L'amore converte

Frate Lupo


amore converteQuesta volta vorrei raccontarti un episodio che mi capitò tempo fa, quan­do vissi per un periodo a Gubbio, una cittadina a qualche chilometro da Assisi. Era comparso allora nel contado di quella città un terribile e feroce lupo che divorava gli animali e incuteva terrore alla gente, tanto che chiun­que doveva girare armato, come se andasse a combattere. Ciò nonostante, chi lo incontrava era irrimediabilmente perduto. Così i cittadini, impauriti, non osavano lasciare la città, e quando per forza maggiore dovevano farlo, non an­davano mai soli.

Poiché provavo compassione per quella gente ormai succube di tale situa­zione, decisi di incontrare il lupo per cercare di ammansirlo. Assieme ad alcuni compagni mi incamminai verso il luogo dove dimorava quella belva, nonostante i numerosi consigli ricevuti di abbandonare quell'impresa rischio­sa. Arrivati nelle vicinanze del nascondiglio, ordinai agli altri di fermarsi e continuai da solo. L'enorme lupo, sentendo tutto quel baccano, uscì dalla ta­na e mi venne incontro con aria cupa e con le fauci spalancate. Feci il segno di croce e chiamatolo dissi: “Vieni qui, frate Lupo, io ti comando, per conto di Cristo, di non fare male né a me, né a nessun altro". Immediatamente l'a­nimale rinchiuse la bocca e smise di correre, si avvicinò con aria mansueta e si accovacciò ai miei piedi.

“Frate Lupo - dissi - tu fai molti danni in questi luoghi, hai fatto grandi malefici guastando e uccidendo le creature di Dio. E non soltanto hai ucciso e divorato gli animali, ma hai avuto il coraggio di compiere omicidi. Pertanto tu dovresti essere portato alla forca. Ogni persona grida e mormora contro di te e tutta questa terra ti è nemica. Ma io voglio, frate Lupo, fare la pace fra te e costoro, così che tu non li offenda più e loro perdonino ogni tua colpa e non ti perseguitino più per il resto della tua vita". Sentendo que­ste parole, mi fece capire che era disposto ad accettare ciò che gli chiedevo, e di volerlo osservare.

Allora continuai: “Frate Lupo, poiché ti sei reso disponibile, ti farò dare dagli uomini di questa terra il cibo di ogni giorno. So bene infatti che per la fame hai fatto ogni male. Ma in cambio di questo dono che io ti offro, tu mi devi promettere che non nuocerai più a nessuna persona o animale: me lo prometti?". L' animale chinò il capo, in segno di obbedienza. Aggiunsi: "Frate Lupo, voglio che tu mi faccia fede di questa promessa, perché mi possa veramente fidare". Gli tesi la mano, in segno di pace e di conferma dell'ac­cordo preso; esso si levò ritto dinanzi a me e docilmente posò la sua zampa sulla mia mano. Poi gli dissi: "Frate Lupo, ti comando nel nome di Gesù Cristo, di venire con me".

Mi incamminai verso Gubbio ed esso, docile come un agnellino, mi se­guì. Subito la notizia si sparse per le vie della città, così giovani e vecchi, maschi e femmine, piccoli e grandi, si radunarono nella piazza per vedere fa belva resa innocua. Feci una breve predica e terminai con queste pa­role: “Udite, fratelli miei: frate Lupo, che è qui dinanzi, mi ha promesso solennemente di fare pace con voi e di non offendervi in cosa alcuna, e voi ora gli prometterete di dargli ogni giorno le cose necessarie per vivere. Io vi as­sicuro che esso rispetterà fermamente il patto stabilito". Allora tutto il popolo promise di nutrirlo continuamente ed esso mi ridiede la zampa in segno di ringraziamento. La pace era ritornata in quelle terre ... Seppi successivamente che fratello Lupo visse per molto tempo tra le case di Gubbio, entrando di porta in porta, senza fare alcun male a persone o animali. Fu nutrito cor­tesemente dalla gente, la quale, vedendolo, si ricordava di me.

Vedi, lupi feroci sono sempre esistiti e sempre esisteranno. Possono essere briganti, ladri, truffatori di ogni genere, spacciatori di droga, assassini spietati... Tuttavia, è importante dar loro una possibilità di redimersi, di ri­tornare sulla retta via. Spesso le persone più crudeli sono anche le più sole. Anche loro hanno un cuore come tutti noi. Forse, proprio per questo, soffrono continuamente...

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L'amore converte

L'amore converte
La critica spietata con cui condanniamo il nostro prossimo è il metodo più sicuro per imprigionare l'altro nella sua situazione di errore e di peccato. Quando chi sbaglia sa di essere condannato dal giudizio altrui non ha più alcuna speranza di uscire dalla sua situazione.

