlio di Ribài, di Gàbaa dei figli di Beniamino, Benaià di Piratòn, [32] Curài di Nacalè-Gaas, Abièl di Arbàt, [33] Azmàvet di Bacurìm, Eliacbà di Saalbòn, [34] Iasen di Gun, Giònata, figlio di Saghè, di Arar, [35] Achiam, figlio di Sacar, di Arar, Elifèlet, figlio di Ur, [36] Chefer di Mecherà, Achia di Pelon, [37] Chesrò di Carmel, Naarài, figlio di Ezbài, [38] Gioele, fratello di Natan, Mibcar, figlio di Agrì, [39] Selek l’Ammonita, Nacrài di Beeròt, scudiero di Ioab, figlio di Seruià, [40] Ira di Ieter, Gareb di Ieter, [41] Uria l’Ittita, Zabad, figlio di Aclài, [42] Adinà, figlio di Siza il Rubenita, capo dei Rubeniti, e con lui altri trenta, [43] Canan, figlio di Maacà, Giòsafat di Meten, [44] Ozia di Astaròt, Sama e Ieièl, figli di Cotam di Aroèr, [45] Iediaèl, figlio di Simrì, e Ioca, suo fratello, di Tisì, [46] Elièl di Macavìm, Ieribài e Osea, figli di Elnàam, Itma il Moabita, [47] Elièl, Obed e Iaasièl di Soba.

Capitolo 12

[1] Questi sono gli uomini che raggiunsero Davide a Siklag, quando ancora fuggiva di fronte a Saul, figlio di Kis. Essi erano i prodi che l’aiutarono in guerra. [2] Erano armati d’arco e sapevano tirare frecce e sassi con la destra e con la sinistra; erano della tribù di Beniamino, fratelli di Saul: [3] Achièzer, il capo, e Ioas, figli di Semaà, di Gàbaa, Iezièl e Pelet, figli di Azmàvet, Beracà e Ieu di Anatòt, [4] Ismaia di Gàbaon, prode fra i Trenta e sopra i Trenta, [5] Geremia, Iacazièl, Giovanni e Iozabàd di Ghederà, [6] Eleuzài, Ierimòt, Bealia, Semaria, Sefatia di Carif, [7] Elkanà, Issia, Azarèl, Ioèzer, Iasobàm, Coriti, [8] Ioelà e Zebadia, figli di Ierocàm, di Ghedor.
[9] Dei Gaditi alcuni uomini passarono a Davide nella fortezza del deserto; erano uomini valorosi, guerrieri pronti a combattere, abili nell’uso dello scudo e della lancia, sembravano leoni ed erano agili come gazzelle sui monti: [10] Ezer era il capo, Abdia il secondo, Eliàb il terzo, [11] Mismannà il quarto, Geremia il quinto, [12] Attài il sesto, Elièl il settimo, [13] Giovanni l’ottavo, Elzabàd il nono, [14] Geremia il decimo, Macbannài l’undicesimo. [15] Costoro erano discendenti di Gad, capi dell’esercito; il più piccolo ne comandava cento e il più grande mille. [16] Questi attraversarono il Giordano nel primo mese dell’anno, mentre era in piena su tutte le rive, e misero in fuga tutti gli abitanti della valle a oriente e a occidente.
[17] Alcuni dei figli di Beniamino e di Giuda andarono da Davide fino alla sua fortezza. [18] Davide uscì loro incontro e presa la parola disse loro: «Se siete venuti da me con intenzioni pacifiche per aiutarmi, sono disposto a unirmi a voi; ma se venite per tradirmi e consegnarmi ai miei avversari, mentre non c’è violenza nelle mie mani, il Dio dei nostri padri veda e punisca». [19] Allora lo spirito invase Amasài, capo dei Trenta:
«Per te, Davide,
e con te, figlio di Iesse.
Pace, pace a te,
e pace a chi ti aiuta,
perché il tuo Dio ti aiuta».
Davide li accolse e li costituì capi di schiere.
[20] Anche da Manasse alcuni passarono a Davide, mentre insieme con i Filistei marciava in guerra contro Saul. Egli però non li aiutò perché, essendosi consultati, i prìncipi dei Filistei lo rimandarono dicendo: «A danno delle nostre teste, egli passerebbe a Saul, suo signore». [21] Mentre era diretto a Siklag, passarono dalla sua parte i manassiti Adnach, Iozabàd, Iediaèl, Michele, Iozabàd, Eliu e Silletài, capi di migliaia nella tribù di Manasse. [22] Essi aiutarono Davide contro i razziatori, perché erano tutti valorosi, e divennero comandanti dell’esercito. [23] In verità ogni giorno alcuni passavano dalla parte di Davide per aiutarlo e così il suo divenne un accampamento enorme.
[24] Ecco le cifre dei capi armati che passarono a Davide a Ebron per trasferire il regno da Saul a lui, secondo l’ordine del Signore.
[25] Dei figli di Giuda, che portavano scudo e lancia: seimilaottocento armati.
[26] Dei figli di Simeone, uomini valorosi in guerra: settemilacento.
[27] Dei figli di Levi: quattromilaseicento, [28] inoltre Ioiadà, condottiero della famiglia di Aronne, e con lui tremilasettecento, [29] e Sadoc, giovane molto valoroso, e il casato con i ventidue comandanti.
[30] Dei figli di Beniamino, fratelli di Saul: tremila, perché in massima parte essi rimasero al servizio della casa di Saul.
[31] Dei figli di Èfraim: ventimilaottocento uomini valorosi, celebri nei loro casati.
[32] Di metà della tribù di Manàsse: diciottomila, che furono designati per nome, per andare a proclamare re Davide.
[33] Dei figli di Ìssacar, che conoscevano bene i vari tempi, in modo da sapere che cosa dovesse fare Israele: duecento capi e tutti i loro fratelli alle loro dipendenze.
[34] Di Zàbulon: cinquantamila, arruolati nell’esercito, pronti per la battaglia con tutte le armi da guerra, disposti ad aiutare senza doppiezza.
[35] Di Nèftali: mille comandanti e con loro trentasettemila dotati di scudo e di lancia.
[36] Dei Daniti: ventottomilaseicento, armati per la guerra.
[37] Di Aser: quarantamila guerrieri, arruolati nell’esercito e armati per la guerra.
[38] Dalla Transgiordania, ossia dei Rubeniti, dei Gaditi e di metà della tribù di Manasse: centoventimila con tutte le armi da guerra.
[39] Tutti costoro, guerrieri pronti a marciare, con cuore leale si recarono a Ebron per proclamare Davide re su tutto Israele; anche tutto il resto d’Israele era concorde nel proclamare re Davide. [40] Rimasero là con Davide tre giorni, mangiando e bevendo quanto i fratelli avevano preparato per loro. [41] Anche i loro vicini e perfino da Ìssacar, da Zàbulon e da Nèftali avevano portato cibarie con asini, cammelli, muli e buoi: farina, schiacciate di fichi, uva passa, vino, olio, buoi e pecore in gran quantità, perché c’era gioia in Israele.

Capitolo 13

[1] Davide si consigliò con i comandanti di migliaia e di centinaia e con tutti i condottieri. [2] A tutta l’assemblea d’Israele Davide disse: «Se vi sembra bene e se il Signore, nostro Dio, lo consente, comunichiamo ai nostri fratelli rimasti in tutti i territori d’Israele, ai sacerdoti e ai leviti nelle città dei loro pascoli, di radunarsi presso di noi. [3] Così riporteremo l’arca del nostro Dio qui presso di noi, perché non ce ne siamo più curati dal tempo di Saul». [4] Tutti i partecipanti all’assemblea approvarono che si facesse così, perché la proposta parve giusta agli occhi di tutto il popolo.
[5] Davide convocò tutto Israele, da Sicor d’Egitto fino all'ingresso di Camat, per trasportare l’arca di Dio da Kiriat-Iearìm. [6] Davide con tutto Israele salì a Baalà, verso Kiriat-Iearìm, che apparteneva a Giuda, per far salire di là l’arca di Dio, sulla quale si proclama il nome del Signore, che siede sui cherubini. [7] Dalla casa di Abinadàb trasportarono l’arca di Dio su un carro nuovo; Uzzà e Achio conducevano il carro. [8] Davide e tutto Israele danzavano davanti a Dio con tutte le forze, con canti e con cetre, arpe, tamburelli, cimbali e trombe. [9] Giunti all’aia di Chidon, Uzzà stese la mano per trattenere l’arca, perché i buoi vacillavano. [10] L’ira del Signore si accese contro Uzzà e lo colpì perché aveva steso la mano sull’arca, e morì sul posto, davanti a Dio. [11] Davide si rattristò, perché il Signore aveva aperto una breccia contro Uzzà; quel luogo fu chiamato Peres-Uzzà fino ad oggi.
[12] Davide in quel giorno ebbe timore di Dio e disse: «Come potrei condurre presso di me l’arca di Dio?». [13] Così Davide non portò l’arca presso di sé nella Città di Davide, ma la fece dirottare nella casa di Obed-Edom di Gat. [14] L’arca di Dio rimase tre mesi in casa di Obed-Edom e il Signore benedisse la casa di Obed-Edom e quanto gli apparteneva.

