Se non c’è nulla da fare

Se non c’è nulla da fare
perché le cose sono di per se stesse insolubili
o le soluzioni non dipendono da noi,
è arrivata l’ora di far tacere la mente,
chinare il capo,
affidare le cose impossibili nelle mani di Dio Padre
e abbandonarsi.

Ignazio Larrañaga

Mercoledì della Settimana dopo Pentecoste

MERCOLEDI DELLA SETTIMANA DOPO PENTECOSTE
ALL’INGRESSO
Sal 26 (27), 7-9a

Signore, ascolta la mia voce!
Di te il mio cuore ha detto:
«Cerca il suo volto!».
Io cercherò il tuo volto, Signore,
non ti celare mai!

 
ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA

O Dio, che rendi la Chiesa
madre sempre feconda di nuovi figli,
aiutala a crescere con la tua grazia
nella professione di una fede limpida,
nel coraggio di respingere il male,
nell’onore di servirti con viva dedizione,
sicura della tua protezione perenne.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

LETTURA
Dt 6, 20-25
Quando in avvenire tuo figlio ti domanderà: che cosa significano queste leggi?

Lettura del libro del Deuteronomio.

In quei giorni. Mosè disse: «Quando in avvenire tuo figlio ti domanderà: “Che cosa significano queste istruzioni, queste leggi e queste norme che il Signore, nostro Dio, vi ha dato?”, tu risponderai a tuo figlio: “Eravamo schiavi del faraone in Egitto e il Signore ci fece uscire dall’Egitto con mano potente. Il Signore operò sotto i nostri occhi segni e prodigi grandi e terribili contro l’Egitto, contro il faraone e contro tutta la sua casa. Ci fece uscire di là per condurci nella terra che aveva giurato ai nostri padri di darci. Allora il Signore ci ordinò di mettere in pratica tutte queste leggi, temendo il Signore, nostro Dio, così da essere sempre felici ed essere conservati in vita, come appunto siamo oggi. La giustizia consisterà per noi nel mettere in pratica tutti questi comandi, davanti al Signore, nostro Dio, come ci ha ordinato”».

Parola di Dio.

SALMO
Sal 33 (34), 2-3. 8-10. 16

Venite, vi insegnerò il timore del Signore.

Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino. R.

L’angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono, e li libera.
Gustate e vedete com’è buono il Signore;
beato l’uomo che in lui si rifugia. R.

Temete il Signore, suoi santi:
nulla manca a coloro che lo temono.
Gli occhi del Signore sui giusti,
i suoi orecchi al loro grido di aiuto. R.

 
CANTO AL VANGELO
Cfr. Sal 96 (97), 8

Alleluia.
Sion ascolta la voce del Signore, e ne gioisce;
esultano i villaggi di Giuda
a causa dei giudizi del nostro Dio.
Alleluia.

VANGELO
Mc 12, 28a.d-34
Qual è il primo di tutti i comandamenti?

Lettura del Vangelo secondo Marco.

In quel tempo. Si avvicinò al Signore Gesù uno degli scribi che gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». Gesù rispose: «Il primo è: Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore;amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. Il secondo è questo: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Non c’è altro comandamento più grande di questi». Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui;amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici». Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

Parola del Signore.


DOPO IL VANGELO
Sal 47 (48), 10-11

Abbiamo accolto, o Dio,
la tua misericordia in mezzo al tuo tempio.
Come il tuo nome, o Dio,
così la tua lode
raggiunge i confini della terra;
di giustizia è piena la tua destra.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

O Dio, Padre nostro,
che ci vedi tra le insidie del mondo
e sai che la nostra fragilità
non può reggere a lungo,
donaci la salute fisica
e la serenità dello spirito,
e, se per le nostre colpe qualche male ci affligge,
aiutaci a sopportarlo.
Per Cristo nostro Signore.

