La chiesa

In silenzio, ascoltai la Sua voce


chiesaMi trovo in una caverna nei pressi di Assisi, e sto aspettando che un mio amico mi porti qualcosa da mangiare. Da circa un mese vivo qui, perché devo nascondermi da mio padre. È furioso per quello che ho combi-nato, anche se credo di non averla fatta poi così grossa!

Tempo fa, stavo camminando nei paraggi della città, quando passai ac-canto a una vecchia chiesa, abbandonata da molto tempo: S. Damiano. Una volta era una specie di “autogrill", dove i viandanti si potevano fermare per rifocillare sia il corpo che lo spirito. Poi, col passare degli anni, la piccola chiesa è stata frequentata sempre meno, poiché la gente percorreva altre strade, più rapide e agevoli, per raggiungere la propria meta. Così è caduta in rovina... Quando vidi quelle mura ormai decrepite e quel soffitto cadente, sentii il desiderio di entrare, forse per rispetto a Cristo che viveva là dentro in condizioni penose. Sopra il piccolo altare, dipinto su una tavola di legno, c'era Gesù crocifisso: così mi inginocchiai per pregare.

In silenzio ascoltai la sua voce: "Francesco, non vedi che la mia casa sta crollando? Va' dunque e riparamela". Mi aveva parlato di nuovo, Gesù mi aveva parlato ancora una volta! Non avevo altra guida se non il Signore, ed egli, con la sua clemenza, mi aiutò nuovamente... Uscii con passo deciso: ora sapevo cosa fare! Incontrai il vecchio sacerdote che custodiva la misera chiesetta, così infilai la mano nella tasca e gli diedi qualche soldo dicendogli di comprare dell'olio per fare ardere una lampada dinanzi a quel Crocifisso. Aggiunsi che gli avrei portato dell'altro denaro appena possibile. Ma come procurarlo? Dove trovarlo? Un'idea mi balenò nella mente: "Sono o non sono il figlio del mercante Pietro di Bernardone? - pensai, - e allora di che mi preoccupo, i soldi li posso trovare come, quando e dove voglio!". Naturalmente mio padre non doveva sapere nulla.

Tornai ad Assisi, andai nel magazzino e racimolai delle stoffe colorate, le caricai sul mio fedele cavallo e mi diressi verso Foligno. Quando raggiunsi la piazza della città, sfoderai tutta la mia arte di mercante. In poco tempo vendetti l'intero pacco di merce e, perché no, anche il cavallo! Me ne tornai a piedi verso S. Damiano con la bisaccia piena di monete luccicanti. Che affare avevo concluso! Il povero prete sarebbe rimasto di stucco alla vista di tutti quei soldi. Ma quel vecchio sacerdote, conoscendomi da molto tempo, credeva che gli volessi giocare qualche tiro mancino, e rifiutò la mia offerta. Gli spiegai che quei soldi dovevano servire per restaurare la chiesa ormai cadente e che, se lo permetteva, sarei rimasto a vivere con lui per aiutarlo in quella impresa. Ogni tentativo di convincimento fu vano, egli pensava che sotto sotto si nascondesse una burla a suo danno. Allora presi la pesante bisaccia, la aprii, e gettai a due mani tutti i soldi sul davanzale di una finestra. Il povero sacerdote, stupefatto, si arrese e finalmente accettò la mia richiesta. Così passai qualche tempo a S. Damiano.

Mio padre, intanto, venne a conoscenza dell'accaduto, così decise di venirmi a ripescare per darmi una solenne lezione. Ed è per questo che ora vivo in una caverna, perché non voglio che mi trovi. Tu penserai che sono un vigliacco e che non ho il coraggio delle mie azioni, vero? Sicuramente è così, ma sai bene che per raggiungere un traguardo importante un atleta deve allenarsi continuamente. Mi rendo conto che il mio spirito non è forte, forse è per questo che ora sto prendendo fiato. Ma l'importante è iniziare la gara.

Ora ti saluto, sento che sta arrivando il mio fedele amico con un po' di cibo. Se vuoi puoi scrivermi e dirmi se anche a te il Signore parla, o se a volte devi nasconderti in qualche grotta buia dove recuperare le forze. A presto,

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La chiesa
Quante volte siamo capaci di lamentarci perché nel nostro gruppo e nella nostra parrocchia le cose non vanno come si vorrebbe! Siamo facili a lasciar perdere, a convincerci che «non conta niente» impegnarsi.