Capitolo 14

[1] Chiram, re di Tiro, inviò messaggeri a Davide con legno di cedro, muratori e carpentieri per costruirgli una casa. [2] Davide seppe allora che il Signore lo confermava re d’Israele e che il suo regno era molto esaltato per amore d’Israele, suo popolo.
[3] Davide prese altre mogli a Gerusalemme e generò altri figli e figlie. [4] I nomi di quelli che gli furono generati a Gerusalemme sono: Sammùa, Sobab, Natan, Salomone, [5] Ibcar, Elisùa, Elifèlet, [6] Noga, Nefeg, Iafìa, [7] Elisamà, Beeliadà ed Elifèlet.
[8] Quando i Filistei seppero che Davide era stato unto re di tutto Israele, salirono tutti per dargli la caccia. Appena Davide ne fu informato, uscì loro incontro. [9] Vennero i Filistei e invasero la valle dei Refaìm. [10] Davide consultò Dio, chiedendo: «Devo andare contro i Filistei? Li metterai nelle mie mani?». Il Signore gli rispose: «Va’ pure; li metterò nelle tue mani». [11] Quelli vennero a Baal-Perasìm, dove Davide li sconfisse. Davide disse: «Dio ha aperto per mio mezzo una breccia tra i miei nemici, come una breccia aperta dalle acque». Per questo chiamò quel luogo Baal-Perasìm. [12] I Filistei vi abbandonarono i loro idoli e Davide ordinò: «Brucino tra le fiamme!».
[13] I Filistei tornarono di nuovo a invadere la valle. [14] Davide consultò ancora Dio, che gli rispose: «Non seguirli; aggirali e raggiungili dalla parte di Becaìm. [15] Quando sentirai un rumore di passi sulla cima di Becaìm, allora uscirai a combattere, perché Dio uscirà davanti a te, per colpire l’accampamento dei Filistei». [16] Davide fece come Dio gli aveva ordinato e colpì l’accampamento dei Filistei da Gàbaon fino a Ghezer. [17] La fama di Davide si diffuse in tutti i paesi, mentre il Signore lo rendeva terribile fra tutte le genti.

Capitolo 15

[1] Egli si costruì edifici nella Città di Davide, preparò il posto per l’arca di Dio ed eresse per essa una tenda. [2] Allora Davide disse: «Nessuno, se non i leviti, porti l’arca di Dio, perché Dio li ha scelti come portatori dell’arca e come suoi ministri per sempre».
[3] Davide convocò tutto Israele a Gerusalemme, per far salire l’arca del Signore nel posto che le aveva preparato. [4] Davide radunò i figli di Aronne e i leviti. [5] Dei figli di Keat: Urièl, il comandante, con i centoventi fratelli; [6] dei figli di Merarì: Asaià, il comandante, con i duecentoventi fratelli; [7] dei figli di Ghersom: Gioele, il comandante, con i centotrenta fratelli; [8] dei figli di Elisafàn: Semaià, il comandante, con i duecento fratelli; [9] dei figli di Ebron: Elièl, il comandante, con gli ottanta fratelli; [10] dei figli di Uzzièl: Amminadàb, il comandante, con i centodieci fratelli.
[11] Davide chiamò i sacerdoti Sadoc ed Ebiatàr e i leviti Urièl, Asaià, Gioele, Semaià, Elièl e Amminadàb [12] e disse loro: «Voi siete i capi dei casati levitici. Santificatevi, voi e i vostri fratelli. Quindi fate salire l’arca del Signore, Dio d’Israele, nel posto che io le ho preparato. [13] Poiché la prima volta voi non c’eravate, il Signore nostro Dio si irritò con noi, perché non l’abbiamo consultato secondo la regola».
[14] I sacerdoti e i leviti si santificarono per far salire l’arca del Signore, Dio d’Israele. [15] I figli dei leviti sollevarono l’arca di Dio sulle loro spalle per mezzo di stanghe, come aveva prescritto Mosè sulla parola del Signore. [16] Davide disse ai capi dei leviti di tenere pronti i loro fratelli, i cantori con gli strumenti musicali, arpe, cetre e cimbali, perché, levando la loro voce, facessero udire i suoni di gioia. [17] I leviti tennero pronti Eman, figlio di Gioele, Asaf, uno dei suoi fratelli, figlio di Berechia, e, tra i figli di Merarì, loro fratelli, Etan, figlio di Kusaià. [18] Con loro c’erano i loro fratelli di secondo grado: Zaccaria, Ben, Iaazièl, Semiramòt, Iechièl, Unnì, Eliàb, Benaià, Maasia, Mattitia, Elifleu, Micneià, Obed-Edom e Ieièl portieri. [19] I cantori Eman, Asaf ed Etan usavano cimbali di bronzo per il loro suono squillante. [20] Zaccaria, Azièl, Semiramòt, Iechièl, Unnì, Eliàb, Maasia e Benaià suonavano arpe in acuto. [21] Mattitia, Elifleu, Micneià, Obed-Edom, Ieièl, Azaria suonavano le cetre sull’ottava per dare il tono. [22] Chenania, capo dei leviti, dirigeva l’esecuzione, perché era esperto. [23] Berechia ed Elkanà facevano da portieri presso l’arca. [24] I sacerdoti Sebania, Giòsafat, Netanèl, Amasài, Zaccaria, Benaià, Elièzer suonavano le trombe davanti all’arca di Dio; Obed-Edom e Iechia facevano da portieri presso l’arca.
[25] Davide, gli anziani d’Israele e i comandanti di migliaia procedettero con gioia a far salire l’arca dell’alleanza del Signore dalla casa di Obed-Edom. [26] Poiché Dio assisteva i leviti che portavano l’arca dell’alleanza del Signore, si sacrificarono sette giovenchi e sette arieti. [27] Davide indossava un manto di bisso, come pure tutti i leviti che portavano l’arca, i cantori e Chenania, che dirigeva l’esecuzione. Davide aveva inoltre un efod di lino. [28] Tutto Israele faceva salire l’arca dell’alleanza del Signore con grida, con suoni di corno, con trombe e con cimbali, suonando arpe e cetre. [29] Quando l’arca dell’alleanza del Signore entrò nella Città di Davide, Mical, figlia di Saul, guardando dalla finestra, vide il re Davide ballare e far festa e lo disprezzò in cuor suo.

