Liturgia di Domani
Rito Ambrosiano

Lunedì della 4.a settimana dopo il martirio di San Giovanni il Precursore – Anno Dispari

Memoria di S. Pio da Pietrelcina, sacerdote

Francesco Forgione nacque il 25 maggio 1887 a Pietrelcina presso Benevento.
A sedici anni entrò nel noviziato dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini a Morcone, dove vestì l’abito francescano assumendo il nome di fra Pio.
Dopo l’ordinazione sacerdotale, ricevuta a Benevento nel 1910, restò in famiglia per sei anni a causa della malferma salute.
Fu quindi destinato al Convento di San Giovanni Rotondo, dove rimase fino alla morte.
Per oltre cinquant’anni accolse moltissime persone che accorrevano a lui per riceverne il consiglio e ottenere per suo tramite il conforto e il perdono di Dio nel sacramento della Penitenza.
Assiduamente dedito alla preghiera, passava la giornata e gran parte della notte in colloquio con Dio; la celebrazione dell’eucaristia e il ministero del confessionale divennero i momenti più alti della sua attività apostolica.
Per alleviare dolori e miserie fondò la Casa Sollievo della Sofferenza.
Dispensò i tesori di grazia che Dio gli aveva concesso con singolare larghezza, generando una moltitudine di figli e figlie spirituali: di qui nacque un capillare movimento di preghiera dedicato al suo nome e diffuso in tutta la Chiesa.
Per molti anni sperimentò incomprensioni, calunnie e sofferenze, e sopportò i dolori delle sue piaghe con ammirabile serenità.
«Rappresentante stampato delle stimmate di Nostro Signore» – come lo definì Paolo VI – portò a compimento la sua esistenza terrena il 23 settembre 1968.
Il 16 giugno 2002 il papa Giovanni Paolo II lo iscrisse nell’albo dei santi.

ALL’INGRESSO
Questo santo ha ottenuto benedizione e misericordia
dal Dio che lo ha salvato;
è questa la generazione che cerca il Signore.

LETTURA 2Pt 1, 12-16
Lettura della seconda lettera di san Pietro apostolo

Carissimi, penso di rammentarvi sempre queste cose, benché le sappiate e siate stabili nella verità che possedete. Io credo giusto, finché vivo in questa tenda, di tenervi desti con le mie esortazioni, sapendo che presto dovrò lasciare questa mia tenda, come mi ha fatto intendere anche il Signore nostro Gesù Cristo. E procurerò che anche dopo la mia partenza voi abbiate a ricordarvi di queste cose. Infatti, vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del Signore nostro Gesù Cristo, non perché siamo andati dietro a favole artificiosamente inventate, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua grandezza.  

SALMO Sal 18 (19)

Risuona in tutto il mondo la parola di salvezza.

I cieli narrano la gloria di Dio,
l’opera delle sue mani annuncia il firmamento.
Il giorno al giorno ne affida il racconto
e la notte alla notte ne trasmette notizia. R

Senza linguaggio, senza parole,
senza che si oda la loro voce,
per tutta la terra si diffonde il loro annuncio
e ai confini del mondo il loro messaggio. R

Ti siano gradite le parole della mia bocca;
davanti a te i pensieri del mio cuore,
Signore, mia roccia e mio redentore. R

VANGELO Lc 18, 28-30
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Pietro disse: «Noi abbiamo lasciato i nostri beni e ti abbiamo seguito». Ed egli rispose: «In verità io vi dico, non c’è nessuno che abbia lasciato casa o moglie o fratelli o genitori o figli per il regno di Dio, che non riceva molto di più nel tempo presente e la vita eterna nel tempo che verrà».  

DOPO IL VANGELO
Gustate e vedete quanto è buono il Signore;
beato l’uomo che in lui si rifugia.

ALLO SPEZZARE DEL PANE
Beati i poveri in spirito perché di essi è il regno dei cieli.
Beati i misericordiosi perché troveranno misericordia.

