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Fidarci di te

Dio mio,
alle volte devo fare
un pezzo di strada con qualcuno,
ascoltare, incoraggiare,
aprirgli gli occhi
sul tuo mondo meraviglioso.

Egli, talvolta,
non ne percepisce neppure il fascino,
per qualcosa che tristemente ha perduto
o sogna qualcosa di impossibile.

Signore,
aiutaci a fidarci di te,
della tua provvidenza.
Guardandoci, fa' che ci sentiamo privilegiati,
appagati e pieni di gratitudine.

Nel tuo amore c'è tutto ciò
di cui abbiamo bisogno.

Elke Fischer

15 Apr, 2011 | laparola |
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Dammi coraggio

Ti prego, non togliermi i pericoli,
ma aiutami ad affrontarli.
Non calmare le mie pene,
ma aiutami a superarle.
Non darmi alleati nella lotta della vita...
eccetto la forza che mi proviene da te.
Non donarmi salvezza nella paura,
ma pazienza per conquistare la mia libertà.
Concedimi di non essere un vigliacco
usurpando la tua grazia nel successo;
ma non mi manchi la stretta della tua mano
nel mio fallimento.

D. Hammarskjold

28 Sep, 2010 | laparola |
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Due Desideri

Nel silenzio della notte la Morte discese da Dio sulla città addormentata volteggiando sulla torre più alta. Trafìsse i muri delle case con i suoi occhi lucenti e vi vide spiriti portati sulle ali del sogno, e corpi abbandonati al sonno.
E quando la luna calò, allo spuntar dell'alba, e la città fu coperta da un magico velo, la Morte si aggirò silenziosa tra quelle dimore fino a raggiungere il palazzo del ricco. Vi entrò e nessuno le sbarrò la strada. Si fermò al capezzale e toccò le palpebre del dormiente. Il ricco si svegliò terrorizzato. E quando vide lo spettro della Morte lì davanti a lui gridò con voce rabbiosa e spaventata:
"Stai lontano da me, incubo! Vattene, spirito maligno! Come sei entrato, ladro, e che cosa vuoi, furfante? Vattene, dunque, io sono il padrone di casa. Va via, se non vuoi che chiami i servi e le guardie a farti a pezzi!".
Allora la Morte si avvicinò, ruggendo con voce tonante: "Io sono la Morte; perciò stai attento e sii più umile".
E quell'uomo ricco e potente chiese: "Che cosa vuoi adesso da me, che vai cercando? Perché sei venuta se devo ancora completare la mia opera? Che vuoi dai potenti come me? Vai dai deboli. Levati di tomo e non mostrarmi i tuoi artigli acuminati e i tuoi capelli, che pendono come serpi attorcigliate. Vattene, poiché detesto la vista delle tue orribili ali e del tuo corpo corrotto". Ma dopo un attimo di teso silenzio riprese a parlare e disse:
"No, no, gentile Morte, non far caso a ciò che ho detto, poiché la paura mi fa dire cose che il mio cuore non permetterebbe. Prendi, dunque, una misura del mio oro o l'anima di uno dei miei servi, e lasciami in pace.... Ho crediti con la vita che devo ancora riscuotere, e molta gente mi deve del denaro. Le mie navi non sono ancora giunte in porto e il mio grano non è ancora stato raccolto. Prendi ciò che vuoi di queste cose e lasciami stare. Metto a tua disposizione le mie concubine, belle come il mattino. Ascoltami ancora: ho un solo figlio che adoro, è la pupilla dei miei occhi. Prendi anche lui, ma lasciami in pace".
Allora la Morte pose la mano sulla bocca di questo schiavo della vita terrena, prese il suo essere e lo consegnò all'aria.
La Morte proseguì il suo cammino nei quartieri dei poveri fino a raggiungere un'umile abitazione. Entrò, avvicinandosi a un letto su cui giaceva un ragazzo. Dopo aver notato la sua espressione serena toccò i suoi occhi e il ragazzo si svegliò. E quando vide la Morte lì davanti a lui si inginocchiò, le porse le mani e disse, con voce commossa dal desiderio e dall'amore dello spirito:
"Eccomi, splendida Morte. Ricevi il mio spirito, realtà dei miei sogni e sostanza delle mie speranze. Abbracciami, diletta dell'anima mia, poiché tu sei misericordiosa e non mi abbandonerai qui. Tu sei il messaggero degli dèi. Tu sei la mano destra della verità. Non mi lasciare. Per quanto tempo ti ho cercata senza trovarti, ti ho implorata invano! Ma ora mi hai sentito, perciò non evitare l'incontro con il mio amore. Abbraccia la mia anima, mia diletta Morte".
Allora la Morte pose le sue dita delicate sulle labbra del ragazzo, prese il suo essere e lo coprì con le sue ali. E fendendo l'aria si voltò a guardare questo mondo soffiando nel vuoto queste parole: "Chi non è venuto dall'Infinito non tornerà all'Infinito".

Gibran

07 Jan, 2009 | laparola |
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Dov'è l'aquila?

Come si possono comprare o vendere il cielo e il colore della terra?
L'idea sembra strana.
Noi non siamo padroni della freschezza dell'aria e dello zampillare dell'acqua.
Come si può chiedere di comprarla da noi?
Per la mia gente qualsiasi componente di questa terra è sacro.
Qualsiasi ago splendente di pino, qualsiasi sponda sabbiosa, qualsiasi nebbia nell'oscurità, qualsiasi insetto ronzante è santo nella memoria ed esperienza del mio popolo.
Continuate a contaminare il vostro letto e una notte sarete soffocati dai vostri stessi rifiuti.
Quando i bisonti saranno stati tutti sterminati, i cavalli selvaggi tutti domati, quando gli angoli segreti delle foreste saranno invasi dall'odore degli uomini e la vista delle colline sarà oscurata dai fili che parlano, allora l'uomo si chiederà: dove sono gli alberi ed i cespugli?
Scomparsi!
Dov'è l'aquila?
Scomparsa!
E cosa significa dire addio al rondone e alla caccia, se non la fine della vita e l'inizio della sopravvivenza?

Lettera inviata nel 1854 al Presidente degli Stati Uniti d'America, Franklin Pierce, da Seath, capo indiano della tribù dei Duwanish

07 Jan, 2009 | laparola |
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