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Proverbi dal mondo:

Una proposta per ..."vivere"... la Parola!

In qualche punto nel profondo del tuo cuore, c'è un posto segreto dove non assomigli a nessun altro.
È in questo luogo misterioso che Dio ti aspetta con ansia per il più grande di tutti gli incontri. Il più affettuoso di tutti gli abbracci. Per pronunciare il tuo nome come unico e irripetibile sulla faccia della terra.

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La meditazione di oggi

MEDITAZIONE QUOTIDIANA

Martedì - 4.a di Quaresima

Vangelo - Gv 5, 1-3a.5-16

Il malato che si trova alla piscina di Betzaetà con cinque portici non si aspettava proprio che in quel giorno sarebbe toccato a lui guarire: molti altri malati erano in quel luogo, la piscina era difficile da raggiungere, l’infermità sembrava potersi solo protrarre oltre, giorno più giorno meno dopo trentotto anni sembra quasi uguale! Al di là dei segni e dell’evento occasionato dall’angelo che agita le acque, ciò che accade come dono per questo malato è il darsi della Parola. Gesù prende l’iniziativa e innanzitutto, sorprendentemente gli chiede se vuole guarire. Non è scontato infatti che l’uomo voglia veramente intraprendere un nuovo cammino di vita e che creda ancora nella possibilità della salvezza. “Vuoi guarire?” è la domanda di Gesù che risveglia il desiderio dell’uomo quasi rassegnato, dopodiché con la sola potenza della sua parola Egli lo guarisce. In continuità con la concentrazione sulla sola parola come si è colto nel brano della guarigione del Figlio del funzionario del re, anche in questo passo al centro è la parola di Gesù, che risana e restituisce alla vita. Il segno è dunque dato, ma il suo senso profondo deve ancora essere compreso e proprio la polemica sul sabato e il lettuccio trasportato divengono via di ricerca circa l’dentità di colui che ha pronunciato parole di guarigione e insieme di trasgressione delle regole religiose. L’uomo risanato non sa chi sia Gesù ed è ancora Gesù a farsi incontrare quasi a completare la rivelazione nella quale il malato ha avuto la vita. È nella relazione duratura con Gesù che si vive la vita nuova. Il rivelarsi di Gesù innesca un movimento di testimonianza/delazione: il malato guarito svela ai sacerdoti l’identità del suo guaritore, che da questo momento in poi viene posto in stato d’accusa e sotto processo. Questo testo dice un episodio della vicenda di Gesù, rivelatore del Padre, ma è anche simbolo della vicenda di ciascun uomo e dell’intero Israele, popolo di dura cervice, che ha ricevuto dapprima i cinque libri della legge (simboleggiati dai cinque portici della piscina) per stare nella relazione con Dio, ma solo con l’intervento del Figlio può giungere alla vita eterna, e far si che, credendo in Lui, «non abbia a accadere qualcosa di peggio».

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