Martedì della Settimana dopo Pentecoste – San Barnaba

SAN BARNABA APOSTOLO

Festa

Giuseppe, un levita nativo dell’isola di Cipro, chiamato dagli apostoli Bàrnaba, che significa «figlio della consolazione» o «della esortazione», fu tra i primi fedeli di Gerusalemme.
«Uomo virtuoso, pieno di Spirito Santo e fede», accolse il vangelo con integro cuore e vendette il suo campo, deponendone il prezzo ai piedi degli apostoli perché servisse ai fratelli bisognosi.
Si fece garante di Saulo, divenuto Paolo, presso la comunità di Gerusalemme, che diffidava dell’antico persecutore.
Qualche tempo dopo, andò a Tarso a cercare Paolo e lo condusse ad Antiochia, dove per un anno attesero insieme all’opera di evangelizzazione e di istruzione dei neofiti.
In quelle circostanze i discepoli del Signore ricevettero per la prima volta il nome di «cristiani».
Sempre con Paolo organizzò il primo viaggio apostolico nell’isola di Cipro e nell’Asia Minore.
Con Paolo condivise le gioie, le ansie, i sacrifici e le persecuzioni della missione, e con lui fu presente al concilio di Gerusalemme, che approvò il loro operato.
In seguito i due apostoli si separarono.
Bàrnaba, con Giovanni Marco, il futuro evangelista, ritornò a Cipro, dove – secondo un’antica tradizione – con il martirio rese a Cristo la suprema testimonianza di amore.

ALL’INGRESSO
Cfr. At 11, 24

Beato il santo che oggi festeggiamo;
uomo virtuoso, pieno di Spirito Santo e di fede,
meritò di essere annoverato tra gli apostoli.

Si dice il Gloria

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA

O Dio, che hai scelto san Barnaba
pieno di fede e di Spirito Santo
per convertire i popoli pagani,
donaci di annunziare fedelmente,
con il coraggio apostolico che egli testimoniò,
il vangelo di Cristo tuo Figlio,
nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

LETTURA
At 11, 21b-26; 13, 1-3
Bàrnaba cerca Saulo e lo conduce ad Antiòchia

Lettura degli Atti degli Apostoli.

In quei giorni. Un grande numero credette e si convertì al Signore. Questa notizia giunse agli orecchi della Chiesa di Gerusalemme, e mandarono Bàrnaba ad Antiòchia.
Quando questi giunse e vide la grazia di Dio, si rallegrò ed esortava tutti a restare, con cuore risoluto, fedeli al Signore, da uomo virtuoso qual era e pieno di Spirito Santo e di fede. E una folla considerevole fu aggiunta al Signore. Bàrnaba poi partì alla volta di Tarso per cercare Saulo: lo trovò e lo condusse ad Antiòchia. Rimasero insieme un anno intero in quella Chiesa e istruirono molta gente. Ad Antiòchia per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani.
In quei giorni alcuni profeti scesero da Gerusalemme ad Antiòchia. Uno di loro, di nome Àgabo, si alzò in piedi e annunciò, per impulso dello Spirito, che sarebbe scoppiata una grande carestia su tutta la terra. Ciò che di fatto avvenne sotto l’impero di Claudio. Allora i discepoli stabilirono di mandare un soccorso ai fratelli abitanti nella Giudea, ciascuno secondo quello che possedeva; questo fecero, indirizzandolo agli anziani, per mezzo di Bàrnaba e Saulo.
C’erano nella Chiesa di Antiòchia profeti e maestri: Bàrnaba, Simeone detto Niger, Lucio di Cirene, Manaèn, compagno d’infanzia di Erode il tetrarca, e Saulo. Mentre essi stavano celebrando il culto del Signore e digiunando, lo Spirito Santo disse: «Riservate per me Bàrnaba e Saulo per l’opera alla quale li ho chiamati». Allora, dopo aver digiunato e pregato, imposero loro le mani e li congedarono.

Parola di Dio.

SALMO
Sal 97 (98), 1-6

Annuncerò ai fratelli la salvezza del Signore.

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia. R.

Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni! R.

Cantate inni al Signore con la cetra,
con la cetra e al suono di strumenti a corde;
con le trombe e al suono del corno
acclamate davanti al re, il Signore. R.

EPISTOLA
Col 1, 23-29
Dio volle far conoscere il mistero di Cristo in mezzo ai pagani.

Lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi.

Fratelli, restate fondati e fermi nella fede, irremovibili nella speranza del Vangelo che avete ascoltato, il quale è stato annunciato in tutta la creazione che è sotto il cielo, e del quale io, Paolo, sono diventato ministro.
Ora io sono lieto nelle sofferenze che sopporto per voi e do compimento a ciò che, dei patimenti di Cristo, manca nella mia carne, a favore del suo corpo che è la Chiesa. Di essa sono diventato ministro, secondo la missione affidatami da Dio verso di voi di portare a compimento la parola di Dio, il mistero nascosto da secoli e da generazioni, ma ora manifestato ai suoi santi. A loro Dio volle far conoscere la gloriosa ricchezza di questo mistero in mezzo alle genti: Cristo in voi, speranza della gloria. È lui infatti che noi annunciamo, ammonendo ogni uomo e istruendo ciascuno con ogni sapienza, per rendere ogni uomo perfetto in Cristo. Per questo mi affatico e lotto, con la forza che viene da lui e che agisce in me con potenza.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO

Alleluia.
Quanto sono da onorare i tuoi amici, o Dio;
salda è la loro autorità e non verrà meno.
Alleluia.

VANGELO
Mt 10, 7-15
Predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino.

Lettura del Vangelo secondo Matteo.

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento.
In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi. Se qualcuno poi non vi accoglie e non dà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dei vostri piedi. In verità io vi dico: nel giorno del giudizio la terra di Sòdoma e Gomorra sarà trattata meno duramente di quella città».

Parola del Signore.


 
DOPO IL VANGELO

Agli apostoli prima che agli altri
Cristo risorto si è manifestato,
e noi abbiamo ricevuto la missione
di testimoniarlo su tutta la terra.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

O Dio, che hai associato san Barnaba
alla predicazione dei tuoi apostoli,
fa’ che lo raggiungiamo un giorno in cielo
noi che oggi ne celebriamo la memoria.
Per Cristo nostro Signore.

Si dice il Credo

SUI DONI

Benedici e santifica, o Padre,
questa offerta sacrificale
e accendi in noi la stessa fiamma di carità che mosse san Barnaba
a portare alle genti l’annunzio del tuo vangelo.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre,
qui e in ogni luogo,
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno.
Dalla comunità dei credenti nel Cristo
con fede limpida e ardente,
la voce arcana del tuo Spirito elesse san Barnaba,
associandolo a Paolo e al collegio degli apostoli,
e lo inviò ad annunziare la verità del vangelo
perché la redenzione e la vita
fossero predicate a tutte le genti.
Ci uniamo ora nell’inno di lode
a questo tuo servo beato
che gode con tutti gli angeli e i santi
della tua visione gloriosa
ed eleviamo alla tua maestà
il canto di adorazione e di gioia:
Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE
At 2, 42

I discepoli del Signore erano assidui
nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli,
nella frazione del pane e nelle preghiere.

ALLA COMUNIONE
Gv 15, 15

«Non vi chiamo più servi – dice il Signore –
perché il servo non sa ciò che fa il suo padrone;
ma vi ho chiamato amici
perché tutto ciò che ho udito dal Padre
io l’ho comunicato a voi».

DOPO LA COMUNIONE

O Dio, che nel glorioso ricordo
dell’apostolo Barnaba
ci hai offerto il segno e la primizia
della vita eterna,
donaci di contemplare un giorno
nello splendore della liturgia celeste
il mistero che abbiamo celebrato nella fede.
Per Cristo nostro Signore.

Meditazione sul Vangelo di Mt 10,7-13

Martedì  – San Barnaba Ap. – P

 

Vangelo – Mt 10,7-13


Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.

Nell’inviare gli apostoli in missione Gesù traccia il profilo del buon missionario. In parte il quadro che ne esce corrisponde allo statuto del pellegrino che nel suo muoversi da un luogo all’altro si affida interamente all’ospitalità e perciò percorre il suo itinerario non solo libero da ogni preoccupazione riguardo al suo  ostentamento ma col cuore così leggero e spedito da disfarsi perfino, paradossalmente, di alcuni elementi dell’equipaggiamento che si direbbero necessari. Importante invece è che sia ben provvisto dell’equipaggiamento interiore; sgombro da ogni preoccupazione materiale, l’animo del missionario deve ardere di misericordia per i sofferenti e di passione per il regno dei cieli. Lo statuto del pellegrino comporta il distacco dai beni sotto la forma dell’esclusività della tensione della mente tutta assorbita nel disegno di Dio. In questa disposizione interiore il distacco dai beni materiali si completa ed arricchisce nel distacco da sé che è la scaturigine della gratuità. Perciò la pericope sulla quale si fissa la nostra attenzione ci persuade a un’interpretazione eminentemente spirituale. Quel “gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” spalanca uno scenario che va ben al di là del rapporto economico adombrato nel diritto dell’operaio di ricevere quello che gli e necessario. No, lo scambio gratuito a cui viene fatto di pensare leggendo queste parole è l’operazione base dell’economia spirituale e abbraccia e coinvolge l’intero quadro della storia della salvezza. Dono gratuito ricevuto è la creazione dell’uomo in vista di Gesù Verbo incarnato, dono è la Croce sulla quale Gesù Salvatore ha portato il peccato e il dolore dell’uomo, dono è la resurrezione del corpo del Signore grazie alla quale Gesù uomo-dio vive eternamente nella Trinità, dono è la Chiesa ossia Gesù Cristo presente e incontrabile sulla terra. Dio ha amato l’uomo in un modo che è tutto estraneo alla necessità e, al contrario, totalmente interno alla gratuità. Dono è la misericordia di Dio. Dono è l’Eucaristia. Dono è la fede. Dono è la grazia. C’è qualcosa nella vita di fede che dalla parte di Dio e dalla parte nostra, possa sussistere fuori della gratuità?

Martedì della 10.a del Tempo Ordinario – Anno Dispari

Martedì 11 Giugno 2019
S. Barnaba ap.; S. Paola Frassinetti; B. Maria Schininà
10.a di Tempo Ordinario     
At 11,21b-26; 13,1-3; Sal 97; Mt 10,7-13
Annunzierò ai fratelli la salvezza del Signore.

PREGHIERA DEL MATTINO

Mio Dio, io ti chiamo. Vieni! Trasfigura questo giorno che comincia. Il mondo sia trasformato, pieno della tua gloria e della tua dolce pace, per l’azione dello Spirito consolatore. Nessun uomo, specchio della tua gloria creato a tua somiglianza, rimanga estraneo a questo nuovo giorno, incredulo di fronte a tante promesse. O tu che parli agli uomini, e arrivi fino alle giunture delle ossa, fino al midollo di quelli che ti socchiudono la loro vita come gli occhi che si risvegliano alla luce, risplendi, “brilla nelle tenebre”.

ANTIFONA D’INGRESSO
Beato il santo che oggi festeggiamo: egli meritò di essere annoverato tra gli apostoli; era un uomo virtuoso, pieno di fede e di Spirito Santo.

