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Proverbi dal mondo:

Una proposta per ..."vivere"... la Parola!

Se il passato è corretto e fonte di esperienza, ne segue che la nostra conoscenza si approfondisce continuamente, diventa parte dell'essere stesso ed è capace di trasformarci: a patto che sia conoscenza di noi stessi.

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La meditazione di oggi

MEDITAZIONE QUOTIDIANA

Domenica - 13.a Tempo Ordinario



Parola - Prima lettura 1Re 19, 16b.19-21
In quei giorni, il Signore disse a Elìa: «Ungerai Eliseo, figlio di Safat, di Abel-Mecolà, come profeta al tuo posto». Partito di lì, Elìa trovò Eliseo, figlio di Safat. Costui arava con dodici paia di buoi davanti a sé, mentre egli stesso guidava il dodicesimo. Elìa, passandogli vicino, gli gettò addosso il suo mantello... Quindi si alzò e seguì Elìa, entrando al suo servizio.

Riflessione
La chiamata è iniziativa di Dio. Eliseo viene scelto direttamente da Dio e viene scelto improvvisamente, viene scelto al di fuori di qualsiasi preparazione tecnica o teologica. C'erano delle scuole di profeti: lui era un campagnolo, un agricoltore, non viene dalle scuole. È direttamente Dio che lo prende e la consapevolezza di essere direttamente chiamato da Dio costituisce la forza del profeta. Egli non ha una missione propria da compiere, ha soltanto la missione di Dio da portare avanti e non ha niente di proprio da mettere avanti: ma solo il suo Dio.

Parola - Seconda lettura Gal 5,1.13-18
... Tutta la Legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: «Amerai il tuo prossimo come te stesso». Ma se vi mordete e vi divorate a vicenda, badate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri! Vi dico dunque: camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare il desiderio della carne. La carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne...

Riflessione
Che cos'è il male? È tutto ciò che è contro la volontà di Dio. Che cos'è il bene? È tutto ciò che è secondo la volontà di Dio. Gesù, l’Unigenito del Padre, è venuto su questa terra per vivere da Figlio di Dio come uomo. Egli ci dice: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato a compiere la sua opera» (Gv4,34). L'opera di Dio che Gesù è venuto a compiere è la redenzione, per riportare l’umanità a Dio, perché gli uomini abbiano in abbondanza la vita (Gv 10,10) e la gioia di Gesù in pienezza (Gv15,11). Gesù ci ha resi partecipi della vita di Dio, che crea una relazione nuova con Dio, la quale produce i frutti dello Spirito Santo: «Amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé» (Gal 5,22). La relazione nuova con Dio si trasforma in una relazione nuova con gli uomini, relazione che si chiama amore verso Dio e verso gli uomini. È un solo amore: «Amerai il Signore Dio tuo, con tutto il cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la mente, e il prossimo tuo come te stesso» (Lc10,27). Questa è la legge della libertà con cui ci ha liberato Cristo. Oggi fa’ un pieno di amore a Dio e amore a tutti quelli che incontri per gustare del tutto la libertà di Cristo!


Parola - Vangelo Lc 9, 51-62
... Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo». A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti... »... «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».

Riflessione
Gesù è molto duro e radicale: «Lascia che i morti seppelliscano i morti». Con questo sta ad indicare che nessuna cosa deve passare avanti alla proposta di Dio, perché nulla ha senso al di fuori di lui. Poi, ancora più radicalmente, a chi gli risponde: «Prima lascia che io mi congedi da quelli di casa», Gesù dice: «Chi pone mano allaratro e poi si volge indietro non è adatto per il regno di Dio». Cioè colui che sente la vocazione di Dio deve guardare dritto dritto la vocazione senza compromessi, senza mezzi termini, senza limiti, perché se si volge indietro non farà altro che dipendere dal mondo e offuscare la chiamata di Dio, ma rovinerà la sua stessa chiamata perché la salvezza del mondo non è il mondo, ma Dio. La vocazione è una chiamata da parte di Dio ed è radicale e totale, non ammette quindi contrattazioni, non ammette assolutamente il voltarsi indietro! La consapevolezza di essere chiamato da Dio costituisce il movente, il motivo, il sostegno, la forza del tuo cammino?

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