Meditazione sul Vangelo di Gv 17,20-26

Giovedì 7.a – Tempo di Pasqua

 

Vangelo – Gv 17,20-26

 

Siano perfetti nell’unità ”.

Nella sua preghiera al Padre Gesù ha incluso anche noi. C’eravamo anche noi nel suo cuore, noi cristiani di oggi, che non lo abbiamo incontrato per le strade della Palestina, ma lo abbiamo incontrato nel cuore dove lo Spirito continua a parlarci di lui; lo abbiamo ascoltato nelle parole della sua Chiesa, che continua ad annunciare il suo vangelo; l’abbiamo accolto nei poveri che popolano le nostre città; l’abbiamo visto nei semplici che sanno credere all’impossibile di Dio; l’abbiamo riconosciuto dentro la ricerca e l’impegno di ogni persona di buona volontà. C’erano tutte le donne e gli uomini che oggi e sempre vivono nel mondo: lontani da noi, lontani da lui, ma amati dal Padre; Gesù sa che anche per loro il Padre sogna un destino di unità. E noi, che abbiamo la gioia e il privilegio di sapere che il futuro verso cui stiamo camminando è l’amore, abbiamo tutti insieme il compito di costituire i capofila di un’umanità già tutta redenta, anche quella che non e consapevole del dono di Dio. Tutti insieme: senza pregiudizio, senza gelosie, sapendo che l’unità che desideriamo di cui non siamo capaci ci sarà donata dal Padre, per la preghiera intensa e accorata di Gesù. Perfetti nell’unità, cioè coinvolti in un’unità compiuta, cui nessuno manchi; né chi crede in un Dio diverso da quello annunciato da Gesù; né chi pensa di non credere a nessuno e soffoca l’anelito del cuore che cerca amore, verità, pienezza; né chi nel tempo ha costruito pensieri diversi su Dio, sulla Chiesa, sul modo di vivere in essa. Verrà un tempo in cui tutte le differenze verranno assunte nell’unità tra il Padre e il Figlio e noi, – l’umanità – saremo perfetti nell’unità. Verrà questo tempo, perché Gesù l’ha chiesto al Padre, e il Padre esaudisce sempre il suo Figlio Gesù.

Giovedì della 7.a del Tempo di Pasqua – Anno Dispari

Giovedì 6 Giugno 2019
S. Norberto; S. Claudio; B. Falcone
7.a di Pasqua
At 22,30;23,6-11; Sal 15; Gv 17,20-26
Proteggimi, o Dio, in te mi rifugio.

PREGHIERA DEL MATTINO

Signore Gesù, che preghi il Padre per l’unità dei tuoi fratelli ancora divisi, ti ringraziamo per il dono dell’unità che continuamente ci elargisci: il dono della tua presenza supplice, il dono dello Spirito Santo che alimenta ed accorda i carismi nella Chiesa. Accresci in noi la fede nella tua preghiera onnipotente e nell’azione dello Spirito Santo, affinché possiamo diventare docili ed efficaci strumenti della tua unità che salva il mondo.

ANTIFONA D’INGRESSO
Accostiamoci con fiducia al trono della grazia, per ricevere misericordia e ottenere l’aiuto, che ci sostenga al momento opportuno. Alleluia.

