Aggiornamento riguardante il nuovo sito LaParola.it

Cari Amici, 

dopo le difficoltà tecniche occorse al sito La Parola nel mese di maggio, siamo ripartiti con una nuova piattaforma:

nuova nella veste, ma non nei contenuti!

Stiamo infatti trasferendo, con paziente lavoro, tutti i materiali nelle varie sezioni, e contiamo di rendere le pagine fruibili al meglio nel più breve tempo possibile.

Ringraziamo tutti coloro che con simpatia e tanta amicizia ci fanno giungere parole di stima e di incoraggiamento, insieme a tanti utili e preziosi suggerimenti.

In questo spirito di unità, perseveriamo nel buon cammino intrapreso. Grazie!

Francesca, Davide, e Jacopo

Beata Vergine Maria Madre della Chiesa

MARIA MADRE DELLA CHIESA

Memoria

Le parti mancanti del proprio sono prese dal comune della beata Vergine Maria (Maria, Madre della Chiesa)

ALL’INGRESSO
Cfr. At 1, 14

I discepoli erano assidui e concordi nella preghiera
con Maria, la madre di Gesù.

 
ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA

O Dio di misericordia ineffabile,
il cui Figlio unigenito, confitto alla croce,
ci ha donato come madre nostra la sua stessa Madre,
fa’ che la tua Chiesa,
sorretta dall’esempio della Vergine Maria,
si allieti ogni giorno della santità dei credenti
e attiri alla luce e all’amore del vangelo
tutti i popoli della terra.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

LETTURA
Es 19, 16b-19
La teofania al Sinai.

Lettura del libro dell’Esodo.

In quei giorni. Sul far del mattino vi furono tuoni e lampi, una nube densa sul monte e un suono fortissimo di corno: tutto il popolo che era nell’accampamento fu scosso da tremore. Allora Mosè fece uscire il popolo dall’accampamento incontro a Dio. Essi stettero in piedi alle falde del monte. Il monte Sinai era tutto fumante, perché su di esso era sceso il Signore nel fuoco, e ne saliva il fumo come il fumo di una fornace: tutto il monte tremava molto. Il suono del corno diventava sempre più intenso: Mosè parlava e Dio gli rispondeva con una voce.

Parola di Dio.

SALMO
Sal 28 (29), 1-2. 4. 7-8a. 10-11

Il Signore è l’Altissimo, il re della gloria.

Date al Signore, figli di Dio,
date al Signore gloria e potenza.
Date al Signore la gloria del suo nome,
prostratevi al Signore nel suo atrio santo. R.

La voce del Signore è forza,
la voce del Signore è potenza.
La voce del Signore saetta fiamme di fuoco,
la voce del Signore scuote il deserto. R.

Il Signore è seduto sull’oceano del cielo,
il Signore siede re per sempre.
Il Signore darà potenza al suo popolo,
il Signore benedirà il suo popolo con la pace. R.

 
CANTO AL VANGELO
Cfr. Sal 2, 7b. 8

Alleluia.
Tu sei mio Figlio,
ti darò in eredità le genti
e in tuo dominio le terre più lontane.
Alleluia.

VANGELO
Gv 12, 27-32
Una voce dal cielo: «L’ho glorificato».

Lettura del Vangelo secondo Giovanni.

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».
La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me».

Parola del Signore.


 
DOPO IL VANGELO

Vergine beata,
da te nacque il Signore.
Madre della Chiesa,
tu apri il nostro cuore
allo Spirito del Figlio tuo Gesù.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

Accogli le suppliche della tua Chiesa, o Dio clemente:
rendila capace di imitare
la carità della santa Vergine Maria
e di rivivere la sua fedele obbedienza alla tua parola.
Per Cristo nostro Signore.

