Profeta in senso biblico è colui che, ricevuta una particolare missione da Dio, e, dotato, a tal fine, di particolari carismi, parla agli uomini in nome di Dio: è quindi il portavoce di Dio. Il profeta è inoltre colui che vede ciò che è nascosto agli uomini e che Dio a lui mostra, rivela, affinché ne parli agli uomini: è il “veggente”.
Naum (= consolatore) nacque ad Elcos, villaggio probabilmente situato nella Galilea, o secondo un’altra tradizione nella Giudea. Il profeta Nahum è l’unico tra i profeti che non si rivolge al popolo eletto; la sua opera profetica è rivolta unicamente a inive, la capitale dell’impero Assiro. Lo scritto di questo profeta, giunto a noi, non raggiunge le altezze religiose degli altri profeti.

Naum


Capitolo 1

  [1] Oracolo su Ninive. Libro della visione di Naum da Elkos.
Alef [2] Un Dio geloso e vendicatore è il Signore,
vendicatore è il Signore, pieno di collera.
Il Signore si vendica degli avversari
e serba rancore verso i nemici.
[3] Il Signore è lento all’ira, ma grande nella potenza
e nulla lascia impunito.
Bet Nell’uragano e nella tempesta è il suo cammino
e le nubi sono la polvere dei suoi passi.
Ghimel [4] Minaccia il mare e lo rende asciutto,
prosciuga tutti i fiumi.
Dalet Basan e il Carmelo inaridiscono,
anche il fiore del Libano languisce.
He [5] Davanti a lui tremano i monti,
ondeggiano i colli.
Vau Si leva la terra davanti a lui,
il mondo e tutti i suoi abitanti.
Zain [6] Davanti al suo sdegno chi può resistere
e affrontare il furore della sua ira?
Het La sua collera si spande come il fuoco
e alla sua presenza le rocce si spezzano.
Tet [7] Buono è il Signore, un asilo sicuro
nel giorno dell’angoscia.
Iod Si prende cura di chi si rifugia in lui
[8] anche quando l’inondazione avanza.
Caf Distrugge chi insorge contro di lui,
i suoi nemici insegue nelle tenebre.
[9] Che cosa tramate voi contro il Signore?
Egli distrugge:
non sopravverrà due volte la sciagura,
[10] poiché, intrecciati come rovi,
avvinazzati come ubriachi,
saranno consunti come paglia secca.
[11] Da te è uscito
colui che trama il male contro il Signore.
[12] Così dice il Signore:
«Siano pure potenti, siano pure numerosi,
saranno falciati e spariranno.
Ma se ti ho afflitto, non ti affliggerò più.
[13] Ora, infrangerò il suo giogo che ti opprime,
spezzerò le tue catene».
[14] Contro di te decreta il Signore:
«Nessuna discendenza porterà il tuo nome,
dal tempio dei tuoi dèi farò sparire
le statue scolpite e quelle fuse,
preparerò il tuo sepolcro, poiché non vali nulla».

Capitolo 2

[1] Ecco sui monti i passi d’un messaggero
che annuncia la pace!
Celebra le tue feste, Giuda, sciogli i tuoi voti,
poiché il malvagio non passerà più su di te:
egli è del tutto annientato.
[2] Contro di te avanza un distruttore.
«Monta la guardia alla fortezza,
sorveglia le vie, cingi i tuoi fianchi,
raccogli tutte le forze».
[3] Infatti il Signore restaura il vanto di Giacobbe,
rinnova il vanto d’Israele,
anche se i briganti li hanno depredati
e saccheggiano i loro tralci.
[4] Lo scudo dei suoi prodi rosseggia,
i guerrieri sono vestiti di scarlatto,
come fuoco scintillano i carri di ferro
pronti all’attacco,
si brandiscono le lance.
[5] Per le vie avanzano i carri,
scorrazzano per le piazze,
il loro aspetto è come di fiamma,
guizzano come saette.
[6] Si fa l’appello dei più coraggiosi,
che accorrendo si urtano:
essi si slanciano verso le mura,
la copertura di scudi è formata.
[7] Le porte dei fiumi si aprono,
la reggia trema tutta.
[8] La Signora è condotta in esilio,
le sue ancelle gemono
con voce come di colombe,
percuotendosi il petto.
[9] Ninive è sempre stata come una vasca piena d’acqua,
ma ora le acque sfuggono.
«Fermatevi! Fermatevi!», ma nessuno si volta.
[10] «Saccheggiate l’argento, saccheggiate l’oro».
Ci sono tesori infiniti, ammassi d’oggetti preziosi!
[11] Devastazione, spoliazione, desolazione;
cuori scoraggiati, ginocchia vacillanti,
brividi ai fianchi,
su tutti i volti il pallore.
[12] Dov’è la tana dei leoni,
il luogo dove venivano nutriti i leoncelli?
Là si rifugiavano il leone, la leonessa e i leoncelli
e nessuno li disturbava.
[13] Il leone sbranava per i suoi piccoli,
azzannava per le sue leonesse;
riempiva i suoi covi di preda, le sue tane di rapina.
[14] «Eccomi a te
– oracolo del Signore degli eserciti –:
manderò in fumo la tua moltitudine
e la spada divorerà i tuoi leoncelli.
Distruggerò dalla terra le tue prede,
non si udrà più la voce dei tuoi messaggeri».

