Sabato della 7.a del Tempo di Pasqua – Anno Dispari

Sabato 8 Giugno 2019
S. Medardo; S. Fortunato; B. Nicola Medda
7.a di Pasqua
At 28,16-20.30-31; Sal 10; Gv 21,20-25
Gli uomini retti, Signore, contempleranno il tuo volto.

PREGHIERA DEL MATTINO

Signore, la tua Chiesa è simile questa mattina a Gerusalemme, preparata come una Sposa per la venuta dello Spirito. Venite, corriamo, il Re ci fa entrare nella sua dimora per farci dono del suo amore. Signore, fa’ che, in questa Pentecoste, allarghi il mio cuore. Possa il mio cuore assumere le dimensioni della terra intera, perché il tuo Spirito si diffonda in ogni essere. Lo Spirito è il dito di Dio che scolpisce nei nostri cuori la tua legge d’amore, affinché non siamo lettere morte e diventiamo audaci testimoni del tuo regno che si avvicina.

ANTIFONA D’INGRESSO
I discepoli erano assidui e concordi nella preghiera, con le donne e con Maria, Madre di Gesù, e con i fratelli di lui. Alleluia (At 1,14)

COLLETTA
Dio onnipotente ed eterno, che ci dai la gioia di portare a compimento i giorni della Pasqua, fa’ che tutta la nostra vita sia una testimonianza del Signore risorto. Egli è Dio e vive e regna con te…

PRIMA LETTURA
Paolo rimase a Roma, annunziando il regno di Dio.
Dagli Atti degli Apostoli 28,16-20.30-31
Arrivati a Roma, fu concesso a Paolo di abitare per conto suo con un soldato di guardia. Dopo tre giorni, egli fece chiamare i notabili dei Giudei e, quando giunsero, disse loro: «Fratelli, senza aver fatto nulla contro il mio popolo o contro le usanze dei padri, sono stato arrestato a Gerusalemme e consegnato nelle mani dei Romani. Questi, dopo avermi interrogato, volevano rimettermi in libertà, non avendo trovato in me alcuna colpa degna di morte. Ma poiché i Giudei si opponevano, sono stato costretto ad appellarmi a Cesare, senza intendere, con questo, muovere accuse contro la mia gente. Ecco perché vi ho chiamati: per vedervi e parlarvi, poiché è a causa della speranza d’Israele che io sono legato da questa catena». Paolo trascorse due anni interi nella casa che aveva preso in affitto e accoglieva tutti quelli che venivano da lui, annunciando il regno di Dio e insegnando le cose riguardanti il Signore Gesù Cristo, con tutta franchezza e senza impedimento.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 10)
R. Gli uomini retti, Signore, contempleranno il tuo volto.
Il Signore sta nel suo tempio santo,
il Signore ha il trono nei cieli.
I suoi occhi osservano attenti,
le sue pupille scrutano l’uomo. R.
Il Signore scruta giusti e malvagi,
egli odia chi ama la violenza.
Giusto è il Signore, ama le cose giuste;
gli uomini retti contempleranno il suo volto. R.

CANTO AL VANGELO (cf. Gv 16,7.13)
R. Alleluia, alleluia.
Manderò a voi lo Spirito di verità, dice il Signore;
egli vi guiderà a tutta la verità.
R. Alleluia.

VANGELO 
Questo è il discepolo che testimonia queste cose, e la sua testimonianza è vera.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni 21,20-25
In quel tempo, Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?». Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.
Parola del Signore.

OMELIA
Il brano di oggi conclude la narrazione dell’evangelista Giovanni, il discepolo che Gesù amava particolarmente e a cui ha concesso nell’ultima cena di posare il capo sul suo petto. Egli si definisce giustamente un testimone fedele e veritiero, ma lascia comprendere che la sua opera non è completa. Ci sarebbero voluto ancora pagine e pagine da scrivere, occorrerebbe poter penetrare nei stessi misteri di Dio e scrutare nell’intimo del Cristo, uomo Dio, salvatore del mondo. L’apparente incompletezza però, contiene un implicito ammonimento per tutti noi: San Giovanni vuole dirci che quello che né i libri, né il mondo possono contenere, deve completarsi nella fede e nella pratica della vita di ogni credente. Dobbiamo essere noi, uniti nella stessa fede e membra vive della stessa chiesa, a completare quello che manca ai patimenti di Cristo, quello che Giovanni non poteva assolutamente scrivere nella pagine del suo Vangelo, perché appartenenti alla esperienza viva da consumare nel tempo. Animati e sorretti dallo Spirito, il vangelo vissuto, diventa la nostra storia, la nostra storia sacra. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Venga, Signore, il tuo Santo Spirito e disponga i nostri cuori a celebrare degnamente i santi misteri, perché egli è la remissione di tutti i peccati. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
«Lo Spirito Santo mi glorificherà, perché riceverà del mio e ve lo annunzierà»,
dice il Signore. Alleuia.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Signore, che hai guidato il tuo popolo dall’antica alla nuova alleanza, concedi che, liberati dalla corruzione del peccato, ci rinnoviamo pienamente nel tuo Spirito. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
Rallegrati, Sposa dello Spirito, poiché domani non sarai più sola ad accogliere lo Spirito nella pienezza. Esulta di allegria, figlia di Gerusalemme, nostra sorella, poiché domani capiremo i misteri dell’amore di Dio che ti sono stati rivelati il giorno dell’Annunciazione. Rallegrati, Maria, madre nostra, poiché lo Spirito preparerà a tuo Figlio Gesù una Chiesa immacolata per il grande giorno delle nozze. Veglia con noi questa sera, Vergine Maria, nell’attesa del soffio divino. Possa esso trovare, per la tua intercessione, dei cuori puri e fecondi come il tuo.