Capitolo 16

[1] Introdussero dunque l’arca di Dio e la collocarono al centro della tenda che Davide aveva piantato per essa; offrirono olocausti e sacrifici di comunione davanti a Dio. [2] Quando ebbe finito di offrire gli olocausti e i sacrifici di comunione, Davide benedisse il popolo nel nome del Signore. [3] Distribuì a tutti gli Israeliti, uomini e donne, una pagnotta di pane, una porzione di carne arrostita e una schiacciata di uva passa.
[4] Egli stabilì che alcuni leviti stessero davanti all’arca del Signore come ministri, per celebrare, ringraziare e lodare il Signore, Dio d’Israele. [5] Erano Asaf il capo, Zaccaria il suo secondo, Ieièl, Semiramòt, Iechièl, Mattitia, Eliàb, Benaià, Obed-Edom e Ieièl, che suonavano strumenti musicali, arpe e cetre; Asaf suonava i cimbali. [6] I sacerdoti Benaià e Iacazièl con le trombe erano sempre davanti all’arca dell’alleanza di Dio. [7] Proprio in quel giorno Davide per la prima volta affidò ad Asaf e ai suoi fratelli questa lode al Signore:
[8] «Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere.
[9] A lui cantate, a lui inneggiate,
meditate tutte le sue meraviglie.
[10] Gloriatevi del suo santo nome:
gioisca il cuore di chi cerca il Signore.
[11] Cercate il Signore e la sua potenza,
ricercate sempre il suo volto.
[12] Ricordate le meraviglie che ha compiuto,
i suoi prodigi e i giudizi della sua bocca,
[13] voi, stirpe d’Israele, suo servo,
figli di Giacobbe, suoi eletti.
[14] È lui il Signore, nostro Dio:
su tutta la terra i suoi giudizi.
[15] Ricordate sempre la sua alleanza,
parola data per mille generazioni,
[16] l’alleanza stabilita con Abramo
e il suo giuramento a Isacco.
[17] L’ha stabilita per Giacobbe come decreto,
per Israele come alleanza eterna,
[18] quando disse: “Ti darò il paese di Canaan
come parte della vostra eredità”.
[19] Quando erano in piccolo numero,
pochi e stranieri in quel luogo,
[20] e se ne andavano di nazione in nazione
e da un regno a un altro popolo,
[21] non permise che alcuno li opprimesse
e castigò i re per causa loro:
[22] “Non toccate i miei consacrati,
non fate alcun male ai miei profeti”.
[23] Cantate al Signore, uomini di tutta la terra,
annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.
[24] In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie.
[25] Grande è il Signore e degno di ogni lode,
terribile sopra tutti gli dèi.
[26] Tutti gli dèi dei popoli sono un nulla,
il Signore invece ha fatto i cieli.
[27] Maestà e onore sono davanti a lui,
forza e gioia nella sua dimora.
[28] Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
[29] date al Signore la gloria del suo nome.
Portate offerte ed entrate al suo cospetto,
prostratevi al Signore nel suo atrio santo.
[30] Tremi davanti a lui tutta la terra.
È stabile il mondo, non potrà vacillare!
[31] Gioiscano i cieli, esulti la terra,
e dicano tra le genti: “Il Signore regna!”.
[32] Risuoni il mare e quanto racchiude,
sia in festa la campagna e quanto contiene.
[33] Acclamino gli alberi della foresta
davanti al Signore che viene
a giudicare la terra.
[34] Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
[35] Dite: “Salvaci, Dio della nostra salvezza,
radunaci e liberaci dalle genti,
perché ringraziamo il tuo nome santo:
lodarti sarà la nostra gloria.
[36] Benedetto il Signore, Dio d’Israele,
da sempre e per sempre”».
Tutto il popolo disse: «Amen, lode al Signore».
[37] Quindi Davide lasciò Asaf e i suoi fratelli davanti all’arca dell’alleanza del Signore, perché officiassero continuamente davanti all’arca, secondo il rituale quotidiano; [38] lasciò Obed-Edom, figlio di Iedutùn, e Cosa, insieme con sessantotto fratelli, come portieri. [39] Egli incaricò della Dimora del Signore che era sull’altura di Gàbaon il sacerdote Sadoc e i suoi fratelli sacerdoti, [40] perché offrissero olocausti al Signore sull’altare degli olocausti per sempre, al mattino e alla sera, e compissero quanto è scritto nella legge che il Signore aveva imposto a Israele. [41] Con loro erano Eman, Iedutùn e tutti gli altri scelti e designati per nome perché lodassero il Signore, perché il suo amore è per sempre. [42] Con loro avevano trombe e cimbali per suonare e altri strumenti per il canto divino. I figli di Iedutùn erano incaricati della porta. [43] Poi tutto il popolo se ne andò, ciascuno a casa sua, e Davide tornò per benedire la sua famiglia.

Capitolo 17

[1] Davide, quando si fu stabilito nella sua casa, disse al profeta Natan: «Ecco, io abito in una casa di cedro, mentre l’arca dell’alleanza del Signore sta sotto i teli di una tenda». [2] Natan rispose a Davide: «Fa’ quanto hai in cuor tuo, perché Dio è con te».
[3] Ma quella stessa notte fu rivolta a Natan questa parola di Dio: [4] «Va’ e di’ a Davide, mio servo: Così dice il Signore: “Non mi costruirai tu la casa per la mia dimora. [5] Io infatti non ho abitato in una casa da quando ho fatto salire Israele fino ad oggi. Io passai da una tenda all’altra e da un padiglione all’altro. [6] Durante tutto il tempo in cui ho camminato insieme con tutto Israele, ho forse mai detto ad alcuno dei giudici d’Israele, a cui avevo comandato di pascere il mio popolo: Perché non mi avete edificato una casa di cedro?”.
[7] Ora dunque dirai al mio servo Davide: Così dice il Signore degli eserciti: “Io ti ho preso dal pascolo, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi capo del mio popolo Israele. [8] Sono stato con te dovunque sei andato, ho distrutto tutti i tuoi nemici davanti a te e renderò il tuo nome come quello dei grandi che sono sulla terra. [9] Fisserò un luogo per Israele, mio popolo, e ve lo pianterò perché vi abiti e non tremi più e i malfattori non lo rovinino come in passato, [10] come dai giorni in cui avevo stabilito dei giudici sopra il mio popolo Israele. Umilierò tutti i tuoi nemici e ti annuncio: una casa costruirà a te il Signore. [11] Quando i tuoi giorni saranno compiuti e te ne andrai con i tuoi padri, io susciterò un tuo discendente dopo di te, uno dei tuoi figli, e renderò stabile il suo regno. [12] Egli mi edificherà una casa e io renderò stabile il suo trono per sempre. [13] Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio; non ritirerò da lui il mio amore, come l’ho ritirato dal tuo predecessore. [14] Io lo farò stare saldo per sempre nella mia casa e nel mio regno; il suo trono sarà reso stabile per sempre”». [15] Natan parlò a Davide secondo tutte queste parole e secondo tutta questa visione.
[16] Allora il re Davide andò a presentarsi davanti al Signore e disse: «Chi sono io, Signore Dio, e che cos’è la mia casa, perché tu mi abbia condotto fin qui? [17] E questo è parso poca cosa ai tuoi occhi, o Dio: tu hai parlato della casa del tuo servo per un lontano avvenire; mi hai fatto contemplare come una successione di uomini in ascesa, Signore Dio! [18] Come può pretendere Davide di aggiungere qualcosa alla tua gloria? Tu conosci il tuo servo. [19] Signore, per amore del tuo servo e secondo il tuo cuore, hai compiuto tutte queste grandi cose, per manifestare tutte le tue meraviglie. [20] Signore, nessuno è come te e non vi è altro Dio fuori di te, proprio come abbiamo udito con i nostri orecchi. [21] E chi è come il tuo popolo, come Israele, unica nazione sulla terra che Dio è venuto a riscattare come popolo per sé e per procurarsi un nome grande e stabile? Tu hai scacciato le nazioni davanti al tuo popolo, che tu hai riscattato dalla nazione d’Egitto. [22] Hai reso il tuo popolo Israele popolo tuo per sempre, e tu, Signore, sei diventato Dio per loro. [23] Ora, Signore, la parola che hai pronunciato sul tuo servo e sulla sua casa resti per sempre e fa’ come hai detto. [24] Il tuo nome sia saldo e sia magnificato per sempre così: “Il Signore degli eserciti, Dio d’Israele, è Dio per Israele!”. La casa di Davide, tuo servo, sia stabile davanti a te! [25] Poiché tu, Dio mio, hai rivelato al tuo servo l’intenzione di costruirgli una casa, per questo il tuo servo ha trovato l’ardire di pregare alla tua presenza. [26] Ora, Signore, tu sei Dio; hai fatto al tuo servo queste belle promesse. [27] Dégnati dunque di benedire ora la casa del tuo servo, perché sia sempre dinanzi a te! Poiché quanto tu, Signore, benedici, è sempre benedetto».

Capitolo 18

[1] In seguito Davide sconfisse i Filistei, li umiliò e prese Gat con le dipendenze dalle mani dei Filistei. [2] Quindi sconfisse Moab, e i Moabiti divennero sudditi e tributari di Davide. [3] Davide sconfisse anche Adadèzer, re di Soba, verso Camat, nella sua marcia verso il fiume Eufrate per stabilirvi il suo dominio. [4] Davide gli prese mille carri, settemila cavalieri e ventimila fanti. Davide poi fece tagliare i garretti a tutti i cavalli, risparmiandone un centinaio. [5] Gli Aramei di Damasco andarono in aiuto di Adadèzer, re di Soba, ma Davide uccise ventiduemila Aramei. [6] Poi Davide pose guarnigioni nell’Aram di Damasco e gli Aramei divennero sudditi e tributari di Davide. Il Signore salvava Davide in ogni sua impresa. [7] Davide prese ai servi di Adadèzer gli scudi d’oro e li portò a Gerusalemme. [8] Da Tibcat e da Cun, città di Adadèzer, Davide asportò una grande quantità di bronzo, con cui Salomone costruì il Mare di bronzo, le colonne e i vari arredi di bronzo. [9] Quando Tou, re di Camat, udì che Davide aveva sconfitto tutto l’esercito di Adadèzer, re di Soba, [10] mandò al re Davide suo figlio Adoràm, per salutarlo e per benedirlo, perché aveva mosso guerra ad Adadèzer e l’aveva sconfitto; infatti Tou era sempre in guerra con Adadèzer. Adoràm gli portò vasi d’oro, d’argento e di bronzo. [11] Il re Davide consacrò anche quelli al Signore, insieme con l’argento e l’oro che aveva tolto a tutti gli altri popoli, agli Edomiti, ai Moabiti, agli Ammoniti, ai Filistei e agli Amaleciti. [12] Abisài, figlio di Seruià, sconfisse nella valle del Sale diciottomila Edomiti. [13] Stabilì guarnigioni in Edom e tutti gli Edomiti divennero sudditi di Davide. Il Signore salvava Davide in ogni sua impresa.
[14] Davide regnò su tutto Israele e rese giustizia con retti giudizi a tutto il suo popolo. [15] Ioab, figlio di Seruià, comandava l’esercito; Giòsafat, figlio di Achilùd, era archivista; [16] Sadoc, figlio di Achitùb, e Abimèlec, figlio di Ebiatàr, erano sacerdoti; Savsa era scriba; [17] Benaià, figlio di Ioiadà, era capo dei Cretei e dei Peletei e i figli di Davide erano i primi al fianco del re.

