LA STORIA DI GIOSUÈ E DEI GIUDICI (Giosuè - Giudici - Rut)

Parte 2:
La conquista di Canaan - La spartizione della terra promessa - L'assemblea di Sichem - I giudici d'Israele

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Capoverso a conquista di Canaan

La conquista di Canaan è considerata dalla Bibbia opera esclusiva di Jahvè. L'attraversamento del Giordano e la caduta di Gerico hanno cadenze solenni e rituali, quasi liturgiche... Anche la vittoria di Ai è descritta come opera di Jahvè. Dio, quando Israele si mantiene fedele all'alleanza, combatte e vince per lui. L'aiuto decisivo di Jahvè è sottolineato anche durante la battaglia di Gàbaon. Israele ha di fronte un poderoso esercito. I cananei si sono coalizzati con altri popoli per contrastare Israele. Ma Israele vince ancora. Dio scompiglia l'esercito nemico con una grandinata di eccezionale violenza. La battaglia tuttavia non è terminata anche se il nemico è in fuga. Ormai sta per sopraggiungere la notte. Con il favore delle tenebre l'esercito dei popoli coalizzati potrebbe riorganizzarsi. Allora Giosuè, con voce squillante, ordina al sole: - O sole, fèrmati su Gàbaon! E il sole, secondo il racconto biblico, si ferma. Giosuè ha tutto il tempo per annientare l'esercito nemico. Evidentemente anche questo episodio è simbolico. Neppure Dio può fermare il sole perché il sole... è già fermo rispetto alla terra. A Gàbaon probabilmente il sole si oscurò, coperto da una densa nube o a causa di un'eclisse. Poi tornò a risplendere dando l'impressione che il giorno ricominciasse. La Bibbia, riportando questo episodio, intende semplicemente affermare che Dio, e Dio solo, è l'artefice della vittoria di Gàbaon.


Capoverso a spartizione della terra promessa

Dopo la battaglia di Gàbaon, quasi tutte le città fortificate dei cananei si arrendono o cadono nelle mani degli israeliti. Rimangono ancora alcune sacche di resistenza, ma ormai il paese di Canaan è virtualmente nelle mani di Israele. Sulla costa lungo il Mediterraneo sono sempre insediati i temibili filistei. Ma per il momento Israele non si preoccupa e non si occupa di loro. Le dodici tribù hanno ora spazi sufficienti per installarsi definitivamente nella terra promessa. Così, ultimata la conquista, Giosuè divide la terra occupata fra le dodici tribù di Israele. A est del Giordano si stabiliscono le tribù di Gad e di Ruben. Poi, iniziando da nord verso sud, si insediano le tribù di Dan, Neftali, Aser, Zabulon, Issacar, Efraim, Beniamino, Giuda e Simeone. I nomi delle tribù sono i nomi dei figli di Giacobbe o dei figli dei loro figli. Canaan ora è la patria di Israele.


Capoverso 'assemblea di Sichem

Dopo aver attribuito ad ogni tribù un territorio, Giosuè sente ormai che la sua missione sta per concludersi. Prima di morire intende però ricordare a Israele i patti fissati con Jahvè. Israele ha sperimentato la fedeltà di Dio nel mantenere le promesse. Dio ha donato al suo popolo una terra e lo ha soccorso con «mano potente e braccio disteso». Ora Israele prometta solennemente a Jahvè di essere a sua volta fedele ai patti. Giosuè raduna presso la città di Sichem le tribù di Israele. Davanti al popolo riunito, il conquistatore di Canaan pronuncia un memorabile discorso. È il suo testamento. Un riassunto delle opere meravigliose compiute da Jahvè per il suo popolo. - Temete, dunque, Jahvè! - dice Giosuè con la sua voce ancora squillante -. Servitelo con integrità e fedeltà. Non servite gli dèi di questo paese, ma Jahvè che vi ha tratto dalla terra di Egitto e vi ha dato una terra che non avete lavorato e città che non avete costruito e vigne e oliveti che non avete piantati. Ora scegliete chi volete servire: se il Dio dei nostri padri o gli dèi stranieri di questo paese. Quanto a me e alla mia casa, vogliamo servire Jahvè. Il suo corpo viene sepolto sulle montagne nel territorio di Efraim. Con la morte di Giosuè si conclude anche il libro della Bibbia che porta il suo stesso nome. Durante tutta la vita di Giosuè, Israele rimane fedele a Jahvè secondo la promessa fatta a Sichem.


Capoverso giudici d'Israele

Durante l'assemblea di Sichem, non solo era stata rinnovata l'alleanza di Israele con Jahvè, ma si erano anche gettate le basi per un'organizzazione sociale e politica del popolo eletto. Le dodici tribù d'Israele, pur essendo politicamente autonome, formano una specie di confederazione. A capo di ogni tribù stanno gli anziani del popolo. In caso di bisogno tutte le tribù, o anche soltanto alcune di esse, si riuniscono sotto il comando di un unico capo. Purtroppo, dopo la morte di Giosuè, il popolo eletto, dimenticando le promesse di Sichem, si lascia sedurre dalle divinità cananee e adora Ascera e Baal. Allora Jahvè punisce il suo popolo e lo consegna nelle mani dei nemici, mai del tutto domati durante l'occupazione della terra promessa. Quando Israele è oppresso dai nemici, invoca il proprio Dio e si converte all'alleanza. Dio allora suscita fra il popolo dei personaggi carismatici, dei condottieri, dei capi che, con le loro gesta eroiche, liberano Israele dai nemici. Questi capi, fortificati e guidati da Jahvè, sono i «giudici» di Israele e le loro imprese strabilianti sono narrate nel libro della Bibbia che porta il titolo: I Grúdici. Il numero dei giudici presentati dalla Bibbia è convenzionale: dodici per ricordare le dodici tribù d'Israele. Di questi, solo alcuni sono considerati «grandi» e fra essi spiccano le figure di Gedeone e di Sansone.


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