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Una proposta per ..."vivere"... la Parola!

Se diciamo: «Siamo senza peccato», inganniamo noi stessi, e la verità di Dio non è in noi.
San Giovanni apostolo

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La Parola di domani

LA PAROLA
6 luglio 2015
Lunedì
S. Maria Goretti (mf)
14.a tempo ordinario - II
Mio Dio, in te confido
Liturgia: Gen 28,10-22a; Sal 90; Mt 9,18-26

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, di buon mattino voglio rinforzare la mia fiducia in te. Voglio affidarmi a te per questa giornata. "Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello", dice la donna. Aver fiducia, credere, consolidare la mia vita, avere fiducia nella parola, sono grandi parole e io le amo. Ma non posso impedirmi di chiedermi se non le pronuncio invano, alla leggera, distrattamente, se non uso senza sosta le stesse frasi senza comprenderne bene il senso. Se tu ti prendessi cura di me, se mi gettassi uno sguardo non fosse che di sfuggita, se ti accorgessi di me, non fosse che per un attimo, io sarei già salvo, questa sarebbe la mia salvezza. Signore, veglia su di me nel corso di questa giornata che comincia. Amen.

ANTIFONA D'INGRESSO
Ricordiamo, o Dio, la tua misericordia in mezzo al tuo tempio. Come il tuo nome, o Dio, così la tua lode si estende ai confini della terra; di giustizia è piena la tua destra. (Sal 48,10-11)

COLLETTA
O Dio, che nell'umiliazione del tuo Figlio hai risollevato l'umanità dalla sua caduta, donaci una rinnovata gioia pasquale, perché, liberi dall'oppressione della colpa, partecipiamo alla felicità eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Gen 28,10-22a)
Una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo.
Dal libro della Genesi
In quei giorni, Giacobbe partì da Bersabea e si diresse verso Carran. Capitò così in un luogo, dove passò la notte, perché il sole era tramontato; prese là una pietra, se la pose come guanciale e si coricò in quel luogo.
Fece un sogno: una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco, gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa. Ecco, il Signore gli stava davanti e disse: «Io sono il Signore, il Dio di Abramo, tuo padre, e il Dio di Isacco. A te e alla tua discendenza darò la terra sulla quale sei coricato. La tua discendenza sarà innumerevole come la polvere della terra; perciò ti espanderai a occidente e a oriente, a settentrione e a mezzogiorno. E si diranno benedette, in te e nella tua discendenza, tutte le famiglie della terra. Ecco, io sono con te e ti proteggerò dovunque tu andrai; poi ti farò ritornare in questa terra, perché non ti abbandonerò senza aver fatto tutto quello che ti ho detto».
Giacobbe si svegliò dal sonno e disse: «Certo, il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo». Ebbe timore e disse: «Quanto è terribile questo luogo! Questa è proprio la casa di Dio, questa è la porta del cielo».
La mattina Giacobbe si alzò, prese la pietra che si era posta come guanciale, la eresse come una stele e versò olio sulla sua sommità. E chiamò quel luogo Betel, mentre prima di allora la città si chiamava Luz.
Giacobbe fece questo voto: «Se Dio sarà con me e mi proteggerà in questo viaggio che sto facendo e mi darà pane da mangiare e vesti per coprirmi, se ritornerò sano e salvo alla casa di mio padre, il Signore sarà il mio Dio. Questa pietra, che io ho eretto come stele, sarà una casa di Dio»..
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 90)
R. Mio Dio, in te confido.
Chi abita al riparo dell'Altissimo
passerà la notte all'ombra dell'Onnipotente.
Io dico al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza,
mio Dio in cui confido». R.
Egli ti libererà dal laccio del cacciatore,
dalla peste che distrugge.
Ti coprirà con le sue penne,
sotto le sue ali troverai rifugio;
la sua fedeltà ti sarà scudo e corazza. R.
«Lo libererò, perché a me si è legato,
lo porrò al sicuro, perché ha conosciuto il mio nome.
Mi invocherà e io gli darò risposta;
nell'angoscia io sarò con lui». R.