Capitolo 19

[1] Dopo questo, morì Nacas, re degli Ammoniti, e suo figlio divenne re al suo posto. [2] Davide disse: «Manterrò fedeltà a Canun, figlio di Nacas, perché anche suo padre la mantenne a me». Davide mandò messaggeri a consolarlo per suo padre. I ministri di Davide andarono nel territorio degli Ammoniti da Canun per consolarlo. [3] Ma i capi degli Ammoniti dissero a Canun: «Forse Davide intende onorare tuo padre ai tuoi occhi, mandandoti dei consolatori? Questi suoi ministri non sono venuti forse da te per spiare la regione, per perlustrarla e per ispezionarla?». [4] Canun allora prese i ministri di Davide, li fece radere, fece tagliare le loro vesti a metà fino alle natiche, poi li rimandò. [5] Alcuni vennero a riferire a Davide la sorte di quegli uomini. Il re mandò qualcuno a incontrarli, perché quegli uomini si vergognavano moltissimo. Il re fece dire loro: «Rimanete a Gerico finché vi sia cresciuta di nuovo la barba, poi tornerete».
[6] Gli Ammoniti, vedendo che si erano resi nemici di Davide, mandarono, essi e Canun, mille talenti d’argento per assoldare carri e cavalieri da Aram Naharàim, da Aram Maacà e da Soba. [7] Assoldarono trentaduemila carri e il re di Maacà con le sue truppe. Questi vennero e si accamparono di fronte a Màdaba; frattanto gli Ammoniti si erano radunati dalle loro città e si erano mossi per la guerra.
[8] Quando Davide sentì questo, mandò Ioab con tutto l’esercito dei prodi. [9] Gli Ammoniti uscirono e si disposero a battaglia davanti alla città, mentre i re alleati stavano da parte, nella campagna. [10] Ioab vide che il fronte della battaglia gli era davanti e alle spalle. Scelse allora un corpo tra i migliori d’Israele, li schierò contro gli Aramei [11] e affidò il resto dell’esercito a suo fratello Abisài, ed essi si schierarono contro gli Ammoniti. [12] Disse: «Se gli Aramei saranno più forti di me, tu mi verrai a salvare; se invece gli Ammoniti saranno più forti di te, io salverò te. [13] Sii forte e dimostriamoci forti per il nostro popolo e per le città del nostro Dio. Il Signore faccia quello che a lui piacerà».
[14] Poi Ioab con la gente che aveva con sé attaccò battaglia con gli Aramei, i quali fuggirono davanti a lui. [15] Quando gli Ammoniti videro che gli Aramei erano fuggiti, fuggirono di fronte ad Abisài, fratello di Ioab, e rientrarono in città. Ioab allora venne a Gerusalemme.
[16] Gli Aramei, vedendo che erano stati sconfitti da Israele, mandarono a chiamare gli Aramei che erano al di là del Fiume; Sofac, comandante dell’esercito di Adadèzer, era alla loro testa. [17] La cosa fu riferita a Davide, che radunò tutto Israele e attraversò il Giordano. Li raggiunse e si schierò davanti a loro; Davide si dispose alla battaglia di fronte agli Aramei, ed essi si scontrarono con lui. [18] Ma gli Aramei fuggirono davanti a Israele: Davide uccise degli Aramei settemila cavalieri e quarantamila fanti; uccise anche Sofac, comandante dell’esercito. [19] I vassalli di Adadèzer, quando si videro sconfitti da Israele, fecero la pace con Davide e gli rimasero sottoposti. Gli Aramei non vollero più venire a salvare gli Ammoniti.

Capitolo 20

[1] All’inizio dell’anno successivo, al tempo in cui i re sono soliti andare in guerra, Ioab, alla testa di un forte esercito, devastò il territorio degli Ammoniti, quindi andò ad assediare Rabbà, mentre Davide rimaneva a Gerusalemme. Ioab occupò e distrusse Rabbà. [2] Davide prese dalla testa di Milcom la corona e trovò che pesava un talento d’oro e aveva una pietra preziosa; essa fu posta sulla testa di Davide. Egli ricavò dalla città un bottino molto grande. [3] Ne fece uscire gli abitanti e li impiegò alle seghe, ai picconi di ferro e alle asce. Allo stesso modo Davide trattò tutte le città degli Ammoniti. Poi Davide tornò a Gerusalemme con tutta la sua gente.
[4] Dopo questo, ci fu una battaglia con i Filistei, a Ghezer. Allora Sibbecài di Cusa uccise Sippài, dei discendenti dei Refaìm. I Filistei furono soggiogati.
[5] Ci fu un’altra battaglia con i Filistei ed Elcanan, figlio di Iair, uccise Lacmì, fratello di Golia di Gat: l’asta della sua lancia era come un cilindro da tessitori.
[6] Ci fu un’altra battaglia a Gat, dove c’era un uomo di grande statura, con le dita a sei a sei, in tutto ventiquattro, e anche lui era discendente di Rafa. [7] Egli sfidò Israele, ma Giònata, figlio di Simeà, fratello di Davide, lo uccise. [8] Questi erano i discendenti di Rafa, a Gat. Essi caddero per mano di Davide e dei suoi uomini.

Capitolo 21

[1] Satana insorse contro Israele e incitò Davide a censire Israele. [2] Davide disse a Ioab e ai capi del popolo: «Andate, contate gli Israeliti da Bersabea a Dan; quindi portatemene il conto, così che io conosca il loro numero». [3] Ioab disse a Davide: «Il Signore aumenti il suo popolo cento volte più di quello che è! Ma, o re, mio signore, essi non sono tutti sudditi del mio signore? Perché il mio signore vuole questa inchiesta? Perché dovrebbe cadere tale colpa su Israele?». [4] Ma l’ordine del re prevalse su Ioab. Questi partì e percorse tutto Israele, quindi tornò a Gerusalemme. [5] Ioab consegnò a Davide il totale del censimento del popolo: c’erano in tutto Israele un milione e centomila uomini in grado di maneggiare la spada; in Giuda risultarono quattrocentosettantamila uomini in grado di maneggiare la spada. [6] Fra costoro Ioab non censì i leviti né la tribù di Beniamino, perché l’ordine del re gli appariva un abominio.
[7] Il fatto dispiacque agli occhi di Dio, che perciò colpì Israele. [8] Davide disse a Dio: «Ho peccato molto facendo una cosa simile. Ti prego, togli la colpa del tuo servo, poiché io ho commesso una grande stoltezza».
[9] Il Signore disse a Gad, veggente di Davide: [10] «Va’, riferisci a Davide: Così dice il Signore: “Io ti propongo tre cose: scegline una e quella ti farò”». [11] Gad venne dunque da Davide e gli riferì: «Dice il Signore: “Scegli [12] fra tre anni di carestia, tre mesi di fuga di fronte al tuo nemico, sotto l’incubo della spada dei tuoi nemici, e tre giorni della spada del Signore, con la peste che si diffonde sulla terra e l’angelo del Signore che porta lo sterminio in tutto il territorio d’Israele”. Ora vedi che cosa io debba riferire a chi mi ha mandato». [13] Davide rispose a Gad: «Sono in grande angustia. Ebbene, che io cada nelle mani del Signore, perché la sua misericordia è grande, ma che io non cada nelle mani degli uomini». [14] Così il Signore mandò la peste in Israele; caddero settantamila Israeliti. [15] Dio mandò un angelo a Gerusalemme per devastarla. Ma, nell’atto di devastare, il Signore guardò e si pentì di quel male. Egli disse all’angelo devastatore: «Ora basta! Ritira la mano».
L’angelo del Signore stava ritto presso l’aia di Ornan il Gebuseo. [16] Davide, alzàti gli occhi, vide l’angelo del Signore ritto fra terra e cielo, con la spada sguainata in mano, tesa verso Gerusalemme. Allora Davide e gli anziani, coperti di sacco, si prostrarono con la faccia a terra. [17] Davide disse a Dio: «Non sono forse stato io a ordinare il censimento del popolo? Io ho peccato e ho commesso il male; ma queste pecore che cosa hanno fatto? Signore, mio Dio, sì, la tua mano venga contro di me e contro la casa di mio padre, ma non colpisca il tuo popolo».
[18] L’angelo del Signore ordinò a Gad di riferire a Davide che salisse a innalzare un altare al Signore nell’aia di Ornan il Gebuseo. [19] Davide salì, secondo la parola che Gad aveva pronunciato nel nome del Signore. [20] Ornan si volse e vide l’angelo; i suoi quattro figli, che erano con lui, si nascosero. Ornan stava trebbiando il grano, [21] quando gli si avvicinò Davide. Ornan guardò e, riconosciuto Davide, uscì dall’aia, prostrandosi con la faccia a terra davanti a Davide. [22] Davide disse a Ornan: «Cedimi il terreno dell’aia, perché io vi costruisca un altare al Signore; cedimelo per tutto il suo valore, così che il flagello si allontani dal popolo». [23] Ornan disse a Davide: «Prenditelo; il re mio signore ne faccia quello che vuole. Vedi, io ti do anche i giovenchi per gli olocausti, le trebbie per la legna e il grano per l’offerta; tutto io ti offro». [24] Ma il re Davide disse a Ornan: «No! Lo voglio acquistare per tutto il suo valore; non presenterò al Signore una cosa che appartiene a te offrendo un olocausto gratuitamente». [25] E così Davide diede a Ornan seicento sicli d’oro per il terreno.
[26] Quindi Davide costruì in quel luogo un altare al Signore e offrì olocausti e sacrifici di comunione. Invocò il Signore, che gli rispose con il fuoco sceso dal cielo sull’altare dell’olocausto. [27] Il Signore ordinò all’angelo e questi ripose la spada nel fodero. [28] Allora, visto che il Signore l’aveva ascoltato sull’aia di Ornan il Gebuseo, Davide offrì là un sacrificio. [29] La Dimora del Signore, eretta da Mosè nel deserto, e l’altare dell’olocausto in quel tempo stavano sull’altura che era a Gàbaon; [30] ma Davide non osava recarsi là a consultare Dio, perché si era molto spaventato di fronte alla spada dell’angelo del Signore.

