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Una proposta per ..."vivere"... la Parola!

Ti chiedo la grazia di fare coscienziosamente, o Signore, nel tempo che tu mi dai, quello che tu vuoi che io faccia.
Michel Quoist

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La Parola del giorno

LA PAROLA
31 ottobre 2014
Venerdì
S. Lucilla
30.a tempo ordinario - II

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore nostro Dio, io tento come posso di darti un posto nella mia vita. I tuoi comandamenti non mi lasciano indifferente. Nei momenti di gioia me ne rallegro, perché il seguirli mi assicura che tu ne sei contento e ciò mi consola. Rendimi attento alla tentazione dei devoti: rispettare la legge, svolgere il proprio dovere per presentarsi al tuo cospetto in buona coscienza o forse per ottenere un premio. Fa' invece che, seguendo la tua volontà, abbia parte al tuo essere che è amore, affinché io possa divenire uno strumento della tua bontà verso gli uomini. Non permettere che dimentichi la mia colpa e la mia debolezza, che tu hai perdonato nella tua misericordia. Così, sarò misericordioso e non giudicherò gli altri.

ANTIFONA D'INGRESSO
Gioisca il cuore di chi cerca il Signore. Cercate il Signore e la sua potenza, cercate sempre il suo volto. (Sal 105,3-4)

COLLETTA
Dio onnipotente ed eterno, accresci in noi la fede, la speranza e la carità, e perché possiamo ottenere ciò che prometti, fa' che amiamo ciò che comandi. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Fil 1,1-11)
Colui il quale ha iniziato in voi quest'opera buona, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi
Paolo e Timòteo, servi di Cristo Gesù, a tutti i santi in Cristo Gesù che sono a Filippi, con i vescovi e i diaconi: grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo.
Rendo grazie al mio Dio ogni volta che mi ricordo di voi. Sempre, quando prego per tutti voi, lo faccio con gioia a motivo della vostra cooperazione per il Vangelo, dal primo giorno fino al presente. Sono persuaso che colui il quale ha iniziato in voi quest'opera buona, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù.
È giusto, del resto, che io provi questi sentimenti per tutti voi, perché vi porto nel cuore, sia quando sono in prigionia, sia quando difendo e confermo il Vangelo, voi che con me siete tutti partecipi della grazia. Infatti Dio mi è testimone del vivo desiderio che nutro per tutti voi nell'amore di Cristo Gesù.
E perciò prego che la vostra carità cresca sempre più in conoscenza e in pieno discernimento, perché possiate distinguere ciò che è meglio ed essere integri e irreprensibili per il giorno di Cristo, ricolmi di quel frutto di giustizia che si ottiene per mezzo di Gesù Cristo, a gloria e lode di Dio.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 110)
R. Grandi sono le opere del Signore.
Renderò grazie al Signore con tutto il cuore,
tra gli uomini retti riuniti in assemblea.
Grandi sono le opere del Signore:
le ricerchino coloro che le amano. R.
Il suo agire è splendido e maestoso,
la sua giustizia rimane per sempre.
Ha lasciato un ricordo delle sue meraviglie:
misericordioso e pietoso è il Signore. R.
Egli dà il cibo a chi lo teme,
si ricorda sempre della sua alleanza.
Mostrò al suo popolo la potenza delle sue opere,
gli diede l'eredità delle genti. R.

CANTO AL VANGELO (Gv 10,27)
R. Alleluia, alleluia.
Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore,
e io le conosco ed esse mi seguono.
R. Alleluia.

VANGELO (Lc 14,1-6)
Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?
+ Dal Vangelo secondo Luca
Un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Ed ecco, davanti a lui vi era un uomo malato di idropisìa.
Rivolgendosi ai dottori della Legge e ai farisei, Gesù disse: «È lecito o no guarire di sabato?». Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò.
Poi disse loro: «Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?». E non potevano rispondere nulla a queste parole.
Parola del Signore.

