La vera gioia

Ma qual è, allora, la vera letizia?


gioiaTempo fa mi ero allontanato da S. Maria della Ponziuncola per alcuni giorni e quando tornai, trovai frate Giacomo in compagnia di un lebbroso. Il mio fratello faceva da medico ai malati più colpiti da quel terribile flagello e sovente trascorreva lunghi periodi nei lazzaretti dove quei miserabili vivevano segregati e ripudiati da tutti. Mi rivolsi a Giacomo dicendogli: "Non dovresti condurre qui i lebbrosi, perché non è conveniente né per te né per loro". Ero felice che il mio compagno aiutasse quella povera gente, ma non volevo che facesse uscire dal lazzaretto gli ammalati più gravi. Era sua abitudine, infatti, portarli con sé, fra lo sgomento delle persone che incontravano, e spesso li faceva entrare nella nostra chiesetta ... Non feci in tempo a terminare la frase, che immediatamente mi pentii e andai a confessare la colpa al mio superiore. Avevo offeso un fratello e rimproverato un altro, per questo decisi di rendere soddisfazione a Dio e a quello sventurato.

Dissi quindi al ministro generale: “Ti chiedo di approvare, senza con­traddirmi, la penitenza che voglio fare". Conoscendomi bene, mi rispose con aria preoccupata: “Fratello, sia come ti piace". Aggiunsi: “Sia questa la penitenza: mangiare nello stesso piatto con il fratello lebbroso". Così ci se­demmo a mensa. Tra noi due fu messa un'unica scodella e mangiammo il cibo, io con le mie misere mani e lui con quello che gli restava delle sue.

Nutrirsi da una sola ciotola significava condividere pienamente le soffe­renze di quell'uomo. Non esisteva più nessuna differenza. tra il mio corpo e il suo, entrambi eravamo veramente creature di Dio. Gli altri frati man­giarono senza dire una parola, osservandoci attoniti. Io e il mio fratello lebbroso, tra un boccone e un altro conversammo a lungo, in letizia.

A proposito, sai cosa significa esattamente la parola “letizia"? No? Allora cercherò di spiegartelo come feci con frate Leone, uno dei miei più cari fratelli che tuttora mi aiuta a trascrivere le mie riflessioni.

Qualche tempo fa Leone e io stavamo tornando a S. Maria degli Angeli da un viaggio a Perugia. Era inverno e faceva molto freddo. Egli camminava dinanzi a me, quando lo chiamai forte e gli dissi: “Viene un messo e dice che tutti i maestri di Parigi sono entrati nell'Ordine, scrivi: non è vera letizia. Così pure che sono entrati nell'Ordine arcivescovi e vescovi, ma non solo, perfino il re di Francia e il re d'Inghilterra; scrivi: non è vera letizia. E se ti giunge notizia che i miei frati sono andati tra gli infedeli e li hanno convertiti tutti alla fede, oppure che io ho ricevuto da Dio tanta grazia da sanare gli infermi e da fare molti miracoli, ebbene io ti dico, in tutte queste cose non è la vera letizia".

Leone allora si fermò e mi domandò: "Ma qual è allora la vera letizia?". Gli risposi: "Ecco, io torno da Perugia a notte profonda e giungo a S. Maria degli Angeli. Ed è un inverno fangoso e così rigido che all'estremità della tonaca si formano dei ghiaccioli che mi percuotono continuamente le gambe. Nel fango, nel freddo e nel ghiaccio giungo alla porta e dopo aver a lungo picchiato e chiamato viene un frate e chiede: 'Chi è?'. lo rispondo: 'Frate Francesco'. E quegli dice: 'Vattene, non è ora decente questa di andare in giro, non entrerai'. E poiché insisto ancora, l'altro risponde: 'Vattene, tu sei un semplice, un idiota, noi non abbiamo bisogno di te'. E alla fine, dopo che ho continuato a bussare, egli esce e mi prende per il cappuccio e, gettandomi nella neve, mi bastona duramente ... Ebbene, se avrò avuto pazienza e non mi sarò conturbato, ti dico che qui è la vera letizia, la vera virtù e la salvezza dell' anima" .

Se rifletti un momento sulle parole che ho detto a frate Leone, ti accorgerai che la perfetta letizia non si raggiunge aggrappandosi alle cose terrene, materiali. La gioia vera, quella molte volte introvabile, si nasconde dietro la ricerca di altri valori: la povertà, l'umiltà, il mettersi al servizio dei più po­veri, dei più bisognosi. Allora vedi che la felicità la puoi trovare soltanto se cerchi il Signore che si trasforma ogni giorno in un mendicante, in un tuo compagno che ti chiede aiuto ... Se saprai essere umile, sincero, di­sponibile, allora l'avrai conquistata! Vorrei che mi scrivessi. Dimmi cos'è per te la vera felicità ...