Capitolo 22

[1] Davide disse: «Questa è la casa del Signore Dio e questo è l’altare per gli olocausti d’Israele».
[2] Davide ordinò di radunare i forestieri che erano nella terra d’Israele. Quindi diede incarico agli scalpellini perché squadrassero pietre per la costruzione del tempio di Dio. [3] Davide preparò ferro in abbondanza per i chiodi dei battenti delle porte e per le spranghe e anche molto bronzo in quantità incalcolabile. [4] Il legno di cedro non si contava, poiché quelli di Sidone e di Tiro avevano portato a Davide molto legno di cedro. [5] Davide pensava: «Mio figlio Salomone è giovane e inesperto, mentre la costruzione da erigersi per il Signore deve essere straordinariamente grande, tale da suscitare fama e ammirazione in tutto il mondo; per questo ne farò i preparativi io». Davide, prima di morire, fece preparativi imponenti. [6] Poi chiamò Salomone, suo figlio, e gli comandò di costruire una casa al Signore, Dio d’Israele.
[7] Davide disse a Salomone: «Figlio mio, io avevo deciso di costruire una casa al nome del Signore, mio Dio. [8] Ma mi fu rivolta questa parola del Signore: “Tu hai versato troppo sangue e hai fatto grandi guerre; per questo non costruirai una casa al mio nome, perché hai versato troppo sangue sulla terra davanti a me. [9] Ecco, ti nascerà un figlio, che sarà uomo di pace; io gli concederò la tranquillità da parte di tutti i suoi nemici che lo circondano. Egli si chiamerà Salomone. Nei suoi giorni io concederò pace e tranquillità a Israele. [10] Egli costruirà una casa al mio nome; egli sarà figlio per me e io sarò padre per lui. Stabilirò il trono del suo regno su Israele per sempre”. [11] Ora, figlio mio, il Signore sia con te perché tu riesca a costruire una casa al Signore, tuo Dio, come ti ha promesso. [12] Ebbene, il Signore ti conceda senno e intelligenza, ti ponga a capo d’Israele per osservare la legge del Signore, tuo Dio. [13] Allora riuscirai, se cercherai di praticare le leggi e le norme che il Signore ha prescritto a Mosè per Israele. Sii forte e coraggioso; non temere e non abbatterti. [14] Ecco, anche in mezzo alle angosce, ho preparato per la casa del Signore centomila talenti d’oro, un milione di talenti d’argento, bronzo e ferro in quantità incalcolabile. Inoltre ho preparato legname e pietre; tu ve ne aggiungerai ancora. [15] Sono con te molti operai, scalpellini e lavoratori della pietra e del legno e ogni artigiano per ogni lavoro. [16] L’oro, l’argento, il bronzo e il ferro non si calcolano; su, mettiti al lavoro e il Signore sia con te».
[17] Davide comandò a tutti i capi d’Israele di aiutare Salomone, suo figlio. [18] Disse: «Il Signore, vostro Dio, non è forse con voi e non vi ha concesso tranquillità all’intorno? Difatti ha già messo nelle mie mani gli abitanti della regione; la terra è assoggettata davanti al Signore e davanti al suo popolo. [19] Ora perciò dedicatevi con il vostro cuore e con la vostra anima alla ricerca del Signore, vostro Dio. Su, costruite il santuario del Signore, vostro Dio, per introdurre l’arca dell’alleanza del Signore e gli oggetti consacrati a Dio nella casa che sarà eretta al nome del Signore».

Capitolo 23

[1] Davide, ormai vecchio e sazio di giorni, costituì re su Israele suo figlio Salomone. [2] Egli radunò tutti i capi d’Israele, i sacerdoti e i leviti. [3] Si contarono i leviti, dai trent’anni in su: censiti, uno per uno, risultarono trentottomila. [4] Di costoro ventiquattromila dirigevano l’attività del tempio del Signore, seimila erano scribi e giudici, [5] quattromila portieri, e quattromila lodavano il Signore con tutti gli strumenti inventati da Davide per lodarlo. [6] Davide divise in classi i figli di Levi: Gherson, Keat e Merarì.
[7] Dei Ghersoniti: Ladan e Simei. [8] Figli di Ladan: Iechièl, il capo, poi Zetam e Gioele; tre. [9] Figli di Simei: Selomìt, Cazièl, Aran; tre. Costoro sono i capi dei casati di Ladan. [10] Figli di Simei: Iacat, Ziza, Ieus, Berià; questi sono i quattro figli di Simei. [11] Iacat era il capo e Ziza il secondo. Ieus e Berià non ebbero molti figli; perciò erano un solo casato, una sola classe.
[12] Figli di Keat: Amram, Isar, Ebron e Uzzièl; quattro. [13] Figli di Amram: Aronne e Mosè. Aronne fu scelto per consacrare le cose santissime, egli e i suoi figli, per sempre, perché offrisse incenso davanti al Signore, lo servisse e benedicesse in suo nome per sempre. [14] Riguardo a Mosè, uomo di Dio, i suoi figli furono annoverati nella tribù di Levi. [15] Figli di Mosè: Ghersom ed Elièzer. [16] Figli di Ghersom: Sebuèl, il capo. [17] I figli di Elièzer furono Recabia, il capo. Elièzer non ebbe altri figli, mentre i figli di Recabia furono moltissimi. [18] Figli di Isar: Selomìt, il capo. [19] Figli di Ebron: Ieria il capo, Amaria secondo, Iacazièl terzo, Iekamàm quarto. [20] Figli di Uzzièl: Mica il capo, Issia secondo.
[21] Figli di Merarì: Maclì e Musì. Figli di Maclì: Eleàzaro e Kis. [22] Eleàzaro morì senza figli, avendo soltanto figlie; le sposarono i figli di Kis, loro fratelli. [23] Figli di Musì: Maclì, Eder e Ieremòt; tre.
[24] Questi sono i figli di Levi secondo i loro casati, i capi di casato, secondo il censimento, contati nominalmente, uno per uno, incaricati dei lavori per il servizio del tempio del Signore, dai vent’anni in su. [25] Infatti Davide aveva detto: «Il Signore, Dio d’Israele, ha concesso la tranquillità al suo popolo e si è stabilito a Gerusalemme per sempre. [26] Anche i leviti non avranno più da trasportare la Dimora e tutti i suoi oggetti per il suo servizio». [27] Secondo le ultime disposizioni di Davide, il censimento dei figli di Levi si fece dai vent’anni in su. [28] Perciò il loro posto era a fianco dei figli di Aronne per il servizio del tempio del Signore, relativamente ai cortili, alle stanze, alla purificazione di ogni cosa sacra e all’attività per il servizio del tempio di Dio, [29] al pane dell’offerta, alla farina, all’offerta, alle focacce non lievitate, alle cose che dovevano essere preparate nella teglia e ben stemperate, e a tutte le misure di capacità e di lunghezza. [30] Dovevano presentarsi ogni mattina e ogni sera per celebrare e lodare il Signore, [31] come pure per tutti gli olocausti da offrire al Signore nei sabati, nei noviluni, nelle feste fisse, secondo un numero preciso prescritto dalle loro regole, stando sempre davanti al Signore. [32] Dovevano provvedere anche al servizio della tenda del convegno e al servizio del santuario e stavano agli ordini dei figli di Aronne, loro fratelli, per il servizio del tempio del Signore.

