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Proverbi dal mondo:

Una proposta per ..."vivere"... la Parola!

Mentre disponi di tempo, su questa terra, dirigi i tuoi passi per il sentiero del bene.
Cerca di agire, di fare sempre qualche cosa a beneficio di qualcuno, fosse anche solo una parola di conforto, un gesto di attenzione, un sorriso di stimolo.
Fa' qualche cosa in favore del prossimo e avrai il cuore pieno di gioia e di felicità.

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La meditazione di oggi

Sabato – 24.a Tempo Ordinario

 

Vangelo - Lc 8,4-15

 

II seme è la parola di Dio.

L'accoglienza del regno presuppone la lettura dei segni che ci indicano la sua presenza. Il regno di Dio si presenta senza rumori e si inserisce nella vicenda umana nel silenzio: come il sale e come il lievito.

La parola di Dio viene donata abbondantemente: ma è necessario che il seme buono trovi un terreno capace di accoglierlo e di farlo maturare. Il regno di Dio ha bisogno di una profonda conversione per essere accolto:  "Convertitevi e credete al vangelo" (Mc 1,15). È la strada obbligata per portare frutto. Siamo noi questa terra seminata, abitata dalla presenza dell'amore; una terra che porta in sé i segni dell’aratura quotidiana e le rughe dell'esistenza, ma vivificata dal Verbo. Essere il campo di Dio. Lasciare a Lui la libertà di seminare a piene mani sulla nostra vita. Siamo asfalto improduttivo o terra buona? È nostro il compito di preparare il terreno, di arare, di eliminare le pietre e i rovi, di appianare le disuguaglianze. Abbiamo una grande responsabilità: possiamo rendere vana la parola, infruttuosa, incapace di generare vita nuova dentro di noi e negli altri. Questo è il peccato più grande: rendere sterile la parola, insignificante, irrilevante. Uno dei maggiori scandali del nostro tempo è la separazione tra fede professata e vita vissuta; una fede che non è in grado di farsi interpellare dalla vita, di incarnarsi nelle situazioni concretamente vissute è un sonnifero per addormentare le coscienze, un analgesico e nulla più. La parola invece ci desta dal sonno, ci interpella e ci provoca ad essere fedeli a Dio e all’uomo. L'ascolto della parola è un fatto decisivo per la vita del cristiano. «Beato chi ascolta le mie parole e poi le mette in pratica»; ecco l’indicazione del cammino. Occorrono radici profonde se non si vuole correre il rischio dello sradicamento; una fede fragile facilmente può essere spazzata via in questo tempo di incertezze e di smarrimento. Ma il cristiano sa che il regno di Dio è “già” cominciato e che il mondo corre verso il definitivo compimento. Tra il già e il non ancora si colloca l'azione vigile e operosa nella storia, redenta da Cristo, dove sono disseminati i semi del Verbo. E attendono di essere curati con amore, perseveranza e speranza. Il raccolto appartiene a Dio.

 

 

 

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