COLLETTA
Venga, o Padre, il tuo Spirito e ci trasformi interiormente con i suoi doni; crei in noi un cuore nuovo, perché possiamo piacere a te e cooperare al tuo disegno di salvezza. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA
È necessario che tu dia testimonianza anche a Roma.
Dagli Atti degli Apostoli 22,30; 23,6-11
In quei giorni, [il comandante della coorte,] volendo conoscere la realtà dei fatti, cioè il motivo per cui Paolo veniva accusato dai Giudei, gli fece togliere le catene e ordinò che si riunissero i capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio; fece condurre giù Paolo e lo fece comparire davanti a loro. Paolo, sapendo che una parte era di sadducèi e una parte di farisei, disse a gran voce nel sinedrio: «Fratelli, io sono fariseo, figlio di farisei; sono chiamato in giudizio a motivo della speranza nella risurrezione dei morti». Appena ebbe detto questo, scoppiò una disputa tra farisei e sadducèi e l’assemblea si divise. I sadducèi infatti affermano che non c’è risurrezione né angeli né spiriti; i farisei invece professano tutte queste cose. Ci fu allora un grande chiasso e alcuni scribi del partito dei farisei si alzarono in piedi e protestavano dicendo: «Non troviamo nulla di male in quest’uomo. Forse uno spirito o un angelo gli ha parlato». La disputa si accese a tal punto che il comandante, temendo che Paolo venisse linciato da quelli, ordinò alla truppa di scendere, portarlo via e ricondurlo nella fortezza. La notte seguente gli venne accanto il Signore e gli disse: «Coraggio! Come hai testimoniato a Gerusalemme le cose che mi riguardano, così è necessario che tu dia testimonianza anche a Roma».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 15)
R: Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu».
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita. R.
Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio animo mi istruisce.
Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare. R.
Per questo gioisce il mio cuore
ed esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,
perché non abbandonerai la mia vita negli inferi,
né lascerai che il tuo fedele veda la fossa. R.
Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra. R.

CANTO AL VANGELO (Gv 17,21)
Alleluia, alleluia.
Siano tutti una cosa sola, come tu, Padre, sei in me e io in te,
perché il mondo creda che tu mi hai mandato.
Alleluia.

VANGELO 
Siano perfetti nell’unità.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni 17,20-26
In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo: «Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato. E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me. Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch’essi con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi hai amato prima della creazione del mondo. Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro».
Parola del Signore.

OMELIA
Ora la preghiera di Gesù abbraccia tutta i credenti, tutti coloro che accoglieranno la testimonianza degli apostoli e formeranno la sua chiesa. La stessa unità richiesta ai suoi prediletti, ora Egli la implora per tutti. Questa sarà motivo di adesione alla fede per molti e di gloria per il Signore. L’esclamazione dei pagani di Roma che, pur perseguitando i primi cristiani, non potevano trattenere la meraviglia vedendo e costatando l’amore che li univa, sarà l’annuncio da dare nei secoli futuri da tutti i suoi seguaci. La perfezione dell’unità sarà raggiungibile soltanto nella unione intima con Cristo: in lui e con lui saremo una cosa sola. È impossibile immaginare una chiesa senza Cristo e cristiani frantumati da discordie e divisioni. L’annuncio cristiano, per volontà dello stesso Signore, deve necessariamente passare attraverso la via della testimonianza dell’amore fraterno nella perfezione dell’unità: “Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me; perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato”. Possiamo così cogliere non solo il nostro primario impegno di credenti, ma anche l’inevitabile responsabilità che incombe su ciascuno di noi. Siamo ornati di gloria per questo: “la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola”. La nostra gloria consiste nell’essere, perché redenti, figli di Dio, “abbeverati ad un solo Spirito”, resi quindi capaci di amore autentico verso Dio e verso il nostro prossimo, con la perfezione che Egli stesso ci dona. Questa è la via per testimoniare l’amore del Padre per il Figlio e l’amore che Cristo ci ha donato. Il mondo è rimasto ignaro di questa meravigliosa esperienza, ma gli apostoli e tutti coloro che per mezzo loro aderiranno al vangelo, hanno il compito di farla conoscere nel corso dei secoli. È un compito arduo da cui però non possiamo esimerci. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Santifica, o Dio, i doni che ti presentiamo e trasforma in offerta perenne tutta la nostra vita in unione alla vittima spirituale, il tuo servo Gesù, unico sacrificio a te gradito. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

 

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
«Vi dico la verità: è bene per voi che me ne vada; se io non vado, non verrà a voi il Paràclito». Alleluia.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Ci illumini, Signore, la tua parola e ci sostenga la comunione al sacrificio che abbiamo celebrato, perché guidati dal tuo Santo Spirito perseveriamo nell’unità e nella pace. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
Padre misericordioso e onnipotente, sole di giustizia e fonte di ogni bene, mentre declina il giorno rischiara le nostre menti perché oltre le penombre che oscurano la verità possiamo scorgere l’icona del tuo volto. Tutto sia visto nell’unità del tuo Cristo e nella comunione dello Spirito Santo.