Capitolo 24

[1] Classi dei figli di Aronne. Figli di Aronne: Nadab, Abiu, Eleàzaro e Itamàr. [2] Nadab e Abiu morirono prima del padre e non lasciarono figli. Esercitarono il sacerdozio Eleàzaro e Itamàr.
[3] Davide, insieme con Sadoc dei figli di Eleàzaro e con Achimèlec dei figli di Itamàr, li divise in classi secondo il loro servizio. [4] Poiché risultò che i figli di Eleàzaro, quanto alla somma dei maschi, erano più numerosi dei figli di Itamàr, furono così classificati: sedici capi di casato per i figli di Eleàzaro, otto per i figli di Itamàr. [5] Li divisero a sorte, questi come quelli, perché c’erano prìncipi del santuario e prìncipi di Dio sia tra i figli di Eleàzaro che tra i figli di Itamàr. [6] Lo scriba Semaià, figlio di Netanèl, dei figli di Levi, ne fece il catalogo alla presenza del re, dei prìncipi, del sacerdote Sadoc, di Achimèlec, figlio di Ebiatàr, dei capi dei casati sacerdotali e levitici; si registravano due casati per Eleàzaro e uno per Itamàr.
[7] La prima sorte toccò a Ioiarìb, la seconda a Iedaià, [8] la terza a Carim, la quarta a Seorìm, [9] la quinta a Malchia, la sesta a Miamìn, [10] la settima ad Akkos, l’ottava ad Abia, [11] la nona a Giosuè, la decima a Secania, [12] l’undecima a Eliasìb, la dodicesima a Iakim, [13] la tredicesima a Cuppà, la quattordicesima a Is-Baal, [14] la quindicesima a Bilga, la sedicesima a Immer, [15] la diciassettesima a Chezir, la diciottesima a Appisès, [16] la diciannovesima a Petachia, la ventesima a Ezechiele, [17] la ventunesima a Iachin, la ventiduesima a Gamul, [18] la ventitreesima a Delaià, la ventiquattresima a Maazia. [19] Queste furono le classi secondo il loro servizio, per entrare nel tempio del Signore secondo la regola stabilita dal loro antenato Aronne, come gli aveva ordinato il Signore, Dio d’Israele.
[20] Quanto agli altri figli di Levi, per i figli di Amram c’era Subaèl; per i figli di Subaèl, Iecdia. [21] Quanto a Recabia, il capo dei figli di Recabia era Issia. [22] Per gli Isariti, Selomòt; per i figli di Selomòt, Iacat. [23] Figli di Ebron: Ieria il capo, Amaria secondo, Iacazièl terzo, Iekamàm quarto. [24] Figli di Uzzièl: Mica; per i figli di Mica, Samir; [25] fratello di Mica era Issia; per i figli di Issia, Zaccaria. [26] Figli di Merarì: Maclì e Musì, figli di Iaazia, suo figlio. [27] Figli di Merarì nella linea di Iaazia, suo figlio: Soam, Zaccur e Ibrì. [28] Per Maclì: Eleàzaro, che non ebbe figli, [29] e Kis. Figlio di Kis era Ieracmeèl. [30] Figli di Musì: Maclì, Eder e Ierimòt. Questi sono i figli dei leviti secondo i loro casati. [31] Anch’essi, come i loro fratelli, figli di Aronne, furono sorteggiati alla presenza del re Davide, di Sadoc, di Achimèlec, dei capi dei casati sacerdotali e levitici: sia i casati del maggiore sia quelli di suo fratello minore.

Capitolo 25

[1] Quindi Davide, insieme con i comandanti dell’esercito, separò per il servizio i figli di Asaf, di Eman e di Idutùn, che profetavano con cetre, arpe e cimbali. Ed ecco il numero di questi uomini, incaricati di tale attività.
[2] Per i figli di Asaf: Zaccur, Giuseppe, Netania, Asarela; i figli di Asaf erano sotto la direzione di Asaf, che eseguiva la musica secondo le istruzioni del re.
[3] Per Iedutùn, i figli di Iedutùn: Godolia, Serì, Isaia, Simei, Casabia, Mattitia: sei, sotto la direzione del loro padre Iedutùn, che cantava sulla cetra ed eseguiva musica per celebrare e lodare il Signore.
[4] Per Eman, i figli di Eman: Bukkia, Mattania, Uzzièl, Sebuèl, Ierimòt, Anania, Anàni, Eliata, Ghiddalti, Romàmti-Ezer, Iosbekasa, Malloti, Otir, Macaziòt. [5] Tutti costoro erano figli di Eman, veggente del re, secondo la promessa di Dio di esaltare la sua potenza. Dio infatti concesse a Eman quattordici figli e tre figlie. [6] Tutti costoro, sotto la direzione del loro padre, cantavano nel tempio del Signore con cimbali, arpe e cetre, per il servizio del tempio di Dio, agli ordini del re. [7] Il numero di costoro, insieme con i fratelli, esperti nel canto del Signore, tutti maestri, era di duecentoottantotto. [8] Per i loro turni di servizio furono sorteggiati i piccoli come i grandi, i maestri come i discepoli.
[9] La prima sorte toccò, per Asaf, a Giuseppe; secondo fu Godolia, con i fratelli e i figli: dodici; [10] terzo Zaccur, con i figli e i fratelli: dodici; [11] quarto Isrì, con i figli e i fratelli: dodici; [12] quinto Netania, con i figli e i fratelli: dodici; [13] sesto Bukkia, con i figli e i fratelli: dodici; [14] settimo Iesarela, con i figli e i fratelli: dodici; [15] ottavo Isaia, con i figli e i fratelli: dodici; [16] nono Mattania, con i figli e i fratelli: dodici; [17] decimo Simei, con i figli e i fratelli: dodici; [18] undicesimo Azarèl, con i figli e i fratelli: dodici; [19] dodicesimo Casabia, con i figli e i fratelli: dodici; [20] tredicesimo Subaèl, con i figli e i fratelli: dodici; [21] quattordicesimo Mattitia, con i figli e i fratelli: dodici; [22] quindicesimo Ieremòt, con i figli e i fratelli: dodici; [23] sedicesimo Anania, con i figli e i fratelli: dodici; [24] diciassettesimo Iosbekasa, con i figli e i fratelli: dodici; [25] diciottesimo Anàni, con i figli e i fratelli: dodici; [26] diciannovesimo Malloti, con i figli e i fratelli: dodici; [27] ventesimo Eliata, con i figli e i fratelli: dodici; [28] ventunesimo Otir, con i figli e i fratelli: dodici; [29] ventiduesimo Ghiddalti, con i figli e i fratelli: dodici; [30] ventitreesimo Macaziòt, con i figli e i fratelli: dodici; [31] ventiquattresimo Romàmti-Ezer, con i figli e i fratelli: dodici.

