L'ipocrisia

Ho tante cose da dirti...


ipocrisiaGià da tempo sono ritornato dall'oriente. Il nostro Ordine, chiamato dei frati “minori" perché sottomessi a tutti, si è allargato notevolmente, per cui è stato deciso - sia per motivi organizzativi, sia per discutere su come osservare meglio la nostra Regola - di ritrovarci due volte l’anno qui a S. Maria della Porziuncola, che rimane sempre il centro della nostra comunità religiosa. I miei frati sono talmente numerosi, che per me è divenuto impos­sibile conoscerli tutti personalmente, così, per non creare disguidi o incertezze sulla nostra condotta, cerco di dare l’esempio per primo, in modo da confortare i più giovani o quelli che si scoraggiano facilmente.

Ultimamente non sono stato morto bene, per cui ho deciso di abbando­nare il governo dell'Ordine, passando le redini a Pietro Cattani, uno dei miei primi compagni, che è divenuto così vicario generale. Detto fra noi, so­no sempre stato allergico sia al potere sia alla burocrazia. Rimanendo un semplice frate, potrò rispettare completamente il mio ideale: vivere secondo il santo Vangelo... E’ meraviglioso vedere questa moltitudine di giovani ra­dunati attorno a me, ma lo spirito vero di fraternità, quel senso di condi­visione e di rinuncia totale che si respirava a Rivotorto, fra loro non esiste. La folla è come un vortice gigantesco che ti trascina e non ti lascia respi­rare ... Io ho sempre amato il silenzio, queste cose non fanno per me.

Ho tante cose da dirti, piccoli avvenimenti quotidiani che possono farti capire meglio il nostro modo di vivere in semplicità. Un inverno, soffrivo particolarmente di dolori al fegato e alla milza. Siccome indossavo, co­me sempre, soltanto una rozza tonaca rattoppata con pezze grossolane, frate Angelo da Rieti, mio guardiano, da tempo insisteva nel volere cucire all'in­terno della mia veste una pelle di volpe perché ricevessi un po' di sollievo. Tuttavia io non accettavo. Un giorno, ritornò alla carica dicendo: “Padre, se non la vuoi tutta, almeno accettane una parte, in corrispondenza dello stomaco". Risposi: "Se vuoi che porti sotto la tonaca questa pelliccia, fammene porre un'altra della stessa misura all'esterno. Cucita di fuori sarà indizio della pelle nascosta sotto". Frate Angelo non era del parere, ma alla fine dovette arrendersi. Fu così che fece cucire una pelliccia sull'altra, perché non appa­rissi di fuori diverso da quello che ero di dentro ...

Un'altra volta, essendo in convalescenza da una gravissima malattia, mi fu dato da bere del brodo di carne perché, dicevano, avrebbe fatto particolarmente bene al mio povero corpo. Tuttavia non ritenevo giusto questo privilegio, pertanto decisi di rendere noto a tutti quel peccato di gola. Ancora non libero dalla febbre, feci riunire la popolazione di Assisi nella piazza, per­ché volevo tenere una predica. Terminato il discorso dissi ad alta voce alla gente di non muoversi fintanto che non fossi tornato da loro. Poi, entrato nella chiesa di S. Rufino assieme a Pietro Cattani e alcuni frati, ordinai loro di non contraddirmi in quello che avrei detto o fatto.

Così, dopo essermi tolto la tonaca, mi feci legare una corda al collo e Pie­tro Cattani mi trascinò davanti alla folla, che attonita mi stava a guardare. Un altro frate doveva seguirmi con una scodella piena di cenere per spargermela sulla testa in segno di penitenza, ma all'ultimo momento disubbidì ai miei ordini e non uscì dalla chiesa. Pietro Cattani piangeva come un' aquila e tra i suoi singhiozzi dissi a voce alta: “Voi credete che sia un sant'uomo: ebbene, confesso a Dio e a voi che durante questa mia infermità, mi sono curato di carne e di brodo di carne". Quasi tutti scoppiarono a pian­gere, alcuni dicevano: "Quest'uomo, esponendo il proprio corpo alla vergogna, si accusa di essersi curato in una necessità così giusta ed evidente. Noi sap­piamo bene che vita egli conduce da quando si è convertito. Che dovremmo fare noi allora, che viviamo nelle agiatezze e nel lusso?".

