14 Gennaio 2016


La fede non s'impara sui libri, è dono di Dio da chiedere!

La fede vince sempre, perché trasforma in vittoria anche la sconfitta, ma non è una cosa "magica", è un rapporto personale con Dio che non s'impara sui libri, è infatti un dono di Dio, un dono da chiedere: è questo, in sintesi, quanto ha detto il Papa nella Messa del mattino a Casa Santa Marta.

La prima lettura tratta dal Libro di Samuele racconta la sconfitta del Popolo di Dio ad opera dei filistei: “la strage fu molto grande”, il popolo perde tutto, “anche la dignità”. “Cosa ha portato a questa sconfitta?” si chiede il Papa: il popolo “lentamente si era allontanato dal Signore, viveva mondanamente, anche con gli idoli che aveva”. Si recavano al Santuario di Silo, ma “come se fosse una abitudine culturale: avevano perso il rapporto filiale con Dio. Non adoravano Dio! E il Signore li lasciò da soli”. Il popolo usa perfino l’Arca di Dio per vincere la battaglia, ma come se fosse una cosa “un po’ magica”. “Nell’Arca – ricorda il Papa - c’era la Legge, la Legge che loro non osservavano e dalla quale si erano allontanati”. Non c’era più “un rapporto personale con il Signore! Avevano dimenticato il Dio che li aveva salvati”. E vengono sconfitti, 30mila israeliti uccisi, l’Arca di Dio è presa dai Filistei, i due figli di Eli, “quei sacerdoti delinquenti che sfruttavano la gente nel Santuario di Silo” muoiono. “Una sconfitta totale” afferma il Papa: “Un popolo che si allontana da Dio finisce così”. Ha un santuario, ma il cuore non è con Dio, non sa adorare Dio: “Credi in Dio, ma un Dio un po’ nebbioso, lontano, che non entra nel tuo cuore e tu non obbedisci ai suoi Comandamenti. Questa è la sconfitta!”. Il Vangelo del giorno, invece, ci parla di una vittoria:
“In quel tempo venne da Gesù un lebbroso che lo supplicava in ginocchio – proprio in un gesto di adorazione – e gli diceva: ‘Se vuoi, puoi purificarmi’. Sfida il Signore dicendo: ‘Io sono uno sconfitto nella vita – il lebbroso era uno sconfitto, perché non poteva fare vita comune, era sempre ‘scartato’, messo da parte – ma tu puoi trasformare questa sconfitta in vittoria!’. Cioè: ‘Se vuoi, puoi purificarmi’. Davanti a questo Gesù ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: ‘Io lo voglio! Sii purificato!’. Così, semplicemente: questa battaglia è finita in due minuti con la vittoria; quell’altra, tutta la giornata, con la sconfitta. Quell’uomo aveva qualcosa che lo spingeva ad andare da Gesù e lanciargli quella sfida. Aveva fede!”.

L’Apostolo Giovanni dice che la vittoria sul mondo è la nostra fede. “La nostra fede vince, sempre!”:
“La fede è vittoria. La fede. Come quest’uomo: ‘Se vuoi, puoi farlo’. Gli sconfitti della Prima Lettura pregavano Dio, portavano l’Arca, ma non avevano fede, l’avevano dimenticato. Questo aveva fede e quando si chiede con fede, Gesù stesso ci ha detto che si muovono le montagne. Siamo capaci di spostare una montagna da una parte all’altra: la fede è capace di questo. Gesù stesso ci ha detto: ‘Qualunque cosa che chiedete al Padre nel mio nome, vi sarà data. Chiedete e vi sarà dato; bussate e vi sarà aperto’. Ma con la fede. E questa è la nostra vittoria”.

Chiediamo al Signore che la nostra preghiera sempre abbia quella radice di fede, nasca dalla fede in Lui. La grazia della fede: è un dono la fede. Non si impara sui libri. E’ un dono che ti dà il Signore, ma chiedilo: ‘Dammi la fede!’. ‘Credo, Signore!’ ha detto quell’uomo che chiedeva a Gesù di guarire suo figlio: ‘Chiedo Signore, aiuta la mia poca fede’. La preghiera con la fede … e viene guarito. Chiediamo al Signore la grazia di pregare con fede, di essere sicuri che ogni cosa che chiediamo a Lui ci sarà data, con quella sicurezza che ci dà la fede. E questa è la nostra vittoria: la nostra fede!”.


Comments 6

6. ila , Friday, January 15, 2016, 10:28:

Il desiderio di Dio è già inizio di fede. Quando si pronuncia un anelito di fede e chiede a un Dio, al quale (ancora) non si crede, di avere la fede, quello è già l'inizio dell'apertura a Dio e il suo dono si manifesterà.

5. Daniela , Friday, January 15, 2016, 07:11:

Aiutami Signore a combattere le mie resistenze, ad aprire il mio cuore per ricevere i tuoi doni.

4. Daniela , Friday, January 15, 2016, 06:52:

Perché ho tanta resistenza a chiedere? Forse perché non credo di poter ricevere. Grazie Papa Francesco perché le tue parole risvegliano i cuori, sono gocce d'acqua che dissetano e che arrivano sempre al momento giusto

3. enzo , Thursday, January 14, 2016, 16:19:

Donaci la fede, per sentire l'amore di Dio, per saper pregare, per saper chiedere, per non restare delusi.

2. Massimo , Thursday, January 14, 2016, 13:35:

Le parole di Papa Francesco (che sono quelle di Gesù, che parla attraverso di Lui) hanno il dono di essere 'vive', cioè sempre tali da spingere alla riflessione, al dialogo, al confronto con se stessi. Il contrario della Legge come veniva interpretata dai farisei: "non fare ..." e qui c'era ben poco da riflettere e dialogare, o non fai o 'pietre in faccia prenderai' (come diceva Antoine).
Però avrei una domanda: Papa Francesco ci spinge a chiedere al Signore la Fede (che è dono) ma sappiamo che ogni richiesta che facciamo al Signore deve essere fatta con Fede (e in linea con la Sua Volontà ovviamente) per essere esaudita, come faccio a chiederla se per questo mi occorre proprio ciò che non ho? ... E' un gatto che si mangia la coda.
Grazie, grazie e ancora grazie per la vostra pubblicazione delle omelie di Papa Francesco.

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