Capitolo 26

[1] Quanto alle classi dei portieri, per i Coriti vi era Meselemia, figlio di Cori, dei figli di Asaf. [2] Figli di Meselemia: Zaccaria il primogenito, Iediaèl il secondo, Zebadia il terzo, Iatnièl il quarto, [3] Elam il quinto, Giovanni il sesto, Elioenài il settimo. [4] Figli di Obed-Edom: Semaià il primogenito, Iozabàd il secondo, Iòach il terzo, Sacar il quarto, Netanèl il quinto, [5] Ammièl il sesto, Ìssacar il settimo, Peulletài l’ottavo, poiché Dio l’aveva benedetto.
[6] A Semaià, suo figlio, nacquero figli che dominavano nel loro casato perché erano uomini valorosi. [7] Figli di Semaià: Otnì, Raffaele, Obed, Elzabàd con i suoi fratelli, uomini valorosi, Eliu e Semachia. [8] Tutti costoro erano discendenti di Obed-Edom. Essi e i loro figli e i loro fratelli, uomini valorosi, erano in forza per il servizio. Per Obed-Edom: sessantadue in tutto. [9] Meselemia aveva figli e fratelli, tutti uomini valorosi: diciotto in tutto. [10] Figli di Cosa, dei discendenti di Merarì: Simrì, il capo; non era primogenito, ma suo padre lo aveva costituito capo. [11] Chelkia era il secondo, Tebalia il terzo, Zaccaria il quarto. Totale dei figli e fratelli di Cosa: tredici.
[12] Queste classi di portieri, cioè i capigruppo, avevano l’incarico, come i loro fratelli, di servire nel tempio del Signore. [13] Gettarono le sorti, tanto il piccolo quanto il grande, secondo i loro casati, per ciascuna porta.
[14] Per il lato orientale la sorte toccò a Selemia; a Zaccaria, suo figlio, consigliere assennato, per sorteggio toccò il lato settentrionale, [15] a Obed-Edom quello meridionale, ai suoi figli toccarono i magazzini. [16] Il lato occidentale con la porta Sallèchet, sulla via della salita, toccò a Suppìm e a Cosa. Un posto di guardia era accanto all’altro. [17] Per il lato orientale erano incaricati sei uomini ogni giorno, per il lato settentrionale quattro al giorno, per quello meridionale quattro al giorno, per ogni magazzino due. [18] Alla loggia a occidente, ce n’erano quattro per la strada e due per la loggia. [19] Queste le classi dei portieri per i figli di Core e per i figli di Merarì.
[20] I leviti, loro fratelli, addetti alla sorveglianza dei tesori del tempio di Dio e dei tesori delle cose consacrate, [21] erano figli di Ladan, Ghersoniti secondo la linea di Ladan. Capi dei casati di Ladan, il Ghersonita, erano gli Iechieliti. [22] Gli Iechieliti Zetam e Gioele, suo fratello, erano addetti ai tesori del tempio del Signore.
[23] Fra i discendenti di Amram, di Isar, di Ebron e di Uzzièl, [24] Subaèl, figlio di Ghersom, figlio di Mosè, era sovrintendente dei tesori. [25] Suoi fratelli, nella linea di Elièzer, erano suo figlio Recabia, di cui fu figlio Isaia, di cui fu figlio Ioram, di cui fu figlio Zikrì, di cui fu figlio Selomìt. [26] Questo Selomìt con i suoi fratelli era addetto ai tesori delle cose consacrate, che il re Davide, i capi di casato, i comandanti di migliaia e di centinaia e i comandanti dell’esercito [27] avevano consacrato, prendendole dal bottino di guerra e da altre prede, per la manutenzione del tempio del Signore. [28] Inoltre c’erano tutte le cose consacrate dal veggente Samuele, da Saul, figlio di Kis, da Abner, figlio di Ner, e da Ioab, figlio di Seruià; tutte queste cose consacrate dipendevano da Selomìt e dai suoi fratelli.
[29] Fra i discendenti di Isar, Chenania e i suoi figli erano addetti agli affari esterni d’Israele come scribi e giudici. [30] Fra i discendenti di Ebron, Casabia e i suoi fratelli, uomini valorosi, in numero di millesettecento, erano addetti alla sorveglianza d’Israele, dal lato occidentale del Giordano, per il culto del Signore e al servizio del re. [31] Fra i discendenti di Ebron c’era Ieria, il capo degli Ebroniti, secondo le loro generazioni e i loro casati; nell’anno quarantesimo del regno di Davide si fecero ricerche e fra loro si trovarono uomini valorosi a Iazer di Gàlaad. [32] Tra i fratelli di Ieria, uomini valorosi, c’erano duemilasettecento capi di casato. Il re Davide diede a costoro autorità sui Rubeniti, sui Gaditi e su metà della tribù di Manasse per tutte le questioni riguardanti Dio e quelle riguardanti il re.

Capitolo 27

[1] Ecco i figli d’Israele, secondo il loro numero, i capi di casato, i comandanti di migliaia e di centinaia, i loro scribi al servizio del re, secondo le loro classi, delle quali una entrava e l’altra usciva, ogni mese, per tutti i mesi dell’anno. Ogni classe comprendeva ventiquattromila uomini.
[2] Alla prima classe, in funzione nel primo mese, presiedeva Iasobàm, figlio di Zabdièl; la sua classe era di ventiquattromila. [3] Egli era dei discendenti di Peres ed era il capo di tutti i comandanti dell’esercito, per il primo mese.
[4] Alla classe del secondo mese presiedeva Dodài di Acòach; la sua classe era di ventiquattromila uomini.
[5] Al terzo gruppo, per il terzo mese, presiedeva Benaià, figlio di Ioiadà, sommo sacerdote; la sua classe era di ventiquattromila uomini. [6] Questo Benaià era un prode dei Trenta e aveva il comando dei Trenta e della sua classe. Suo figlio era Ammizabàd.
[7] Quarto, per il quarto mese, era Asaèl, fratello di Ioab, e, dopo di lui, Zebadia, suo figlio; la sua classe era di ventiquattromila uomini.
[8] Quinto, per il quinto mese, era il comandante Samut, di Zerach; la sua classe era di ventiquattromila uomini.
[9] Sesto, per il sesto mese, era Ira, figlio di Ikkes, di Tekòa; la sua classe era di ventiquattromila uomini.
[10] Settimo, per il settimo mese, era Cheles, di Pelon, dei discendenti di Èfraim; la sua classe era di ventiquattromila uomini.
[11] Ottavo, per l’ottavo mese, era Sibbecài, di Cusa, lo Zerachita; la sua classe era di ventiquattromila uomini.
[12] Nono, per il nono mese, era Abièzer, di Anatòt, il Beniaminita; la sua classe era di ventiquattromila uomini.
[13] Decimo, per il decimo mese, era Marài, di Netofà, lo Zerachita; la sua classe era di ventiquattromila uomini.
[14] Undicesimo, per l’undicesimo mese, era Benaià, di Piratòn, dei discendenti di Èfraim; la sua classe era di ventiquattromila uomini.
[15] Dodicesimo, per il dodicesimo mese, era Cheldài, di Netofà, della stirpe di Otnièl; la sua classe era di ventiquattromila uomini.
[16] Riguardo alle tribù d’Israele: della tribù di Ruben era condottiero Elièzer, figlio di Zikrì; di quella di Simeone, Sefatia, figlio di Maacà; [17] di quella di Levi, Casabia, figlio di Kemuèl; degli Arònnidi, Sadoc; [18] di quella di Giuda, Eliu, dei fratelli di Davide; di quella di Ìssacar, Omri, figlio di Michele; [19] di quella di Zàbulon, Ismaia, figlio di Abdia; di quella di Nèftali, Ierimòt, figlio di Azrièl; [20] degli Efraimiti, Osea, figlio di Azazia; di una metà della tribù di Manasse, Gioele, figlio di Pedaià; [21] dell’altra metà della tribù di Manasse in Gàlaad, Iddo, figlio di Zaccaria; di quella di Beniamino, Iaasièl, figlio di Abner; [22] di quella di Dan, Azarèl, figlio di Ierocàm. Questi erano i capi delle tribù d’Israele.
[23] Davide non fece il censimento di quelli al di sotto dei vent’anni, perché il Signore aveva detto che avrebbe moltiplicato Israele come le stelle del cielo. [24] Ioab, figlio di Seruià, aveva cominciato il censimento, ma non lo terminò; proprio per questo si scatenò l’ira su Israele. Questo censimento non fu registrato nel libro delle Cronache del re Davide.
[25] Sovrintendenti: ai tesori del re, Azmàvet, figlio di Adièl; ai tesori che erano nella campagna, nelle città, nei villaggi e nelle torri, Giònata, figlio di Ozia; [26] agli operai agricoli, per la lavorazione del suolo, Ezrì, figlio di Chelub; [27] alle vigne, Simei, di Rama; ai prodotti delle vigne depositati nelle cantine, Zabdì, di Sefam; [28] agli oliveti e ai sicomòri nella Sefela, Baal-Canan, di Gheder; ai depositi di olio, Ioas; [29] agli armenti che pascolavano nella pianura di Saron, il Saronita Sitrài; agli armenti nelle valli, Safat, figlio di Adlài; [30] ai cammelli, Obil, l’Ismaelita; alle asine, Iecdia, di Meronòt; [31] alle pecore, Iaziz, l’Agareno. Tutti costoro erano sovrintendenti ai beni del re Davide.
[32] Giònata, zio di Davide, era consigliere; uomo intelligente e scriba, egli insieme con Iechièl, figlio di Acmonì, si occupava dei figli del re. [33] Achitòfel era consigliere del re; Cusài, l’Arkita, era amico del re. [34] Ad Achitòfel successero Ioiadà, figlio di Benaià, ed Ebiatàr. Comandante dell’esercito del re era Ioab.