A volte, forse, vorresti darti da fare, inventare qualcosa, smuovere un po' le acque... ma non sai da dove partire.

Quando vogliamo mettere mano a un'opera, Gesù ci indica che, per prima cosa, occorre mettersi in ascolto della sua Parola. È lui che ci invita a fare qualcosa per la chiesa e per i fratelli, è lui che ci suggerisce le idee da realizzare.

Se ascoltiamo la sua Parola e la mettiamo in pratica, il progetto da realizzare si chiarisce nella nostra mente e iniziamo una costruzione che è fondata sulla sua promessa (Mt 16,13-19).

Quando diamo il nostro contributo per costruire la comunità cristiana siamo certi che la nostra opera darà frutto, perché la chiesa è stata voluta da Gesù e ad essa egli ha comunicato la sua forza invincibile, lo Spirito Santo.

Perciò, nonostante tutto, quando lavori per costruire la chiesa sei certo che il tuo dono resisterà di fronte alle tempeste del disimpegno, della critica, della divisione.

  • Ti senti responsabile del tuo gruppo e della tua parrocchia per dare il tuo contributo alla sua crescita?
  • Sei consapevole che la chiesa è un luogo che ti appartiene e che ha bisogno del tuo dono, piccolo o grande che sia?

Francesco Nulla cambiava, finché io...


Comments 5

5. rossella , Sunday, August 10, 2014, 14:15:

Ciao Francescvo.Oggi ti voglio parlare di un francescano che haspeso un ventennio della sua vita x la nostraomunità. Lui come te ha riparato la nostra chiesa e non solo,ne ha costruito una nuova.Povero è venuto e povero è andato via.A Volò ha lasciato i suoi frutti.Tra questi un giovane frate che a vVorreigiorni prenderà i voti.Diamo lode al Signore e preghiamo affinché gli dia forza e salute.

4. Alba , Monday, March 31, 2014, 13:57:

Caro Francesco e bello e arricchente lavorare in comunità (parrocchia) per il bene del prossimo, pero purtroppo prima o poi si fanno i conti e spesso vieni ripagato con l'indifferenza, con la piu assoluta ingratitudine e a questo punto inizia la lotta interiore, mi ritiro, basta non ne posso piu, non faccio piu niente, poi c'è il ripensamento, no non posso come si fa ......... Poi ti dici un po' a denti stretti "siamo solo servi inutili " tendi l'orecchio e lasci spazio all' azione dello Spirito

3. idafiorella , Friday, March 28, 2014, 20:09:

Leggo questa tua pagina, Francesco, e dico a me stessa: "Cade a pennello, in questo periodo c'è qualcuno che mi mette in difficoltà. Tu hai incontrato un prete che non si fidava di te,io un prete che mi umilia". Eppure siamo persone che mettiamo la nostra vita al servizio della parrocchia, quello che conta è lo spirito: lo si fa per vanità o per il bene della comunità?
Anch'io ho deciso di mettermi da parte specie in sua presenza, non ho abbandonato il campo, diciamo che lascio a Dio di ispirarmi. Chissà forse ha in serbo per me un tesoro!

2. francesco , Saturday, December 08, 2012, 20:22:

Caro Francesco,
ti rivelo un segreto: sì, qualche volta anche a me lo Spirito mi spinge. E' sempre di pochissime parole...suggerite appena appena con un fil di voce nella mente (riconosci quella voce)...davvero poi mi prende un entusiasmo! Credo di aver capito tutto, parto in quarta e poi ...mi ritrovo a dirmi: e adesso?...
Allora sai cosa faccio? Gli dico: "E' opera tua. Vai avanti tu."
E resto nella pace.
Grazie Francesco, per non esserti tappato le orecchie!

1. SALVATORE SCELFO TERZIARIO FRA , Saturday, September 22, 2012, 06:49:

.....mi inginocchiai per pregare.In silenzio ascoltai la SUA voce. Si e proprio questa la chiave di volta. Imparare a credere fermamente a quel che DIO ci dice ogni giorno con la parola, con le persone che ci sono vicine,che incontriamo ed essere conviti e certi che è la sola cosa da fare perche tutto riesca nel migliore dei modi anche le cose piu' impossibili perche niente a DIO è impossibile. Francesco aiutami ad imitare GESU' e a pregarlo ed ascoltarlo come hai fatto tu.