Colossi, rovinata con Laodicea e Gerapoli dal gran terremoto avvenuto sotto Nerone, era divenuta ai tempi di San Paolo città secondaria.
Sebbene San Paolo avesse percorso due volte la Frigia (Atti 16-17), forse non si spinse nella valle del Lico ove era Colossi, e certamente non fondò la Chiesa di Colossi, che fu fondata invece da Epafra (Col 1,3-7. 23; 2,1-5; 4,11-12).
Occasione della lettera fu che Epafra, discepolo di Paolo e vescovo di Colossi, essendo andato a Roma a visitare Paolo prigioniero, aveva a lui manifestato i nuovi pericoli che minacciavano le Chiese dell'Asia, specialmente Colossi. I pericoli vengono da falsi dottori giudaizzanti e già iniziatori dello gnosticismo, i quali si rassegnavano a qualche pratica giudaica, perché ormai i cristiani avevano compreso la superiorità della fede alla Legge, ma menomavano la dignità di Cristo, che sostituivano con Angeli, dei quali credevano avere una conoscenza particolare ed ai quali rendevano un culto speciale.
Paolo, saputi questi pericoli, scrisse questa lettera ai Colossesi, che è quasi uguale a quella agli Efesini, perché scritta nel medesimo tempo e per il medesimo scopo.
La lettera è scritta da Roma, forse negli ultimi mesi di prigionia (62), come quella agli Efesini, a cui somiglia, quella ai Filippesi e a Filemone ed è una specie d'enciclica, perché letta che fosse a Colossi, doveva essere portata a quelli di Laodicea.

Colossesi


PROLOGO

Capitolo 1

Indirizzo, saluto ed augurio

[1] Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, e il fratello Timòteo, [2] ai santi e credenti fratelli in Cristo che sono a Colosse: grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro.
Rendimento di grazie - [3] Noi rendiamo grazie a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, continuamente pregando per voi, [4] avendo avuto notizie della vostra fede in Cristo Gesù e della carità che avete verso tutti i santi [5] a causa della speranza che vi attende nei cieli. Ne avete già udito l’annuncio dalla parola di verità del Vangelo [6] che è giunto a voi. E come in tutto il mondo esso porta frutto e si sviluppa, così avviene anche fra voi, dal giorno in cui avete ascoltato e conosciuto la grazia di Dio nella verità, [7] che avete appreso da Èpafra, nostro caro compagno nel ministero: egli è presso di voi un fedele ministro di Cristo [8] e ci ha pure manifestato il vostro amore nello Spirito.

Dignita di Cristo

[9] Perciò anche noi, dal giorno in cui ne fummo informati, non cessiamo di pregare per voi e di chiedere che abbiate piena conoscenza della sua volontà, con ogni sapienza e intelligenza spirituale, [10] perché possiate comportarvi in maniera degna del Signore, per piacergli in tutto, portando frutto in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio. [11] Resi forti di ogni fortezza secondo la potenza della sua gloria, per essere perseveranti e magnanimi in tutto, [12] ringraziate con gioia il Padre che vi ha resi capaci di partecipare alla sorte dei santi nella luce.
[13] È lui che ci ha liberati dal potere delle tenebre
e ci ha trasferiti nel regno del Figlio del suo amore,
[14] per mezzo del quale abbiamo la redenzione,
il perdono dei peccati.
Sublime dignità di Cristo
[15] Egli è immagine del Dio invisibile,
primogenito di tutta la creazione,
[16] perché in lui furono create tutte le cose
nei cieli e sulla terra,
quelle visibili e quelle invisibili:
Troni, Dominazioni,
Principati e Potenze.
Tutte le cose sono state create
per mezzo di lui e in vista di lui.
[17] Egli è prima di tutte le cose
e tutte in lui sussistono.
[18] Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa.
Egli è principio,
primogenito di quelli che risorgono dai morti,
perché sia lui ad avere il primato su tutte le cose.
[19] È piaciuto infatti a Dio
che abiti in lui tutta la pienezza
[20] e che per mezzo di lui e in vista di lui
siano riconciliate tutte le cose,
avendo pacificato con il sangue della sua croce
sia le cose che stanno sulla terra,
sia quelle che stanno nei cieli.
Effetti della redenzione di Cristo nei Colossesi - [21] Un tempo anche voi eravate stranieri e nemici, con la mente intenta alle opere cattive; [22] ora egli vi ha riconciliati nel corpo della sua carne mediante la morte, per presentarvi santi, immacolati e irreprensibili dinanzi a lui; [23] purché restiate fondati e fermi nella fede, irremovibili nella speranza del Vangelo che avete ascoltato, il quale è stato annunciato in tutta la creazione che è sotto il cielo, e del quale io, Paolo, sono diventato ministro.
Missione dell'Apostolo tra i Gentili - [24] Ora io sono lieto nelle sofferenze che sopporto per voi e do compimento a ciò che, dei patimenti di Cristo, manca nella mia carne, a favore del suo corpo che è la Chiesa. [25] Di essa sono diventato ministro, secondo la missione affidatami da Dio verso di voi di portare a compimento la parola di Dio, [26] il mistero nascosto da secoli e da generazioni, ma ora manifestato ai suoi santi. [27] A loro Dio volle far conoscere la gloriosa ricchezza di questo mistero in mezzo alle genti: Cristo in voi, speranza della gloria. [28] È lui infatti che noi annunciamo, ammonendo ogni uomo e istruendo ciascuno con ogni sapienza, per rendere ogni uomo perfetto in Cristo. [29] Per questo mi affatico e lotto, con la forza che viene da lui e che agisce in me con potenza.