Capitolo 28

[1] Davide convocò tutti i comandanti d’Israele, i capi delle tribù e i comandanti delle varie classi al servizio del re, i comandanti di migliaia, i comandanti di centinaia, i sovrintendenti a tutti i beni e a tutto il bestiame del re e dei suoi figli, insieme con i cortigiani, i prodi e ogni soldato valoroso in Israele. [2] Davide si alzò in piedi e disse:
«Ascoltatemi, fratelli miei e popolo mio! Io avevo deciso di costruire una dimora stabile per l’arca dell’alleanza del Signore, per lo sgabello dei piedi del nostro Dio. Avevo fatto i preparativi per la costruzione, [3] ma Dio mi disse: “Non costruirai una casa al mio nome, perché tu sei stato un guerriero e hai versato sangue”. [4] Il Signore, Dio d’Israele, scelse me fra tutta la famiglia di mio padre, perché divenissi per sempre re su Israele; difatti egli si è scelto Giuda come capo, e fra la discendenza di Giuda ha scelto il casato di mio padre, e tra i figli di mio padre ha trovato compiacenza in me, per costituirmi re su tutto Israele. [5] Fra tutti i miei figli, poiché il Signore mi ha dato molti figli, ha scelto mio figlio Salomone per farlo sedere sul trono del regno del Signore su Israele. [6] Egli infatti mi ha detto: “Salomone, tuo figlio, costruirà la mia casa e i miei cortili, perché io mi sono scelto lui come figlio e io gli sarò padre. [7] Renderò saldo il suo regno per sempre, se egli persevererà nel compiere i miei comandi e le mie norme, come fa oggi”. [8] Ora, sotto gli occhi d’Israele, assemblea del Signore, e davanti al nostro Dio che ascolta, vi scongiuro: custodite e ricercate tutti i comandi del Signore, vostro Dio, perché possediate questa buona terra e la passiate in eredità ai vostri figli dopo di voi, per sempre.
[9] Tu, Salomone, figlio mio, riconosci il Dio di tuo padre, servilo con cuore perfetto e con animo volenteroso, perché il Signore scruta tutti i cuori e conosce ogni intimo intento: se lo cercherai, ti si farà trovare; se invece l’abbandonerai, egli ti rigetterà per sempre. [10] Vedi: ora il Signore ti ha scelto perché tu gli costruisca una casa come santuario; sii forte e mettiti al lavoro».
[11] Davide diede a Salomone, suo figlio, il modello del vestibolo e degli edifici, delle stanze per i tesori, dei piani superiori e delle camere interne e del luogo per il propiziatorio, [12] inoltre il modello di quanto aveva in animo riguardo ai cortili del tempio del Signore, a tutte le stanze laterali, ai tesori del tempio di Dio e ai tesori delle cose consacrate, [13] alle classi dei sacerdoti e dei leviti e a tutta l’attività per il servizio del tempio del Signore e a tutti gli arredi usati nel tempio del Signore. [14] Quanto a tutti gli oggetti d’oro, gli consegnò l’oro, indicando il peso dell’oro di ciascun oggetto destinato al culto e il peso dell’argento di ciascun oggetto di culto; [15] inoltre l’oro dei candelabri e delle loro lampade, indicando il peso dei singoli candelabri e delle loro lampade, e l’argento destinato ai candelabri, indicando il peso dei candelabri e delle loro lampade, secondo l’uso di ogni candelabro; [16] inoltre il quantitativo dell’oro per le tavole dell’offerta, per ogni tavola, e dell’argento per le tavole d’argento, [17] dell’oro puro per le forcelle, i vasi per l’aspersione e le brocche; il quantitativo dell’oro per le coppe, per ogni coppa d’oro, e quello dell’argento, per ogni coppa d’argento; [18] l’oro puro per l’altare dell’incenso aromatico, indicandone il peso; il modello del carro d’oro dei cherubini, che stendevano le ali e coprivano l’arca dell’alleanza del Signore. [19] Tutto ciò era contenuto in uno scritto di mano del Signore, che spiegava tutti i particolari del modello.
[20] Davide disse a Salomone, suo figlio: «Sii forte e coraggioso; mettiti al lavoro, non temere e non abbatterti, perché il Signore Dio, il mio Dio, è con te. Non ti lascerà e non ti abbandonerà finché tu non abbia terminato tutto il lavoro per il tempio del Signore. [21] Ecco le classi dei sacerdoti e dei leviti per ogni servizio del tempio di Dio; ci sono con te, in ogni lavoro, esperti in ogni attività. I capi e tutto il popolo sono ai tuoi ordini».

Capitolo 29

[1] Il re Davide disse a tutta l’assemblea: «Salomone, mio figlio, il solo che Dio ha scelto, è giovane e inesperto, mentre l’impresa è grandiosa, perché l’edificio non è per un uomo ma per il Signore Dio. [2] Con tutta la mia forza ho fatto preparativi per il tempio del mio Dio; ho preparato oro su oro, argento su argento, bronzo su bronzo, ferro su ferro, legname su legname, ònici, brillanti, topazi, pietre di vario valore e pietre preziose e marmo bianco in quantità. [3] Inoltre, per il mio amore per il tempio del mio Dio, quanto possiedo in oro e in argento lo dono per il tempio del mio Dio, oltre a quanto ho preparato per il santuario: [4] tremila talenti d’oro, d’oro di Ofir, e settemila talenti d’argento raffinato per rivestire le pareti interne, [5] l’oro per gli oggetti in oro, l’argento per quelli in argento e per tutti i lavori eseguiti dagli artefici. E chi vuole ancora riempire oggi la sua mano per fare offerte al Signore?». [6] Fecero allora offerte i capi di casato, i capi delle tribù d’Israele, i comandanti di migliaia e di centinaia e i sovrintendenti agli affari del re. [7] Essi diedero per l’opera del tempio di Dio cinquemila talenti d’oro, diecimila dàrici, diecimila talenti d’argento, diciottomila talenti di bronzo e centomila talenti di ferro. [8] Quanti si ritrovarono in possesso di pietre preziose le diedero nelle mani di Iechièl il Ghersonita, perché fossero depositate nel tesoro del tempio del Signore. [9] Il popolo gioì per queste loro offerte, perché erano fatte al Signore con cuore sincero; anche il re Davide gioì vivamente.
[10] Davide benedisse il Signore sotto gli occhi di tutta l’assemblea. Davide disse:
«Benedetto sei tu, Signore,
Dio d’Israele, nostro padre,
ora e per sempre.
[11] Tua, Signore, è la grandezza, la potenza,
lo splendore, la gloria e la maestà:
perché tutto, nei cieli e sulla terra, è tuo.
Tuo è il regno, Signore:
ti innalzi sovrano sopra ogni cosa.
[12] Da te provengono la ricchezza e la gloria,
tu domini tutto;
nella tua mano c’è forza e potenza,
con la tua mano dai a tutti ricchezza e potere.
[13] Ed ora, nostro Dio, noi ti ringraziamo
e lodiamo il tuo nome glorioso.
[14] E chi sono io e chi è il mio popolo, per essere in grado di offrirti tutto questo spontaneamente? Tutto proviene da te: noi, dopo averlo ricevuto dalla tua mano, te l’abbiamo ridato. [15] Noi siamo forestieri davanti a te e ospiti come tutti i nostri padri. Come un’ombra sono i nostri giorni sulla terra e non c’è speranza. [16] Signore, nostro Dio, quanto noi abbiamo preparato per costruire una casa al tuo santo nome proviene da te ed è tutto tuo. [17] So, mio Dio, che tu provi i cuori e ti compiaci della rettitudine. Io, con cuore retto, ho offerto spontaneamente tutte queste cose. Ora io vedo con gioia che anche il tuo popolo qui presente ti porta offerte spontanee. [18] Signore, Dio di Abramo, di Isacco e d’Israele, nostri padri, custodisci per sempre questa disposizione come intimo intento del cuore del tuo popolo. Dirigi i loro cuori verso di te. [19] A Salomone, mio figlio, concedi un cuore sincero, perché custodisca i tuoi comandi, le tue istruzioni e le tue norme, perché esegua tutto ciò e costruisca l’edificio per il quale io ho fatto i preparativi».
[20] Davide disse a tutta l’assemblea: «Benedite dunque il Signore, vostro Dio!». Tutta l’assemblea benedisse il Signore, Dio dei loro padri; si inginocchiarono e si prostrarono davanti al Signore e al re.
[21] Offrirono sacrifici al Signore e gli bruciarono olocausti il giorno dopo: mille giovenchi, mille arieti, mille agnelli con le loro libagioni, oltre a numerosi sacrifici per tutto Israele. [22] Mangiarono e bevvero alla presenza del Signore in quel giorno con grande gioia. Di nuovo proclamarono re Salomone, figlio di Davide, e unsero per il Signore lui come capo e Sadoc come sacerdote.
[23] Salomone sedette sul trono del Signore come re al posto di Davide, suo padre; prosperò e tutto Israele gli fu sottomesso. [24] Tutti i comandanti, i prodi e anche tutti i figli del re Davide si sottomisero al re Salomone. [25] Il Signore rese grande Salomone agli occhi di tutto Israele e gli diede un regno così splendido, che nessun predecessore in Israele aveva mai avuto.
[26] Davide, figlio di Iesse, regnò su tutto Israele. [27] La durata del suo regno su Israele fu di quarant’anni: a Ebron regnò sette anni e a Gerusalemme regnò trentatré anni. [28] Morì in vecchiaia, sazio di anni, di ricchezza e di gloria. Al suo posto divenne re suo figlio Salomone.
[29] Le gesta del re Davide, dalle prime alle ultime, sono descritte nei libri del veggente Samuele, nel libro del profeta Natan e nel libro del veggente Gad, [30] con tutta la storia del suo regno, della sua potenza e di quanto in quei tempi accadde a lui, a Israele e a tutti i regni del mondo.