LA STORIA DEI RE - (1 e 2 Samuele - 1 Re 1-13)

Parte 1:
Israele sogna la monarchia - La vocazione di Samuele - Israele chiede un re - Saul primo re d'Israele

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Capoverso sraele sogna la monarchia

Dopo l'esperienza dei Giudici, Israele prende coscienza che solo l'unione stabile delle dodici tribù può salvarlo dai nemici. Tutta la terra di Canaan è ormai saldamente nelle mani del popolo eletto a esclusione di quella fascia lungo il Mediterraneo occupata dai terribili ed agguerriti filistei. Israele, confrontandosi con i popoli vicini tutti a regime monarchico, sogna adesso di avere un re. Un sovrano che governi l'intera nazione, che conduca un esercito debitamente addestrato alla vittoria definitiva sui filistei e qualunque altro nemico esterno. Dalla federazione delle tribù, Israele vuole passare alla monarchia. Finora Jahvè veniva considerato non solo l'unico Dio, ma anche il capo politico d'Israele. Adesso sembra messo da parte. Israele sembra fidarsi di più di un re in carne ed ossa, che del suo Dio, il Re degli eserciti. L'alleanza del Sinai, rinnovata solennemente a Sichem al tempo di Giosuè, sembra definitivamente accantonata. Le infedeltà contro Jahvè si moltiplicano. Israele sempre più spesso si rivolge alle divinità cananee, a Baal e ad Ascera. Il popolo eletto continua a percorrere quella china che lo porta sempre più lontano dal suo Dio. Il popolo di Jahvè, Dio santo e geloso, il popolo forgiato da Mosè, il popolo erede delle promesse fatte ad Abramo, Isacco e Giacobbe sta degradandosi, sta avviandosi verso il declino e la catastrofe. L'uomo chiamato da Dio a gestire il travagliato passaggio di Israele dal regime fondato sulla federazione delle tribù al regime monarchico è Samuele.


Capoverso a vocazione di Samuele

Samuele è giudice di Israele, sacerdote e profeta. Come tutti i grandi personaggi dell'antico testamento, è chiamato direttamente da Dio a svolgere la difficile missione di scegliere un re per Israele. Samuele fin da giovanetto è affidato alle cure di un santo sacerdote di nome Eli. Eli prestava il culto a Jahvè nel tempio-santuario di Silo, dove si custodiva l'Arca dell'alleanza. Una notte il giovane Samuele sente una voce ferma e dolcissima: - Samuele! - dice la voce. Il ragazzo risponde prontamente: - Eccomi! Poi corre dal vecchio Eli che riposa nella stanza accanto e gli dice: - Mi hai chiamato, eccomi. Eli risponde: - Non ti ho chiamato, torna a dormire. Una seconda e una terza volta Samuele si sente chiamare e sempre corre da Eli. Finalmente Eli capisce che è il Signore a chiamare il giovinetto e gli dice: - Vattene a dormire e, se ti chiamerà ancora, dirai: Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta. Quando Samuele sente per la quarta volta la voce ferma e dolcissima, risponde come Eli gli ha consigliato. Il Signore allora conferisce al giovane Samuele la missione di parlare a suo nome al popolo eletto per consigliare e ammonire e correggere.


Capoverso sraele chiede un re

Samuele svolge la missione che Dio gli ha affidato con grande fermezza. Ben presto la sua fama si diffonde fra le dodici tribù d'Israele. I filistei intanto si fanno sempre più minacciosi. Con le loro armi di ferro sembrano imbattibili. Durante una battaglia riescono persino ad impadronirsi dell'Arca dell'alleanza. Allora i capi delle tribù si rivolgono al profeta Samuele e gli dicono: - Stabilisci per noi un re che ci governi, come avviene per tutti i popoli. A Samuele la richiesta pare cattiva, perciò egli prega il Signore e il Signore gli risponde: - Ascolta la voce del popolo. Costoro vogliono rigettare me, perché io non regni su di essi. Ascolta pure la loro richiesta, però avvertili circa le pretese del re che regnerà su di loro. Samuele, con la voce piena di tristezza, dice a Israele: - Il re che volete vi tratterà duramente. Prenderà i vostri figli per destinarli ai suoi carri. Li costringerà ad arare i suoi campi e a mietere le sue messi. Prenderà anche le vostre figlie per farle cuoche e fornaie. Vi sequestrerà i vostri armenti... Allora griderete al Signore a causa del re che volete eleggere, ma il Signore non vi ascolterà. Invano Samuele dipinge a tinte fosche il comportamento del futuro eventuale re. Invano tenta di difendere la causa di Dio. Il popolo non gli dà retta e insiste: - No, ci sia un re su di noi. Saremo anche noi come tutti i popoli. Il re uscirà alla nostra testa e combatterà le nostre battaglie. Il Signore allora dice rassegnato al suo profeta: - Ascoltali, Samuele! Regni pure su di loro un re. E la voce di Jahvè è intrisa di una tristezza infinita.


Capoverso aul primo re d'Israele

Il primo re di Israele è Saul, figlio di Kis, della tribù di Beniamino. Saul non ha qualità per regnare. È nervoso e irascibile. È solo bello e alto di statura. È tutto apparenza. Supera dalle spalle in su qualunque altro israelita. Saul viene prescelto perché Israele rimanga deluso e torni a fidarsi solo di Dio. Un giorno, dunque, Saul incontra per caso Samuele e questi, ispirato da Dio, capisce che la scelta è caduta su questo giovane alto e di bell'aspetto. Samuele prende un'ampolla di olio e la versa, secondo l'uso del tempo, sul capo di Saul per consacrarlo re: - Ecco, - dice Samuele - il Signore ti ha unto capo sopra Israele suo popolo. Tu avrai potere sul popolo e lo libererai dalle mani dei nemici. Solo una parte delle tribù di Israele accetta il re scelto da Dio. Alcune tribù si riservano il diritto di decidere in seguito, in base alle imprese che il nuovo re avrebbe compiuto. Saul è abbastanza valoroso in battaglia e, in diversi scontri, batte i filistei anche se non riesce a sconfiggerli definitivamente. Ma Saul non è molto rispettoso nei confronti di Jahvè e del profeta Samuele. Un giorno egli si arroga diritti che spettano solo ai sacerdoti. Offre un sacrificio a Jahvè per ottenere una vittoria. Samuele allora lo rimprovera e gli dice: - Tu hai rigettato la parola del Signore, ed egli ti ha rigettato come re. Invano Saul implora il perdono. Samuele non lo ascolta neppure e si allontana sdegnato. Saul allora afferra il mantello di Samuele per trattenerlo. Un lembo del mantello si strappa e il profeta dice a Saul con disprezzo: - Il Signore ha strappato dalle tue mani il regno, come tu hai strappato il mio mantello. Poi Samuele se ne va senza più voltarsi, lasciando il re costernato. A lungo Saul se ne sta come imbambolato a rigirare fra le mani quel lembo di stoffa.


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