Tito, convertito da San Paolo dal Gentilesimo, accompagnò spesso il suo maestro, al Concilio di Gerusalemme (Atti 15,2; Gal 2,1) e nel terzo viaggio missionario, e fu incaricato di visitar or questa or quella Chiesa.
Dopo la prima prigionia romana, San Paolo, evangelizzò con Tito l'isola di Creta e vi lasciò Tito ad organizzare la varie Chiese fondate nell'isola. Partito da Creta, San Paolo visitò le Chiese dell'Asia, poi della Macedonia e nel 64 e nel 66 giunse a Nicopoli, capitale dell'Epiro. Forse da Nicopoli scrive questa lettera per dire a Tito che lo raggiungesse e per dargli istruzioni. Questa lettera deve essere contemporanea della prima a Timoteo, avendo il medesimo stile semplice e naturale, le medesime frasi e trattando quasi il medesimo argomento pastorale.
Contiene tre istruzioni: sulla scelta dei ministri sacri e loro doti; sull'insegnamento ai fedeli secondo le loro diverse classi; sul modo d'istruire i Cretesi.

Tito


Capitolo 1

[1] Paolo, servo di Dio e apostolo di Gesù Cristo per portare alla fede quelli che Dio ha scelto e per far conoscere la verità, che è conforme a un’autentica religiosità, [2] nella speranza della vita eterna – promessa fin dai secoli eterni da Dio, il quale non mente, [3] e manifestata al tempo stabilito nella sua parola mediante la predicazione, a me affidata per ordine di Dio, nostro salvatore –, [4] a Tito, mio vero figlio nella medesima fede: grazia e pace da Dio Padre e da Cristo Gesù, nostro salvatore.
[5] Per questo ti ho lasciato a Creta: perché tu metta ordine in quello che rimane da fare e stabilisca alcuni presbìteri in ogni città, secondo le istruzioni che ti ho dato. [6] Ognuno di loro sia irreprensibile, marito di una sola donna e abbia figli credenti, non accusabili di vita dissoluta o indisciplinati. [7] Il vescovo infatti, come amministratore di Dio, deve essere irreprensibile: non arrogante, non collerico, non dedito al vino, non violento, non avido di guadagni disonesti, [8] ma ospitale, amante del bene, assennato, giusto, santo, padrone di sé, [9] fedele alla Parola, degna di fede, che gli è stata insegnata, perché sia in grado di esortare con la sua sana dottrina e di confutare i suoi oppositori.
[10] Vi sono infatti, soprattutto fra quelli che provengono dalla circoncisione, molti insubordinati, chiacchieroni e ingannatori. [11] A questi tali bisogna chiudere la bocca, perché sconvolgono intere famiglie, insegnando, a scopo di guadagno disonesto, quello che non si deve insegnare. [12] Uno di loro, proprio un loro profeta, ha detto: «I Cretesi sono sempre bugiardi, brutte bestie e fannulloni». [13] Questa testimonianza è vera. Perciò correggili con fermezza, perché vivano sani nella fede [14] e non diano retta a favole giudaiche e a precetti di uomini che rifiutano la verità.
[15] Tutto è puro per chi è puro, ma per quelli che sono corrotti e senza fede nulla è puro: sono corrotte la loro mente e la loro coscienza. [16] Dichiarano di conoscere Dio, ma lo rinnegano con i fatti, essendo abominevoli e ribelli e incapaci di fare il bene.

Capitolo 2

[1] Tu però insegna quello che è conforme alla sana dottrina. [2] Gli uomini anziani siano sobri, dignitosi, saggi, saldi nella fede, nella carità e nella pazienza. [3] Anche le donne anziane abbiano un comportamento santo: non siano maldicenti né schiave del vino; sappiano piuttosto insegnare il bene, [4] per formare le giovani all’amore del marito e dei figli, [5] a essere prudenti, caste, dedite alla famiglia, buone, sottomesse ai propri mariti, perché la parola di Dio non venga screditata.
[6] Esorta ancora i più giovani a essere prudenti, [7] offrendo te stesso come esempio di opere buone: integrità nella dottrina, dignità, [8] linguaggio sano e irreprensibile, perché il nostro avversario resti svergognato, non avendo nulla di male da dire contro di noi. [9] Esorta gli schiavi a essere sottomessi ai loro padroni in tutto; li accontentino e non li contraddicano, [10] non rubino, ma dimostrino fedeltà assoluta, per fare onore in tutto alla dottrina di Dio, nostro salvatore.
[11] È apparsa infatti la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini [12] e ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, [13] nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo. [14] Egli ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formare per sé un popolo puro che gli appartenga, pieno di zelo per le opere buone.
[15] Questo devi insegnare, raccomandare e rimproverare con tutta autorità. Nessuno ti disprezzi!

Capitolo 3

[1] Ricorda loro di essere sottomessi alle autorità che governano, di obbedire, di essere pronti per ogni opera buona; [2] di non parlare male di nessuno, di evitare le liti, di essere mansueti, mostrando ogni mitezza verso tutti gli uomini.
[3] Anche noi un tempo eravamo insensati, disobbedienti, corrotti, schiavi di ogni sorta di passioni e di piaceri, vivendo nella malvagità e nell’invidia, odiosi e odiandoci a vicenda.
[4] Ma quando apparvero la bontà di Dio, salvatore nostro,
e il suo amore per gli uomini,
[5] egli ci ha salvati,
non per opere giuste da noi compiute,
ma per la sua misericordia,
con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo,
[6] che Dio ha effuso su di noi in abbondanza
per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro,
[7] affinché, giustificati per la sua grazia,
diventassimo, nella speranza, eredi della vita eterna.
[8] Questa parola è degna di fede e perciò voglio che tu insista su queste cose, perché coloro che credono a Dio si sforzino di distinguersi nel fare il bene. Queste cose sono buone e utili agli uomini. [9] Evita invece le questioni sciocche, le genealogie, le risse e le polemiche intorno alla Legge, perché sono inutili e vane. [10] Dopo un primo e un secondo ammonimento sta’ lontano da chi è fazioso, [11] ben sapendo che persone come queste sono fuorviate e continuano a peccare, condannandosi da sé.
[12] Quando ti avrò mandato Àrtema o Tìchico, cerca di venire subito da me a Nicòpoli, perché là ho deciso di passare l’inverno. [13] Provvedi con cura al viaggio di Zena, il giurista, e di Apollo, perché non manchi loro nulla. [14] Imparino così anche i nostri a distinguersi nel fare il bene per le necessità urgenti, in modo da non essere gente inutile.
[15] Ti salutano tutti coloro che sono con me. Saluta quelli che ci amano nella fede. La grazia sia con tutti voi!