LA STORIA DEI RE - (1 e 2 Samuele - 1 Re 1-13)

Parte 2:
Davide è unto re - La sfida di Golia - Davide abbatte Golia

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Capoverso avide è unto re

Jahvè dice al suo profeta Samuele: - Riempi di olio il tuo corno e parti. Ti ordino di andare a Betlemme da Iesse, della tribù di Giuda. Tra i figli di Iesse sceglierai il nuovo re di Israele e lo ungerai. Samuele si reca in casa di Iesse e chiede al vecchio patriarca di mostrargli i suoi figli. Mentre Samuele li passa in rassegna, sente dentro di sé la voce di Dio: - Non guardare al loro aspetto, perché io non guardo ciò che guarda l'uomo. L'uomo guarda l'apparenza, io guardo il cuore. Samuele capisce che nessuno dei figli di Iesse presenti è il designato da Dio a regnare su Israele. Allora Samuele chiede a Iesse: - Sono tutti qui i tuoi figli? Iesse risponde: - No, rimane il più piccolo che ora sta pascolando il gregge. Si chiama Davide. - Mandalo a chiamare - ordina Samuele. Quando il giovane Davide è davanti a Samuele, questi capisce che è lui il designato dal Signore. Allora il profeta prende il corno dell'olio e consacra re Davide in mezzo ai suoi fratelli. Dio sceglie Davide perché è il più piccolo tra i fratelli. Il Signore, per mostrare che ogni bene viene da lui, predilige sempre le cose piccole e insignificanti per attuare il suo progetto di salvezza.


Capoverso a sfida di Golia

Per il momento Davide non viene proclamato ufficialmente re. Samuele teme la reazione di Saul e consiglia al giovane Davide di stare alla corte di Saul come semplice paggio. Saul si affeziona a Davide anche perché questi è un abile suonatore di cetra e la musica aveva il potere magico di calmare il nervosismo di Saul. Nel frattempo i filistei si fanno sempre più minacciosi. Radunano un nuovo esercito e si accampano nei pressi delle tende di Saul. Dall'accampamento dei filistei esce un campione chiamato Golia. Costui è alto più di due metri. È rivestito di una corazza a piastre di bronzo. Ha in testa un elmo e alle gambe schinieri di bronzo. Ha una lancia con la punta di ferro e un'enorme spada anche di ferro. E una perfetta macchina da guerra. Egli si ferma davanti alle schiere di Israele e grida loro con una voce che assomiglia ad un tuono: - Perché siete usciti e vi siete schierati a battaglia? Io sono un filisteo e voi siete i vili servi di Saul. Scegliete un uomo tra voi che combatta contro di me. Se mi abbatterà, noi saremo vostri schiavi. Se lo abbatterò io, sarete voi nostri schiavi. L'esercito di Israele al comando di Saul è terrorizzato per la presenza di questo gigante dalla voce simile al tuono. Nessun guerriero israelita osa accettare la sfida. Allora Davide, che si trova nell'accampamento di Israele, fa a Saul questa proposta: - Andrò io a combattere contro questo filisteo. Saul sorride ironicamente per l'ardire di Davide e gli dice: - Tu non puoi andare contro questo filisteo. Tu sei un ragazzo e lui è un uomo d'armi fin dalla sua giovinezza. Ma Davide dice a Saul: - Il Signore mi aiuterà contro questo filisteo. Saul allora, forse invidiando la fiducia che Davide dimostra nel Signore, dice al ragazzo: - Ebbene va' e il Signore sia con te.


Capoverso avide abbatte Golia

Saul riveste Davide della propria armatura. Gli mette in capo un elmo di bronzo e gli fa indossare la corazza. Poi Davide cinge la spada di Saul sopra l'armatura, ma invano cerca di camminare. Allora dice a Saul: - Non posso camminare con tutta questa roba addosso. Non sono abituato. Davide si libera dell'armatura, prende in mano il suo bastone di pastore, sceglie cinque ciottoli lisci dal torrente e li pone nella sua bisaccia. Prende ancora in mano la sua fionda e muove incontro al filisteo. Golia avanza passo passo avvicinandosi a Davide e, ad ogni passo del gigante, sembra che la terra tremi. Il filisteo scruta Davide e ne ha disprezzo perché è un ragazzo. Gli arriva sì e no alla cintura. Gli grida: - Sono forse io un cane, perché tu venga a me con un bastone? E la sua voce assomiglia a quella del tuono. Davide, per nulla impaurito da quella montagna di carne rivestita di bronzo, dice calmo: - Tu vieni a me con la corazza, con la lancia e la spada. Io vengo a te nel nome di Jahvè, Signore degli eserciti, Dio delle schiere di Israele che tu hai insultato. In questo stesso giorno, il Signore ti farà cadere nelle mie mani. Io ti abbatterò e ti staccherò la testa dal corpo. Tutta la terra saprà che vi è un Dio in Israele. - Bando alle chiacchiere! - dice Golia sicuro come un leone infastidito da un moscerino - Fatti avanti e io darò le tue carni in pasto agli uccelli del cielo. Davide, con calma, caccia la mano nella bisaccia, ne trae una pietra e la lancia con la fionda contro il filisteo. La pietra sibila nell'aria e penetra nella fronte del filisteo proprio nel punto indifeso dall'elmo. Golia, con un frastuono di ferraglia, cade con la faccia a terra. David fa un salto ed è sopra il filisteo. Prende la sua spada, la sguaina e lo uccide. Poi, tenendo a due mani la pesante e tagliente arma, con quella taglia netta la testa al gigante. I filistei vedono che il loro campione è morto e si danno alla fuga. La stessa spada di ferro che era stata il vanto di Golia, diventa lo strumento della sua morte. Il piccolo Davide, ancora una volta, ha dimostrato che la salvezza viene solo dal Signore.


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