Il consumismo

Ecco, questo è il nostro modo di vivere


consumismoAnche oggi ti scrivo da S. Maria della Porziuncola. Altri quattro fratelli si sono uniti a noi. Non è una notizia splendida? Ora che la nostra fra­ternità è aumentata, ho molte cose da dirti. È sempre una gioia immensa riabbracciarsi dopo un periodo trascorso lontano da qui, lungo le strade a predicare. Ognuno racconta le proprie esperienze, le difficoltà che ha dovuto su­perare giorno dopo giorno, ma anche le piccole cose che lo hanno reso felice. Così facendo la comunità cresce con l'aiuto di tutti.

Qualche tempo fa due fratelli giunsero a Firenze e, naturalmente, non sapevano dove andare a dormire. Arrivati nei pressi di una casa, chiesero umilmente alla padrona se poteva ospitarli, ma ricevettero un secco rifiuto, tuttavia ebbero il permesso di ripararsi sotto il porticato vicino a un forno. La notte era gelida e quando il marito rincasò, trovò i due frati accovacciati che dormivano per terra. L'uomo, temendo che fossero dei briganti, non diede loro nemmeno un panno per coprirsi, così trascorsero tutta la notte al freddo, riparati solo della rozza tonaca che indossavano.

Al sorgere del giorno, i due pellegrini andarono nella chiesa più vicina per partecipare alla liturgia del mattino. Sopraggiunse anche la padrona di quella casa e vedendoli pensò fra sé: "Se quei due fossero dei ladri certamente non sarebbero qui, raccolti in preghiera". Proprio in quel momento un uomo stava distribuendo l'elemosina a tutti i poveri raccolti in quella chiesa. Quando fu davanti ai due fratelli porse loro del denaro, ma essi non lo ac­cettarono. Allora domandò: "Ma perché voi, che siete poveri, non prendete il denaro come gli altri?". Frate Bernardo rispose: “Sì, siamo poveri, ma per noi la povertà non è un peso, come per gli altri. Noi siamo diventati poveri per nostra scelta". Quell'uomo poi, avendo saputo in quale modo avevano trascorso la notte, li invitò a rimanere da lui per tutto il tempo che desidera­vano. Essi lo ringraziarono calorosamente e vissero assieme per alcuni giorni, edificandosi vicendevolmente.

Ho voluto raccontarti questo episodio per farti capire meglio in che stato di precarietà viviamo tutti noi. Ma l'amore vicendevole, quello no, non è fragile, ma è saldo come una roccia! Se a un fratello sfugge una parola ca­pace di ferire, subito chiede perdono gettandosi a terra davanti all'amico of­feso ... Un giorno due frati stavano camminando, quando un pazzo iniziò a tirare delle pietre contro uno di loro. Il compagno gli si mise davanti, pre­ferendo essere colpito lui stesso. Questo è vero amore reciproco!... Da noi, inoltre, nessuna cosa è proprietà privata, ma tutto è di tutti. Doniamo di cuore le elemosine raccolte a qualunque povero bisognoso. Spesso, lungo il cammino, incontriamo dei pezzenti che domandano la carità in nome del Si­gnore e noi, se non abbiamo nulla, ci strappiamo parte della nostra veste o scuciamo il cappuccio dal saio e con umiltà lo doniamo.

Una volta, qui a S. Maria della Porziuncola venne a mendicare un uomo molto povero. Trovammo un mantello appartenuto a uno di noi quando viveva nel lusso, così domandai al fratello se era disposto a cederlo. Imme­diatamente lo porse al povero il quale, piangendo di gioia, gli strinse le mani e poi si allontanò ringraziando Dio. Quando vidi il volto del mio compagno, mi accorsi che era felice. Mi disse che la sua elemosina era salita in cielo. Ed era vero!

Ai miei fratelli dico sempre che nella povertà si trova la vera letizia. Spes­so paragono il denaro a sterco d'asino e, quando ci capita di trovare qualche soldo lungo la via, lo calpestiamo come polvere ... Ecco, questo è il nostro modo di vivere. È molto semplice. Più ci si separa dal mondo, dalle sue ricchezze, dalle sue illusioni, dai suoi falsi idoli, più ci si avvicina a Dio. La strada della penitenza e dell'osservanza evangelica è stretta e fati­cosa, e noi cerchiamo di togliere da essa ogni ostacolo, per facilitare il cam­mino a quelli che ci seguiranno ...

Devo salutarti, ma prima vorrei che tu riflettessi sugli avvenimenti che ci sono accaduti ultimamente. Forse anche a te si è avvicinato un povero e tu non hai scucito il cappuccio del tuo saio. Non scoraggiarti, prima o poi lo farai!


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consumismo

 

 

Il consumismo
Le vetrine del centro, la pubblicità per televisione, il confrontarci con quello che possiedono i nostri amici: tutto sembra dirci che non possiamo fare a meno di certi oggetti o vivere rinunciando a qualcosa.

