Questa lettera, ancora più intima e personale della prima, può dirsi il testamento di San Paolo, perché la scrisse nel 67, nell'ultima prigionia di Roma, poco avanti di morire e cronologicamente è l'ultima. Timoteo, lasciato ad Efeso da Paolo, governava questa Chiesa, quando l'Apostolo, di nuovo incarcerato a Roma, gli scrisse questa lettera.
Sebbene, raccontando d esser comparso davanti al tribunale di Roma, dica d'essere stato liberato «dalla bocca del leone», dice che la sua morte è sicura e chiama a sé il suo discepolo prediletto per essere incoraggiato a dargli gli ultimi ricordi. Non sappiamo se Timoteo abbia avuto la gioia di trovar vivo San Paolo che, secondo Eusebio, fu decapitato nel 67. Questa tenerissima lettera, che unisce le esortazioni alle profezie sulla morte dell'Apostolo e sull'avvenire della Chiesa, miste a notizie personali, contiene esortazioni a render feconda la grazia del sacerdozio, animato dall'esempio di Paolo e dalla risurrezione di Cristo; istruzioni sulle eresie da combattere, col restar fermo nella dottrina ricevuta, nella predicazione del Vangelo, nell'adempimento del proprio dovere.

2 Timoteo


Capitolo 1

[1] Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio e secondo la promessa della vita che è in Cristo Gesù, [2] a Timòteo, figlio carissimo: grazia, misericordia e pace da parte di Dio Padre e di Cristo Gesù Signore nostro.
[3] Rendo grazie a Dio che io servo, come i miei antenati, con coscienza pura, ricordandomi di te nelle mie preghiere sempre, notte e giorno. [4] Mi tornano alla mente le tue lacrime e sento la nostalgia di rivederti per essere pieno di gioia. [5] Mi ricordo infatti della tua schietta fede, che ebbero anche tua nonna Lòide e tua madre Eunìce, e che ora, ne sono certo, è anche in te.
[6] Per questo motivo ti ricordo di ravvivare il dono di Dio, che è in te mediante l’imposizione delle mie mani. [7] Dio infatti non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza, di carità e di prudenza. [8] Non vergognarti dunque di dare testimonianza al Signore nostro, né di me, che sono in carcere per lui; ma, con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo. [9] Egli infatti ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione santa, non già in base alle nostre opere, ma secondo il suo progetto e la sua grazia. Questa ci è stata data in Cristo Gesù fin dall’eternità, [10] ma è stata rivelata ora, con la manifestazione del salvatore nostro Cristo Gesù. Egli ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita e l’incorruttibilità per mezzo del Vangelo, [11] per il quale io sono stato costituito messaggero, apostolo e maestro.
[12] È questa la causa dei mali che soffro, ma non me ne vergogno: so infatti in chi ho posto la mia fede e sono convinto che egli è capace di custodire fino a quel giorno ciò che mi è stato affidato. [13] Prendi come modello i sani insegnamenti che hai udito da me con la fede e l’amore, che sono in Cristo Gesù. [14] Custodisci, mediante lo Spirito Santo che abita in noi, il bene prezioso che ti è stato affidato.
[15] Tu sai che tutti quelli dell’Asia, tra i quali Fìgelo ed Ermògene, mi hanno abbandonato. [16] Il Signore conceda misericordia alla famiglia di Onesìforo, perché egli mi ha più volte confortato e non si è vergognato delle mie catene; [17] anzi, venuto a Roma, mi ha cercato con premura, finché non mi ha trovato. [18] Gli conceda il Signore di trovare misericordia presso Dio in quel giorno. E quanti servizi egli abbia reso a Èfeso, tu lo sai meglio di me.

Capitolo 2

[1] E tu, figlio mio, attingi forza dalla grazia che è in Cristo Gesù: [2] le cose che hai udito da me davanti a molti testimoni, trasmettile a persone fidate, le quali a loro volta siano in grado di insegnare agli altri.
[3] Come un buon soldato di Gesù Cristo, soffri insieme con me. [4] Nessuno, quando presta servizio militare, si lascia prendere dalle faccende della vita comune, se vuol piacere a colui che lo ha arruolato. [5] Anche l’atleta non riceve il premio se non ha lottato secondo le regole. [6] Il contadino, che lavora duramente, dev’essere il primo a raccogliere i frutti della terra. [7] Cerca di capire quello che dico, e il Signore ti aiuterà a comprendere ogni cosa.
[8] Ricòrdati di Gesù Cristo,
risorto dai morti,
discendente di Davide,
come io annuncio nel mio Vangelo,
[9] per il quale soffro
fino a portare le catene come un malfattore.
Ma la parola di Dio non è incatenata! [10] Perciò io sopporto ogni cosa per quelli che Dio ha scelto, perché anch’essi raggiungano la salvezza che è in Cristo Gesù, insieme alla gloria eterna. [11] Questa parola è degna di fede:
Se moriamo con lui, con lui anche vivremo;
[12] se perseveriamo, con lui anche regneremo;
se lo rinneghiamo, lui pure ci rinnegherà;
[13] se siamo infedeli, lui rimane fedele,
perché non può rinnegare se stesso.
[14] Richiama alla memoria queste cose, scongiurando davanti a Dio che si evitino le vane discussioni, le quali non giovano a nulla se non alla rovina di chi le ascolta. [15] Sfòrzati di presentarti a Dio come una persona degna, un lavoratore che non deve vergognarsi e che dispensa rettamente la parola della verità. [16] Evita le chiacchiere vuote e perverse, perché spingono sempre più all’empietà quelli che le fanno; [17] la parola di costoro infatti si propagherà come una cancrena. Fra questi vi sono Imeneo e Filèto, [18] i quali hanno deviato dalla verità, sostenendo che la risurrezione è già avvenuta e così sconvolgono la fede di alcuni. [19] Tuttavia le solide fondamenta gettate da Dio resistono e portano questo sigillo: Il Signore conosce quelli che sono suoi, e ancora: Si allontani dall’iniquità chiunque invoca il nome del Signore. [20] In una casa grande però non vi sono soltanto vasi d’oro e d’argento, ma anche di legno e di argilla; alcuni per usi nobili, altri per usi spregevoli. [21] Chi si manterrà puro da queste cose, sarà come un vaso nobile, santificato, utile al padrone di casa, pronto per ogni opera buona.
[22] Sta’ lontano dalle passioni della gioventù; cerca la giustizia, la fede, la carità, la pace, insieme a quelli che invocano il Signore con cuore puro. [23] Evita inoltre le discussioni sciocche e da ignoranti, sapendo che provocano litigi. [24] Un servo del Signore non deve essere litigioso, ma mite con tutti, capace di insegnare, paziente, [25] dolce nel rimproverare quelli che gli si mettono contro, nella speranza che Dio conceda loro di convertirsi, perché riconoscano la verità [26] e rientrino in se stessi, liberandosi dal laccio del diavolo, che li tiene prigionieri perché facciano la sua volontà.

