L'amicizia

Scorrazzando per le vie


amiciziaScusa se non ti ho scritto prima, ma ultimamente ho passato un periodo burrascoso. Qualche tempo fa, tra Assisi e la città di Perugia si sono riaccese le ostilità. Io sono stato catturato e fatto prigioniero. Mi hanno por­tato nel carcere perugino, un luogo veramente squallido. I miei carcerieri, ve­dendo il mio atteggiamento "raffinato", mi hanno rinchiuso assieme ai nobili. Sicuramente non ci faranno alcun male, pensavo, perché i prigionieri di guerra - specialmente quelli ricchi, quelli altolocati o di famiglia potente - valgono più da vivi che da morti e sepolti. Infatti, come si potrebbe chiedere un forte riscatto per un familiare ormai defunto? Meglio conservarlo e farlo fruttare nel migliore dei modi!

Durante la prigionia, che è durata circa un anno, ho imparato a riflettere e a meditare a lungo. Sai, le giornate erano noiose, per non parlare dei miei compagni di sventura. Là ho conosciuto un uomo veramente insoppor­tabile; era talmente scontroso che venne isolato, nessuno voleva rivolgergli la parola. Mi domandai se il comportamento dei miei compagni fosse giusto, e nonostante le loro derisioni, decisi di rimanere vicino a quell'uomo, di par­largli spesso, di essergli amico. Con il passare dei giorni, mi accorsi che era diverso da quello che appariva.

Molte volte noi tutti tendiamo a escludere delle persone, perché le "cre­diamo" antipatiche o superbe. Forse anche tu fai così, a scuola o al lavoro, con gli amici che frequenti... Se posso darti un consiglio, prova a rimanere un po' con loro, sforzati di intavolare un discorso, invitali ogni tanto a studiare, lavorare o a giocare con te. Ti accorgerai che, lentamente, la maschera che portano sul viso si incrinerà e vedrai il loro vero volto. Saranno i soli che ti aiute­ranno nei momenti di sconforto.

Ti parlavo di me e della mia lunga prigionia; beh, dopo il periodo tra­scorso in quel postaccio infame, me ne tornai ad Assisi. Non stavo molto bene e trascorsi qualche tempo a casa, curato amorevolmente da mia ma­dre. Passavo giornate intere a scrutare la valle. Contavo gli alberi, ascoltavo la voce del vento che parlava loro sibilando tra i rami, o mi inoltravo, ap­poggiato a un bastone, per qualche viottolo tra gli ulivi, e quando ero sfinito mi sdraiavo per conversare con i grilli o con le allodole. Durante quel periodo, ho riflettuto a lungo sulla mia vita. Rivedevo chiaramente il passato, ma il mio futuro era annebbiato, come il vetro di una finestra durante l'inverno. Poi presi una decisione: sarei diventato un cavaliere famoso, le cui gesta eroiche si sarebbero narrate di generazione in generazione!

Ora sto preparando il corredo, molto costoso, perché parto con una spe­dizione che va a combattere nelle Puglie. Sono talmente emozionato che spesso non riesco a dormire e durante le lunghe ore passate a guardare il sof­fitto, mi capita di ripensare a quegli interminabili giorni trascorsi in carcere. Sai, è utile "chiudere l'interruttore" con il mondo esterno, serve per guardare dentro al cuore e per vedere se qualcosa non va. Scommetto che, quando ti è capitato di rimanere solo in casa, hai acceso subito la televisione, o ti sei attaccato al telefono per parlare con qualcuno. È vero? Beh, la prossima volta fai una telefonata a te stesso, le prime saranno velocissime; ma non temere, con il tempo diventeranno delle vere e proprie interurbane!

Adesso ti saluto, provo ad addormentarmi. Se vuoi, parlami dei tuoi ami­ci: c'è nel gruppo qualche "scocciatore" che non sopporti? Guardi anche tu il soffitto della tua camera e ti domandi che ne sarà della tua vita? Scrivimi presto.

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L'amicizia
Quante volte il desiderio di amicizia e di condivisione si scontra con la falsa immagine che ci facciamo degli altri. Quando viviamo “fuori di noi stessi”, prigionieri dei luoghi comuni e schiavi delle idee della massa, siamo subito pronti a “bollare” gli altri, senza fare lo sforzo di conoscerli davvero. Appiccichiamo loro delle maschere e noi stessi ci nascondiamo a loro mascherandoci per non lasciarci conoscere in profondità.

