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Proverbi dal mondo:

Una proposta per ..."vivere"... la Parola!

In qualche punto nel profondo del tuo cuore, c'è un posto segreto dove non assomigli a nessun altro.
È in questo luogo misterioso che Dio ti aspetta con ansia per il più grande di tutti gli incontri. Il più affettuoso di tutti gli abbracci. Per pronunciare il tuo nome come unico e irripetibile sulla faccia della terra.

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Meditazione di domani

MEDITAZIONE QUOTIDIANA

Mercoledì - 4.a di Quaresima

Vangelo - Gv 5, 17-30

Gesù aveva già affermato nel dialogo con i suoi discepoli in terra di Samaria che suo scopo era fare la volontà del Padre, ma la relazione profonda, singolare, eccezionale che lo lega al Padre deve ancora essere meglio spiegata e compresa. L’occasione del suo manifestarsi è data in parte dalla lunga vicenda processuale alla quale Gesù è sottoposto tra il capitolo 5 e il capitolo 8 di Giovanni, che racchiudono i motivi di scontro tra i farisei e Gesù proprio a cagione del suo definirsi in relazione al Padre. Solo nella Pasqua questo legame di vera vita in contrapposizione alla morte si manifesterà appieno. Questa dipendenza libera e profonda inizia a prendere già alcuni tratti dalla pagina del capitolo 5: il Padre e Gesù sono legati dallo stesso operare e  nell’agire di Gesù continua l’azione di Dio: Gesù chiama Dio suo Padre: il Padre ama il Figlio e in Lui si manifesta. Ciò che accomuna Padre e Figlio è l’agire per dare la vita e ancora una volta è l’udire la loro Parola il motivo della vita. Al Figlio è dato di giudicare gli uomini in relazione alle loro disponibilità di ascolto. Il potere del Figlio scaturisce dalla relazione d’amore con il Padre di fronte a cui l’uomo è libero di scegliere se entrare in questo dono di comunione o se rifiutarlo, il che diviene motivo di auto esclusione dalla vita, cioè motivo di condanna. Di questo pericolo di condanna era stato preavvisato già il malato guarito nel secondo incontro con Gesù al Tempio, laddove Gesù lo aveva invitato a credere perché nulla di peggio gli accadesse. Le parole non suonano come minaccia ma come pressante invito alla fede, solo nella quale si riceve la vita. Ciò che Gesù manifesta a dispetto dell’ostilità dei giudei è la circolarità d’amore che lo lega al Padre e che lo abilita a pronunciare parole di vita. Questo contenuto della rivelazione di Dio, regalata per essere motivo di vera gioia e fondamento della fede in Gesù come compimento definitivo della promessa di Dio, diviene invece, drammaticamente, il suo capo daccusa principale.

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