ALLA COMUNIONE
«Tenetevi pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese;
siate simili ai servi che attendono il padrone
quando sta per tornare dalle nozze» – dice il Signore –.

Liturgia dei giorni successivi

Martedì della 4.a settimana dopo il martirio di San Giovanni il Precursore – Anno Dispari

ALL’INGRESSO
Il Signore mi ha liberato,
mi ha salvato perché mi ama.

LETTURA 2Pt 1, 20 – 2, 10a
Lettura della seconda lettera di san Pietro apostolo

Carissimi, sappiate anzitutto questo: nessuna scrittura profetica va soggetta a privata spiegazione, poiché non da volontà umana è mai venuta una profezia, ma mossi da Spirito Santo parlarono alcuni uomini da parte di Dio. Ci sono stati anche falsi profeti tra il popolo, come pure ci saranno in mezzo a voi falsi maestri, i quali introdurranno fazioni che portano alla rovina, rinnegando il Signore che li ha riscattati. Attirando su se stessi una rapida rovina, molti seguiranno la loro condotta immorale e per colpa loro la via della verità sarà coperta di disprezzo. Nella loro cupidigia vi sfrutteranno con parole false; ma per loro la condanna è in atto ormai da tempo e la loro rovina non si fa attendere. Dio infatti non risparmiò gli angeli che avevano peccato, ma li precipitò in abissi tenebrosi, tenendoli prigionieri per il giudizio. Ugualmente non risparmiò il mondo antico, ma con altre sette persone salvò Noè, messaggero di giustizia, inondando con il diluvio un mondo di malvagi. Così pure condannò alla distruzione le città di Sòdoma e Gomorra, riducendole in cenere, lasciando un segno ammonitore a quelli che sarebbero vissuti senza Dio. Liberò invece Lot, uomo giusto, che era angustiato per la condotta immorale di uomini senza legge. Quel giusto infatti, per quello che vedeva e udiva mentre abitava in mezzo a loro, giorno dopo giorno si tormentava a motivo delle opere malvagie. Il Signore dunque sa liberare dalla prova chi gli è devoto, mentre riserva, per il castigo nel giorno del giudizio, gli iniqui, soprattutto coloro che vanno dietro alla carne con empie passioni e disprezzano il Signore.

SALMO Sal 36 (37)

Il Signore è nostro aiuto e salvezza.

Ho visto un malvagio trionfante,
gagliardo come cedro verdeggiante;
sono ripassato ed ecco non c’era più,
l’ho cercato e non si è più trovato. R

Osserva l’integro, guarda l’uomo retto:
perché avrà una discendenza l’uomo di pace.
Ma i peccatori tutti insieme saranno eliminati,
la discendenza dei malvagi sarà sterminata. R

La salvezza dei giusti viene dal Signore:
nel tempo dell’angoscia è loro fortezza.
Il Signore li aiuta e li libera,
li libera dai malvagi e li salva,
perché in lui si sono rifugiati. R

VANGELO Lc 18,35-43
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Mentre il Signore Gesù si avvicinava a Gerico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli annunciarono: «Passa Gesù, il Nazareno!». Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui. Quando fu vicino, gli domandò: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato». Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio. E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio.  

DOPO IL VANGELO
Esulta il mio cuore per la tua salvezza,
canto al Signore che mi dà ogni bene
e inneggio all’Altissimo.

ALLO SPEZZARE DEL PANE
Dio, mio Signore, in te mi rifugio;
salvami da chi mi perseguita e liberami.

ALLA COMUNIONE
Gli angeli stanno intorno all’altare
e Cristo porge il Pane dei santi e il Calice di vita
a remissione dei peccati.