Sabato della 7.a Settimana di Pasqua

VII SETTIMANA DI PASQUA
SABATO
ALL’INGRESSO
At 1, 14

Tutti perseveravano concordi nella preghiera
con alcune donne,
con Maria, la madre di Gesù,
alleluia.

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA

Effondi, o Dio di misericordia, lo Spirito Santo
perché con la sua luce
guidi la Chiesa alla contemplazione della verità
e le doni di serbare intatta la fede
e ardente l’amore.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

EPISTOLA
1 Cor 2, 9-15a
Noi abbiamo ricevuto lo Spirito di Dio per conoscere ciò che Dio ci ha donato.

Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi.

Fratelli, sta scritto:
Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì,
né mai entrarono in cuore di uomo,
Dio le ha preparate per coloro che lo amano.
Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio. Chi infatti conosce i segreti dell’uomo se non lo spirito dell’uomo che è in lui? Così anche i segreti di Dio nessuno li ha mai conosciuti se non lo Spirito di Dio. Ora, noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere ciò che Dio ci ha donato. Di queste cose noi parliamo, con parole non suggerite dalla sapienza umana, bensì insegnate dallo Spirito, esprimendo cose spirituali in termini spirituali. Ma l’uomo lasciato alle sue forze non comprende le cose dello Spirito di Dio: esse sono follia per lui e non è capace di intenderle, perché di esse si può giudicare per mezzo dello Spirito. L’uomo mosso dallo Spirito, invece, giudica ogni cosa.

Parola di Dio.

SALMO
Sal 103 (104), 1. 24. 29-31. 34

Del tuo Spirito, Signore, è piena la terra.

oppure:

Alleluia, alleluia, alleluia.

Benedici il Signore, anima mia!
Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Quante sono le tue opere, Signore!
La terra è piena delle tue creature. R.

Togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra. R.

Sia per sempre la gloria del Signore;
gioisca il Signore delle sue opere.
A lui sia gradito il mio canto,
io gioirò nel Signore. R.

CANTO AL VANGELO
Cfr. Lc 12, 12

Alleluia.
Lo Spirito Santo vi insegnerà
ciò che bisogna dire.
Alleluia.

VANGELO
Gv 16, 5-14
Quando sarò andato vi manderò il Paràclito, egli vi guiderà a tutta la verità.

Lettura del Vangelo secondo Giovanni.

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore. Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi. E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato.
Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Parola del Signore.

DOPO IL VANGELO
Cfr. Ez 36, 23. 24. 26

«Quando mostrerò la mia santità in voi
– dice il Signore –
vi radunerò tra le genti
e vi darò un cuore nuovo», alleluia.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

Da’, o Padre, ai credenti
l’abbondanza dei doni dello Spirito,
che la Pasqua ci ha meritato,
perché possiamo rivivere nelle opere di giustizia
il mistero di salvezza celebrato con fede pura.
Per Cristo nostro Signore.

SUI DONI

Venga, o Padre, il tuo Spirito,
sorgente di ogni perdono,
e disponga i nostri cuori
a celebrare degnamente i santi misteri.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

È veramente cosa buona e giusta
renderti grazie, o Padre,
Dio onnipotente ed eterno.
Cristo Signore nostro,
seguendo un disegno di umiliazione e di pena,
conquistò la nostra salvezza
e, asceso nella gloria alla tua destra,
associò nel suo trionfo la nostra natura mortale.
Ora dallo splendore del tuo trono,
prima di venire a giudicare i vivi e i morti,
effonde sulla sua Chiesa lo Spirito Santo.
Nella gioia di questo mistero d’amore
ti esaltano tutte le creature del cielo;
al loro canto si unisce la nostra voce
e ti eleva senza fine l’inno di lode:
Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE
Cfr. Rm 15, 13

Dio ci riempia di ogni gioia e pace nella fede
perché abbondi in noi la speranza
per la potenza dello Spirito Santo, alleluia.

ALLA COMUNIONE
Gv 16, 14

«Lo Spirito Santo mi darà gloria
perché prenderà del mio
e ve lo annunzierà», – dice il Signore – alleluia.

DOPO LA COMUNIONE

O Dio, che hai guidato il tuo popolo
dall’antica alla nuova alleanza,
concedi che, liberàti dalla corruzione del peccato,
ci rinnoviamo pienamente nel tuo Spirito.
Per Cristo nostro Signore.

