LA STORIA DELLA CHIESA (Atti degli apostoli - Lettere apostoliche - Apocalisse)

Parte 3:
Paolo in viaggio verso Roma - Le lettere apostoliche - L'Apocalisse

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Capoverso aolo in viaggio verso Roma

Il cristianesimo ormai è diffuso in quasi tutto l’impero romano. Nella stessa capitale dell'impero, Roma, vi è una fiorente comunità di seguaci di Cristo, fondata da Pietro. Paolo desidera ardentemente visitare i cristiani di Roma. Ad essi indirizza una bellissima lettera dove chiede a Dio di «aprirgli una strada» per andare a trovarli. L'occasione si presenta quando i sacerdoti del tempio e i capi dei giudei accusano Paolo davanti a Porcio Festo, governatore romano della Giudea. Festo interroga Paolo e gli domanda: - Vuoi essere giudicato davanti a me in Gerusalemme? Paolo, a testa alta e con lo sguardo fiero, risponde: - Ai giudei non ho fatto alcun torto. Se sono in colpa e ho commesso qualcosa che meriti la morte, non rifiuto di morire. Ma nessuno ha il potere di consegnarmi ai giudei. Io mi appello a Cesare. Paolo ha la cittadinanza romana, perciò ha il diritto di essere giudicato da un tribunale della capitale dell'impero. Porcio Festo risponde a Paolo: - Ti sei appellato a Cesare, a Cesare andrai. Il viaggio per nave di Paolo prigioniero è pieno di pericoli. La nave che lo trasporta a Roma fa persino naufragio presso l'isola di Malta. Ma finalmente Paolo arriva a Roma. Lì rimane per due anni interi sotto sorveglianza, in attesa di essere processato dal tribunale di Cesare. Durante quel periodo gode di una relativa libertà e può accogliere i cristiani che vengono a lui. «Annuncia loro il regno di Dio e insegna le cose riguardanti il Signore Gesù Cristo, con tutta franchezza e senza impedimento». Con queste parole termina il libro degli Atti degli apostoli. Secondo la tradizione, Paolo patisce il martirio nell'anno 67 dopo Cristo, sotto l'imperatore Nerone. Poiché è cittadino romano, la sua condanna viene eseguita mediante decapitazione.


Capoverso e lettere apostoliche

Quasi tutti gli altri apostoli testimoniano il vangelo di Gesù con il loro sangue. Pietro subisce il martirio a Roma nel 64 circa dopo Cristo. Giacomo, fratello di Giovanni, è decapitato per ordine di Erode Agrippa nel 44 dopo Cristo. Giacomo, figlio di Alfeo, è martirizzato nel 62 dopo Cristo. Pietro, Giovanni, Giacomo di Alfeo e Giuda Taddeo scrivono lettere alle comunità cristiane. In queste lettere, che fanno parte del nuovo testamento, gli apostoli esortano i cristiani ad osservare soprattutto il comandamento nuovo di Gesù: il comandamento dell'amore fraterno.


Capoverso 'Apocalisse

L'ultimo libro del nuovo testamento, e quindi della Bibbia, si intitola Apocalisse che significa «rivelazione». Il libro è attribuito all'apostolo Giovanni ed è stato scritto verso il 90 dopo Cristo. Le persecuzioni contro i cristiani si sono fatte ora più violente. L'apostolo Giovanni, con un linguaggio difficile e ricco di simboli, annuncia però che la vittoria finale sarà di Cristo. Il male, secondo la promessa fatta da Dio ad Adamo ed Eva subito dopo il peccato delle origini, alla fine del mondo sarà debellato. Il grande drago, il serpente antico che seduce la terra, sarà precipitato negli abissi. Cristo regnerà e i seguaci di Cristo entreranno per sempre nella nuova Gerusalemme, la città di Dio. Nella Gerusalemme celeste, secondo l'espressione dell'Apocalisse, «i servi del Signore vedranno la faccia di Dio. Non vi sarà più notte ed essi non avranno più bisogno di luce di lampada, né di luce di sole, perché il Signore Dio li illuminerà e regneranno nei secoli dei secoli».
La Bibbia termina con una umile e ardente invocazione rivolta al Signore perché il tempo della realizzazione definitiva della salvezza giunga presto: Vieni, Signore Gesù! La grazia del Signore Gesù sia con tutti voi. Amen!


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