«Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà» (Mt 10,39)

Leggendo questa Parola di Gesù vengono in rilievo due tipi di vita: la vita terrena che si costruisce in questo mondo, e la vita soprannaturale data da Dio, attraverso Gesù, vita che non finisce con la morte e che nessuno può togliere.
Di fronte all’esistenza, allora, si possono avere due atteggiamenti: o attaccarsi alla vita terrena, considerandola come l’unico bene, e saremo portati a pensare a noi stessi, alle nostre cose, alle nostre creature; ci chiuderemo nel nostro guscio, affermando solo il proprio io, e troveremo come conclusione alla fine, inevitabilmente, solo la morte. Oppure, diversamente, credendo che abbiamo ricevuto da Dio un’esistenza ben più profonda e autentica, avremo il coraggio di vivere in modo da meritare questo dono fino al punto di saper sacrificare la nostra vita terrena per l’altra.

Quando Gesù ha detto queste parole pensava al martirio. Noi, come ogni cristiano, dobbiamo essere pronti, per seguire il Maestro e rimanere fedeli al Vangelo, a perdere la nostra vita, morendo – se necessario – anche di morte violenta, e con la grazia di Dio ci sarà data con ciò la vera vita. Gesù per primo ha “perso la sua vita” e l’ha ottenuta glorificata. Egli ci ha preavvertito di non temere “quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima”.

Se leggi attentamente il Vangelo, vedrai che Gesù torna su questo concetto per ben sei volte. Ciò sta a dimostrare che importanza esso abbia e in quale considerazione Gesù lo tenga. Ma l’esortazione a perdere la propria vita non è per Gesù soltanto un invito a sostenere anche il martirio. E’ una legge fondamentale della vita cristiana. Occorre esser pronti a rinunciare a fare di se stessi l’ideale della vita, a rinunciare alla nostra indipendenza egoistica. Se vogliamo essere veri cristiani dobbiamo fare di Cristo il centro della nostra esistenza. E cosa Cristo vuole da noi? L’amore per gli altri. Se faremo nostro questo suo programma, avremo certamente perso noi stessi e trovato la vita. E questo non vivere per sé, non è certamente, come qualcuno può pensare, un atteggiamento rinunciatario e passivo. L’impegno del cristiano è sempre assai grande e il suo senso di responsabilità è totale.

Fin da questa terra si può fare l’esperienza che nel dono di se stessi, nell’amore vissuto, cresce in noi la vita. Quando avremo speso la nostra giornata al servizio degli altri, quando avremo saputo trasformare il lavoro quotidiano, magari monotono e duro, in un gesto d’amore, proveremo la gioia di sentirci più realizzati.

Seguendo i comandi di Gesù, che sono tutti imperniati sull’amore, dopo questa breve esistenza troveremo anche quella eterna. Ricordiamo quale sarà il giudizio di Gesù nell’ultimo giorno. Egli dirà a quelli che stanno alla sua destra: “Venite, benedetti… perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare…; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito…”. Per farci partecipi dell’esistenza che non passa, guarderà unicamente se avremo amato il prossimo e riterrà fatto a sé quanto abbiamo fatto ad esso.

Come vivremo allora questa Parola? Come perderemo sin da oggi la nostra vita per trovarla? Preparandoci al grande e decisivo esame per il quale siamo nati. Guardiamoci attorno e riempiamo la giornata di atti di amore. Cristo si presenta a noi nei nostri figli, nella moglie, nel marito, nei compagni di lavoro, di partito, di svago, ecc. Facciamo del bene a tutti. E non dimentichiamo quelli di cui veniamo a conoscenza ogni giorno sui giornali o attraverso amici o per mezzo della televisione… Facciamo per tutti qualcosa, secondo le nostre possibilità. E quando quelle ci sembrassero esaurite, potremo ancora pregare per loro. E’ amore che vale.

Comments 4

4. Pietro , Monday, March 26, 2018, 07:48:

...... una volta, un certo pastore protestante mi disse : " devi fare Contento A DIO, non al prossimo ..... cosi' mi disse "il religioso" che stava a "spiare con "piani negativi" gli usi della Chiesa Cattolica (era contro la Chiesa pluricentenaria, fra le tante, non credeva che Maria SS. Appare, non credeva a quel -Lavoro- Che Piace a DIO SIGNORE, ma solo alla Fede per guadagnarsi Il Cielo ..... ;
compresi poi che ..... Si Fa Contento A DIO SIGNORE anche nell'Amare Il Prossimo incondizionatamente, come GESU' CRISTO DIO FIGLIO Insegna; La Fede In DIO SIGNORE Attraverso SUO FIGLIO Gesu' Cristo SIGNORE Si Completa, Vive pienamente nel Seguire I Commandamenti Di DIO, Di GESU' CRISTO : Ama DIO SIGNORE, ed Ama Il Tuo Prossimo come te stesso; molti protestanti (non tutti evidentemente) non sanno piu' cosa fare per tentare di screditare La Chiesa Di GESU' CRISTO,
fratturando di conseguenza Il Corpo Di CRISTO, Il SUO Tempio; devono, secondo il loro destino di protestanti, cercare di trovare qualsiasi scusa per giustificare quella frattura che avvenne tanti secoli fa, circa mille anni dopo la nascita del movimento islamico, altro tentativo da parte dello anti Cristo per tentare di distruggere la Stessa Chiesa Di GESU' CRISTO (leggere l'Apocalisse Di San Giovanni, quel drago che lancio' fiumane di acque (rappresentanti certe popolazioni) contro Maria SS. e Suo Figlio GESU' CRISTO, COLORO Che Rappresentano La Chiesa Vera Di DIO SIGNORE su questa terra, a parte anche Israele in quanto Discendenti della Casa Di David ;
Pietro

3. Marco , Saturday, March 10, 2018, 17:52:

Non si nasce per sé stessi

2. Sissy , Wednesday, November 01, 2017, 18:38:

Per esempio. Domani sera andrò in un posto a Firenze nei pressi di ponte vecchio e vicino una chiesa cè una strada con un ponticello. Lì sotto si mettono barboni a dormire.vado da uno di loro (Gesù) e lo porto a cenare...

1. Angelo , Wednesday, December 21, 2016, 00:51:

Tra Amore e filantropia c'è lo stesso abisso che vi è fra Cielo e terra, fra la Vita e la morte, fra Gesù e Giuda.
Chi vuole rinnegare la propria carne come può dedicarsi ai bisogni della carne altrui? Satana si contraddice.
"Io non sono di quaggiù, ma di lassù"..."Alzatevi, andiamo".
Ecco la Via, la Verità e la Vita, tutto il resto è culto di questa vita, servizio alla carne.