San Giovanni, avendo ricevuto da Gesù la cura della Madonna, restò a Gerusalemme fino alla morte di Lei, che, secondo Eusebio, avvenne nel 48. Dopo il Concilio degli Apostoli si recò nell'Asia Minore, e ne diresse le Chiese dopo la morte di Paolo, istruendo molti discepoli, fra i quali i famosi San Policarpo e Papia. Secondo Tertulliano, fu trasportato a Roma nel 95 e messo in una caldaia d'olio bollente da cui uscì illeso. Nel 95 fu relegato nell'isola di Patmos, dove scrisse l'Apocalisse. Morto Domiziano che l'aveva così perseguitato, nel 96 tornò a Efeso, ove scrisse il Vangelo e le lettere contro i primi eretici, Gnostici, Nicolaiti, Bileamiti, e morì vecchissimo verso il 100.
Questa prima lettera sembra scritta come prefazione del quarto Vangelo, e ne è il compendio; quindi non è scritta a Chiese particolari, ma a tutta la Chiesa. E' stata scritta ad Efeso e pubblicata come presentazione del Vangelo. Riguarda però in particolare le Chiese dell'Asia Minore, ove dall'accoppiamento dei Giudaizzanti coi filosofi era nato lo Gnosticismo, che umiliava la dignità del Salvatore, dicendo la sua unione con Dio morale soltanto e passeggera, oppure negava l'unione ipostatica perché Dio non poteva unirsi alla carne cattiva di sua natura come proveniente dal principio del male, e negava la redenzione, perché l'uomo non aveva bisogno d'esser redento, ma d'esser istruito, e a ciò bastava la gnosi (conoscenza di Dio e intelligenza dei misteri).
Ecco gli errori che San Giovanni combatte in questa lettera, in cui Cristo è affermato vero Dio e vero uomo, mediatore, vittima, sorgente di grazia e di perdono.

1 Giovanni


Capitolo 1

[1] Quello che era da principio, quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita – [2] la vita infatti si manifestò, noi l’abbiamo veduta e di ciò diamo testimonianza e vi annunciamo la vita eterna, che era presso il Padre e che si manifestò a noi –, [3] quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. E la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo. [4] Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia piena.
[5] Questo è il messaggio che abbiamo udito da lui e che noi vi annunciamo: Dio è luce e in lui non c’è tenebra alcuna. [6] Se diciamo di essere in comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, siamo bugiardi e non mettiamo in pratica la verità. [7] Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, il Figlio suo, ci purifica da ogni peccato.
[8] Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. [9] Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto tanto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. [10] Se diciamo di non avere peccato, facciamo di lui un bugiardo e la sua parola non è in noi.