SUI DONI

Accetta, o Padre, le nostre offerte
e trasformale nel sacramento di salvezza;
fa’ che, rinvigoriti da questo mistero
e sostenuti dall’amore della Vergine Maria, madre della Chiesa,
possiamo testimoniare con maggiore coerenza di opere
la nostra rinascita battesimale.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre,
qui e in ogni luogo,
a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
Celebrando la memoria della Vergine Maria,
a te innalziamo la nostra lode.
Ai piedi della croce
raccolse il testamento del Figlio morente
e divenne madre di tutti gli uomini,
rinati per quella morte a vita nuova.
Mentre gli apostoli, fiduciosi nella promessa,
attendevano il dono dello Spirito,
Maria si univa alle loro suppliche
ed era con loro segno e modello della Chiesa in preghiera.
Elevata alla gloria dei cieli, questa madre affettuosa
protegge il tuo popolo nell’arduo pellegrinaggio
e ne sostiene i passi sull’aspro cammino,
in attesa del ritorno del Signore.
Per questo dono del tuo amore immenso,
uniti agli angeli e ai santi,
eleviamo, o Padre, l’inno della gioia perenne:
Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE
Cfr. Lc 11, 27

Beato il grembo che ti ha portato, o Cristo,
e beato il seno che ti ha nutrito,
o Signore del mondo che per salvare gli uomini
ti sei degnato assumere la natura mortale.

ALLA COMUNIONE

Ciò che Eva ci tolse col peccato,
tu ci rendi col Figlio benedetto,
Madre santa e gloriosa.
Da una Vergine giunse a noi la vita:
proclamatelo, o popoli redenti, alleluia, alleluia.

DOPO LA COMUNIONE

O Dio, nostro Padre, che ci hai dato in questa cena
un pegno di redenzione e di vita,
fa’ che la tua Chiesa, con l’aiuto materno di Maria,
annunzi a tutti i popoli il vangelo
perché il mondo accolga l’azione santificante del tuo Spirito.
Per Cristo nostro Signore.

 

Meditazione sul Vangelo di Gv 19,25-34

Lunedì 10.a – Tempo Ordinario

 

Vangelo – Gv 19,25-34


Rimanere sotto la croce con lo sguardo su Gesù Crocifisso ci coinvolge anche nell’ascolto delle sue parole, ultime quasi. Rivolte a Maria e al discepolo accanto a Lei. Ad ogni discepolo accanto a Lei. Nel silenzio di questa giornata, accogliere quelle parole significa custodirle e meditarle nel cuore, come ha fatto Lei in tutta la sua vita, sin dal primo atto di fede quando divenne Madre di Dio.

Ora è anche Madre nostra, Madre della Chiesa. Ognuno di noi sta nel suo cuore e là possiamo apprendere cosa significhi credere contro ogni evidenza, sperare, contro ogni speranza, amare fino alla fine. Ognuno di noi, vegliando Gesù deposto nel sepolcro, può rinnovare la speranza e la fede nella sua risurrezione e l’impegno a diventare il segno vivo della presenza del Risorto nel mondo di oggi.

Madre dei viventi, Vergine fedele, donaci la gioia di credere con Te.

 

(Casa di Preghiera San BIAGIO FMA)

Beata Vergine Maria Madre della Chiesa

Lunedì 10 Giugno 2019
B. V. Maria Madre della Chiesa
10.a di Tempo Ordinario     
2Cor 1,1-7; Sal 33; Mt 5,1-12
Di te si dicono cose stupende, città di Dio!

PREGHIERA DEL MATTINO

Tu mi hai riconfortato in tutte le mie prove, Signore, e il “tuo sangue, carità inestinguibile”, mi ha sempre fortificato. Quando le sofferenze abbondavano, la tua forza non mi è mai mancata. Se la tua assenza mi ha fatto versare lacrime nel silenzio di questa terribile solitudine interiore, so comunque che nella paura di quella notte mi stringevi più forte, nell’oscurità. Fa’ che, a mia volta, forte di quest’abbraccio di fuoco, io consoli quelli che sono stretti dalla morsa delle prove umane e spirituali.

