LA STORIA DI GESÙ (Vangeli di Matteo – Marco – Luca – Giovanni) – Parte 3

Tu sei il Figlio di Dio

Gesù compie numerosi miracoli secondo quanto era scritto nel rotolo del profeta Isaia. Il regno di Dio è davvero iniziato, perché Gesù ridona la vista ai ciechi e l’udito ai sordi. Gesù moltiplica il pane per sfamare le folle che lo seguono. Sana i lebbrosi, fa camminare gli storpi e soprattutto guarisce il cuore dei peccatori pentiti. Gesù si mostra Signore della natura e della morte. Seda una tempesta nel mare di Galilea e risuscita una fanciulla presso Cafarnao e un giovane nella città di Nain. Gli scribi, i farisei, i sacerdoti del tempio sono irritati per le parole e i miracoli di Gesù. Pensano che egli voglia abolire la legge di Mosè. Si sentono toccati dalle accuse che Gesù rivolge agli egoisti, agli ipocriti, ai ricchi dal cuore duro. – Ma chi è questo Gesù di Nazaret? – si domandano preoccupati. La stessa domanda, un giorno, Gesù rivolge ai propri discepoli presso la città di Cesarea di Filippo: Chi dice la gente che io sia? – chiede Gesù. Gli rispondono: – Giovanni il Battista, altri poi dicono che tu sei Elia e altri ancora che sei Geremia o uno dei profeti. Gesù dice loro: – E voi chi dite che io sia? Risponde Simone Pietro: – Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente. E Gesù: – Beato te, Simone figlio di Giovanni, perché né la carne, né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra io edificherò la mia chiesa che nessuna potenza potrà mai distruggere. Da quel giorno Gesù comincia a dire apertamente ai suoi discepoli che deve andare a Gerusalemme e che deve soffrire molto a causa degli scribi, dei farisei e dei sacerdoti del tempio e venire ucciso e risuscitare il terzo giorno.

Gesù entra a Gerusalemme

Gesù lascia la Galilea e scende, con i suoi apostoli, lungo le strade della Samaria e della Giudea. Quando sono vicini a Gerusalemme, Gesù manda due apostoli a prendere un asinello. Gesù sale in groppa all’asinello ed entra in città. La folla che seguiva sempre Gesù e gli abitanti della città santa gli tributano grandi onori. La gente agita rami di palma e stende i mantelli lungo il percorso. Tutti, e in particolare i bambini, gridano: – Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Gesù sorride, ma c’è un’ombra di tristezza nei suoi occhi profondi e misteriosi. Gli scribi, i farisei e i sacerdoti del tempio sono in agitazione. Ancora si domandano: – Ma insomma, chi è costui? Gesù entra nel tempio di Gerusalemme e scaccia tutti quelli che vi trova a comprare e a vendere. Rovescia i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe e dice loro: – La casa di Dio è casa di preghiera, ma voi ne fate una spelonca di ladri. E la voce di Gesù assomiglia al sibilo di una frusta.

L’ultima cena

I sacerdoti del tempio sono furenti contro Gesù. Tentano in tutti i modi di prenderlo per processarlo. Ma temono la folla e sono indecisi sul da farsi. Allora uno dei dodici apostoli, Giuda Iscariota, si presenta davanti ai sacerdoti e dice: – Quanto mi volete dare perché io ve lo consegni? Quelli gli fissano trenta monete d’argento. Da quel momento Giuda cerca l’occasione propizia per consegnare Gesù ai sacerdoti del tempio. In quei giorni gli ebrei celebrano la festa di Pasqua per ricordare l’uscita di Israele dalla schiavitù di Egitto. Anche Gesù desidera fare la Pasqua con i suoi discepoli. Venuta la sera del giovedì, Gesù si mette a mensa con i dodici. Mentre mangiano Gesù dice: – Ho desiderato ardentemente di mangiare con voi questa Pasqua prima della mia passione. Poi Gesù prende un pane, lo benedice, lo spezza e lo distribuisce agli apostoli dicendo: – Prendete e mangiate. Questo è il mio corpo che è dato per voi. Fate questo in memoria di me. Allo stesso modo, dopo aver cenato, prende un calice di vino e dice: – Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue che viene versato per voi. Con queste parole e questi gesti, Gesù, durante l’ultima cena, istituisce l’eucaristia. Il pane e il vino diventano il suo corpo e il suo sangue. Gesù mantiene così la promessa che un giorno aveva fatto agli apostoli: – Il Padre mio vi darà il pane che viene dal cielo, quello vero. Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna del deserto e sono morti. Io sono il pane vivo disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo. Dopo aver istituito l’eucaristia Gesù dice: – In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà. E la voce di Gesù è intrisa di una tristezza infinita. Gli apostoli si guardano gli uni gli altri. Non sanno di chi Gesù parli. Giovanni, l’apostolo che Gesù amava più di ogni altro, posa il capo sul petto di Gesù e gli domanda sottovoce: – Signore, chi è? Gesù risponde: – È colui per il quale intingerò un boccone e glielo darò. E intinto un boccone di pane nel piatto, lo porge a Giuda Iscariota dicendogli: – Quello che devi fare, fallo al più presto. Nessuno degli apostoli capisce le parole di Gesù. Giuda, tenendo gli occhi bassi, prende il boccone e subito esce dalla stanza. Fuori ormai è notte.

Gesù predice il rinnegamento di Pietro

Dopo che Giuda Iscariota è uscito, Gesù dice agli undici: – Figlioli, ancora per poco sono con voi. Vi do un comandamento nuovo: amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato. Da questo conosceranno che siete miei discepoli. Simone Pietro domanda: – Signore, dove vai? Gesù risponde: – Dove io vado per ora tu non puoi seguirmi. Mi seguirai più tardi. Pietro, con voce ferma e sporgendo in avanti l’ampio torace, ribatte: – Perché non posso seguirti? Darò la mia vita per te! E Gesù: – Darai la mia vita per me? In verità, in verità ti dico: Prima che domattina il gallo canti, tu mi avrai rinnegato tre volte. E la voce di Gesù è intrisa di una tristezza infinita. Poi continua: – Io vado a prepararvi un posto e del luogo dove io vado voi conoscete la via. Dice Tommaso: – Non sappiamo dove vai. Come possiamo conoscere la via? Risponde Gesù: – Io sono la via, la verità e la vita. Chi conosce me, conosce anche il Padre. Dice Filippo: – Signore, mostraci il Padre e ci basta. Risponde Gesù: – Da tre anni sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. E mentre Gesù pronuncia queste parole i suoi occhi sono ancora più profondi e misteriosi.