Meditazione di domani
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N.B.: Riflessione meditata con particolare riferimento ai testi delle Letture del giorno.___
MEDITAZIONE QUOTIDIANA
Domenica - V Tempo Ordinario
Parola - Prima lettura Gb 1-4.6-7
Giobbe parlò e disse: "Non ha forse un duro destino l'uomo sulla terra e i suoi giorno non sono come quelli di un mercenario?... I miei giorni sono stati più veloci di una spada, sono finiti senza speranza. Ricordati che un soffio è la mia vita: il mio occhio non rivedrà più il bene".
Riflessione
Un giorno si incendiò una casa di povera gente. Tutti riuscirono a mettersi in salvo, tranne il più piccolo dei figli, il quale si sporse dalla finestra piangendo. Il padre intuì subito che non vi era altra possibilità di salvezza se non quella che si fosse gettato in fretta di sotto. L'uomo lo incitava, affermando che l'avrebbe afferrato al volo; ma il figlioletto obiettava a causa del fuoco e del fumo: "Non ti vedo!". E il padre: "Ti vedo io, e questo basta!". Nel momento della prova riflettiamo che Dio si comporta con noi nel medesimo modo: ci vede, anche se noi non riusciamo a scorgere lui, e ci tende le braccia per salvarci.
Parola - Seconda lettura 1Cor 9, 16-19.22-23
Fratelli, non è per me un vanto predicare il vangelo; è per me un dovere: guai a me se non predicassi il vangelo!... Quale è dunque la mia ricompensa? Quella di predicare gratuitamente il vangelo senza usare del diritto conferitomi dal vangelo.
Riflessione
Paolo giunge alla decisione di predicare gratuitamente il vangelo, riflettendo su quello che Dio gratuitamente ha fatto per lui. Per acquisire lo spirito di donazione assoluta, è indispensabile guardare in alto. Uno sguardo puramente orizzontale ci conferma sempre più nella dinamica del dare e del ricevere. Uno sguardo verticale a Dio ci permette di scoprire l'assoluta liberalità da lui usata con noi, poveri ed incalliti peccatori senza diritti. Non si può contemplare il modo di agire di Dio e non sentirsi spronati ad una conseguente generosità di risposta.
Parola - Vangelo Mc 1, 29-39
In quel tempo, Gesù uscito dalla sinagoga... Egli, accostatosi, la sollevò prendendola per mano; la febbre la lasciò... Guarì molti che erano afflitti da varie malattie e scacciò molti demoni... Al mattino si alzò quando era ancora buio e, uscito di casa, si ritirò in un luogo deserto e là pregava... Egli disse loro: "Andiamocene altrove per i villaggi vicini, perché predichi anche là; per questo infatti sono venuto".
Riflessione
Noi, forse, abbiamo risolto il problema apostolico in modo più semplice. Lasciamo che le persone si trascinino le loro febbriciattole materiali e spirituali; non ci sogniamo nemmeno di avvicinare "gli indemoniati" e di predicare il vangelo a quanti sono ostili alla chiesa. Curiamo il nostro orticello, coltiviamo buone relazioni con i membri meno scorbutici dei nostri gruppi ecclesiali e, per tranquillizzarci in coscienza, parliamo almeno qualche volta di problemi pastorali, anche se quasi sempre ci scappa la critica e la mormorazione. Se ci ritroviamo più o meno in questo spaccato, interroghiamoci se l'inizio e il termine della nostra giornata siano scanditi dall'autentica preghiera, oppure dal primo telegiornale del mattino e dall'ultimo film della sera.