CANTO AL VANGELO (2Tm 1,10)
R. Alleluia, alleluia.
Il salvatore nostro Cristo Gesù ha vinto la morte
e ha fatto risplendere la vita per mezzo del Vangelo.
R. Alleluia.

VANGELO (Mt 9,18-26)
Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni ed ella vivrà.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, [mentre Gesù parlava,] giunse uno dei capi, gli si prostrò dinanzi e disse: «Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano su di lei ed ella vivrà». Gesù si alzò e lo seguì con i suoi discepoli.
Ed ecco, una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, gli si avvicinò alle spalle e toccò il lembo del suo mantello. Diceva infatti tra sé: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò salvata». Gesù si voltò, la vide e disse: «Coraggio, figlia, la tua fede ti ha salvata». E da quell'istante la donna fu salvata.
Arrivato poi nella casa del capo e veduti i flautisti e la folla in agitazione, Gesù disse: «Andate via! La fanciulla infatti non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma dopo che la folla fu cacciata via, egli entrò, le prese la mano e la fanciulla si alzò. E questa notizia si diffuse in tutta quella regione.
Parola del Signore.

OMELIA
Il brano odierno della Genesi ci mostra Giacobbe, sì in fuga da Esaù (sempre per la benedizione carpita con l'inganno), ma verso una dimensione di scoperta del Signore che si presenta come Colui che salva: la benedizione ricevuta "automaticamente" passa ad uno stadio di responsabilità ("Se Dio sarà con me... il Signore sarà il mio Dio"). La risposta di Giacobbe è quella della fede; di un affidarsi pienamente e completamente a Dio. Il voto che egli fa implica che la protezione di Dio lo accompagnerà fino a Carran, vale a dire ben oltre i confini del culto regionalistico. Infatti, c'era l'idea che la divinità avesse influenza soltanto nel territorio in cui riceveva onore. Un grande e accorato rapporto di fede lo si trova anche nel Vangelo in cui sia la fanciulla dodicenne che l'emoroissa ricevono la guarigione. Ma fede e guarigione, fede e miracolo vanno di pari passo? Sembrerebbe di sì! Anche se questa dinamica basata sul "do ut des" sembra creare degli eterni bambini. E allora come superare l'impasse? La fede che nasce da momenti in cui il dolore e lo sconforto sembrano prendere il sopravvento, deve essere rinvigorita giorno per giorno, imparando ad amare e invocare Dio non solo nel dolore, ma anche nella gioia. Ogni momento della nostra vita vissuto in grazia è come il santuario che Giacobbe erige in Betel: è un passo verso la conoscenza di Dio ma per andare oltre, verso l'ignoto, confidando solo nel Signore "nostro rifugio e nostra fortezza". (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Ci purifichi, Signore, quest'offerta che consacriamo al tuo nome, e ci conduca di giorno in giorno a esprimere in noi la vita nuova del Cristo tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Gustate e vedete quanto è buono il Signore; beato l'uomo che in lui si rifugia. (Sal 34,9)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Dio onnipotente ed eterno, che ci hai nutriti con i doni della tua carità senza limiti, fa' che godiamo i benefici della salvezza e viviamo sempre in rendimento di grazie. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
Ecco una lunga giornata giunta alla fine. Sono stanco e andrò a dormire. Prenditi cura di me, Signore, anche durante questa notte. Veglia su di me e proteggimi: come vorrei che vegliasse su di me colui che può proteggermi da tutte le minacce che pesano sugli uomini. Fammi prendere sonno e riprendere le forze. E fammi svegliare, quando spunterà il giorno, con un coraggio nuovo. Prendimi per mano, Signore, e fammi alzare per un nuovo giorno. Amen.

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