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vera gioia

La vera gioia
Il tuo cuore è come un abisso senza fine in cui più versi e più senti il bisogno di versare ancora. Quanto è grande la sete di felicità che è stata posta dentro di noi? Perché questa sete sembra non estinguersi mai? Di quanta amicizia, di quanto amore, di quanta comprensione, di quanto successo abbiamo bisogno per soddisfare a pieno tutto il desiderio di vita che c'è in noi?

Molti sono coloro che ricercando la felicità imboccano sentieri sbagliati.

Gesù ci ha parlato chiaramente e ci ha ricordato che chi cerca la sua vita la perde (Lc 9,23-25). Egli sembra volerci dire che la felicità la troviamo quando non la cerchiamo, quando ci dimentichiamo di noi stessi e di soddisfare le nostre esigenze, per preoccuparci della felicità e del bene del nostro prossimo.

Quando sappiamo vivere con accoglienza, disponibilità, umiltà, pazienza, quando ci mettiamo a servizio della felicità altrui, allora troviamo la nostra. Essa ci viene incontro come un tesoro inaspettato e riempie fino all'orlo il nostro cuore assetato.

  • Hai mai sperimentato la gioia che il Signore dona quando portiamo un pezzo della sua croce per amore del nostro prossimo?
  • Cerchi la perfetta letizia negli insegnamenti di Gesù o nelle illusioni che il tuo egoismo costruisce?

Francesco Quando sono felice...


Comments 14

14. Hannelise , Tuesday, June 19, 2018, 06:02:

L'umile obbedienza nell'accettare la Volontà di Dio, nel sottomettersi ad essa.
Questa è gioia profonda, questa è letizia del cuore.

13. Stefania , Friday, November 13, 2015, 18:16:

Perfetta letizia, quante volte ho cantato Francesco.....quella Letizia che credevo di conoscere ed invece era solo un mio modo di essere,poi eccomi un giorno portare la mia piccola sofferenza e guardare non con gli occhi ma col cuore chi porta la sofferenza più grande ,il lebbroso come citi tu,quello che per tanti motivi nella nostra vita facciamo finta di non vedere di non toccare forse per paura o per il concetto che si facciano gli altri di noi.....ma poi con amore ti avvicini a loro e dici questa è Perfetta Letizia

12. Rossella , Friday, August 22, 2014, 14:02:

Ci sono tanti giorni in cui il carico delle mie croci mi sembra pesantissimo.Nulla può la preghiera o il confronto con vere e pesanti croci.Quando le tensioni si allentano e il respiro si fa lieve allora trovo la letizia e ritrovo me stessa .Non importa dove sono.Sono con Gesù e vorrei che quegli attimi fossero eterni.Aiutami Francesco a trattenere Gesù nel mio cuore e fare della mia vita un offerta a lui gradita.

11. Eleonora , Tuesday, June 24, 2014, 10:19:

Letizia per me è il sorriso di un bimbo, lo s
guardo
grato d
i un malato che hai appena accudito ,
un ringraziamento a Dio per tutto ciò che
ci ha dato e anche per quello che non abbiamo.

10. idafiorella , Tuesday, April 01, 2014, 19:31:

Un anno fa di questi tempi posso dire di aver provato una felicità impensata, se la volete chiamare letizia! L'anno che l'aveva preceduto era stato un anno orribile, la mia salute disastrata e mia suocera 97enne con alzheimer da seguire. Non avevo più le forze, ero distrutta fisicamente e psicologicamente. Eppure avevo fatto di tutto per non inserirla in una casa di riposo ed ora sembrava non ci fosse altra soluzione. Nei primi 3 mesi dell'anno scorso ella era altresì allettata e si avvicinava il tempo del ricovero. Non ci crederete mia suocera è morta la fine di marzo ed ad aprile sarebbe dovuta entrare nella casa di riposo. Ma quante altre delizie il Signore mi ha regalato in quei giorni, cosa da non credere!Quante volte dissi che non erano le mie forze a sostenermi, mi sentivo un cireneo sfinito, ma la gioia che provai alla conclusione di questa vicenda nasceva dal sentire la mia coscienza a posto e dal Suo intervento così pronto e sollecito che mi faceva percepire quanto ero preziosa ai suoi occhi. Volete sapere una cosa carina? Il nome di mia suocera era Letizia!

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