Capitolo 2

[1] Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un Paràclito presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto. [2] È lui la vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo.
[3] Da questo sappiamo di averlo conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti. [4] Chi dice: «Lo conosco», e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e in lui non c’è la verità. [5] Chi invece osserva la sua parola, in lui l’amore di Dio è veramente perfetto. Da questo conosciamo di essere in lui. [6] Chi dice di rimanere in lui, deve anch’egli comportarsi come lui si è comportato.
[7] Carissimi, non vi scrivo un nuovo comandamento, ma un comandamento antico, che avete ricevuto da principio. Il comandamento antico è la Parola che avete udito. [8] Eppure vi scrivo un comandamento nuovo, e ciò è vero in lui e in voi, perché le tenebre stanno diradandosi e già appare la luce vera. [9] Chi dice di essere nella luce e odia suo fratello, è ancora nelle tenebre. [10] Chi ama suo fratello, rimane nella luce e non vi è in lui occasione di inciampo. [11] Ma chi odia suo fratello, è nelle tenebre, cammina nelle tenebre e non sa dove va, perché le tenebre hanno accecato i suoi occhi.
[12] Scrivo a voi, figlioli,
perché vi sono stati perdonati i peccati in virtù del suo nome.
[13] Scrivo a voi, padri,
perché avete conosciuto colui che è da principio.
Scrivo a voi, giovani,
perché avete vinto il Maligno.
[14] Ho scritto a voi, figlioli,
perché avete conosciuto il Padre.
Ho scritto a voi, padri,
perché avete conosciuto colui che è da principio.
Ho scritto a voi, giovani,
perché siete forti
e la parola di Dio rimane in voi
e avete vinto il Maligno.
[15] Non amate il mondo, né le cose del mondo! Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui; [16] perché tutto quello che è nel mondo – la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita – non viene dal Padre, ma viene dal mondo. [17] E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno!
[18] Figlioli, è giunta l’ultima ora. Come avete sentito dire che l’anticristo deve venire, di fatto molti anticristi sono già venuti. Da questo conosciamo che è l’ultima ora. [19] Sono usciti da noi, ma non erano dei nostri; se fossero stati dei nostri, sarebbero rimasti con noi; sono usciti perché fosse manifesto che non tutti sono dei nostri. [20] Ora voi avete ricevuto l’unzione dal Santo, e tutti avete la conoscenza. [21] Non vi ho scritto perché non conoscete la verità, ma perché la conoscete e perché nessuna menzogna viene dalla verità. [22] Chi è il bugiardo se non colui che nega che Gesù è il Cristo? L’anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio. [23] Chiunque nega il Figlio, non possiede nemmeno il Padre; chi professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre.
[24] Quanto a voi, quello che avete udito da principio rimanga in voi. Se rimane in voi quello che avete udito da principio, anche voi rimarrete nel Figlio e nel Padre. [25] E questa è la promessa che egli ci ha fatto: la vita eterna.
[26] Questo vi ho scritto riguardo a coloro che cercano di ingannarvi. [27] E quanto a voi, l’unzione che avete ricevuto da lui rimane in voi e non avete bisogno che qualcuno vi istruisca. Ma, come la sua unzione vi insegna ogni cosa ed è veritiera e non mentisce, così voi rimanete in lui come essa vi ha istruito.
[28] E ora, figlioli, rimanete in lui, perché possiamo avere fiducia quando egli si manifesterà e non veniamo da lui svergognati alla sua venuta. [29] Se sapete che egli è giusto, sappiate anche che chiunque opera la giustizia, è stato generato da lui.

Capitolo 3

[1] Vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui. [2] Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.
[3] Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come egli è puro. [4] Chiunque commette il peccato, commette anche l’iniquità, perché il peccato è l’iniquità. [5] Voi sapete che egli si manifestò per togliere i peccati e che in lui non vi è peccato. [6] Chiunque rimane in lui non pecca; chiunque pecca non l’ha visto né l’ha conosciuto.
[7] Figlioli, nessuno v’inganni. Chi pratica la giustizia è giusto come egli è giusto. [8] Chi commette il peccato viene dal diavolo, perché da principio il diavolo è peccatore. Per questo si manifestò il Figlio di Dio: per distruggere le opere del diavolo. [9] Chiunque è stato generato da Dio non commette peccato, perché un germe divino rimane in lui, e non può peccare perché è stato generato da Dio. [10] In questo si distinguono i figli di Dio dai figli del diavolo: chi non pratica la giustizia non è da Dio, e neppure lo è chi non ama il suo fratello.
[11] Poiché questo è il messaggio che avete udito da principio: che ci amiamo gli uni gli altri. [12] Non come Caino, che era dal Maligno e uccise suo fratello. E per quale motivo l’uccise? Perché le sue opere erano malvagie, mentre quelle di suo fratello erano giuste.
[13] Non meravigliatevi, fratelli, se il mondo vi odia. [14] Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli. Chi non ama rimane nella morte. [15] Chiunque odia il proprio fratello è omicida, e voi sapete che nessun omicida ha più la vita eterna che dimora in lui.
[16] In questo abbiamo conosciuto l’amore, nel fatto che egli ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli. [17] Ma se uno ha ricchezze di questo mondo e, vedendo il suo fratello in necessità, gli chiude il proprio cuore, come rimane in lui l’amore di Dio? [18] Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità.
[19] In questo conosceremo che siamo dalla verità e davanti a lui rassicureremo il nostro cuore, [20] qualunque cosa esso ci rimproveri. Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa. [21] Carissimi, se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio, [22] e qualunque cosa chiediamo, la riceviamo da lui, perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quello che gli è gradito.
[23] Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. [24] Chi osserva i suoi comandamenti rimane in Dio e Dio in lui. In questo conosciamo che egli rimane in noi: dallo Spirito che ci ha dato.

