I RACCONTI E LA SAPIENZA DI ISRAELE (Giobbe – Daniele – Tobia – Ester – Giuditta – Libri sapienziali) – Parte 2

Ester

A Susa, città della Persia, vive un deportato ebreo di nome Mardocheo. Egli ha scoperto una congiura contro il re di Persia, Assuero. Mardocheo ha una nipote molto bella e dal carattere dolcissimo che si chiama Ester. Il re Assuero se ne invaghisce e la sposa. Ma i ministri di Assuero, che avevano fatto parte del complotto contro il re, odiano a morte tanto Mardocheo che la regina Ester. Con l’inganno, Aman, uno dei ministri del re, ottiene da Assuero un editto con il quale si ordina di sterminare tutti gli ebrei deportati. Ma la regina Ester, con la sua dolcezza e umiltà, ottiene dal re la revoca dell’editto e salva così i suoi compatrioti. Il re fa poi impiccare Aman sullo stesso palo che il ministro aveva preparato per Mardocheo. Il racconto insegna che la dolcezza e la verità sono sempre più forti della violenza e dell’inganno.

Giuditta

Nabucodonosor, re di Babilonia, aveva mosso guerra contro Israele. Il potentissimo esercito babilonese, comandato dal generale Oloferne, assedia la città ebrea di Betulia. Gli abitanti di Betulia sono ormai rassegnati alla resa. Nella città vive una donna di nome Giuditta. È giovane, fragile, povera, inesperta d’armi. Avendo sentito che la città sta per arrendersi, Giuditta rimprovera i suoi compatrioti. Poi rivolge al Signore questa preghiera: Dio, Dio mio, ascoltami. I nostri nemici vanno in superbia per i loro cavalli e cavalieri, si vantano della forza dei loro fanti, poggiano la loro speranza sugli scudi e sulle lance, sugli archi e sulle fionde. Tu invece sei il Dio degli umili, sei il sostenitore dei derelitti, il rifugio dei deboli, il protettore degli sfiduciati, il salvatore dei disperati. Da’ al tuo popolo la prova che tu sei il Signore. Recitata questa supplica, Giuditta si alza da terra, indossa le vesti più belle che ha e, assieme alla sua ancella, si presenta alla tenda di Oloferne. Il generale rimane subito colpito dalla bellezza di Giuditta e le assegna una tenda riservata. Dopo alcuni giorni Oloferne, nell’imminenza dell’attacco a Betulia, organizza per i suoi comandanti un sontuoso banchetto al quale invita anche Giuditta. Oloferne quella notte beve vino fino a ubriacarsi. Quando i capitani si ritirano nelle loro tende, Giuditta afferra con due mani la spada di Oloferne addormentato e, con tutta la forza di cui è capace, lo colpisce più volte sul collo fino a troncargli la testa. La morte del generale scompiglia l’esercito babilonese che in seguito, sotto l’incalzare degli abitanti di Betulia, è costretto alla fuga. Gli ebrei, per opera di una donna giovane, fragile, povera, inesperta di armi, sono salvi. Il racconto dimostra che i piccoli, i deboli, i poveri, quando si affidano a Dio, ottengono sempre la vittoria.

La sapienza in Israele

Numerosi libri della Bibbia insegnano norme pratiche per il vivere di ogni giorno, in quanto la sapienza non era tanto una virtù intellettuale, qunto pratico-morale. Il sapiente, per il popolo ebraico, era il saggio, colui cioè che sapeva come comportarsi nelle più diverse occasioni della vita; colui che conosceva la legge di Dio e la sapeva praticare, conformando ad essa la propria condotta, uniformandovi la vita intera. Il perfetto sapiente, poi, oltre a conoscere e a praticare la legge di Dio, la sapeva far conoscere agli altri, inducendo anch’essi a praticarla. Sono i libri sapienziali: i Proverbi, l’Ecclesiaste, il Siracide, la Sapienza. Secondo questi libri, la sapienza consiste soprattutto nel temere Dio e nel servirlo nelle piccole azioni quotidiane. Tra i libri sapienziali hanno una particolare importanza i Salmi e il Cantico dei Cantici. Il Cantico dei Cantici espone in forma poetica l’amore che Dio ha per l’uomo. Questo amore è così dolce e così tenero che ha quasi le caratteristiche dell’amore fra due giovani sposi. Ma il paragone è solo una pallida immagine di quanto Dio ami l’uomo. L’amore di Dio è infinitamente più dolce e più tenero. Il libro dei Salmi è una raccolta di preghiere composte durante molti secoli. I Salmi sono in tutto 150 e venivano recitati dagli ebrei nelle varie circostanze della vita. Gesù stesso ha recitato molto spesso i Salmi dell’antico testamento. Perciò ancora oggi la chiesa usa queste stupende preghiere durante il culto che rende a Dio.