 

Giovedì della 7.a Settimana di Pasqua

VII SETTIMANA DI PASQUA
GIOVEDI
ALL’INGRESSO
Eb 4, 16a

Accostiamoci con sicurezza al trono della grazia
per ottenere misericordia, alleluia.

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA

Venga il tuo Spirito, o Padre,
e ci trasformi interiormente con i suoi doni:
crei in noi un cuore nuovo
perché possiamo conformarci alla tua volontà.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

LETTURA
Ct 6, 1-2; 8, 13
Fammi sentire la tua voce.

Lettura del Cantico dei Cantici.

Dov’è andato il tuo amato,
tu che sei bellissima tra le donne?
Dove ha diretto i suoi passi il tuo amato,
perché lo cerchiamo con te?
L’amato mio è sceso nel suo giardino
fra le aiuole di balsamo,
a pascolare nei giardini
e a cogliere gigli.
Tu che abiti nei giardini,
i compagni ascoltano la tua voce:
fammela sentire.

Parola di Dio.

SALMO
Sal 44 (45), 2-3. 5a-c. 8bc

Tu sei il più bello tra i figli dell’uomo.

oppure:

Alleluia, alleluia, alleluia.

Liete parole mi sgorgano dal cuore:
io proclamo al re il mio poema,
la mia lingua è come stilo di scriba veloce. R.

Tu sei il più bello tra i figli dell’uomo,
sulle tue labbra è diffusa la grazia,
perciò Dio ti ha benedetto per sempre. R.

Avanza trionfante.
Cavalca per la causa della verità,
della mitezza e della giustizia.
Dio, il tuo Dio, ti ha consacrato
con olio di letizia. R.

EPISTOLA
Rm 5, 1-5
L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo.

Lettera di san Paolo apostolo ai Romani.

Fratelli, giustificati dunque per fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo. Per mezzo di lui abbiamo anche, mediante la fede, l’accesso a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo, saldi nella speranza della gloria di Dio. E non solo: ci vantiamo anche nelle tribolazioni, sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza. La speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO
Col 3, 1

Alleluia.
Cercate le cose di lassù,
dove è Cristo, seduto alla destra di Dio.
Alleluia.

VANGELO
Gv 15, 18-21
Vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia.

Lettura del Vangelo secondo Giovanni.

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».

Parola del Signore.


 
DOPO IL VANGELO
Sal 61 (62), 9

Sperate in Dio, popoli d’ogni luogo,
aprite al suo cospetto il vostro cuore;
egli è il nostro rifugio, alleluia.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

O Dio, nostro Padre,
lo Spirito Santo infiammi gli animi nostri
di quell’ardore infuocato
che il Signore Gesù Cristo venne a portare sulla terra
perché divampasse d’amore.
Per lui che vive e regna nei secoli dei secoli.

SUI DONI

Santifica, o Dio, questi doni,
segno della nostra offerta spirituale,
e trasforma noi tutti
in sacrificio perenne a te gradito.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
esaltarti, o Padre, sempre e specialmente in questo tempo,
in cui Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Signore,
portò a compimento il tuo disegno di grazia.
Così fu vinto e umiliato il demonio,
e fu restituito al genere umano
lo splendore dei doni divini.
Nella gioia di questa vittoria,
uniamo la nostra voce al coro degli angeli
ed eleviamo a te, o Padre, l’inno di lode:
Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE
Cfr. Gv 16, 7

«In verità vi dico:
è bene per voi che io vada
perché se non andrò
il Paraclito non verrà», – dice il Signore – alleluia.

ALLA COMUNIONE
Fil 3, 20

La nostra patria è nei cieli,
e di là aspettiamo come Salvatore
il Signore Gesù Cristo, alleluia.

DOPO LA COMUNIONE

O Dio, che hai dato alla tua Chiesa
la comunione ai beni del cielo,
custodisci il dono del tuo amore
perché sia sempre in noi la potenza del tuo Spirito,
e questo cibo di grazia ci nutra per la vita eterna.
Per Cristo nostro Signore.

 

Proposta del 06/06/2019

Un sorriso non costa nulla, ma vale molto.
Arricchisce chi l’ottiene e chi lo dà non ne è impoverito.
Nessuno compra un sorriso, né l’impresta né lo ruba; un sorriso infatti vale solo nell’istante in cui gratuitamente lo distribuiamo.
Un sorriso fa bene ai muscoli della faccia e del cuore.