SUI DONI

O Dio, eterno e santo,
che hai superato la varietà e l’esteriorità degli antichi riti
nella perfezione dell’unico sacrificio redentore,
accogli l’offerta della tua famiglia
come hai gradito un tempo i doni di Abele,
e per la tua azione santificante
fa’ che ritorni a nostra salvezza
quanto presentiamo a gloria del tuo nome.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

È veramente cosa buona e giusta
renderti grazie
e innalzare a te
l’inno di benedizione e di lode,
Dio onnipotente ed eterno.
Tu hai creato il mondo nella varietà dei suoi elementi,
hai disposto l’avvicendarsi dei tempi e delle stagioni
e all’uomo, fatto a tua immagine,
hai affidato le meraviglie dell’universo
perché, fedele interprete dei tuoi disegni,
esercitasse il dominio su ogni creatura
e nelle tue opere glorificasse te, Creatore e Padre,
per Cristo Signore nostro.
In lui il cielo e la terra, gli angeli e i santi
cantano con voce unanime la tua gloria:
Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE
Sal 8, 2a

Quanto è grande, Signore Dio nostro,
il tuo nome su tutta la terra!

ALLA COMUNIONE
Cfr. Gv 6, 56

«Chi mangia il mio corpo e beve il mio sangue
rimane in me e io in lui» – dice il Signore –.

DOPO LA COMUNIONE

Il Pane celeste di cui ci siamo nutriti a questo altare
ci liberi, o Dio, da ogni male
che insidia il nostro cuore e la nostra vita;
e nessuna avversità riesca più a dominarci
ora che siamo stati rinvigoriti dai tuoi divini misteri.
Per Cristo nostro Signore.

Meditazione sul Vangelo di Mt 5,17-19

Mercoledì – 10.a Tempo Ordinario

 

Vangelo – Mt 5,17-19

 

Non sono venuto per abolire, ma per dar compimento.

l discepoli sono stati chiamati da Gesù ad annunciare che il regno dei cieli è vicino: essi sono il sale e la luce per il mondo. Accogliendo l’appello di Gesù essi sono testimoni che egli fa ogni cosa nuova e potrebbero pensare che egli abbia quindi abolito la legge della vecchia alleanza stabilita fra Dio e il suo popolo, insieme a quanto i profeti annunciavano ad Israele in nome di Dio. Gesù chiarisce che, al contrario, egli non abolisce l’antica legge poiché vi e un’unica legge che deve essere compiuta in ogni suo aspetto, anche il più piccolo, e che anzi egli la porterà a un compimento perfetto. Non si tratta quindi di una legge ‘migliore’ quanto di una ‘giustizia migliore‘ di quella giustizia degli scribi e dei farisei che aveva ‘deificato’ la legge e ‘legalizzato’ Dio. Né d’altra parte i discepoli debbono separare Dio dalla sua legge. “Gesù vuol dire due cose ai suoi discepoli: d’un lato che l’essere legati alla legge non significa ancora essere obbedienti, ma anche che il fatto di essere legati alla persona di Gesù, senza esserlo alla legge, non vuol dire essere obbedienti” (D. Bonhoeffer). La ‘giustizia migliore’ consiste nel fare la volontà di Dio vivendo le beatitudini e quindi portando a compimento la legge, obbedendo a Gesù che afferma “Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro; questa è infatti la Legge ed i Profeti” (Mt 7,12).

 

 



Mercoledì della 10.a del Tempo Ordinario – Anno Dispari

Mercoledì 12 Giugno 2019
S. Onofrio; S. Gaspare Bertoni; B. Maria Candida dell’Eucaristia
10.a di Tempo Ordinario     
2Cor 3,4-11; Sal 98; Mt 5,17-19
Tu sei santo, Signore, nostro Dio.

PREGHIERA DEL MATTINO

L’antica legge è stata scritta sulla dura pietra dal dito di Dio. La nuova legge è stata tracciata nella mobile sabbia dal dito di Gesù, misericordia del Padre, quando la prima legge condannava la donna adultera. E non è in lettere di pietra che tu hai infuso in noi il tuo Spirito Santo, ma l’hai deposto in lettere di fuoco che gemeranno tutt’oggi verso il Padre. In nostro nome, con o senza di noi, tanto egli ci ama. Sii benedetto, Signore, per un tale peso di gloria nei nostri vasi di terra.