Capitolo 4

[1] Carissimi, non prestate fede ad ogni spirito, ma mettete alla prova gli spiriti, per saggiare se provengono veramente da Dio, perché molti falsi profeti sono venuti nel mondo. [2] In questo potete riconoscere lo Spirito di Dio: ogni spirito che riconosce Gesù Cristo venuto nella carne, è da Dio; [3] ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. Questo è lo spirito dell’anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo. [4] Voi siete da Dio, figlioli, e avete vinto costoro, perché colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo. [5] Essi sono del mondo, perciò insegnano cose del mondo e il mondo li ascolta. [6] Noi siamo da Dio: chi conosce Dio ascolta noi; chi non è da Dio non ci ascolta. Da questo noi distinguiamo lo spirito della verità e lo spirito dell’errore.
[7] Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio. [8] Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. [9] In questo si è manifestato l’amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui. [10] In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.
[11] Carissimi, se Dio ci ha amati così, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. [12] Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l’amore di lui è perfetto in noi. [13] In questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi: egli ci ha donato il suo Spirito. [14] E noi stessi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha mandato il suo Figlio come salvatore del mondo. [15] Chiunque confessa che Gesù è il Figlio di Dio, Dio rimane in lui ed egli in Dio. [16] E noi abbiamo conosciuto e creduto l’amore che Dio ha in noi. Dio è amore; chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui.
[17] In questo l’amore ha raggiunto tra noi la sua perfezione: che abbiamo fiducia nel giorno del giudizio, perché come è lui, così siamo anche noi, in questo mondo. [18] Nell’amore non c’è timore, al contrario l’amore perfetto scaccia il timore, perché il timore suppone un castigo e chi teme non è perfetto nell’amore.
[19] Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo. [20] Se uno dice: «Io amo Dio» e odia suo fratello, è un bugiardo. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede. [21] E questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche suo fratello.

Capitolo 5

[1] Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è stato generato da Dio; e chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato. [2] In questo conosciamo di amare i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. [3] In questo infatti consiste l’amore di Dio, nell’osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi. [4] Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede.
[5] E chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio? [6] Egli è colui che è venuto con acqua e sangue, Gesù Cristo; non con l’acqua soltanto, ma con l’acqua e con il sangue. Ed è lo Spirito che dà testimonianza, perché lo Spirito è la verità. [7] Poiché tre sono quelli che danno testimonianza: [8] lo Spirito, l’acqua e il sangue, e questi tre sono concordi. [9] Se accettiamo la testimonianza degli uomini, la testimonianza di Dio è superiore: e questa è la testimonianza di Dio, che egli ha dato riguardo al proprio Figlio. [10] Chi crede nel Figlio di Dio, ha questa testimonianza in sé. Chi non crede a Dio, fa di lui un bugiardo, perché non crede alla testimonianza che Dio ha dato riguardo al proprio Figlio. [11] E la testimonianza è questa: Dio ci ha donato la vita eterna e questa vita è nel suo Figlio. [12] Chi ha il Figlio, ha la vita; chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita.
[13] Questo vi ho scritto perché sappiate che possedete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figlio di Dio.
[14] E questa è la fiducia che abbiamo in lui: qualunque cosa gli chiediamo secondo la sua volontà, egli ci ascolta. [15] E se sappiamo che ci ascolta in tutto quello che gli chiediamo, sappiamo di avere già da lui quanto abbiamo chiesto.
[16] Se uno vede il proprio fratello commettere un peccato che non conduce alla morte, preghi, e Dio gli darà la vita: a coloro, cioè, il cui peccato non conduce alla morte. C’è infatti un peccato che conduce alla morte; non dico di pregare riguardo a questo peccato. [17] Ogni iniquità è peccato, ma c’è il peccato che non conduce alla morte.
[18] Sappiamo che chiunque è stato generato da Dio non pecca: chi è stato generato da Dio preserva se stesso e il Maligno non lo tocca. [19] Noi sappiamo che siamo da Dio, mentre tutto il mondo sta in potere del Maligno. [20] Sappiamo anche che il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato l’intelligenza per conoscere il vero Dio. E noi siamo nel vero Dio, nel Figlio suo Gesù Cristo: egli è il vero Dio e la vita eterna.
[21] Figlioli, guardatevi dai falsi dèi!