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Proverbi dal mondo:

Una proposta per ..."vivere"... la Parola!

Quando chiediamo a Dio una grazia, per ottenenrla più facilmente bisogna mettere pure l'opera nostra.
S. Annibale Maria di Francia
Fondatore della famiglia rogazionista

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Meditazione di domani

MEDITAZIONE QUOTIDIANA


Giovedì - XI Tempo Ordinario



Parola - Prima lettura 2Cor 11, 1-11
Fratelli, se soltanto poteste sopportare un po’di follia da parte mia! Ma, certo, voi mi sopportate. Io
provo infatti per voi una specie di gelosia divina: vi ho promessi infatti a un unico sposo, per presentarvi a Cristo come vergine casta. Temo però che, come il serpente con la sua malizia sedusse Eva, così i vostri pensieri vengano in qualche modo traviati dalla loro semplicità e purezza nei riguardi di Cristo...

Riflessione
Paolo manifesta il suo amore ai Corinti: Cristo è la loro salvezza. Egli è geloso di loro. Non vuole che passino a un altro Cristo, a un altro spirito, a un’altra dottrina. E soffre perché vede che i Corinti sono facili a seguire chi più li colpisce, a seguire questi super apostoli che non cercano il bene dei Corinti, ma solo la loro gloria. Paolo non ritiene di essere loro inferiore, e anche se debole nella parola, non lo è nella dottrina. Paolo non ha voluto rendere dubbio questo suo amore. Non ha voluto denaro per mantenersi, si è dedicato a loro. Voglia Iddio liberarci dalle vanità di questo mondo che costituiscono la nostra certezza e che ci spingono a vivere; l'uomo infatti vive per far denaro, per la gloria, per credersi chissà chi, per provare piacere carnali, per impazzire; tutte queste stupidaggini che non hanno valore sono ciò per cui si vive. .. Cadessero le cateratte dai nostri occhi e capissimo invece che la vita è un'altra! Dai, gettate via tutto quello che non ha senso! Convertiamoci dicendo: «Signore, non ho nessun altro da seguire al di fuori di te, tutto il resto è vanità!».


Parola - Vangelo Mt 6, 7-15
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «... Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male... ».

Riflessione
«Dacci oggi il nostro pane quotidiano»: non il mio. Come si può mangiare sereni il pane se non lo mangiano tutti? Lottare per la giustizia distributiva è compiere la volontà del Padre, è fare regnare Dio; è santificare il suo nome, però non è sufficiente lottare per la giustizia distributiva se non c'è una relazione intima e profonda con Dio. Non ci si può distaccare dal denaro se il Signore non ci rivela il suo volto. Vivendo la nostra relazione piena con il Padre non siamo distributori di beni, siamo invece innamorati di Dio che come lui, in lui e per lui amiamo il nostro prossimo.

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