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Proverbi dal mondo:

Una proposta per ..."vivere"... la Parola!

Non lasciarti mai abbattere dalla tristezza.
Tutti i dolori hanno un termine. Aspetta che il tempo, con le sue mani piene di balsamo, ti porti sollievo.
L'azione del tempo è infallibile, e ci guida soavemente per il cammino giusto, alleviando i nostri dolori, così come la brezza leggera rinfresca il caldo dell'estate.
Più in fretta di quanto tu supponga, avrai la risposta, nella consolazione di cui hai bisogno.

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Meditazione di ieri

MEDITAZIONE QUOTIDIANA

Giovedì - 3.a di Avvento


Parola - Prima lettura Is 54, 1-10
Esulta, o sterile che non hai partorito, prorompi in grida di giubilo e di gioia, tu che non hai provato i dolori, perché più numerosi sono i figli dell'abbandonata che i figli della maritata, dice il Signore. Allarga lo spazio della tua tenda, stendi i teli della tua dimora senza risparmio, allunga le cordicelle, rinforza i tuoi paletti, poiché ti allargherai a destra e a sinistra e la tua discendenza possederà le nazioni, popolerà le città un tempo deserte…

Riflessione
La sterile Gerusalemme avrà ancora tanti figli se ritornerà alla fede nel suo Dio. Iahvé si presenta come lo sposo della nuova Gerusalemme. Come Sara (Gen 2l,l-7) e tutte le donne sante e sterili ebbero figli per la fede in Dio, così Gerusalemme se ritornerà al suo Dio sarà ripopolata di figli. Geremia annuncia che il segno indicatore con il quale si riconoscerà il popolo costituito come vero popolo di Dio sarà dato dalla presenza degli esclusi: «Fra di essi sono il cieco e lo zoppo, la donna incinta e la partoriente» (Ger 31,8). Sono i poveri che segnano il passo del popolo nuovo di Dio. Per partoriente intende tutte le donne che pur non generando biologicamente (per libera scelta o per difetto naturale), possono generare figli nell'amore. E ciò avviene nel nuovo popolo di Dio perché l'amore di Dio è stato diffuso dallo Spirito Santo nei nostri cuori (Rm 5,5). «Più numerosi sono i figli dell'abbandonata che i figli della maritata». Questa notizia va portata negli istituti, nelle carceri, nei ricoveri dei vecchi, ai chicos della calle, fra i meninos de rua: è arrivata l'ora, ed è questa, che ognuno avrà un papà e una mamma, una famiglia. È la giustizia del Regno!


Parola - Vangelo Lc 7, 24-30
Quando gli inviati di Giovanni furono partiti, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «… Ecco, quelli che portano vesti sontuose e vivono nel lusso stanno nei palazzi dei re. Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: "Ecco, dinanzi a te mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”. Io vi dico: fra i nati da donna non vi è alcuno più grande di Giovanni… ».

Riflessione
Chi sono coloro che vivono nei palazzi del re? Sono tutti coloro che vivono con le fatiche e il sudore della fronte della povera gente che lavora mentre loro se la spassano, perché hanno soldi in più in forza dei perversi meccanismi che regolano la distribuzione dei beni del creato. Giovanni è invece totalmente immerso nella giustizia di Dio. È immerso in lui, ma ha i piedi in terra. Giovanni non tollera l'ingiustizia e richiama con forza coloro che tengono soffocata la verità nell'ingiustizia. Egli vive la giustizia di Dio e non antepone ad essa nulla, neanche la propria vita. Coloro che non seguono Dio sono nell’ingiustizia, sono senza Dio, perché Dio è il Giusto, il Santo e quando uno non tiene Dio al centro dell’esistenza e non segue la via da lui indicata è un ingiusto. Nel tuo cuore e nella tua vita è splendida la verità di Dio, Giusto e Santo, o la soffochi con il comportamento fuori dalla giustizia, fuori dal rapporto con Dio?

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