La preghiera trasforma

Una mattina prima dell'alba


preghieraCiao, ti scrivo dal monte della Verna. Le nostre preghiere sono state esau­dite. Ora sto preparandomi per rientrare ad Assisi, ma la mia città rivedrà un altro Francesco...

Ultimamente frate Leone era particolarmente triste e desiderava avere un ricordo scritto di mio pugno, pensando che ciò lo potesse aiutare a superare la crisi spirituale che lo opprimeva. Tuttavia non osava chiedermelo, sia perché si vergognava, sia perché non voleva disturbarmi. Ma lo Spirito Santo mi parlò in sua vece. Chiamai il mio fratello e, preso il calamaio e la penna, scrissi una lode a Cristo e una benedizione. Quando gliela porsi, il suo viso si illuminò nuovamente e tornò a essere la mia “pecorella di Dio".

Poi aggiunsi: “Vai alla porta dell'oratorio dove dimorano i frati e quando ti chiamerò, torna da me". Leone si allontanò e dopo molto tempo chiamai forte il suo nome. Sentendo la mia voce subito il mio compagno mi rag­giunse, così dissi: “Figliolo, cerchiamo un altro luogo più segreto, dove tu non mi possa udire quando io ti chiamerò". Scoprimmo al lato del monte un posto isolato dove io potevo trascorrere la Quaresima come desideravo, tut­tavia vi era un'enorme fenditura nella roccia che impediva di raggiungere il luogo prescelto. Con grande fatica allora costruimmo con del legno un rozzo ponte in modo da potervi passare sopra e superare quel baratro. Poi feci co­struire dai miei compagni una misera cella da dove nessuna persona mi potesse udire, e fatto ciò dissi ai frati: “Andatevene al vostro luogo e lasciatemi qui solitario. E nessuno di voi venga da me, ma tu, frate Leone, solamente una volta al giorno e una volta alla notte, verrai con un poco di pane e acqua. Quando sarai all'inizio del ponte mi chiamerai e se io rispondo, passa e vieni alla cella e diremo insieme la preghiera del mattino, ma se io non ti rispondo torna indietro immediatamente". Detto questo, diedi loro la benedizione e poi si allontanarono lasciandomi solo.

Una notte frate Leone, arrivato all’inizio del ponte di legno, mi chiamò come al solito, ma non sentendomi rispondere, anziché tornare indietro, venne alla mia cella. Stavo pregando il Signore e dicevo: “Chi sei tu dolcis­simo Iddio mio? E chi sono io, vilissimo verme e inutile servo tuo?". Allora sentii lo stropiccio dei suoi piedi sulle foglie e domandai: “Chi sei tu?". Ri­spose: "Sono frate Leone, padre mio". Aggiunsi: “Perché venisti qua, frate pecorella? Non ti avevo detto che volevo rimanere solo?". Il compagno si in­ginocchiò e piangendo chiese perdono. Lo perdonai e gli dissi: “Guardati dal venire ancora nella mia cella, e ora torna da dove sei venuto con la benedi­zione di Dio". Poi presi il Vangelo e pregai frate Leone di aprirlo tre volte, come feci tanti anni fa assieme a Bernardo e Pietro Cattani, i miei primi due fratelli. Ogni pagina aperta del Vangelo parlava della passione di Gesù.

Una mattina prima dell'alba, davanti alla mia cella, supplicavo Dio di­cendo: “Signore mio Gesù Cristo, due grazie ti prego che tu mi faccia prima che io muoia; la prima è che io senta nell'anima e nel corpo quel dolore che tu sostenesti nell'ora della tua passione: la seconda è che io senta nel cuo­re, per quanto è possibile, quell'amore del quale tu eri colmo quando soffrivi per noi peccatori".