Ma quando sei sincero con te stesso ti accorgi che troppe volte, servendoti di mille scuse, finisci per diventare schiavo del denaro e dei beni materiali.

È questo che ti rende felice? Possedere sempre più cose non è una soddisfazione che dura un attimo?

Quante volte abbiamo le mani piene di cose e il cuore vuoto di amore!
Conosciamo l'esempio di Gesù: da ricco che era si fece povero perché noi diventassimo ricchi per mezzo della sua povertà (2Cor 8,9).

Se avrai il coraggio di spogliarti di tante cose inutili ti troverai molto più vicino alle altre persone, perché molto spesso gli oggetti che possediamo costruiscono tra noi e gli altri un muro invalicabile di indifferenza e di egoismo.

È decisamente meglio essere poveri di beni per essere ricchi di carità, di amicizia, di rapporti personali veri.

  • Sai rinunciare a qualcosa per non rinunciare all'incontro sincero e disinteressato con gli altri?
  • Sei capace di gioire più per quello che puoi trovare se ti doni al prossimo, piuttosto che per quanto puoi avere se ti chiudi nei tuoi interessi egoistici?

Firma Io ho, io vorrei, mi serve...


Comments 5

5. idafiorella , Saturday, March 29, 2014, 15:26:

Come è più difficile oggi essere caritatevoli!Ci sono persone bisognose che non osano chiedere aiuto, ci sono altre che ti avvicinano con sfacciataggine e quasi pretendono.Nella nostra società è tutto complicato!E' una situazione che mi ha fatto soffrire in passato per i sensi di colpa. Alla fine ho fatto le mie scelte: ho destinato una cifra annuale che devolvo per i bisogni della mia comunità e una parte ad una associazione caritativa nei paesi sottosviluppati. Non dico che non si possa devolvere a coloro che si incontrano per strada, ma qualcosa deve scattare nel mio cuore sulla loro sincerità. Però circoscrivere la carità a cose è davvero limitante, a volte si può essere più generosi, quando quel gesto di rinuncia costa assai di più sul proprio ego.

4. Stefania , Wednesday, May 15, 2013, 08:33:

Si, anche a me è capitato spesso che qualche mia sorella povera mi chiedeva di comprargli le medicine perché lei non poteva permettersele. Io, il più delle volte le ho dato i soldi, qualche altra volta gliele ho comperate io stessa e gliele ho portate. Così come le ho portato diverse cose che avevo in casa, indumenti che non mettevo, anche in buonissimo stato, coperte per il freddo, scarpe e via dicendo. Tutto questo è successo sotto casa dove abito, perché ci sono quasi sempre le stesse persone a chiedere l'elemosina. Altre volte mi è capitato di aiutare una ragazzina molto giovane (poteva essere mia figlia) dandole dei soldi oppure dei buoni pasto per comprarsi la spesa. Ed ogni volta lei mi citofonava perché sapeva che io avrei parlato con lei, la avrei ascoltata, la avrei aiutata. Non mi sono mai pentita di aver aiutato queste persone anzi, sono stata felice di averlo fatto.
Stefania

3. francesco , Saturday, December 15, 2012, 13:05:

Caro Francesco,
una volta - entrando in un supermercato - vidi un ragazzo che chiedeva l'elemosina, mi disse, per comprarsi delle scarpe (gli chiesi che numero di piede avesse)....
Quando raccontai il fatto a dei ragazzi posi loro il quesito: che cosa era meglio che avessi fatto?
- dargli dei soldi (e tornare, quieto, ai fatti miei)...
- portargli delle scarpe che avevo a casa di quel numero...oppure
- accompagnarlo al negozio di scarpe che era poco più avanti e pagare le sue scarpe nuove, che piacevano a lui...senza vergognarmi di stargli vicino.
I ragazzi volevano sapere da me, cosa avessi fatto.
E' stata anche quella una svolta.
Bisogna guardare le persone negli occhi: il resto non conta.
E poi ci sono tanti "ricchi" che sono poveri...
Ciao!

2. salvo , Monday, October 29, 2012, 17:46:

Annegati nel mare del superfluo, in cui è il denaro a indicarci quale via seguire, si vive in condizioni di straziante ed incurabile incertezza, perché minacciati di restare indietro, di venire esclusi dal gioco della società, ecc. Prendere la vita a frammenti non può essere la nostra soluzione, né farci governare dal denaro...

1. Giuseppina , Thursday, September 06, 2012, 14:03:

giusi 7/9/2012
Quando cominci a fare un cammino di fede cominci a capire chiaramente che tante cose di cui ci siamo circondati sono solo inutili e futili, le ricchezza più grande è quella di aver incontrato Dio nel fratello.Il donare deve procurarci più gioia che nel ricevere.Quanto doniamo doniamo con grande gioia è grande sarà la nostra ricompensa nei cieli.