LA STORIA DELLE ORIGINI (Genesi 1-11)

Parte 1:
La terra e l'universo - Il perché della creazione - I giorni della creazione

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Capoverso a terra e l'universo

La terra è uno dei nove pianeti del sistema solare. La terra, che sembra tanto grande, se confrontata al sole è in realtà piccolissima. Se rimpicciolissimo la terra fino alle dimensioni di una capocchia di spillo, il sole in proporzione sarebbe grande come un pallone e sarebbe distante circa settanta metri. Il sole con i suoi pianeti fa parte a sua volta di un immenso gruppo di stelle disposte a forma di disco. Questo ammasso di stelle forma la galassia. La galassia comprende circa cento miliardi di stelle. Poiché sulla terra vi sono circa cinque miliardi di uomini, si può dire che ogni uomo dispone di circa venti stelle. Le stelle della galassia sembrano vicinissime l'una all'altra. In realtà sono lontanissime fra loro. La stella più vicina al sole è distante circa quattro anni luce. La luce impiega cioè circa quattro anni per coprire tale distanza. La luce si muove a velocità altissima: in un secondo compie circa sette volte il giro della terra. Per percorrere la distanza fra il sole e la terra la luce impiega circa otto minuti. Ma la galassia con i suoi cento miliardi di stelle non è tutto l'universo. Nello spazio vi sono tante altre galassie. Forse cento miliardi. Forse anche di più. Ma a questo punto neppure la più fervida immaginazione può pensare queste grandezze e queste distanze. L'universo è sempre stato così? Gli scienziati oggi dicono che l'universo si sta ingrandendo sempre di più come un palloncino di gomma che si gonfia. Circa venti miliardi di anni fa - dicono gli scienziati - questo palloncino era piccolissimo. Poi all'improvviso è avvenuto un grande scoppio. Da quello scoppio si sono formate in seguito le galassie, le stelle, il sole, i pianeti ed anche la nostra terra. Secondo i calcoli degli scienziati, la terra avrebbe un'età di circa quattro miliardi di anni. Sulla terra poi la vita è iniziata molto più tardi. L'uomo infine è apparso sulla terra da pochi milioni di anni. Questo dice la scienza. Essa intende descrivere i fatti come sono avvenuti, ma non spiega perché i fatti sono avvenuti così. La scienza non spiega il senso della creazione.


Capoverso l perché della creazione

La Bibbia non si preoccupa di spiegare come hanno avuto origine l'universo, la terra e l'uomo. La Bibbia ci fa capire piuttosto il perché della creazione. La descrizione biblica della creazione non è una descrizione scientifica. Del resto l'autore del racconto della creazione non poteva conoscere le leggi della fisica come gli scienziati di oggi. Il racconto della creazione è stato scritto circa tremila anni fa ed allora non esistevano né telescopi, né sonde spaziali. Però il racconto biblico della creazione spiega perché esiste il mondo e perché esiste l'uomo. La Bibbia spiega il senso della creazione. Il mondo e l'uomo esistono perché sono stati voluti da Dio. Dio che è fuori del tempo perché è l'Eterno, ossia esiste da sempre, ha voluto donare all'uomo l'esistenza. Dio è eternamente felice, ed è contento di donare. Ha voluto far partecipare gli uomini alla sua felicità. Così Dio ha creato la terra, questo pianeta meraviglioso con i suoi animali, le piante, i fiori, le nuvole, le montagne, le acque... In questo giardino Dio ha posto la sua creatura prediletta, l'uomo. L'uomo è l'unico essere sulla terra capace di pensare, di volere, di amare. Come afferma la Bibbia, Dio ha creato l'uomo a sua immagine e somiglianza. Pensare, volere, amare sono attività specifiche di Dio. Dio ha creato l'uomo per farlo partecipe della sua stessa vita. La vita di Dio è vita di libertà, di amore, di felicità.


Capoverso giorni della creazione

La creazione del mondo e la creazione dell'uomo sono descritte nel primo libro della Bibbia intitolato Genesi, che significa «origine». I fatti della creazione non sono esposti dalla Bibbia in forma scientifica. La Bibbia vuole solo farci capire che ogni cosa ha avuto origine per volontà di Dio e che Dio ha fatto buona ogni cosa. L'autore del racconto della creazione immagina che Dio abbia compiuto la sua opera in sei giorni. Questo è solo un modo di dire, è un linguaggio simbolico. Dio è presentato come un operaio che lavora una settimana e poi si riposa. Lo schema dei sei giorni di lavoro e del settimo giorno di riposo è stato adottato dall'autore per insegnare agli uomini che anch'essi devono comportarsi come Dio. Gli uomini devono lavorare, ma devono anche riposarsi. Soprattutto devono dedicare un giorno della settimana al loro Creatore. Devono offrire a Dio una parte del tempo che Dio ha loro donato. Nel giorno di riposo gli uomini devono occuparsi di Dio, devono rivolgere a lui il loro pensiero e la loro preghiera. Nell'antico testamento il giorno di riposo e di preghiera era il sabato. Nel nuovo testamento è la domenica. Il racconto della creazione vuole ricordarci che un giorno su sette appartiene totalmente al Signore. Non bisogna quindi pensare che la creazione sia avvenuta davvero in sei giorni di ventiquattro ore l'uno e neppure in sei ère lunghe milioni di anni. I momenti della creazione sono stati riassunti in sei giorni soltanto per inculcare negli uomini il rispetto del lavoro e del riposo. La Bibbia immagina che all'inizio del tempo e quindi anche dell'universo regnassero il caos, il disordine. Queste espressioni equivalgono al nostro «nulla». Da questa situazione di partenza Dio ha tratto l'universo, mettendo ordine, dividendo, abbellendo. Dio ordina e adorna il mondo con la sua parola. Anche questo modo di esprimersi della Bibbia è simbolico. In realtà Dio non ha bisogno di parlare per operare qualcosa. Basta il suo pensiero, basta un atto della sua volontà. La volontà di Dio, quando si manifesta, produce subito e sempre dei fatti. Nulla può contrastare la volontà di Dio.


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