«E' una povera pecora quella che non può portare la sua stessa lana (Cina)»
MEDITAZIONE QUOTIDIANA
Mercoledì- XI Tempo Ordinario
Parola - Prima lettura 2Cor 9, 6-11
Fratelli, tenete presente questo: chi semina scarsamente, scarsamente raccoglierà e chi semina con
larghezza, con larghezza raccoglierà. Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con
tristezza né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia. Del resto, Dio ha potere di far abbondare
in voi ogni grazia perché, avendo sempre il necessario in tutto, possiate compiere generosamente tutte
le opere di bene...
Riflessione
Se tu, industriale, ti metti al fianco del tuo fratello operaio e prendi quello che ti è necessario per
continuare a vivere, con i tuoi operai formi una sola famiglia, un unico cuore! Certo che le leggi del
mondo sono tutte opposte a questo modo di ragionare, tanto è vero che chi ragiona così viene ritenuto
come pazzo; in realtà la pazzia è questa: che questo mondo è pronto per distruggersi completamente!
Noi non ci accorgiamo che in fondo gli uomini lottano per uccidersi l'un l'altro: questa è una pazzia
collettiva, e l'uomo vi è tanto dentro che non crede neanche più di essere pazzo; e noi tutti patiamo
perché questa pazzia continua. Ecco il dono dei piccoli, dei poveri, che sono il sacramento di Dio, in
cui lui si rende presente a noi: Dio ce li manda per salvarci! Oh, potessimo avere il coraggio dell'amore
di Dio, il coraggio della sua verità, il coraggio della sua giustizia: allora, ecco, l'impossibile
diventerebbe possibile. Noi però soffochiamo lo Spirito, lo opprimiamo, lo spegniamo dentro di noi.
Il cuore di ognuno di noi è grande... ma questa umanità seppellisce tutto! Non chiudete il vostro cuore
perché allora vi distruggete e la vita perde il suo senso; chi ama, ha il coraggio dell'amore e nell'amore
c'è una forza che nessuno può dire dove possa arrivare. Il problema su questa terra è quello di amare.
Parola - Vangelo Mt 6, 1-6. 16-18
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti
agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c'è ricompensa per voi presso il Padre vostro
che è nei cieli. ...mentre tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché
la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà...
Riflessione
L'uomo che si pone dalla parte della ricchezza è capace soltanto di fare l'elemosina, ma è incapace di
trasformare il mondo! È incapace! Pensa se tu, impresario, intascassi quanto guadagna il tuo operaio
e poi quello che accumuli in più lo ridistribuisci, per esempio dando posti di lavoro, moltiplicandoli.
Quando a Pasqua vado a benedire nelle aziende gli operai, io dico sempre con sincerità ai datori di
lavoro: «Quando io vedo che l'azienda lavora e dà lavoro ad altri, voi non sapete quanto io benedico
Dio, perché date lavoro. Però voi non tenetevi niente; lo stipendio non è dato in base al titolo, è dato
in base al bisogno e allora voi vi prendete quello che prende il povero». Tolta via l’avarizia che è
idolatria, l'uomo finalmente diventa dono all'altro uomo e allora siamo in un regno di verità, di giustizia,
di amore, di fraternità, di gaudio. Non sono utopistiche queste cose! Semmai dobbiamo meravigliarci
di come possiamo vivere nell’inferno dell’egoismo umano, anziché passare nella gioia del Paradiso di
Dio!