 

ANTIFONA D’INGRESSO
Il Signore è mia luce e mia salvezza, di chi avrò paura? Il Signore è difesa della mia vita, di chi avrò timore? Proprio coloro che mi fanno del male inciampano e cadono.

 

COLLETTA
O Dio, sorgente di ogni bene, ispiraci propositi giusti e santi e donaci il tuo aiuto, perché possiamo attuarli nella nostra vita. Per il nostro Signore …

PRIMA LETTURA 
Dio ci consola affinché possiamo anche noi consolare quelli che sono
nell’afflizione.

Dalla seconda lettera di San Paolo apostolo ai Corinzi 2Cor 1,1-7
Paolo, apostolo di Gesù Cristo per volontà di Dio, e il fratello Timòteo, alla Chiesa di Dio che è a Corinto e a tutti i santi dell’intera Acàia: grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo. Sia benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione! Egli ci consola in ogni nostra tribolazione, perché possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in ogni genere di afflizione con la consolazione con cui noi stessi siamo consolati da Dio. Poiché, come abbondano le sofferenze di Cristo in noi, così, per mezzo di Cristo, abbonda anche la nostra consolazione. Quando siamo tribolati, è per la vostra consolazione e salvezza; quando siamo confortati, è per la vostra consolazione, la quale vi dà forza nel sopportare le medesime sofferenze che anche noi sopportiamo. La nostra speranza nei vostri riguardi è salda: sappiamo che, come siete partecipi delle sofferenze, così lo siete anche della consolazione.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 33)
R. Gustate e vedete com’è buono il Signore.
Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore,
i poveri ascoltino e si rallegrino. R.
Magnificate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore: mi ha risposto
e da ogni mia paura mi ha liberato. R.
Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce. R.
L’angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono, e li libera.
Gustate e vedete com’è buono il Signore;
beato l’uomo che in lui si rifugia. R.

CANTO AL VANGELO (cf. Mt 5,12)
R. Alleluia, alleluia.
Rallegratevi ed esultate,
perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.
R. Alleluia.

VANGELO 
Beati i poveri in spirito.
+ Dal Vangelo secondo Matteo 5,1-12
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi».
Parola del Signore.

OMELIA
Beato chi…!  Questa espressione, comune nei Salmi e nei libri sapienziali, torna sulle labbra del Signore all’inizio del suo discorso sulla montagna. Il salmista e i profeti pensavano che la felicità o la beatitudine fossero concesse ai giusti osservanti della legge, che temevano Dio, che si fidavano di Dio, che adoravano Dio… Ma sono concesse anche ai misericordiosi, ai provati e ai genitori di famiglie numerose. Gesù, che non è venuto ad abolire ma a completare, conservando la fondatezza di queste antiche beatitudini, ne aggiunge altre dieci. Esse danno piuttosto un orientamento al senso della beatitudine. Se l’Antico Testamento riconosce la beatitudine agli adoratori del vero Dio, Gesù ci dice chi sono i veri adoratori del Dio di Abramo: sono i poveri di spirito, i miti, gli affamati di giustizia, i misericordiosi, i cuori puri. Se l’Antico Testamento chiama “beati” coloro che si rifugiano in Dio, che si affidano a lui, Gesù ci dice chi sono, per eccellenza, quelli che sono attesi da Dio, per essere consolati e protetti. Sono gli afflitti, gli assetati di giustizia e di legge, i perseguitati, i martiri! Noi siamo dei veri adoratori? Siamo i veri figli di Dio?

 

PREGHIERA SULLE OFFERTE

Quest’offerta del nostro servizio sacerdotale sia bene accetta al tuo nome, Signore, e accresca il nostro amore per te. Per Cristo nostro Signore.

 

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Il Signore è mia roccia e mia fortezza: è lui, il mio Dio, che mi libera e mi aiuta.

 

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE

Signore, la forza risanatrice del tuo Spirito, operante in questo sacramento, ci guarisca dal male che ci separa da te e ci guidi sulla via del bene. Per Cristo nostro Signore.


