«Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma» (Lc 12, 33).

Sei giovane e reclami una vita ideale, totalitaria, radicale? Senti Gesù. Nessuno al mondo ti chiede tanto. Sei nell'occasione di dimostrare la tua fede e la tua generosità, il tuo eroismo. Sei maturo e brami un'esistenza seria, impegnata, ma sicura? O anziano e desideri vivere i tuoi ultimi anni abbandonato a chi non inganna, senza preoccupazioni che ti logorano? Vale anche per te questa parola di Gesù. Essa conclude, infatti, una serie di esortazioni nelle quali Gesù ti invita a non preoccuparti di ciò che mangerai e vestirai, esattamente come fanno gli uccelli dell'aria che non seminano e i gigli del campo che non filano. Devi bandire perciò dal tuo cuore ogni ansia per le cose della terra, perché il Padre ti ama assai più degli uccelli e dei fiori e pensa lui stesso a te. Per questo ci dice: «Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma».

Il Vangelo è, nel suo insieme ed in ogni sua parola, una richiesta totale agli uomini e alle donne di ciò che sono e di ciò che hanno. Come Gesù ricorda nella questione sul «più grande comandamento», tale richiesta è già esplicita, seppur non così specifica, nell'Antico Testamento, nel quale la ricchezza terrena è spesso considerata un bene, una benedizione di Dio, ma comporta sempre l'obbligo di condividerla con chi è nel bisogno e ciò sia per misericordia e giustizia sociale, sia per ottenere benevolenza dall'Onnipotente. Solo più tardi, nel giudaismo, il pensiero dell'Aldilà e di una ricompensa in esso divenne più comune. Secondo una tradizione rabbinica, un re rispondeva a chi gli rimproverava di sperperare i suoi beni: «I miei avi accumularono tesori per quaggiù, io invece ho accumulato tesori per lassù». L'originalità della parola di Gesù sta nel fatto che lui ti chiede il dono totale, ti domanda tutto. Vuole che tu sia un figlio spensierato, una figlia spensierata, senza preoccupazioni per il mondo, una personale che si appoggia soltanto su di lui. Egli sa che la ricchezza è un enorme ostacolo per te, perché essa occupa il tuo cuore, mentre gli vuole avere tutto lo spazio per sé. Ecco quindi la raccomandazione: «Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma».

E se non puoi disfarti dei beni materialmente, perché sei legato ad altre persone, o perché la tua posizione ti obbliga ad un contorno dignitoso ed adeguato, certamente devi staccarti dai beni spiritualmente ed essere nei loro confronti un semplice amministratore. Così, mentre tratti con la ricchezza ami gli altri e, amministrandola per loro, ti fai un tesoro che il tarlo non corrode e il ladro non porta via.

Ma sei certo che devi tenere tutto? Ascolta la voce di Dio dentro di te; consigliati, se non sai decidere. Vedrai quante cose superflue troverai fra ciò che hai. Non tenerle. Da', da' a chi non ha. Metti in pratica la parola di Gesù: «Vendi… e da'». Così riempirai le borse che non invecchiano.

È logico che per vivere nel mondo occorra interessarsi anche di denaro, anche di roba. Ma Dio vuole che ti occupi, non che ti preoccupi. Occupati di quel minimo che è indispensabile per vivere secondo il tuo stato, secondo le tue condizioni. Per il resto: «Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma».

Paolo VI era veramente povero. Lo hanno testimoniato il modo con il quale ha voluto essere sepolto: in una povera bara, nella nuda terra. Poco prima di morire aveva detto a suo fratello: «Da tempo ho preparato le valigie per quell'impegnativo viaggio».

Ecco, questo devi fare: preparare le valigie.

Ai tempi di Gesù si chiamavano forse borse. Preparale giorno per giorno. Riempile più che puoi di ciò che può essere utile agli altri. Hai veramente ciò che dai. Pensa a quanta fame c'è nel mondo. A quanta sofferenza. A quanti bisogni…

Riponivi anche ogni atto d'amore, ogni opera in favore dei fratelli e delle sorelle.

Compi queste azioni per Lui. Diglielo nel tuo cuore: per Te. Ed adempile bene, con perfezione. Sono destinate al Cielo, rimarranno per l'eternità.

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