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Proverbi dal mondo:

Una proposta per ..."vivere"... la Parola!

Perché temere la morte?
Preoccupati piuttosto di vivere bene la tua vita.
Soccorri i bisognosi ... Conforta gli abbattuti ... Ama i non amati ...
Riservati degli spazi personali ... Confida nel Padre ...
La morte non sarà altro che la plenitudine di quella gioia che proverai già in quei momenti. Un portale di luce di cui varcare la soglia.

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Meditazione di domani

Sabato  – 15.a Tempo Ordinario

 

Vangelo  -  Mt 12,14-21

 

Ordinò di non divulgare la notizia.

La notizia che non deve essere divulgata è che Gesù ha guarito molti infelici, tutti quelli che l'hanno seguito quando si è allontanato dal centro abitato per sfuggire alla prima aperta minaccia di morte messa in atto dai farisei. Ciò che ha allarmato e mosso allo sdegno gli ambienti religiosi è stata la ripetuta e pubblica violazione del sabato da parte di Gesù e più ancora la giustificazione che ne ha dato a più riprese. Gesù si è preoccupato di evitare che il rumore che si leva attorno alla sua persona attirasse l'attenzione della sinagoga. Tuttavia la misura che ha preso per cautelarsi dalla minaccia del complotto non gli ha garantito la protezione della clandestinità, tante che gli sono andati dietro in molti e lui da parte sua non ha saputo sottrarsi all’impulso della compassione per le loro tribolazioni e li ha guariti tutti. E tuttavia il suo vero scopo l’ha raggiunto ugualmente: i suoi nemici ora sanno, debbono sapere che non è suo  intendimento assumere atteggiamenti provocatori, che non appartiene al suo stile cercare le folle, che non intende diventare l’agitatore che istiga i poveri e gli infelici: in una parola, che la sua missione è liberare gli uomini dal giogo della Legge e predicare una nuova santità; egli vuole essere un profeta disarmato che parla a nome del Padre con uno stile di mitezza e di umiltà. Egli vuole essere il servo del Signore di cui parla Isaia: non dunque il protagonista di un messianismo spettacolare e glorioso che impone la salvezza da parte di un Dio onnipotente ma l’inviato di un Dio sottomesso alla libertà dell’uomo, che non grida nelle piazze, che rispetta la debolezza dell’umanità, che propone e non pretende, che predilige i piccoli, che ha compassione per gli oppressi e i tribolati. Perciò se promette il trionfo della giustizia questa non sarà punizione e vendetta ma misericordia e perdono. La premonizione della morte suscitata dalla minaccia dei farisei collega da lontano questo episodio al mistero della Passione; il servo del Signore sarà fedele allo stile della mansuetudine e per amore e obbedienza al Padre sarà disposto a salire sulla croce.

 

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