Vedi, per me è essenziale che una persona sia sincera! Quello che sei, lo devi poi dimostrare agli altri senza maschere, senza paura di essere giu­dicato ... Ammettere i propri peccati, i propri limiti è sempre increscioso, tut­tavia è l'unica cosa da fare se vuoi ritrovare te stesso ...

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ipocrisia

L'ipocrisia
Tra le cose che più ti fanno rabbia c'è, senza dubbio, l'ipocrisia di tante persone che proclamano grandi ideali ai quali per primi non sono fedeli.

Il mondo è pieno di chi sa insegnare come ci si dovrebbe comportare, ma è così vuoto di persone che sanno dare la propria testimonianza di vita con sincerità e verità di scelte e di comportamenti.

Anche Gesù sentiva una grande avversione per gli atteggiamenti ipocriti di chi si preoccupa di «pulire l'esterno del bicchiere» mentre non si accorge che l'interno è pieno di iniquità. Il suo discorso contro i farisei e i loro atteggiamenti ipocriti è durissimo (leggilo in Mt 23,13-36).

Anche a te forse capita di essere a volte intransigente con il prossimo e, contemporaneamente, di mancare di sincerità nei tuoi gesti e nelle tue scelte.

L'ipocrisia è un rischio sempre in agguato se non stiamo attenti a giudicare prima noi stessi. Spesso ci porta a farci giudici spietati e ingiusti del nostro prossimo.

  • Stai cercando di vivere con fedeltà e sincerità i valori del Vangelo?
  • Ti sforzi di evitare la superficialità nel giudicare gli altri per guardare prima a te stesso?

Francesco Confrontandomi con te, ho scoperto che...


Comments 5

5. romy , Thursday, August 09, 2018, 12:03:

L ipocrisia fa male sempre e comunque e prima di tutti ferisce il cuore di Gesù.
io soffro molto nel vedere e purtroppo ho toccato con male l ipocrisia di molti terziari francescani professi OFS cosi amano definirsi....laici che giurano di avere Gesù come centro e di vivere il vangelo, io in un momento di grave sofferenza fisica e morale ho chiesto il loro aiuto non mi dilungo dico solo la situazione era grave, se ne sono lavati le mani e mi hanno lasciata sola e più importante per alcuni postare su fb foto di cani e gatti e sostenere il movimento 5stelle mentre una loro sorella in cristo ha bisogno di aiuto e cosi molti altri....
siamo sicuri che Gesù e S.Francesco ci abbiano insegnato a comportarci cosi????
io non credo
non era forse S.Francesco che diceva fratelli guai a noi se non vivessimo ciò che predichiamo
saremmo IPOCRITI in odio a Dio-

4. Annamaria , Friday, September 19, 2014, 14:36:

L' ipocrisia si annida in ognuno di noi . Dobbiamo essere
solleciti ad estirparla

3. idafiorella , Sunday, March 30, 2014, 20:10:

L'ipocrisia a volte è così sottile che nemmeno te ne rendi conto, perchè accade che tu confondi ciò che vorresti essere con quello che sei nella realtà. Quando poi te lo fanno notare ti senti spiazzata, forse perchè nel cuore non lo vorresti proprio trovare.E' l'umiltà la virtù più difficile da perseguire!
Quando accade a me dapprima mi sento così mortificata, ma so anche che sotto sotto potrebbe esserci il mio amor proprio, allora corro a Lui solo che mi conosce così bene, lo supplico e confido sulla sua grande tenerezza per me.Sono certa che anche Lui si commuove quando vede la sincerità del cuore!

2. antonio 79 , Friday, February 07, 2014, 04:03:

l'ipocrisia putroppo è spesso presente nel mio modo di fare,nel mio modo di giudicare il prossimo,insegnami tu,caro amico Francesco,ad estirpare l'ipocrisia dalla mia vita.

1. assunta da mileto(vv) , Friday, January 24, 2014, 08:58:

L'ipocrisia, così difficile da scoprire in noi e poi domare!sempre pronti e bravi a vedere la pagliuzza negli occhi dell'altro e mai la trave che acceca i nostri di occhi! Aiutaci francesco in questo esercizio spirituale