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Vorrei salire in alto

Vorrei salire molto in alto, Signore,
sopra la mia città, sopra il mondo, sopra il tempo.
Vorrei purificare il mio sguardo e avere i tuoi occhi.
Vedrei allora l'universo, l'umanità, la storia,
come li vede il Padre.
Vorrei la bella, eterna idea d'amore del tuo Padre
che si realizza progressivamente:
tutto ricapitolare in te, le cose del cielo e della terra.
E vedrei che, oggi come ieri, i minimi particolari
vi partecipano,
ogni uomo al suo posto, ogni gruppo ed ogni oggetto.
Vedrei la minima particella di materia e il più piccolo
palpito di vita;
l'amore e l'odio, il peccato e la grazia.
Commosso, comprenderei che dinanzi a me
si svolge la grande avventura d'amore
iniziata all'alba del mondo.
Comprenderei che tutto è unito insieme,
che tutto non è che un minimo movimento
di tutta l'umanità e di tutto l'universo verso la Trinità,
in te e per te, Signore.

M. Quoist

28 Sep, 2010 | laparola |
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Una passeggiata in montagna

Ogni grande viaggio inizia da un piccolo, insignificante, passo al ritmo calmo di una passeggiata.

Così anche la passeggiata nella vita.

Il percorso appare facile, nulla ci spaventa, neppure scalare una montagna, sorretti dall’ottimismo di anni verdi che danno la spinta ad andare avanti superando ostacoli piccoli e grandi che si frappongono fra le nostre aspirazioni e la loro realizzazione.

Quale e quanta forza aggiunge l’incontro con le persone che accompagnano questa magnifica, unica, avventura che a tutti noi in modo diverso è riservata!

Soprattutto se si ha la fortuna di incontrare la persona giusta, sentire di non essere più soli e provare il bene della compartecipazione.

In questo clima di rinnovamento ogni cosa assume un nuovo aspetto: nascono nuovi fiori del bene nel proprio giardino interiore e con essi la disposizione a condividerne col mondo i colori, l’allegria e il profumo…

Ma, come spesso accade nella vita di ognuno, improvvisamente, si addensano le nubi, a volte vere e proprie tempeste che sconvolgono l’esistenza: eventi difficili da affrontare, a volte impossibili da risolvere.

La passeggiata allora assume l’aspetto di una scalata; d’improvviso ne sentiamo tutto il peso e la fatica, ma, quando il tempo reca in sé la malattia e la sua cura, la vita continua il suo corso e si riprende il cammino poco a poco.

Certo, nel tempo, le rughe del cuore rallentano un po’ il passo; l’ottimismo è reso prudente
dall’esperienza e il proprio giardino interiore è meno vivace di prima.

Eppure, nonostante la mutevolezza degli eventi, e con essa del nostro umore, ogni giorno rinasce la vita e si rinnova in tutto il suo splendore.

Ogni giorno, ad ogni età e in ogni condizione, si possono piantare i semi del bene nel proprio piccolo giardino, sicuri che attecchiranno e che si diffonderanno presto attorno, rilasciando il loro profumo…

… È quel profumo, semplice e incontaminato come i fiorellini di montagna, l’eredità da costruire, la più ricca che si possa lasciare al mondo!

(Anonimo)

03 Aug, 2010 | laparola |
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Vivi nella certezza che Dio ti ama

Non scoraggiarti se sogni il sole
e uscendo ti bagni per la pioggia.
Non scoraggiarti se speri che quel fiore viva
e ti svegli, e lo trovi appassito.
Non scoraggiarti se credi nel sorriso di un uomo
e, poi, lo stesso uomo ti delude...
Non scoraggiarti se doni tutto di te
e poi studiandoti ti scopri un pozzo vuoto,
senz'acqua, privo di tutto:
non scoraggiarti, perché c'è chi riempie quel tuo pozzo
di un'acqua che non si esaurisce mai,
di un'acqua che disseta la mente, il corpo,
e soprattutto l'anima.
Non scoraggiarti se ti rubano la tua libertà,
se i tuoi occhi guardano con amore
e ricevono sguardi di odio, d'invidia:
se tutto di te viene frainteso, non scoraggiarti.
Vivi nella tua libertà, nelle tue convinzioni,
difendendo e potenziando quei valori
che Lui ha posto nel tuo cuore;
vivi donando la gioia e l'amore,
schierandoti dalla parte dei deboli,
dei piccoli, dei sofferenti,
perché è da loro che puoi ricevere molto,
tutto quello che serve a vivere,
e vivi nella certezza che Dio ti ama.

Anonimo

29 Jan, 2009 | laparola |
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Vieni, Signore

Avvento, tempo dell'attesa e della speranza:
è la tua venuta, o Cristo, che vogliamo rivivere,
preparandoci più profondamente
nella fede e nell'amore.

Avvento, tempo della Chiesa affamata del Salvatore:
essa vuole ripeterti, volgendosi a te
con più insistenza, con un lungo sguardo,
che tu sei tutto per lei.

Avvento, tempo dei desideri più nobili dell'uomo
che più coscientemente convergono verso di te,
e che devono cercare in te, nel tuo mistero,
il loro compimento.

Avvento, tempo di silenzio e di raccoglimento,
in cui ci sforziamo d'ascoltare la Parola
che vuol venire a noi,
e di sentire i passi che si avvicinano.

Avvento, tempo dell'accoglienza
in cui tutto cerca di aprirsi,
in cui tutto vuol dilatarsi nei nostri cuori troppo stretti,
al fine di ricevere la grandezza infinita
del Dio che viene a noi.

Jean Galot



16 Jan, 2009 | laparola |
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