LA STORIA DEI RE - (1 e 2 Samuele - 1 Re 1-13)

Parte 3:
Davide e Gionata - Il regno di Davide - Il peccato di Davide - Salomone divento re

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Capoverso avide e Gionata

Dopo la vittoria su Golia, il piccolo Davide si presenta davanti a Saul. Accanto al trono di Saul siede anche il figlio Gionata che, alla morte del padre, secondo l'uso delle monarchie dinastiche, avrebbe ereditato il trono. Appena Gionata vede Davide si sente legato a lui da una grande amicizia. I due hanno circa la stessa età. Gionata si toglie il mantello che indossa e lo dona a Davide e vi aggiunge la sua spada, il suo arco e la sua cintura. Anche il popolo d'Israele tributa onori trionfali a Davide. Le donne danzano davanti a lui e cantano: - Saul ha ucciso mille guerrieri, ma Davide ne ha ucciso diecimila. Saul è molto irritato e gli paiono cattive quelle parole. Dice dentro di sé: «Hanno dato a Davide diecimila e a me hanno dato solo mille. Non gli manca altro che il trono». Da quel giorno Saul si ingelosisce di David e prende a perseguitarlo. Una volta mentre Davide suona la cetra, Saul impugna la lancia pensando: «Adesso inchioderò Davide al muro!». Scaglia l'arma, ma Davide riesce a schivarla di un soffio. Allora decide di fuggire e di nascondersi. Ma Saul lo insegue con l'esercito e tenta di ucciderlo. Gionata in quell'occasione informa l'amico dicendo: - Sta' in guardia. Io parlerò a mio padre in tuo favore. Anche in altre circostanze Davide riesce a salvarsi grazie all'aiuto dell'amico. Eppure Gionata ha tutto l'interesse perché Davide muoia. Sa che Davide è amato da Dio e dal popolo e può diventare re al suo posto. Tuttavia Gionata pur di aiutare l'amico è pronto a rinunciare al trono. La lealtà di Gionata è ricambiata da Davide. Un giorno Davide avrebbe potuto uccidere Saul, ma si limita a tagliargli con la spada un lembo del mantello. Un'altra volta avrebbe potuto inchiodare Saul a terra con la lancia. Ma risparmia la vita del re per l'affetto che Gionata gli ha mostrato. Anche Davide ha l'interesse che Saul muoia. Avrebbe finito di fuggire e di nascondersi e il popolo lo avrebbe proclamato re confermando la scelta di Dio. Ma Davide non si vendica perché ha il cuore nobile e per l'amicizia che lo lega a Gionata. Quando Gionata e Saul muoiono per mano dei filistei durante una battaglia, Davide piange amaramente: Perché sono caduti gli eroi in mezzo alla battaglia? Gionata, per la tua morte sento dolore, l'angoscia mi stringe a te, fratello mio Gíónata! Tu mi eri molto caro! La tua amicizia era preziosa per me. Così piange Davide sopra le alture di Gelboe, davanti alle spoglie del primo re d'Israele e dell'amico Gionata.


Capoverso l regno di Davide

Con la morte di Saul, Davide viene proclamato re da tutte le tribù d'Israele. Intanto il profeta Samuele muore. Ormai la sua missione è compiuta. Israele è ora un regno unito. Davide, un re caro al cuore di Dio, riconquista l'Arca dell'alleanza e sconfigge definitivamente i filistei. Poi stabilisce la sua reggia a Gerusalemme. La città posta sopra il colle di Sion, diventa la capitale del regno di Israele; diventa la città di Davide. Il re con grandi onori e festeggiamenti, trasporta l'Arca dentro la città. Mentre l'Arca del Signore entra trionfalmente in Gerusalemme, Davide per la gioia danza davanti ad essa. Gerusalemme diventa la città di Jahvè. La città santa. Davide, per onorare Jahvè che gli ha concesso tante vittorie, pensa di costruire al suo Dio uno splendido tempio nella città santa. Ma il profeta Natan, che abita presso la reggia di Davide, dice al re: - Il Signore non vuole una casa. Egli ha abitato sempre in una tenda da quando Israele è uscito dall'Egitto. Il Signore invece farà a te una casa. Egli renderà stabile per sempre il tuo trono. Il tuo regno non avrà mai fine. La profezia di Natan si avvererà. Il trono di Davide, della tribù di Giuda, un giorno sarà ereditato dal Salvatore. Gesù, della stirpe di Davide, non salirà sul trono del suo illustre antenato secondo la carne. Gesù, il salvatore, regnerà nel cuore degli uomini che lo accetteranno. E il suo regno non avrà mai fine.