COLLETTA
O Padre, che hai scelto san Barnaba pieno di fede e di Spirito Santo, per convertire i popoli pagani, fa’ che sia sempre annunciato fedelmente, con la parola e con le opere, il Vangelo di Cristo, che egli testimoniò con coraggio apostolico. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA 
Era uomo virtuoso e pieno di Spirito Santo e di fede.
Dagli Atti degli Apostoli 11,21b-26; 13,1-3
In quei giorni, [in Antiochia], un grande numero credette e si convertì al Signore. Questa notizia giunse agli orecchi della Chiesa di Gerusalemme, e mandarono Bàrnaba ad Antiòchia. Quando questi giunse e vide la grazia di Dio, si rallegrò ed esortava tutti a restare, con cuore risoluto, fedeli al Signore, da uomo virtuoso qual era e pieno di Spirito Santo e di fede. E una folla considerevole fu aggiunta al Signore. Bàrnaba poi partì alla volta di Tarso per cercare Saulo: lo trovò e lo condusse ad Antiòchia. Rimasero insieme un anno intero in quella Chiesa e istruirono molta gente. Ad Antiòchia per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani. C’erano nella Chiesa di Antiòchia profeti e maestri: Bàrnaba, Simeone detto Niger, Lucio di Cirene, Manaèn, compagno d’infanzia di Erode il tetrarca, e Saulo. Mentre essi stavano celebrando il culto del Signore e digiunando, lo Spirito Santo disse: «Riservate per me Bàrnaba e Saulo per l’opera alla quale li ho chiamati». Allora, dopo aver digiunato e pregato, imposero loro le mani e li congedarono.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 97)
R. Annunzierò ai fratelli la salvezza del Signore.
Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo. R.
Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele. R.
Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni! R.
Cantate inni al Signore con la cetra,
con la cetra e al suono di strumenti a corde;
con le trombe e al suono del corno
acclamate davanti al re, il Signore. R.

CANTO AL VANGELO (Fil 2,15-16)
R. Alleluia, alleluia.
Andate e fate discepoli tutti i popoli, dice il Signore.
Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo.
R. Alleluia.

VANGELO
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.
+ Dal Vangelo secondo Matteo 10,7-13
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi
lavora ha diritto al suo nutrimento. In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi”.
Parola del Signore.

OMELIA
“Predicate che il Regno di Dio è vicino”. Gli Apostoli, oggi è la volta di Barnaba, fedele collaboratore di Paolo, adempiono la loro missione, guidati e sorretti dallo Spirito Santo. Il loro compito è quello di dare al mondo un annuncio di salvezza che hanno ricevuto a loro volta e che, se accolto, sortirà effetti prodigiosi nella vita degli uomini: gli infermi, i malati di lebbra sono guariti, i morti risuscitano, i demoni sono allontanati. Sono in sintesi enunciati gli effetti della grazia divina, che fa di ogni uomo una creatura nuova. E’ necessario che tale annuncio sia dato nell’assoluta gratuità, sia perché è dono di Dio e non degli uomini, sia perché risulti che sgorga dall’amore e non possa essere in nessun modo barattato con il denaro. L’operaio deve andare sgombro di ogni umana sicurezza perché egli deve riporre la sua fiducia solo in Colui che lo ha inviato. Non può fare affidamento neanche sulla certezza che quanto egli predica sia effettivamente accolto. Anzi, l’apostolo sa bene che andrà incontro all’odio e alle persecuzioni. La storia della Chiesa è ricca di esempi di annunciatori eroici e di martiri in una catena ininterrotta fino ai nostri giorni. Ogni cristiano, per vocazione, deve diventare un fedele testimone di Cristo e ciò anche quando il mondo ci ostacola e ci contraddice. Forse proprio allora siamo particolarmente amati e sostenuti dalla grazia. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Benedici e santifica, o Dio, questa offerta sacrificale, e accendi in noi la stessa fiamma di carità, che mosse san Barnaba a portare alle genti l’annunzio del Vangelo. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
«Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone;
vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi».

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Signore, che nel glorioso ricordo dell’apostolo Barnaba ci hai dato il pegno della vita eterna, fa’ che un giorno contempliamo nello splendore della liturgia celeste il mistero che abbiamo celebrato nella fede. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
Mio Dio! Mio Dio! Vieni in mio aiuto, tu il longanime che usa misericordia senza fine. Togli la vergogna dalla terra. Togli il mio peccato. Ho fatto piangere i miei fratelli, “soffrire la tua immagine”. Purifica la sozzura delle nostre labbra, estrai la radice amara dei cuori, quando scoppia la collera. Sui nostri volti ci sia il riflesso di Cristo. Lavami e sarò puro, dimentica le mie colpe e sarò più bianco della neve sull’Hermon, da cui scende la benedizione.