S. Paolo ci ricorda che siamo fedeli alla nostra vocazione cristiana quando viviamo nella misericordia, nella bontà, nell'umiltà e sappiamo sopportarci a vicenda e perdonarci scambievolmente (Col 3,12-13). Solo allora siamo davvero noi stessi e sappiamo scoprire dietro le apparenze il vero volto dell'altra persona che ci vive accanto. Non conoscerla significa perdere la sua ricchezza; non lasciarci conoscere significa negare al nostro fratello un'occasione per crescere.

Nel progettare la tua vita e il tuo futuro è importantissimo diventare capace di aprirti davvero agli altri, senza pregiudizi e senza discriminazioni.

  • Perché non ci accorgiamo del vero volto dei nostri fratelli? Non significa forse che spesso ci crediamo l'ombelico del mondo e che non siamo capaci di guardare in profondità nel nostro cuore?

Francesco Aprirmi agli altri?...


Comments 14

14. Marcello , Friday, October 06, 2017, 09:34:

Ciao Francesco, mi chiamo Marcello, ho 44 anni, sono single e ho un lavoro che mi piace. In compagnia siamo 4/5 amici, di cui 3 ancora scapoloni. Tu facendomi riflettere sui rapporti d'amicizia mi hai fatto scorgere molte mie imperfezioni; nel mio cuore ho molti pregiudizi, e la maggior parte sono dovuti a pensieri e fissazioni di natura religiosa. Io cerco di vivere nell'amore di Dio e cercando di seguire l'insegnamento di Gesù, ma mi accorgo di avere una ristretta apertura di mente; basta poco per cadere nel giudizio sugli altri.
Aiutami ad essere libero dai preconcetti, aiutami ad avere un cuore aperto alla novità, alle differenze che incontro nella mia vita, considerandole una ricchezza e non un disturbo

13. tindaro , Thursday, April 27, 2017, 05:55:

La tua riflessione Francesco mi ha fatto riflettere a relazionarmi con il mio prossimo ed e bello condividere le parole ti fanno emozionare ma poi alle volte non e cosi semplice capita una parola messa male che si rimane delusi ma se guardiamo Gesù ecco che lui ci guida la via giusta

12. Miryam , Saturday, June 27, 2015, 22:59:

È vero Francesco ! Spesse volte,io inclusa, etichettiamo le persona fin da subito senza magari averci scambiato neanche una parola! Signore mi domando come facevi tu ad essere così misericordioso con tutti! Tutti ti amavano, forse a qualcuno stavi scomodo ,ma con il tuo fascino e il tuo amore riesci a sedurre anche i cuori più duri! Signore dacci la grazia di essere più aperti verso gli altri, verso il diverso amen.

11. Martina , Monday, October 06, 2014, 20:51:

Francesco grazie per illuminarmi. Mi accorgo che a volte il subire il male fa diventare "cattiva" anche me, che non vorrei esserlo ma che devo talora difendermi davanti alle accuse o ai soprusi degli altri. Spesso ho notato che è una questione di tempo. Mi impongo, faccio deliberatamente la "cattiva" per educare l'altro, che infatti poi da solo ritorna a me e mi chiede scusa. Questo richiede una grande forza d'animo, che non sempre si possiede e i pensieri negativi comunque sia caricano il mio animo quando capisco che quella persona mi sta facendo del male e che devo reagire a suoi soprusi. Ti chiedo di darmi un cuore sincero e puro per arrivare direttamente a capire gli altri e trovare la via più giusta per sapermi comportare con loro al meglio. Ti chiedo inoltre, visto che in questo delicato momento mi trovo in una situazione di stallo con una persona a me molto cara, di ridarci la forza di guardarci negli occhi, stringerci la mano e farci andare avanti, perché so che è Dio che ci ha fatti incontrare.

10. rosa , Thursday, August 07, 2014, 14:47:

Quando sono sola.Ho paura nel guardarmi dentro.La mia paura più grande è il timore che la mia fede sia solo frutto di abitudini tramandate.Francesco ti prego di darmi fede autentica.Di staccarmi dalle cose vane e fissarmi nelle cose vere.

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