 

ANTIFONA D’INGRESSO

Il Signore è mia luce e mia salvezza, di chi avrò paura? Il Signore è difesa della mia vita, di chi avrò timore? Proprio coloro che mi fanno del male inciampano e cadono.

 

COLLETTA

O Dio, sorgente di ogni bene, ispiraci propositi giusti e santi e donaci il tuo aiuto, perché possiamo attuarli nella nostra vita. Per il nostro Signore …

PRIMA LETTURA
Ci ha resi capaci di essere ministri di una nuova alleanza, non della lettera, ma dello Spirito.
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi 2Cor 3,4-11
Fratelli, proprio questa è la fiducia che abbiamo per mezzo di Cristo, davanti a Dio. Non che da noi stessi siamo capaci di pensare qualcosa come proveniente da noi, ma la nostra capacità viene da Dio, il quale anche ci ha resi capaci di essere ministri di una nuova alleanza, non della lettera, ma dello Spirito; perché la lettera uccide, lo Spirito invece dà vita. Se il ministero della morte, inciso in lettere su pietre, fu avvolto di gloria al punto che i figli d’Israele non potevano fissare il volto di Mosè a causa dello splendore effimero del suo volto, quanto più sarà glorioso il ministero dello Spirito? Se già il ministero che porta alla condanna fu glorioso, molto di più abbonda di gloria il ministero che porta alla giustizia. Anzi, ciò che fu glorioso sotto quell’aspetto, non lo è più, a causa di questa gloria incomparabile. Se dunque cià che era effimero fu glorioso, molto più lo sarà ciò che è duraturo.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 98)
R. Tu sei santo, Signore nostro Dio.
Esaltate il Signore nostro Dio,
prostratevi allo sgabello dei suoi piedi.
Egli è santo. R.
Mosè e Aronne tra i suoi sacerdoti,
Samuele tra quanti invocavano il suo nome:
invocavano il Signore ed egli rispondeva. R.
Parlava loro da una colonna di nubi:
custodivano i suoi insegnamenti
e il precetto che aveva loro dato. R.
Signore, nostro Dio, tu li esaudivi,
eri per loro un Dio che perdona,
pur castigando i loro peccati. R.
Esaltate il Signore nostro Dio,
prostratevi davanti alla sua santa montagna,
perché santo é il Signore, nostro Dio! R.

CANTO AL VANGELO (Sal 25,4.5)
R. Alleluia, alleluia.
Insegnami, mio Dio, i tuoi sentieri,
guidami nella tua fedeltà e istruiscimi.
R. Alleluia.

VANGELO
Non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.
+ Dal Vangelo secondo Matteo 5,17-19
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli”.
Parola del Signore.

OMELIA
Non è facile seguire Gesù. Per lui (e quindi per noi) la legge è stata stabilita per la nostra felicità. Ciò non piace agli uomini d’oggi, che credono di sapere meglio del loro Creatore ciò che è bene per loro. Come i malati, che si credono più informati del loro medico sul trattamento più adatto al loro caso, o i bambini, che pensano di avere più esperienza educativa dei loro genitori. Tanto Gesù è tenero verso i peccatori, quanto è intransigente verso il peccato. È quello che ci ricorda senza sosta il papa Giovanni Paolo II, percorrendo il mondo. In ogni tempo gli uomini hanno voluto rimodellare il Vangelo secondo i loro desideri. E di qui il proliferare di sette. Si elimina tutto ciò che
dà fastidio. Rileggiamo per esempio il discorso che tenne Paolo al governatore romano Felice(At 24,24-25). Felice mandò a chiamare Paolo per udirlo parlare della fede in Gesù Cristo. Ma siccome Paolo parlava di giustizia, di temperanza, di giudizio finale, Felice ebbe paura, e lo mandò via promettendo di richiamarlo più tardi, cosa che, naturalmente, si guardò bene dal fare. Così molte persone sono infastidite quando un discorso tocca gli argomenti della continenza, del digiuno, del perdono, della giustizia o altro ancora. Essi lasciano la chiesa e trovano mille scuse per non rimettervi più piede. Ma in fondo a se stessi, nel profondo della loro solitudine, non hanno paura? Siamo obiettivi: non c’è un Vangelo per i padroni e un altro per gli schiavi, un Vangelo per i ricchi e un altro per i poveri. Come non potranno mai esserci molti soli a brillare secondo le esigenze di ognuno. Certamente non è facile seguire Cristo. Eppure, egli ci ha detto: “Prendete il mio giogo sopra di voi… Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero” (Mt 11,29-30). Se il Signore l’ha pesato, fidiamoci di lui. Egli conosce i limiti delle nostre forze. Inoltre, tutti quelli che hanno seguito la sua legge con amore sono stati felici quaggiù… e “lassù”…