PREGHIERA DELLA SERA
Tutto ciò che comunica la vera felicità non deriva dallo spirito del mondo. Concedimi, Signore, la forza di rinunciare infine a tutti questi insulsi inganni. Mio Dio, che mi insegni le beatitudini, inscrivile nel profondo della mia vita. Venga il tempo in cui il mio cuore sarà povero, puro, umile e dolce, pacifico e pieno di gioia anche nelle calunnie a causa del tuo nome. Così, come il Poverello d’Assisi, conoscerò la gioia perfetta.

Proposta del 06/10/2019

Elimina dalla tua vita d’ogni giorno il vizio della menzogna.
Chi mente inganna sempre anzitutto se stesso, prima di ingannare altri.
Chi si serve della menzogna per cavarsi da qualche impiccio ha anzi bisogno di inventare subito una seconda menzogna per tenere in piedi la prima.
Vivi in pace con te stesso. Adopera sempre la verità nella tua vita.

Breviario Laico, MIRACOLO SÌ O NO?

Ci sono due modi di vivere la propria vita: l’uno è vivere come se nulla fosse un miracolo, e l’altro è vivere come se tutto fosse un miracolo.

Albert Einstein

Bisogna dire che entrambi i modi di vivere, in questa partizione operata da Einstein, hanno un loro significato ma anche un limite. Il primo atteggiamento, infatti, ci insegna il realismo della fede. È lo stesso san Paolo a dire che sono «i Giudei a chiedere i miracoli», mentre «noi predichiamo Cristo crocifisso», ossia una realtà drammatica e comune, che impedisce al credente di decollare dalla terra in aneliti mistici e mitici. Il secondo atteggiamento, invece, ci fa comprendere che «tutto è grazia», per usare la celebre frase conclusiva del Diario di un curato di campagna di Bernanos. È un dono la vita, come lo è la natura, come lo sono le vicende dell’esistenza, buone e cattive, perché «tutto concorre al bene di coloro che amano Dio» (Romani 8,28).

Allo stesso modo ci sono limiti in entrambe queste visioni. Con la prima si può diventare gretti, incapaci di un’aspirazione, di un sogno, di una forte speranza. Si rimane senza stupore, inclini a spiegare e a calcolare tutto in modo freddo e razionale. Con una visione troppo «miracolistica», invece, si corre il rischio di essere meno impegnati nelle vicende storiche, non esercitando la libertà e le doti che Dio ha assegnato a ogni creatura: la parabola dei talenti insegna che, certo, alla base c’è una consegna, ma che è altrettanto importante l’opera di fruttificazione di chi ha ricevuto quel dono. La bellezza della vita è, allora, proprio nel saper vivere contemporaneamente come se tutto fosse donato e guidato dall’alto e come se tutto dipendesse da noi, in un dosaggio che non è certo paritetico ma che necessita di entrambe le componenti.

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori

Preghiera

Signore,
mettici al servizio dei nostri fratelli
che vivono e muoiono nella povertà
e nella fame di tutto il mondo.
Affidali a noi oggi;
dà loro il pane quotidiano
insieme al nostro amore
pieno di comprensione,
di pace, di gioia.
Signore,
fa di me uno strumento della tua pace,
affinché io possa portare
l’amore dove c’è l’odio,
lo spirito del perdono dove c’è ‘ingiustizia,
l’armonia dove c’è la discordia,
la verità dove c’è l’errore,
la fede dove c’è il dubbio,
la speranza dove c’è la disperazione,
la luce dove ci sono ombre,
e la gioia dove c’è la tristezza.
Signore,
fa che io cerchi di confortare
e di non essere confortata,
di capire, e non di essere capita,
e di amare e non di essere amata,
perché dimenticando se stessi ci si ritrova,
perdonando si viene perdonati
e morendo ci si risveglia alla vita eterna.

Madre Teresa di Calcutta