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Proverbi dal mondo:

Una proposta per ..."vivere"... la Parola!

Coltiva le buone virtù come forze che ti aiuteranno a vincere le più grandi tempeste della vita.
Se non per atteggiamento di fede, almeno per un gesto umanitario davanti a te stesso, agli altri e al mondo che ti circonda.
Le buone virtù sono l'energia interiore che mantiene l'esploratore a testa alta di fronte al freddo più pungente del vento che spira al sorgere di ogni giorno.

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Meditazione di domani

Mercoledì - 2.a Tempo Ordinario

Vangelo - Mc 3, 1-6

La sfida con i farisei giunge all’atto finale. Gesù compie un ulteriore tentativo perché decidano di liberarsi dalle catene che hanno imposto a se stessi. Sì, alla fine l’uomo che non pu` usare la mano potrà usarla. Il Padre, tramite il Figlio, gli dona una mano nuova. Ma non è innanzitutto per lui che Gesù “lavora” al sabato. I miracoli hanno un primo scopo, aiutare chi ne trae immediato giovamento; e un secondo scopo, più profondo, che è di essere segno della presenza di Dio, un Dio misericordioso che ama, e come ridà una mano a chi ne aveva perso l’uso, così pu` ridare un cuore e una mente a chi ne ha smarrito il senso. Per questo Gesù chiede all’uomo di “mettersi nel mezzo”. Certo non per esibizionismo. Gesù sta operando soprattutto per quel pubblico che gli lancia la sfida. È probabilmente la sfida più ardua per Gesù. Più facile moltiplicare pani e pesci, raddrizzare uno storpio, risanare un lebbroso che sciogliere un cuore indurito. All’apparenza Marco ci racconta di una vittoria di Gesù: l’uomo torna a usare la mano. In realtà questa pagina di vangelo narra di una sconfitta di Gesù. L’onnipotente sconfitto? Sì, dalla libertà dell’uomo. L’uomo pu` liberamente decidere di dire no al Padre. E il no dei farisei sembra definitivo. Il cuore, l’intelligenza, il potere di Gesù sono incomparabilmente superiori ai loro. E gli deve apparire insopportabile la sua presenza, a loro così sconsolatamente mediocri. Gesù va eliminato. L’obiettivo futuro non sarà soltanto provare a farlo cadere in contraddizione, ma impedirgli di fare alcunché. Che il primo scopo di Gesù non fosse guarire la mano, ma i cuori, è reso evidente da Marco che sottolinea in modo impietoso: Gesù li guarda «con indignazione, rattristato». Gesù è triste, e ad alleviare la tua tristezza non basterà forse neppure la gioia dell'uomo che improvvisamente vede la propria mano muoversi, ma la cui reazione ci viene taciuta, perché non è poi così importante. Importante è che i farisei abbiano ancora una volta chiuso gli occhi della mente e del cuore. Importante è la loro fredda determinazione: come si permette quel Nazareno di dire e fare tutte quelle cose che loro non sono assolutamente capaci di dire e di fare?

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