Capitolo 2

Sollecitudine pastorale di S. Paolo per le Chiese dell'Asia

[1] Voglio infatti che sappiate quale dura lotta devo sostenere per voi, per quelli di Laodicèa e per tutti quelli che non mi hanno mai visto di persona, [2] perché i loro cuori vengano consolati. E così, intimamente uniti nell’amore, essi siano arricchiti di una piena intelligenza per conoscere il mistero di Dio, che è Cristo: [3] in lui sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della conoscenza.
La falsa filosofia è contraria a Gesù Cristo - [4] Dico questo perché nessuno vi inganni con argomenti seducenti: [5] infatti, anche se sono lontano con il corpo, sono però tra voi con lo spirito e gioisco vedendo la vostra condotta ordinata e la saldezza della vostra fede in Cristo.
[6] Come dunque avete accolto Cristo Gesù, il Signore, in lui camminate, [7] radicati e costruiti su di lui, saldi nella fede come vi è stato insegnato, sovrabbondando nel rendimento di grazie. [8] Fate attenzione che nessuno faccia di voi sua preda con la filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo.
[9] È in lui che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità, [10] e voi partecipate della pienezza di lui, che è il capo di ogni Principato e di ogni Potenza. [11] In lui voi siete stati anche circoncisi non mediante una circoncisione fatta da mano d’uomo con la spogliazione del corpo di carne, ma con la circoncisione di Cristo: [12] con lui sepolti nel battesimo, con lui siete anche risorti mediante la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti. [13] Con lui Dio ha dato vita anche a voi, che eravate morti a causa delle colpe e della non circoncisione della vostra carne, perdonandoci tutte le colpe e [14] annullando il documento scritto contro di noi che, con le prescrizioni, ci era contrario: lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce. [15] Avendo privato della loro forza i Principati e le Potenze, ne ha fatto pubblico spettacolo, trionfando su di loro in Cristo.
La superstizione col falso ascetismo è contraria a Gesù Cristo - [16] Nessuno dunque vi condanni in fatto di cibo o di bevanda, o per feste, noviluni e sabati: [17] queste cose sono ombra di quelle future, ma la realtà è di Cristo. [18] Nessuno che si compiace vanamente del culto degli angeli e corre dietro alle proprie immaginazioni, gonfio di orgoglio nella sua mente carnale, vi impedisca di conseguire il premio: [19] costui non si stringe al capo, dal quale tutto il corpo riceve sostentamento e coesione per mezzo di giunture e legamenti e cresce secondo il volere di Dio.
[20] Se siete morti con Cristo agli elementi del mondo, perché, come se viveste ancora nel mondo, lasciarvi imporre precetti quali: [21] «Non prendere, non gustare, non toccare»? [22] Sono tutte cose destinate a scomparire con l’uso, prescrizioni e insegnamenti di uomini, [23] che hanno una parvenza di sapienza con la loro falsa religiosità e umiltà e mortificazione del corpo, ma in realtà non hanno alcun valore se non quello di soddisfare la carne.