Dio allora esaudì il mio desiderio. Sul mio corpo umano comparvero le stigmate del nostro Signore Gesù Cristo, inchiodato sulla croce. I contadini dei villaggi vicini dissero di aver visto il monte Verna in fiamme; al­cuni mulattieri, credendo che fosse già sorto il sole, sellarono le loro bestie e si incamminarono per i sentieri. Io avevo incontrato semplicemente il mio Signore ed egli mi aveva toccato con le sue mani onnipotenti. Agli sgoccioli della mia vita terrena mi aveva ricompensato per quelle poche cose che avevo compiuto.

Ho fasciato quei segni divini per non farli vedere a nessuno. Non mi pia­ce essere considerato un fenomeno vivente, voglio rimanere un semplice frate al servizio dei poveri. Anche loro soffrono e hanno diritto alla carità di­vina. Ciao e scrivimi,

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preghiera

La preghiera trasforma
Siamo sempre preoccupati di fare cose «utili», o di compiere azioni che ci portino qualche vantaggio. Difficilmente diamo spazio ad azioni «gratuite», libere da qualsiasi interesse materiale o di soddisfazione immediata.

Nessuna cosa è più gratuita della preghiera, più «inutile» se ragioniamo secondo la logica del mondo. Eppure Gesù ci dà l'esempio della preghiera quando lo vediamo ritirarsi di frequente da solo per mettersi in dialogo con Dio suo Padre (leggi, per esempio: Lc 5,1b; b,12; 9,18; 9,28; 11,1).

Egli ci dice che nessuna cosa è più necessaria alla nostra vita, più potente e più capace di fare di noi uomini nuovi della preghiera. In essa c'è una forza trasformante che ci rende creature nuove a immagine di Colui che ci ha chiamati all'esistenza. Proprio come il sole abbronza la nostra pelle e compie in noi un effetto per il quale non abbiamo fatto nulla se non esporci ai suoi raggi, così la preghiera, senza che noi ce ne rendiamo conto, ci trasforma e ci rende sempre più simili a Gesù, il Figlio di Dio, l'uomo perfetto.

Essa è semplicemente disponibilità a Dio perché Egli possa compiere in noi la sua opera. La preghiera richiede solo tempo, silenzio e ascolto di Dio che parla.

  • Rifiuti la logica di cercare solo ciò che è utile o gratifica per lasciare spazio al silenzio e al colloquio con Dio?
  • >Sei capace di ascoltare Dio nel silenzio delle cose?

Francesco Ti prego, o Signore...


Comments 15

10. Elena , Monday, September 21, 2015, 05:18:

Vent'anni fa nella cappella di un ospedale trovai questa preghiera che feci mia per ogni giorno ed ora ho l'occasione di condividerla con voi.
Non abbandonarmi Signore ho bisogno di te della tua grazia del tuo incessante aiuto del tuo amore.
Non abbandonarmi Signore anche se ti ripugna la mia debole fede senza entusiasmo, soffocata dalle quotidiane preoccupazioni e da troppe distrazioni e vanità.
Non abbandonarmi Signore anche se ti infastidisce la mia arida preghiera priva di quella speranza che è certezza di vittoria, di quella speranza che abbandona fiduciosa l'anima in Te serenamente come un bimbo nelle braccia materne.
Non abbandonarmi Signore anche se ti nausea il mio animo tiepido, immortificato, presuntuoso, ricco di egoismo, povero di amore
Non abbandonarmi Signore nel giorno del dolore, della malattia, dell 'umiliazione, perché sappia con te portare degnamente la mia croce
Non abbandonarmi Signore in balia delle mie passioni, anche se lo merito per la fragilità, l'incostanza, la tiepidezza della mia vita spirituale
Non abbandonarmi Signore nell'ora della tentazione quando mi vedessi scioccamente scherzare con il fuoco
Non abbandonarmi Signore anche nella tragica ora in cui tentassi di liberarmi dall'amorosa stretta delle tue braccia lascia Signore che l'anima mia riposi sul tuo dolcissimo cuore per non separarsi giammai da te anche a costo di qualunque sacrificio umiliazione o rinuncia.
Signore abbi pietà di me!