Capoverso l peccato di Davide

Purtroppo, nella sua vecchiaia, anche Davide si comporta male davanti agli occhi di Dio. Egli si invaghisce di una donna sposata e, pur di averla, fa in modo che il marito di lei muoia. Il profeta Natan rimprovera, a nome di Dio, il grande re d'Israele: - Vi erano due uomini - dice il profeta - che abitavano nella stessa città. Uno era ricco e l'altro povero. Il ricco aveva molto bestiame; il povero aveva solo una pecorella piccina che aveva allevato con tanta tenerezza. Un ospite di passaggio arrivò nella casa del ricco e questi, invece di prendere una pecora dai suoi greggi per offrire un pasto all'ospite, rubò la pecorella del povero e ne preparò una vivanda. Nel sentire questo racconto, Davide si accende d'ira ed esclama: - Per la vita del Signore, l'uomo che ha fatto questo merita la morte. - Tu sei quell'uomo! - dice allora Natan con la voce dura e l'indice puntato contro il re -. Tu hai rubato la moglie al tuo suddito per farla tua sposa. Il mio racconto era solo una parabola, un esempio, per farti capire la gravità del tuo peccato. Allora Davide, con gli occhi bassi e il volto rosso per la vergogna, confessa a Natan: - Davvero ho peccato contro il Signore. Abbi pietà di me, o Dio. Natan si rende conto che Davide è sinceramente pentito e risponde: - Il Signore, nella sua misericordia, ha perdonato il tuo peccato. Jahvè perdona il re Davide, mentre aveva rifiutato il perdono a Saul che aveva commesso un peccato meno grave. Ma il pentimento di Davide è sincero, mentre quello di Saul era stato dettato dalla paura. Dio, come insegnerà Gesù, è disposto a perdonare anche peccati molto gravi, quando il pentimento parte dal cuore. A chi molto ama - dirà Gesù - molto sarà perdonato.


Capoverso alomone divento re

Tuttavia Davide, durante gli ultimi suoi anni, dovrà soffrire molto. Uno dei suoi figli, Assalonne, si ribella contro di lui e Davide è costretto a difendersi. L'esercito di Davide insegue Assalonne. Davide aveva dato ordine ai suoi soldati di non uccidere il ribelle, ma di catturarlo vivo. Assalonne tenta di sottrarsi ai soldati del padre. Fugge cavalcando un mulo. L'animale entra sotto i rami di un albero e Assalonne rimane impigliato ai rami per i capelli. Uno dei soldati di Davide prende allora l'arco e immerge tre dardi, uno dopo l'altro, nel cuore di Assalonne. Quando Davide viene informato della morte del figlio, piange amare lacrime, come aveva pianto davanti alle spoglie di Saul e di Gionata. Coprendosi la faccia con le mani, il vecchio Davide singhiozza disperato: - Figlio mio Assalonne! Assalonne, figlio mio! Figlio mio! E nessuno riesce a consolarlo. Davide, prima di morire, designa come suo successore il figlio Salomone. Il trono sarebbe spettato ad Adonia, il maggiore dei figli di Davide. Il re sceglie invece il giovane Salomone, seguendo la stessa logica di Dio che predilige i piccoli. Natan versa sul capo di Salomone l'olio, secondo l'uso. Da quel momento Salomone diventa il nuovo re d'Israele. Sentendo ormai vicino il giorno della propria morte, Davide fa al figlio Salomone queste raccomandazioni: - Io me ne vado per la strada di ogni uomo sulla terra. Tu sii forte e mostrati uomo. Osserva la legge del Signore ed esegui i suoi comandi. Dopo quaranta anni di regno, Davide si addormenta con i suoi padri ed è sepolto a Gerusalemme, la sua città, la città santa.


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