Meditazione sul Vangelo di Gv 21,20-25

Sabato 7.a – Tempo di Pasqua

 

Vangelo – Gv 21,20-25

 

Il discepolo rende testimonianza.

Il racconto del vangelo di Gesù è finito, e l’autore sente il bisogno di firmarlo: lui e quel discepolo che Gesù amava, quello che durante la cena ha posato il capo sul petto di Gesù quasi a carpirne i sentimenti profondi in quell’ora solenne; lui è quello che con Gesù ha avuto un rapporto privilegiato di amicizia e di familiarità e che forse ha suscita to le invidie e le gelosie degli altri. Anche la Chiesa dei primi discepoli non è stata una Chiesa di perfetti, ma di uomini salvati, perdonati, invitati a ricominciare ogni giorno… La testimonianza di questo discepolo è vera come può esserlo quella di una persona che è stata così vicina a Gesù, che ne ha ascoltato il respiro, osservato da vicino la vita, ascoltato con attenzione le parole, scrutato i moti del volto per cogliere i pensieri più profondi. La vicinanza e l’amore rendono più penetrante l’intuizione dell’altro: questo Giovanni vanta di fronte a Pietro. Ma ciò che Giovanni ha scritto non è che la minima parte di ciò che potrebbe essere scritto; se tutto lo fosse, non basterebbe una biblioteca grande come il mondo. Una biblioteca impossibile da consultare e da leggere. Ma il vangelo continua. La vita di Gesù Risorto continua in quella della Chiesa; continua nella storia dei discepoli che, identificati con Lui nell’amore, come Pietro, continuano nel tempo la sua vita eterna. E “scrivono” il quinto vangelo; quello appunto che non può stare nelle pagine di un libro, ma solo in quelle vive della storia umana. Il tempo si riempie di eternità. Contiene Dio e parla la sua parola. E la schiera degli uomini e delle donne che hanno conosciuto l’amore cantano per sempre con la loro vita la lode del Dio che “ha tanto amato il mondo da dare per esso il suo Figlio” amatissimo.

 

Proposta del 06/08/2019

Sappi al termine di ogni giornata dire il tuo grazie al Creatore.
Grazie per la natura, per il bene che ti circonda, per le persone con le quali vivi e, soprattutto, per la costanza con cui questo stesso Padre ti ama.

Breviario Laico, ARROSSIRE

L’uomo è l’unico animale capace di arrossire. Ma è anche l’unico ad averne bisogno.

Mark Twain

«O Vergogna, dov’è il tuo rossore?» grida Amleto alla madre nell’atto III del celebre dramma di Shakespeare. Una domanda che si dovrebbe ripetere ai nostri giorni in modo incisivo, perché sembra si sia smarrito quel rimorso che, già nel suo significato di base, è suggestivo: «mordere» la coscienza perché sanguini e sia consapevole del male perpetrato, della colpa, della caduta morale. L’uomo, infatti, come afferma lo scrittore americano Mark Twain nella frase sopra citata, è l’unico animale che arrossisce, rivelando un’intima interazione tra anima e corpo, tra interiorità ed espressione esteriore, tra sussulto profondo e manifestazione visibile.

Bisogna, però, anche dire che spesso l’uomo riesce a elaborare una sorta di antidoto che gli permette di dissociare moralità e testimonianza, tant’è vero che si è creato il luogo comune della «faccia di bronzo», vera e propria maschera di autodifesa delle personalità pubbliche (ma non solo). Così, si perde progressivamente il senso del pudore e l’ostentazione delle vergogne – e questa parola vale in tutte le sue accezioni – diventa ghiotta materia di programmi televisivi dei quali invece ci si dovrebbe solo vergognare, nel senso preciso del verbo. È, dunque, necessario ritrovare la sensibilità, la decenza autentica, la consapevolezza della propria dignità morale, la capacità di arrossire. Cechov nei suoi Quaderni forse esagerava, ma scriveva che «una brava persona si vergogna anche davanti al suo cane».

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori

Perché sono nato…

Sono nato nudo, dice Dio,
perché tu sappia spogliarti di te stesso.
Sono nato povero,
perché tu possa considerarmi l’unica ricchezza.
Sono nato in una stalla,
perché tu impari a santificare ogni ambiente.
Sono nato debole, dice Dio,
perché tu non abbia mai paura di me.
Sono nato per amore,
perché tu non dubiti mai del mio amore.
Sono nato di notte,
perché tu creda che possa illuminare qualsiasi realtà.
Sono nato persona, dice Dio,
perché tu non abbia mai a vergognarti di essere te stesso.
Sono nato uomo,
perché tu possa essere “dio”.
Sono nato perseguitato,
perché tu sappia accettare le difficoltà.
Sono nato nella semplicità,
perché tu smetta di essere complicato.
Sono nato nella tua vita, dice Dio,
per portare tutti alla casa del Padre.

Anonimo