Breviario Laico, UN REGALO INUTILE

La sera si diventa più accorti per il giorno che è trascorso. Ma non si diventa mai abbastanza accorti per il giorno che deve venire.

Friedrich Ruckert

Conoscevo il poeta tedesco Friedrich Ruckert (1788-1866) solo per i suoi Kindertotenlieder (Canti per i fanciulli morti) splendidamente musicati da Mahler. Scopro ora che ha scritto una valanga di altri versi e da un epigramma estraggo questa amara considerazione sulla sostanziale inutilità dell’esperienza. Sulla stessa linea si pone la battuta di uno scrittore francese ottocentesco, Jules Renard, che definiva l’esperienza come «un regalo inutile che non serve a niente». Infatti, con essa si è pronti a mordersi le mani per le occasioni perdute e per gli errori fatti durante la giornata appena trascorsa. Ma, dopo un bel sonno, eccoci davanti a un nuovo giorno in cui si ritornerà da capo a non cogliere i momenti propizi e a collezionare sbagli.

Sembrerebbe ovvio dover prendere lezione da passi falsi e divenire, anzi, ancor più cauti secondo il famoso detto del Bertoldo di Giulio Cesare Croce: «Chi è stato scottato dalla minestra calda soffia anche su quella fredda». E, invece, si procede impavidi rischiando ancora di scottarci. Questo atteggiamento autolesionistico ha diverse ragioni. Due soprattutto sono significative. Innanzitutto la superficialità per cui non si è mai inclini a premettere alle azioni il filtro della riflessione o, almeno, dell’esitazione. Si avanza spavaldamente, sicuri, convinti che tutto è semplice e controllabile. L’altra sorgente velenosa del nostro agire è l’orgoglio: si ritiene di aver capacità, qualità e risorse più che sufficienti per dominare ogni situazione e, così, si disprezza ogni remora e ogni consiglio. Per questo, allora, l’esperienza diventa «il nome che si dà ai propri errori» (Oscar Wilde).

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori

Orazione

Peccatore qual sono, non contando affatto sui miei meriti, ma solo confidando nella tua misericordia e bontà, tremo e mi vergogno nell’accostarmi alla mensa del tuo convito dolcissimo, o mio buon Signore Gesù Cristo.
Ho infatti il cuore e il corpo macchiati di molti peccati, la mente e la bocca non cautamente custodite.
Perciò, o Dio misericordioso, o Maestà tremenda, io misero fra tante angustie, ricorro a te, fonte di misericordia; vengo a te per essere sanato, mi rifugio sotto la tua protezione; e poiché non posso sostenerti come giudice, ti scongiuro di essermi salvatore. O Dio, a te mostro le mie piaghe e apro il mio rossore.
So che i miei peccati sono molti e grandi, e ne temo.
Spero nella tua misericordia che non ha limite.
Signore Gesù Cristo, Re eterno, Dio e Uomo, crocifisso per l’uomo, guardami con occhio benigno.
Esaudisci me pieno di fiducia in te; abbi pietà di me colmo di miseria e di peccato: tu che non lascerai mai inaridire la sorgente della misericordia.
Salve, vittima salutare, offerta sul patibolo della croce, per me e per tutta l’umanità.
Salve, Sangue nobile e prezioso, che zampilli dalle piaghe del mio Signore Gesù Cristo crocifisso e sei lavacro dei peccati del mondo intero.
Ricordati, o Signore, della tua creatura, che ricomprasti con il tuo Sangue.
Mi pento di aver peccato, desidero riparare tutto il male.
Togli da me, Padre clementissimo, tutte le mie iniquità, affinché, purificato nella mente e nel corpo, sia degno di gustare il Santo dei Santi.
E concedi che la santa Comunione del Corpo e del Sangue tuo, che io intendo ricevere, sia perdono dei miei peccati, perfetta purificazione dei miei delitti, fuga dei cattivi pensieri e rigenerazione dei buoni sentimenti, fonte efficace delle buone opere e fermissima tutela del corpo e dell’anima contro le insidie dei miei nemici.
Amen.

Attribuita a S. Ambrogio