Mercoledì della 4.a settimana dopo il martirio di San Giovanni il Precursore – Anno Dispari

Sant’Anatalo e tutti i Santi vescovi milanesi

In questo giorno, dedicato dall’antichità alla memoria di Anàtalo, che è il primo nome a comparire nell’elenco dei nostri vescovi, la Chiesa ambrosiana raccoglie ed esprime in una sola celebrazione il ricordo e la venerazione per tutti i santi pastori che l’hanno nutrita e guidata nei primi sei secoli della sua storia, dalle origini fino al vescovo Natale, sepolto nella chiesa di san Giorgio al Palazzo, grata al Signore Gesù della speciale provvidenza di cui è stata circondata e certa di essere anche in futuro aiutata dall’intercessione dei suoi padri e maestri presso il trono di Dio.

ALL’INGRESSO
Il Signore li scelse come sommi sacerdoti,
aperse loro i suoi tesori, li ricolmò di ogni benedizione.

LETTURA Ger 33, 17-22
Lettura del profeta Geremia

Così dice il Signore: «Non mancherà a Davide un discendente che sieda sul trono della casa d’Israele; ai sacerdoti leviti non mancherà mai chi stia davanti a me per offrire olocausti, per bruciare l’incenso in offerta e compiere sacrifici tutti i giorni».
Fu rivolta poi a Geremia questa parola del Signore: «Dice il Signore: Se voi potete infrangere la mia alleanza con il giorno e la mia alleanza con la notte, in modo che non vi siano più giorno e notte, allora potrà essere infranta anche la mia alleanza con il mio servo Davide, in modo che non abbia più un figlio che regni sul suo trono, e quella con i leviti sacerdoti che mi servono. Come non si può contare l’esercito del cielo né misurare la sabbia del mare, così io moltiplicherò la discendenza di Davide, mio servo, e i leviti che mi servono».

SALMO Sal 8

Li hai coronati di gloria e di onore.

O Signore, Signore nostro,
quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!
Voglio innalzare sopra i cieli la tua magnificenza. R

Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita,
la luna e le stelle che tu hai fissato,
che cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi,
il figlio dell’uomo, perché te ne curi? R

Davvero l’hai fatto poco meno di un dio,
di gloria e di onore lo hai coronato.
Gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
tutto hai posto sotto i suoi piedi. R

EPISTOLA Eb 13, 7-17
Lettera agli Ebrei

Fratelli, ricordatevi dei vostri capi, i quali vi hanno annunciato la parola di Dio. Considerando attentamente l’esito finale della loro vita, imitatene la fede. Gesù Cristo è lo stesso ieri e oggi e per sempre! Non lasciatevi sviare da dottrine varie ed estranee, perché è bene che il cuore venga sostenuto dalla grazia e non da cibi che non hanno mai recato giovamento a coloro che ne fanno uso. Noi abbiamo un altare le cui offerte non possono essere mangiate da quelli che prestano servizio nel tempio. Infatti i corpi degli animali, il cui sangue viene portato nel santuario dal sommo sacerdote per l’espiazione, vengono bruciati fuori dell’accampamento. Perciò anche Gesù, per santificare il popolo con il proprio sangue, subì la passione fuori della porta della città. Usciamo dunque verso di lui fuori dell’accampamento, portando il suo disonore: non abbiamo quaggiù una città stabile, ma andiamo in cerca di quella futura. Per mezzo di lui dunque offriamo a Dio continuamente un sacrificio di lode, cioè il frutto di labbra che confessano il suo nome.
Non dimenticatevi della beneficenza e della comunione dei beni, perché di tali sacrifici il Signore si compiace. Obbedite ai vostri capi e state loro sottomessi, perché essi vegliano su di voi e devono renderne conto, affinché lo facciano con gioia e non lamentandosi. Ciò non sarebbe di vantaggio per voi.  

VANGELO Mt 7, 24-27
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».  

DOPO IL VANGELO
Ti benedicano, Signore, i tuoi santi,
dicano la gloria del tuo regno e parlino della tua potenza.

ALLO SPEZZARE DEL PANE
«Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, – dice il Signore –
anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli».

ALLA COMUNIONE
Il Signore vi ha rivestito delle vesti di salvezza,
vi ha avvolto con il manto della giustizia;
il Santo di Israele è con voi.

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