E più facile condannare che capire. Quando sputiamo sentenze arroganti su coloro che hanno commesso un errore ci mettiamo al sicuro dall'impegno di fare qualcosa per aiutarli a redimersi. Così illudiamo anche noi stessi di essere diversi e di non avere bisogno di perdono e di aiuto.

Gesù non condanna nessuno. A tutti offre la sua fiducia per ricominciare. Con lui tutti possono ritrovare i motivi per uscire dal proprio errore, per riscattare la propria vita.

Sono la sua accoglienza e la sua bontà a convertire il cuore duro di chi si è allontanato dal bene e percorre vie di egoismo e di morte.

Gesù ci ricorda che nessuno può farsi giudice del fratello. Egli sa che solo il perdono e la fiducia possono far sorgere, anche nella persona più peccatrice e malvagia, il bene e la vita nuova (Gv 8,1-11).

  • Quando vedi qualcuno che compie il male intorno a te ti sforzi di capire perché quella persona si imprigiona nel suo errore?
  • Gesù perdona ogni giorno i tuoi peccati. Non puoi essere anche tu un segno di riconciliazione per far conoscere quanto è grande l'amore di Dio per noi peccatori?

Francesco Perdonami, fratello!...


Comments 6

6. Annamaria , Friday, January 19, 2018, 13:56:

In questo periodo critico della politica italiana, io ce l'ho tanto con i "politici", con "quelli che stanno al governo, ma non sanno governare" perché pensano solo a se stessi. Sì... ce l'ho tanto con loro chè stanno riducendo gli italiani nella miseria.
Per me sono loro "quel lupo cattivo di Gubbio"
Francesco, aiutami a pregare per loro.

5. edo , Saturday, July 18, 2015, 04:13:

Io mi trovo in una condizione in cui, caro Francesco, subisco il giudizio delle persone che conoscono la mia storia familiare che è cambiata negli ultimi mesi. Sentirsi osservato o giudicato senza aver almeno chiesto cosa fosse successo, è la quotidianità. Ma confido in Dio e prego perché io non abbia ad adirarmi che nessuno di questi fratelli o sorelle ma che Lui mi doni la semplicità e l'umiltà per non cadere nello stesso errore. Ciao fraticello.

4. Martina , Monday, October 06, 2014, 20:57:

Francesco, ho avuto un grande limite questa estate, che è stato quello di non saper capire una persona e di prendermela tanto perché a sua volta lei non capiva me, dopo che la nostra pazienza finora era stata reciproca. So che a volte è normale subire un crollo nella vita; il mio - personalmente - è stato anche un crollo corporeo perché il tanto caldo e la sofferenza mi hanno indebolita tanto, facendomi dimagrire e non ho più visto la luce di Dio.Ti ringrazio per quello che mi fai capire e ti chiedo di accompagnarmi in ogni momento della mia vita. Ti chiedo inoltre di pensarmi, perché dopo ogni rottura - almeno per me - è sempre aperta la possibilità di ricostruire e vorrei tanto che il cuore dell'altra persona si aprisse a te, al perdono, all'amore.

3. Lilly , Tuesday, September 30, 2014, 21:12:

.Lilly (30 sett. sera): ... Forse solo la Fortezza nel perseverare nonostante tutto il male che si continua a ricevere a metterci amore profondo nel perdonare continuando a restare impotenti vicino a chi ci fa soffrire ... può realizzare.che la Grazia di Dio risolva inaspettatamente certe situazioni con certe persone che si ostinano: è come se il Signore della Vita che mai può tentare i Suoi, che già sono Prigionieri, oltre le loro forze, si facesse presente per donare quel surplus di Energie al raggiungimento di ogni traguardo di ... ben meritate Vittoria!

2. idafiorella , Tuesday, April 01, 2014, 19:57:

Quando si riceve il male sarebbe davvero utile riuscire a comprendere le ragioni che hanno spinto a tanto, questo aiuterebbe. Purtroppo chi vede infondo al cuore è solo Dio, al massimo si può tentare. Il guaio è che spesso nemmeno noi siamo preparati ad affrontarlo, ci manca la mitezza. Leggevo alcuni giorni fa (non so dove)che l'esempio di Maria insegna che occorre il perdono e il silenzio. Perchè è così difficile? E' il nostro amor proprio a mettere i bastoni tra le ruote, è sempre il nostro ego ferito. Una soluzione per me è entrare in se stessi nel silenzio,confidarsi con Gesù, chiedere il suo aiuto ed essere certi che Lui interverrà per il nostro e altrui bene. E' la preghiera l'ancora di salvezza.

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