Capitolo 3

[1] Sappi che negli ultimi tempi verranno momenti difficili. [2] Gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanitosi, orgogliosi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, empi, [3] senza amore, sleali, calunniatori, intemperanti, intrattabili, disumani, [4] traditori, sfrontati, accecati dall’orgoglio, amanti del piacere più che di Dio, [5] gente che ha una religiosità solo apparente, ma ne disprezza la forza interiore. Guàrdati bene da costoro! [6] Fra questi vi sono alcuni che entrano nelle case e circuiscono certe donnette cariche di peccati, in balìa di passioni di ogni genere, [7] sempre pronte a imparare, ma che non riescono mai a giungere alla conoscenza della verità. [8] Sull’esempio di Iannes e di Iambrès che si opposero a Mosè, anche costoro si oppongono alla verità: gente dalla mente corrotta e che non ha dato buona prova nella fede. [9] Ma non andranno molto lontano, perché la loro stoltezza sarà manifesta a tutti, come lo fu la stoltezza di quei due.
[10] Tu invece mi hai seguito da vicino nell’insegnamento, nel modo di vivere, nei progetti, nella fede, nella magnanimità, nella carità, nella pazienza, [11] nelle persecuzioni, nelle sofferenze. Quali cose mi accaddero ad Antiòchia, a Icònio e a Listra! Quali persecuzioni ho sofferto! Ma da tutte mi ha liberato il Signore! [12] E tutti quelli che vogliono rettamente vivere in Cristo Gesù saranno perseguitati. [13] Ma i malvagi e gli impostori andranno sempre di male in peggio, ingannando gli altri e ingannati essi stessi.
[14] Tu però rimani saldo in quello che hai imparato e che credi fermamente. Conosci coloro da cui lo hai appreso [15] e conosci le sacre Scritture fin dall’infanzia: queste possono istruirti per la salvezza, che si ottiene mediante la fede in Cristo Gesù. [16] Tutta la Scrittura, ispirata da Dio, è anche utile per insegnare, convincere, correggere ed educare nella giustizia, [17] perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.

Capitolo 4

[1] Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù, che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno: [2] annuncia la Parola, insisti al momento opportuno e non opportuno, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e insegnamento. [3] Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, pur di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo i propri capricci, [4] rifiutando di dare ascolto alla verità per perdersi dietro alle favole. [5] Tu però vigila attentamente, sopporta le sofferenze, compi la tua opera di annunciatore del Vangelo, adempi il tuo ministero.
[6] Io infatti sto già per essere versato in offerta ed è giunto il momento che io lasci questa vita. [7] Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede. [8] Ora mi resta soltanto la corona di giustizia che il Signore, il giudice giusto, mi consegnerà in quel giorno; non solo a me, ma anche a tutti coloro che hanno atteso con amore la sua manifestazione.
[9] Cerca di venire presto da me, [10] perché Dema mi ha abbandonato, avendo preferito le cose di questo mondo, ed è partito per Tessalònica; Crescente è andato in Galazia, Tito in Dalmazia. [11] Solo Luca è con me. Prendi con te Marco e portalo, perché mi sarà utile per il ministero. [12] Ho inviato Tìchico a Èfeso. [13] Venendo, portami il mantello, che ho lasciato a Tròade in casa di Carpo, e i libri, soprattutto le pergamene. [14] Alessandro, il fabbro, mi ha procurato molti danni: il Signore gli renderà secondo le sue opere. [15] Anche tu guàrdati da lui, perché si è accanito contro la nostra predicazione.
[16] Nella mia prima difesa in tribunale nessuno mi ha assistito; tutti mi hanno abbandonato. Nei loro confronti, non se ne tenga conto. [17] Il Signore però mi è stato vicino e mi ha dato forza, perché io potessi portare a compimento l’annuncio del Vangelo e tutte le genti lo ascoltassero: e così fui liberato dalla bocca del leone. [18] Il Signore mi libererà da ogni male e mi porterà in salvo nei cieli, nel suo regno; a lui la gloria nei secoli dei secoli. Amen.
[19] Saluta Prisca e Aquila e la famiglia di Onesìforo. [20] Erasto è rimasto a Corinto; Tròfimo l’ho lasciato ammalato a Mileto. [21] Affréttati a venire prima dell’inverno. Ti salutano Eubùlo, Pudènte, Lino, Claudia e tutti i fratelli.
[22] Il Signore sia con il tuo spirito. La grazia sia con voi!