Sebbene questa lettera non porti il nome di San Giovanni, e per la sua brevità non fosse nota a tutte le Chiese antiche, è indubbio che sia di San Giovanni, il quale ha uno stile inimitabile, e questa ha il suo stile e la sua dottrina. L'Anziano che scrive non può essere che il Vegliardo di Efeso sopravvissuto agli Apostoli e stimato immortale. L'Apostolo della carità condanna con decisa energia gli eretici e li divide dalla Chiesa.
La lettera è destinata alla Signora Eletta: pare sia non una persona, ma una Chiesa. Felicita Eletta per la virtù dei suoi figli, l'esorta a crescere nella fede, nella carità, nello zelo, a guardarsi dagli eretici, e promette una visita. La lettera deve essere scritta da Efeso probabilmente negli ultimi anni di S. Giovanni, verso il 100.

2 Giovanni


Capitolo 1

[1] Io, il Presbìtero, alla Signora eletta da Dio e ai suoi figli, che amo nella verità, e non io soltanto, ma tutti quelli che hanno conosciuto la verità, [2] a causa della verità che rimane in noi e sarà con noi in eterno: [3] grazia, misericordia e pace saranno con noi da parte di Dio Padre e da parte di Gesù Cristo, Figlio del Padre, nella verità e nell’amore.
[4] Mi sono molto rallegrato di aver trovato alcuni tuoi figli che camminano nella verità, secondo il comandamento che abbiamo ricevuto dal Padre. [5] E ora prego te, o Signora, non per darti un comandamento nuovo, ma quello che abbiamo avuto da principio: che ci amiamo gli uni gli altri. [6] Questo è l’amore: camminare secondo i suoi comandamenti. Il comandamento che avete appreso da principio è questo: camminate nell’amore.
[7] Sono apparsi infatti nel mondo molti seduttori, che non riconoscono Gesù venuto nella carne. Ecco il seduttore e l’anticristo! [8] Fate attenzione a voi stessi per non rovinare quello che abbiamo costruito e per ricevere una ricompensa piena. [9] Chi va oltre e non rimane nella dottrina del Cristo, non possiede Dio. Chi invece rimane nella dottrina, possiede il Padre e il Figlio. [10] Se qualcuno viene a voi e non porta questo insegnamento, non ricevetelo in casa e non salutatelo, [11] perché chi lo saluta partecipa alle sue opere malvagie.
[12] Molte cose avrei da scrivervi, ma non ho voluto farlo con carta e inchiostro; spero tuttavia di venire da voi e di poter parlare a viva voce, perché la nostra gioia sia piena.
[13] Ti salutano i figli della tua sorella, l’eletta.