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Proverbi dal mondo:

Una proposta per ..."vivere"... la Parola!

Non è possibile adorare Dio e disprezzare i propri fratelli: le due cose sono inseparabili.

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La meditazione di oggi

MEDITAZIONE QUOTIDIANA

Sabato - 26.a Tempo Ordinario



Parola - Prima lettura Gb 42, 1-3.5-6.12-16
Giobbe prese a dire al Signore: «Comprendo che tu puoi tutto e che nessun progetto per te è impossibile. Chi è colui che, da ignorante, può oscurare il tuo piano?... Io ti conoscevo solo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti hanno veduto... ». Il Signore benedisse il futuro di Giobbe più del suo passato...

Riflessione
Ogni tanto il Signore premia, perché ha misericordia della nostra debolezza, e avviene ciò che è avvenuto in Giobbe: «Prima Signore io ti conoscevo per sentito dire, ora i miei occhi ti vedono». Non posso lasciarmi condizionare dal come, dal se e dal dove, non posso vivere l'avventura di Dio con la mia testa di uomo. Io una volta, soprattutto di fronte ai fatti più dolorosi, mi chiedevo: «Perché Signore?» Adesso non me lo chiedo più, non perché sia migliore, ma perché ho capito che io non posso, non debbo avere la spiegazione, perché se avessi la spiegazione mi fermerei alla mia spiegazione. Io ho bisogno di Dio che sia sempre più mistero, perché lui sia la ragione della mia vita. Io non dico: «Signore, dove mi porti?», perché so che nessuna cosa fermerà il cammino di Dio, ma ho solo bisogno di dire: «Non voglio saperlo Signore, né domani, né ieri, perché se io sapessi dove mi porti mi fermerei a quello che vengo a sapere, e quel posto dove andrò diventa la mia tomba. No, Signore, io voglio te e basta! Tu sei la ragione della vita». Allora si snoda il cammino, di luce in luce!


Parola - Vangelo Lc 10, 17-24
In quel tempo, i settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». Egli disse loro: «... Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli»...

Riflessione
Gesù scelse dodici uomini fra coloro che lo seguivano assiduamente, ai quali diede il nome di apostoli (Lc 6,13). Dopo questo fatto il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Essi andarono e svolsero la missione che era stata loro affidata. Appena ritornati si riunirono attorno a Gesù, pieni di gioia ed entusiasmo per i risultati positivi raggiunti. La missione era andata proprio bene; nel nome di Gesù persino i demoni si erano sottomessi a loro. Gesù li avverte del pericolo di sopravalutare questi successi visibili. Bisogna tenere presente che il grande successo è la conversione del cuore, è il cammino verso la santità che garantisce il possesso della vita eterna, della vita con Dio per sempre. La conversione del cuore ci fa vivere nella giustizia di Dio che è amore, verità, gioia per tutti.

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