9. rossella , Friday, August 29, 2014, 14:33:

Caro Francesco,vorrei tanto essere brava come te nel comporre.Nel tuo cantico hai lodato il Signore x tutto ciò che ha creato.Nulla hai scordato.Persino la morte che tutti temiamo, è divenuta sorella, tua e nostra.Io amo tanto ritagliarsi un po di tempo nella giornata x abbeverarmi alla Parola.Ringrazio il Signore del dono della conoscenza di lui.So con certezza che senza di lui non sarei la persona che sono.Trovo nei suoi insegnamenti tutto ciò che serve x non cadere nel peccato e quindi nella morte dell'anima. Non so se so pregare bene, ma spero che Lui trovi nella mia lode almeno un granellini del buono che c'e in me.In questo mese di agosto forse l'ho trascurato un po' .Ma questo momento pomeridiano rubato al riposo del corpo, mi rinftanca l'anima da tutte le altre fatiche,che non sono poche.Oltre alla mia famiglia accudisco x ciò che posso mamma e fratello.Alla fine della giornata ringrazio Dio con la compieta e ho la certezza che da lui mi vengono le forze necessarie x andare avanti.Io mi addormento ma il Custode veglia.Diamo lode al nostro creatore.

8. silvana , Wednesday, July 09, 2014, 13:01:

La preghiera è la dolce compagna della mia vita, di ogni giorno,
mi aiuta ad essere in sintonia con Gesù anche nei momenti più difficili.
Per questo chiedo a DIO di non lasciarmi, di non abbandonarmi mai, perché senza il suo aiuto che costantemente chiedo ogni giorno non sarei in grado di continuare la vita con gioia e tanta serenità nel cuore. Per questo ringrazio il Signore a LUI s'addice la mia lode

7. Maria Grazia , Wednesday, July 02, 2014, 23:06:

Grazie Signore per l'amore che ogni giorno doni ; per la tua santa presenza. Illumina i miei giorni , guida le mie azioni e i miei pensieri. Infondi pace e serenità nel mio cuore. Mostrami la strada e proteggi me e miei cari.

6. D'AMICO GIUSEPPE AMEDEO , Thursday, May 15, 2014, 21:06:

SUPPLICA AL PADRE
Padre mio e Padre nostro, anzi vorrei chiamarti ABBA'. Tu sei in cielo in terra e in ogni luogo,ma non ancora nel mio cuore. Il tuo nome sia santificato nella mia mente,sulle mie labbra e spero nel mio cuore. Fa che il tuo regno sia il mio cuore,risanalo,anzi dammi un cuore nuovo e uno spirito nuovo. Regna nei miei pensieri, sii Tu il mio futuro. Fammi contemplare la luce del tuo Volto ed alla tua luce vedrò la tua VERA LUCE. Sia la tua Parola la lampada dei miei passi. Sia il tuo Nome che vorrò amare. Ma da solo non so da dove incominciare. Che sia Gesù il mio Maestro . Voglio pensare a Te, contemplare Te, il tuo creato e le tue creature. Purifica le mie labbra, rendile degne di dar gloria a Te. Purifica il mio cuore, rendilo capace di amare Te. Che sia Gesù il mio modello di vita, anzi desidero mettermi alla sua sequela. Anche i miei passi voglio cambiare, ora che la direzione so intravedere. Dammi tutti gg una parola che mi faccia vivere , aiutami a condividerla
con chi non ha conosciuto, anzi scoperto il Tuo grande amore. Tu non tieni conto dei nostri peccati, ma della fede della tua santa chiesa, rendimi degno della Tua Misericodia,anzi fammi diventare misericordioso, affinchè la Tua grazia faccia radiare il mio volto.Padre Santo fonte di ogni bene,io non sono degno di tutto quello che ti sto chiedendo,ed è per questo che mi aggrappo ai meriti di N.S.Gesù, affinchè mi conceda il Tuo S.Spirito e diventare degno di chiamarti ABBA' PADRE.

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