Liturgia del Rito Ambrosiano

Martedì della 2.a Settimana dopo Pentecoste

MARTEDI DELLA II SETTIMANA DOPO PENTECOSTE

ALL’INGRESSO

Sal 26 (27), 1

Il Signore è la mia luce e la mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore difende la mia vita:
di chi avrò paura?

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA

Concedi, o Dio, ai tuoi figli
la salute e la serenità dello spirito,
infondi nei cuori il disgusto per ogni forma di male
e il desiderio ardente del bene;
fa’ che la nostra vita si adorni di opere giuste,
meritando così di essere da te benedetta
e sempre difesa dalla tua grazia.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli

LETTURA

Es 12, 29-34

La decima piaga e l’uscita di Israele dall’Egitto.

Lettura del libro dell’Esodo.

In quei giorni. A mezzanotte il Signore colpì ogni primogenito nella terra d’Egitto, dal primogenito del faraone che siede sul trono fino al primogenito del prigioniero in carcere, e tutti i primogeniti del bestiame. Si alzò il faraone nella notte e con lui i suoi ministri e tutti gli Egiziani; un grande grido scoppiò in Egitto, perché non c’era casa dove non ci fosse un morto!
Il faraone convocò Mosè e Aronne nella notte e disse: «Alzatevi e abbandonate il mio popolo, voi e gli Israeliti! Andate, rendete culto al Signore come avete detto. Prendete anche il vostro bestiame e le vostre greggi, come avete detto, e partite! Benedite anche me!». Gli Egiziani fecero pressione sul popolo, affrettandosi a mandarli via dal paese, perché dicevano: «Stiamo per morire tutti!». Il popolo portò con sé la pasta prima che fosse lievitata, recando sulle spalle le madie avvolte nei mantelli.

Parola di Dio.

SALMO

Sal 77 (78), 2-3. 51-54

Diremo alla generazione futura
le meraviglie del Signore.

Aprirò la mia bocca con una parabola,
rievocherò gli enigmi dei tempi antichi.
Ciò che abbiamo udito e conosciuto
e i nostri padri ci hanno raccontato. R.

Colpì ogni primogenito in Egitto,
nelle tende di Cam la primizia del loro vigore.
Fece partire come pecore il suo popolo
e li condusse come greggi nel deserto. R.

Li guidò con sicurezza e non ebbero paura,
ma i loro nemici li sommerse il mare.
Li fece entrare nei confini del suo santuario,
questo monte che la sua destra si è acquistato. R.

CANTO AL VANGELO

Mt 8, 17b

Alleluia.
Egli ha preso le nostre infermità
e si è caricato delle malattie.
Alleluia.

VANGELO

Lc 5, 12-16

Lettura del Vangelo secondo Luca.

In quel tempo. Mentre il Signore Gesù si trovava in una città, ecco, un uomo coperto di lebbra lo vide e gli si gettò dinanzi, pregandolo: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi». Gesù tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio, sii purificato!». E immediatamente la lebbra scomparve da lui. Gli ordinò di non dirlo a nessuno: «Va’ invece a mostrarti al sacerdote e fa’ l’offerta per la tua purificazione, come Mosè ha prescritto, a testimonianza per loro». Di lui si parlava sempre di più, e folle numerose venivano per ascoltarlo e farsi guarire dalle loro malattie. Ma egli si ritirava in luoghi deserti a pregare.

Parola del Signore.

DOPO IL VANGELO

Cfr. Sal 67 (68), 6b. 7a. 36b

Dio regna nel suo santuario.
Egli, che ci raccoglie nella sua casa
come figli uniti e concordi,
darà forza e vigore al suo popolo.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

Ascolta, o Dio che tutto puoi, le nostre suppliche
e concedi benevolo il frutto della tua consueta misericordia
a tutti coloro che inviti a confidare nel tuo amore di padre.
Per Cristo nostro Signore.

SUI DONI

La tua azione santificatrice, o Dio vivo e vero,
discenda sulle nostre offerte,
e la partecipazione ai divini misteri
ci asterga da ogni contagio di male
e ci conduca al dono della vita eterna.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre,
qui e in ogni luogo,
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno.
Tu hai tanto amato il mondo
e tanta pietà hai provato per noi,
da mandare il tuo Unigenito come redentore
a condividere interamente la nostra vita,
tranne che nel peccato.
Così nel tuo Figlio fatto uomo
ci hai amato tutti con un amore nuovo e più alto
e nella sua obbedienza a questo disegno di grazia
ci hai ridonato la primitiva ricchezza
che nella disobbedienza della colpa era andata perduta.
Per questa misericordia che ci ha salvato
cantiamo la nostra gioia
e, uniti ai cori degli angeli e dei santi,
eleviamo l’inno di riconoscenza e di lode:
Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE

Gv 17, 11b

Padre santo, conserva nel tuo nome
coloro che mi hai dato:
che siano una cosa sola
come noi lo siamo.

ALLA COMUNIONE

Gli angeli circondano adoranti l’altare
e i sacerdoti consacrano
il corpo e il sangue di Cristo,
cantando gioiosi:
«Gloria a Dio nell’alto dei cieli».

DOPO LA COMUNIONE

O Padre, che generosamente ci hai saziato
col pane della salvezza,
libera il nostro cuore
da ogni nascosta ombra di colpa
e difendici dalle insidie di ogni avverso potere.
Per Cristo nostro Signore.