Capitolo 3

[1] Guai alla città sanguinaria,
piena di menzogne,
colma di rapine,
che non cessa di depredare!
[2] Sibilo di frusta, fracasso di ruote,
scalpitìo di cavalli, cigolìo di carri,
[3] cavalieri incalzanti, lampeggiare di spade,
scintillare di lance, feriti in quantità,
cumuli di morti, cadaveri senza fine,
s’inciampa nei cadaveri.
[4] È per le tante seduzioni della prostituta,
della bella maliarda, della maestra d’incanti,
che faceva mercato dei popoli con le sue tresche
e delle nazioni con i suoi incantesimi.
[5] «Eccomi a te
– oracolo del Signore degli eserciti –:
alzerò le tue vesti fin sulla faccia
e mostrerò alle nazioni la tua nudità,
ai regni le tue vergogne.
[6] Ti getterò addosso immondizie,
ti svergognerò, ti esporrò al ludibrio.
[7] Allora chiunque ti vedrà, fuggirà da te
e dirà: “Ninive è distrutta! Chi la compiangerà?
Dove cercherò chi la consoli?”.
[8] Sei forse più forte di Tebe,
adagiata sui canali del Nilo,
circondata dalle acque?
Per baluardo aveva il mare
e per bastione le acque.
[9] L’Etiopia e l’Egitto erano la sua forza
che non aveva limiti.
Put e i Libi erano i suoi alleati.
[10] Eppure anch’essa fu deportata,
andò schiava in esilio.
Anche i suoi bambini furono sfracellati
ai crocicchi di tutte le strade.
Si spartirono a sorte i suoi nobili
e tutti i suoi grandi furono messi in catene.
[11] Anche tu berrai fino a ubriacarti e ti sentirai venir meno,
anche tu cercherai scampo dal nemico.
[12] Tutte le tue fortezze sono come alberi di fico
carichi di frutti primaticci:
appena scossi, cadono
in bocca a chi li vuole mangiare.
[13] Ecco il tuo popolo: in te vi sono solo donne;
si spalanca la porta della tua terra ai nemici,
il fuoco divora le tue sbarre.
[14] Attingi acqua per l’assedio, rinforza le tue difese,
pesta l’argilla, impasta mattoni, prendi gli stampi.
[15] Eppure il fuoco divorerà te,
ti sterminerà la spada,
anche se ti moltiplicassi come le cavallette,
se diventassi numerosa come le locuste,
[16] e moltiplicassi i tuoi mercanti
più che le stelle del cielo.
La cavalletta mette le ali e vola via!
[17] Quelli che ti controllano sono come le locuste,
i tuoi funzionari come sciami di cavallette,
che si annidano fra i muretti quando è freddo,
ma quando spunta il sole si dileguano
e non si sa dove siano andate.
[18] Re di Assur, i tuoi pastori dormono,
si riposano i tuoi eroi!
Il tuo popolo è disperso per i monti
e nessuno lo raduna.
[19] Non c’è rimedio per la tua ferita,
incurabile è la tua piaga.
Chiunque sentirà tue notizie batterà le mani.
Perché, su chi non si è riversata
senza tregua la tua crudeltà?».