PREGHIERA SULLE OFFERTE

Quest’offerta del nostro servizio sacerdotale sia bene accetta al tuo nome, Signore, e accresca il nostro amore per te. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Il Signore è mia roccia e mia fortezza: è lui, il mio Dio, che mi libera e mi aiuta.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Signore, la forza risanatrice del tuo Spirito, operante in questo sacramento, ci guarisca dal male che ci separa da te e ci guidi sulla via del bene. Per Cristo nostro Signore.


PREGHIERA DELLA SERA
Da una colonna di nubi, tu parlavi a Mosè. E questa sera mi ricordo che tu mi hai parlato all’alba nelle tenebre come nella sua ammirabile luce, tu mi hai parlato ad ogni ora del giorno, in ogni attimo della mia vita, tu mi hai parlato come alla fanciulla del Cantico. Ma spesso non sono stato là dove tu mi aspettavi: ero altrove. Perdonami di essere così poco invaghito di un innamorato così paziente, così pronto a offrirsi senza aspettarsi nulla in cambio.

Proposta del 06/12/2019

Se in un modo o nell’altro ti arrise la fortuna, ricordati dei meno favoriti. Potrebbero non trovarsi nella tua stessa situazione perché le loro condizioni socio-culturali sono state ingiuste.
Sii giusto con quelli che ti circondano. E la prima esigenza dell’amore.

Breviario Laico, L’ENTUSIASTA

L’entusiasmo è per la vita quello che è la fame per il cibo.

Bertrand Russell

Credo che tutti nella vita abbiano incontrato almeno una volta una persona «entusiasta». Il vocabolo, che è di origine greca, ha in sé – a livello di radice – il respiro stesso di Dio (théos) che accende, trascina, rapisce l’anima verso l’alto. Ed effettivamente l’entusiasta conosce l’ardore, il fervore, la dedizione, il coinvolgimento, doti tutte un po’ rare ai nostri giorni spesso segnati dallo stress, dall’apatia, dalla depressione o dallo scetticismo. Certo, il rischio dell’eccesso è in agguato nell’agire dell’entusiasta e non di rado egli può sconfinare nell’infatuazione e persino nel delirio. Ma oggi vorrei esaltare l’aspetto positivo dell’entusiasmo e, in questo, mi aiuta la breve citazione che sopra ho desunto dal saggio La conquista della felicità, pubblicato nel 1930 dal filosofo e scrittore inglese Bertrand Russell (1872-1970).

Ci sono, infatti, persone che si siedono a tavola e hanno di fronte una mensa sontuosa: eppure il primo moto che provano è fatto di nausea e persino di ribrezzo. Manca loro la fame che, invece, è capace di far venire l’acquolina in bocca anche di fronte a un cibo povero e persino mal presentato. È un po’ il contrasto tra un Occidente che ha problemi di dieta e un Sud del mondo che allarga le mani anche solo per raccogliere briciole. Ecco, l’entusiasmo è analogo alla fame, ti fa desiderare anche le cose modeste, ti impegna con foga in ogni azione e impedisce all’anima di abbattersi. Abbiamo, quindi, bisogno tutti almeno di un pizzico di entusiasmo, anche perché è solo con la passione profonda che si raggiungono le altezze della verità e dell’amore; è solo con un fremito di ardore e di dedizione che si dà colore e calore alla vita.

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori