+
Proverbi dal mondo:

Una proposta per ..."vivere"... la Parola!

In qualche punto nel profondo del tuo cuore, c'è un posto segreto dove non assomigli a nessun altro.
È in questo luogo misterioso che Dio ti aspetta con ansia per il più grande di tutti gli incontri. Il più affettuoso di tutti gli abbracci. Per pronunciare il tuo nome come unico e irripetibile sulla faccia della terra.

Segnala nei social networks...


Meditazione di ieri

MEDITAZIONE QUOTIDIANA

Lunedì - 4.a di Quaresima

Vangelo - Gv 4, 43-54

Passando per la Samaria, Gesù viene dalla Giudea alla Galilea, si è appena congedato dalla donna samaritana e dalla folla e ritorna a Cana dove era stato compiuto il primo segno, il primo di altri che egli compirà per testimoniare il volto di un Dio della vita e della resurrezione nel quale ciascuno è chiamato a porre fiducia per avere la vita. I segni preannunciano infatti il grande segno  pasquale, ne anticipano la logica di vita contro la morte. Per partecipare di questa logica di vita è però necessario credere, affidarsi a Colui che è la vita:  tutto il vangelo di Giovanni è scritto perché ciascuno credendo abbia la vita e passi dalle tenebre alla luce. Il contrario di questa logica è rifiutare la luce e rimanere nelle tenebre della morte, al di fuori della comunione con il Figlio. Questo grande tema che richiama il prologo del vangelo è espresso simbolicamente dal racconto che conclude questo capitolo 4 nel quale sono protagonisti Gesù, un funzionario del re e suo figlio malato. Differentemente da altri segni dati da Gesù qui la Parola anticipa l’avvenimento di guarigione e  il padre è sollecitato a credere solo nella parola di Gesù, l’unica in grado di  riscattare dalla morte, parola che annuncia “Tuo figlio vive!”. Il funzionario compie un primo atto di fede nel ritornare a casa senza insistere oltre perché  Gesù guarisca il figlio e un secondo atto di fede che alla luce del segno dato e  controllato - chiese l’ora della guarigione - rinforza la fede in Gesù da parte sua e di tutta la sua famiglia. L’intreccio giovanneo tra segni costatabili e Parola pronunciata ha come obiettivo il condurre oltre la materialità del segno miracoloso verso colui che è la fonte della vita, l’acqua zampillante che disseta per l’eternità. Giovanni vuole sottolineare che proprio l’accoglienza di Colui che compie i segni è motivo di vita eterna: i segni per se stessi non bastano. Nel prosieguo del racconto giovanneo progressivamente emergerà questa concentrazione su Gesù, da un lato motivo di vita per chi crede in Lui, e dall’altro ragione di opposizione sempre più determinata contro di Lui, movimento nel quale il lettore della Parola è coinvolto e chiamato a prendere posizione. Infine il tema della fede in Gesù e nella sua parola anticipa il segno successivo che ancora una volta porrà l’accento sulla Parola pronunciata per guarire e sul tema della vita che dominerà tutto il capitolo 5.

#####
SEZIONI DEL SITO:




SEMPRE NEL SITO: