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Proverbi dal mondo:

Una proposta per ..."vivere"... la Parola!

Se vogliamo che la nostra vita raggiunga il suo scopo, è necessario conservarla pura e parca.

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La meditazione di oggi

MEDITAZIONE QUOTIDIANA

S. GIACOMO



Parola - Prima lettura 2Cor 4, 7-15
Fratelli, noi abbiamo un tesoro in vasi di creta, affinché appaia che questa straordinaria potenza appartiene a Dio, e non viene da noi. In tutto, infatti, siamo tribolati, ma non schiacciati; siamo sconvolti, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; colpiti, ma non uccisi, portando sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo...

Riflessione
Perché pur tribolati da tutte le parti, non veniamo schiacciati? Qual è quell’elemento che fa sì che io, sconvolto, non mi dispero? Cos'è che mi fa sentire che non sono abbandonato pur se perseguitato, mi fa essere bastonato, ferito, colpito, ma non ucciso? Perché ho scoperto che tra me e Cristo c'è un legame. Ormai io vivo per Gesù e lui vive per me, allora la tribolazione diventa un'occasione per cui io mi stringo ancora di più a lui. Non sono schiacciato per la mia relazione con Cristo che è al centro della mia vita. È la scelta che mi qualifica. I sentimenti vanno e vengono, sono turbanti, ma quello che conta è la scelta: «Signore, mi hai scelto, io ti ho risposto: eccomi!» Allora la tribolazione che incontro accentua ancor più il mio legame con Gesù, per cui anche nella tribolazione rimango pieno di gioia, sovrabbondo di gioia perché so per chi soffro, so con chi soffro, so in chi soffro. Io sono tribolato ma non schiacciato perché sono unito a Gesù, anzi, cresco di luce in luce, di amore in amore, di dono in dono, di verità in verità, per cui ho i piedi su questa terra, però il mio ragionare non è più di questa terra. Non guardo più la tribolazione, ma guardo il motivo per cui sono tribolato e mentre sono tribolato mi unisco sempre di più a Gesù!


Parola - Vangelo Mt 20, 20-28
...
«Voi sapete che i governanti delle nazioni dóminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

Riflessione
Anni fa sono stato invitato a parlare in un comune e ho detto: «Gesù ha cambiato tutto e dice a chi vuol diventare sindaco: "Vendi la tua casa e mettiti in lista per ultimo per avere la casa popolare”. Se noi vivessimo il vangelo alla lettera...! Invece gli diamo un’adattatina!». Quando ho finito di parlare è venuto il sindaco e mi ha detto: «Io ringrazio Dio che don Benzi è venuto adesso, perché se fosse venuto prima delle elezioni io non sarei stato eletto sindaco!» Il Signore Gesù si è tolto da ogni categoria costituita, da quelle categorie che sono regolate dal diritto; si è immerso nell’uomo e nell'ultimo, colui che non ha nessun diritto. Il problema è che Cristo sia "forma" della nostra esistenza per ragionare secondo Cristo in tutto e per tutto. Noi, molte volte, siamo radunati nel nome di Cristo, ma non è Cristo al quale noi crediamo, al quale ci affidiamo: facciamo ragionamenti umani, che sono estranei a Cristo. Occorre entrare dentro la realtà dell’uomo, dell’uomo che non ha diritti, che è fuori da ogni categoria, mettersi alla pari con lui per fare insieme con lui a ritroso tutto il cammino, assieme a Dio, assieme a Cristo.

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