Proposta del 06/11/2019

Perché essere gelosi, avere atteggiamenti di possesso nei confronti della persona amata?
Chi cerca di tenere l’altro stretto a sé in un abbraccio permanente non abbraccerà altri che se stesso.
Ricorda il Piccolo Principe: nel tentare di difendere la sua rosa quasi la soffocava sotto la campana di vetro.

Breviario Laico, MAESTRI E ALUNNI

Il vero insegnante di successo non è quello che dall’alto pompa delle nozioni ad alta pressione in ricevitori passivi. È, invece, uno studente più anziano ansioso di aiutare quelli più giovani.

William Osler

Siamo ormai verso la fine dell’anno scolastico e, da che mondo è mondo, gli studenti sentono questa data come una liberazione. Al di là del luogo comune presente in questo atteggiamento, legato anche alla pigrizia e alla superficialità del ragazzo, c’è un elemento che certamente lo giustifica. Spesso, infatti, l’Insegnante è un pedante (e demotivato: non giudichiamo le cause, non di rado reali) trasmettitore di dati. Come diceva il clinico canadese William Osler (1849-1919) sopra citato, è solo colui che «dall’alto pompa nozioni ad alta pressione in ricevitori passivi». Insegnare, invece, è ben altro: nasce innanzitutto da una vera e propria vocazione e da una passione e si sviluppa secondo un itinerario che si percorre insieme, maestro e discepolo.

Ho avuto la fortuna di essere stato alunno di grandi docenti che certamente mi comunicavano elementi di conoscenza a me ignoti ma anche, non di rado, mi facevano deporre la penna per ascoltarli, incantato per quel messaggio che era parte della loro visione del mondo, che raccoglieva un lungo percorso di secoli e che si apriva a nuove possibilità di approfondimento. Come abbiamo già avuto occasione di ricordare, il famoso critico francese Roland Barthes affermava che all’inizio si insegna ciò che si sa, ma alla fine si propone agli alunni ciò che non si sa e questo vuol dire cercare insieme per approdare a nuove verità. Un po’ tutti dobbiamo, allora, essere contemporaneamente maestri e alunni. Sì, perché anche il ragazzo può insegnare qualche aspetto del reale che al suo insegnante è sfuggito.

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori

Se salvare il mondo..

Se salvare il mondo fosse una cosa facile e semplice, Dio non si sarebbe lasciato inchiodare ad una croce.
Penso a questo, Signore, stasera, che sento pesante, per la stanchezza che è dentro di me.
Anche tu hai provato la stanchezza e il senso di non farcela più.
Ti sei messo a sedere, sul pozzo di Sicar, con i piedi stanchi e la gola riarsa.
Angosciato, sei caduto a terra a Getsemani, chiedendo aiuto al Padre.
Anch’io sono stanco.
Stanco di lavorare perché vedo gli altri che non fanno niente.
Stanco di annunciare un messaggio che nessuno accetta di vivere.
Stanco di servire la gente che poi ti volta le spalle e fa finta di non averti riconosciuto.
Stanco di farmi in quattro ed essere sempre interpretato alla rovescia.
Non so, o Signore, se tutto questo è segno di quella povertà di cui parlavi sulla montagna quella mattina.

Ho udito parlare
di “chiesa della diaspora”,
di “cammino nell’insicurezza”,
di “navigazione a mare aperto”,
di “viaggio tra le sabbie del deserto”.
Ma dire queste cose è facile: difficile è viverle giorno per giorno.

Aiutami, o Signore, a guardare a lungo la notte,
così che possa scoprire quanto sono numerose le stelle.
A guardare al di là dell’impossibile umano,
ove incomincia il tuo possibile.
A non aver paura del male che vedo,
anche se è tanto.
A pensare al bene che esiste,
anche se non sempre si vede.

Più sono debole e più sono potente,
perché quanto più c’è meno posto per me, c’è più posto per te.
Dammi una mano, o Signore, perché io possa guardare con speranza i germogli di vita, che ogni giorno si aprono nel mondo.
Perché io possa camminare sulle strade di una speranza cristiana,
per essere dispensatore della tua parola che salva e redime anche i più delicati sospiri del mondo,
che partorisce il suo domani nella sofferenza e nella stanchezza dell’oggi…
Amen.

Anonimo