OMELIA
Fin dalla nostra più tenera infanzia, genitori e professori hanno tentato di insegnarci a vivere: come sedersi a tavola, salutare, rispettare le persone più anziane, presentarsi a chi non ci conosce... Chi sa e mette in pratica queste cose passa per una persona ben educata. Ciò rende più facile la vita a lui e agli altri. Si comporta come conviene nelle situazioni abituali, con soddisfazione di tutti, senza riflettere troppo e senza fatica.
La pratica religiosa osserva un rituale prestabilito: preghiera e raccoglimento, sacrifici e risposta dell'uomo ai comandamenti celesti che, nelle diverse civiltà, hanno forme ben definite. Nessuno screditerà il valore di un culto reso a Dio, né disprezzerà le buone abitudini che avvicinano a Dio. Tuttavia, il seguire scrupolosamente la legge non dà garanzia alcuna quanto all'avere compreso il senso di tale obbligo. Si tratta ancor meno di un'esigenza: stima da parte degli altri uomini o ricompensa divina per le nostre opere spirituali.
Il Dio di Gesù Cristo si aspetta qualcosa di più di una pia abitudine, anche se irreprensibile. Gesù ci rivela che comandamenti e doveri non riguardano azioni esterne. Sono vincoli che permettono a Dio di conquistare il cuore dell'uomo. "Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato [...]. Allora ho detto: Ecco, io vengo [...] per fare, o Dio, la tua volontà", dice Cristo giungendo in questo mondo (Eb 10,5-7). E il discepolo non può interpretare le prescrizioni di devozione in modo diverso dal maestro. Se lo segue, il rigido ritualismo si attenua. Dio è anche il Signore del pensiero e della volontà umana, non soltanto dei movimenti del corpo e dell'uso particolare di certi oggetti. Insomma: è l'amore che determina la nostra risposta.
La pratica di devozioni dei farisei era impressionante: il digiuno e l'elemosina erano spesso portati all'estremo. Ciononostante, Gesù rimprovera vigorosamente questi uomini, essenzialmente per la meschineria del loro pretendere di conteggiare tutte le loro buone azioni di fronte a Dio. Ma li condanna anche per un'altra ragione: la loro pretesa perfezione non era un riflesso della perfezione divina come, invece, avrebbe dovuto essere. Mancavano loro la benevolenza e l'amore. Ma Dio è Amore.
Per tornare al brano del Vangelo: esso pone interrogativi soprattutto alle anime che si autodefiniscono pie.

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Guarda, Signore, i doni che ti presentiamo: quest'offerta, espressione del nostro servizio sacerdotale, salga fino a te e renda gloria al tuo nome. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Cristo ci ha amati: per noi ha sacrificato se stesso, offrendosi a Dio in sacrificio di soave profumo. (Ef 5,2)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Signore, questo sacramento della nostra fede compia in noi ciò che esprime e ci ottenga il possesso delle realtà eterne, che ora celebriamo nel mistero. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
Signore, fa' che sia sincero con i fratelli e con me stesso. Certo, mi hai permesso di fare una buona azione oggi; sono forse riuscito a difendere la verità, ad aiutare, confortare e incoraggiare il prossimo; forse ho saputo essere profondamente sincero, nonostante gli inconvenienti che ciò comportava, disponibile verso gli altri, a costo della mia stessa sicurezza. Ma, come mi accorgo ora che tutte queste azioni erano intaccate dall'egocentrismo e da una punta d'orgoglio! Preservami da ogni autoammirazione e autocontemplazione. Fa' che riesca a levare lo sguardo alla croce. Tu hai sopportato di conoscere la sofferenza del fallimento. Fa' che, quando faccio la tua volontà, non cerchi troppo spesso me stesso.


I testi delle letture anche in formato mp3!

Gibran
Gibran, Gesú Figlio dell'Uomo. Leggi e commenta il testo!

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