Doveri cristiani

Capitolo 3

I Cristiani devono vivere per il cielo - [1] Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; [2] rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra. [3] Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! [4] Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria.
I Cristiani devono spogliarsi dell'uomo vecchio e rivestirsi del nuovo - [5] Fate morire dunque ciò che appartiene alla terra: impurità, immoralità, passioni, desideri cattivi e quella cupidigia che è idolatria; [6] a motivo di queste cose l’ira di Dio viene su coloro che gli disobbediscono. [7] Anche voi un tempo eravate così, quando vivevate in questi vizi. [8] Ora invece gettate via anche voi tutte queste cose: ira, animosità, cattiveria, insulti e discorsi osceni, che escono dalla vostra bocca. [9] Non dite menzogne gli uni agli altri: vi siete svestiti dell’uomo vecchio con le sue azioni [10] e avete rivestito il nuovo, che si rinnova per una piena conoscenza, ad immagine di Colui che lo ha creato. [11] Qui non vi è Greco o Giudeo, circoncisione o incirconcisione, barbaro, Scita, schiavo, libero, ma Cristo è tutto e in tutti.
[12] Scelti da Dio, santi e amati, rivestitevi dunque di sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità, [13] sopportandovi a vicenda e perdonandovi gli uni gli altri, se qualcuno avesse di che lamentarsi nei riguardi di un altro. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi. [14] Ma sopra tutte queste cose rivestitevi della carità, che le unisce in modo perfetto. [15] E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E rendete grazie!
[16] La parola di Cristo abiti tra voi nella sua ricchezza. Con ogni sapienza istruitevi e ammonitevi a vicenda con salmi, inni e canti ispirati, con gratitudine, cantando a Dio nei vostri cuori. [17] E qualunque cosa facciate, in parole e in opere, tutto avvenga nel nome del Signore Gesù, rendendo grazie per mezzo di lui a Dio Padre.
Doveri dei coniugi - [18] Voi, mogli, state sottomesse ai mariti, come conviene nel Signore. [19] Voi, mariti, amate le vostre mogli e non trattatele con durezza.
Doveri dei figli e dei genitori - [20] Voi, figli, obbedite ai genitori in tutto; ciò è gradito al Signore. [21] Voi, padri, non esasperate i vostri figli, perché non si scoraggino.
Doveri dei servi e dei padroni - [22] Voi, schiavi, siate docili in tutto con i vostri padroni terreni: non servite solo quando vi vedono, come si fa per piacere agli uomini, ma con cuore semplice e nel timore del Signore. [23] Qualunque cosa facciate, fatela di buon animo, come per il Signore e non per gli uomini, [24] sapendo che dal Signore riceverete come ricompensa l’eredità. Servite il Signore che è Cristo! [25] Infatti chi commette ingiustizia subirà le conseguenze del torto commesso, e non si fanno favoritismi personali.

Capitolo 4

Esortazione alla continua preghiera e alla prudenza - [1] Voi, padroni, date ai vostri schiavi ciò che è giusto ed equo, sapendo che anche voi avete un padrone in cielo.
[2] Perseverate nella preghiera e vegliate in essa, rendendo grazie. [3] Pregate anche per noi, perché Dio ci apra la porta della Parola per annunciare il mistero di Cristo. Per questo mi trovo in prigione, [4] affinché possa farlo conoscere, parlandone come devo.
[5] Comportatevi saggiamente con quelli di fuori, cogliendo ogni occasione. [6] Il vostro parlare sia sempre gentile, sensato, in modo da saper rispondere a ciascuno come si deve.
[7] Tutto quanto mi riguarda ve lo riferirà Tìchico, il caro fratello e ministro fedele, mio compagno nel servizio del Signore, [8] che io mando a voi perché conosciate le nostre condizioni e perché rechi conforto ai vostri cuori. [9] Con lui verrà anche Onèsimo, il fedele e carissimo fratello, che è dei vostri. Essi vi informeranno su tutte le cose di qui.

Epilogo

Saluti e benedizioni - [10] Vi salutano Aristarco, mio compagno di carcere, e Marco, il cugino di Bàrnaba, riguardo al quale avete ricevuto istruzioni – se verrà da voi, fategli buona accoglienza – [11] e Gesù, chiamato Giusto. Di coloro che vengono dalla circoncisione questi soli hanno collaborato con me per il regno di Dio e mi sono stati di conforto. [12] Vi saluta Èpafra, servo di Cristo Gesù, che è dei vostri, il quale non smette di lottare per voi nelle sue preghiere, perché siate saldi, perfetti e aderenti a tutti i voleri di Dio. [13] Io do testimonianza che egli si dà molto da fare per voi e per quelli di Laodicèa e di Geràpoli. [14] Vi salutano Luca, il caro medico, e Dema.
[15] Salutate i fratelli di Laodicèa, Ninfa e la Chiesa che si raduna nella sua casa. [16] E quando questa lettera sarà stata letta da voi, fate che venga letta anche nella Chiesa dei Laodicesi e anche voi leggete quella inviata ai Laodicesi. [17] Dite ad Archippo: «Fa’ attenzione al ministero che hai ricevuto nel Signore, in modo da compierlo bene».
[18] Il saluto è di mia mano, di me, Paolo. Ricordatevi delle mie catene. La grazia sia con voi.