Il 23 Luglio si festeggia Santa Brigida, scopriamo le famose 15 Orazioni

SANTA BRIGIDA, La Mistica del Nord

LE QUINDICI ORAZIONI RIVELATE DA NOSTRO SIGNORE A SANTA BRIGIDA .

Promesse di Gesù.

Siccome era molto tempo che Brigida desiderava sapere il numero dei colpi che nostro Signore aveva ricevuto durante la sua Passione, un giorno Egli le apparve dicendole: “Figlia mia, ho ricevuto sul mio corpo 5480 colpi. Se tu vorrai onorarli, dirai 15 Pater e 15 Ave con le orazioni seguenti (che le insegnò), durante un anno. Trascorso l’anno, tu avrai salutato ognuna delle mie piaghe”. E aggiunse: ”Chiunque dirà queste orazioni durante un anno avrà questi benefici:

1. Libererà dal Purgatorio 15 anime della sua stirpe.

2. 15 giusti della sua stirpe saranno confermati e conservati in grazia.

3. 15 peccatori della sua stirpe si convertiranno.

4. La persona che le dirà avrà il primo grado di perfezione.

5.15 giorni prima di morire riceverà il mio prezioso Corpo in modo che sarà liberato dalla fame eterna e berrà il mio prezioso Sangue perché non abbia sete in eterno.

6. 15 giorni prima di morire avrà una perfetta conoscenza e contrizione amara di tutti i suoi peccati.

7. Metterò il segno della mia Croce vittoriosa davanti a lei per soccorrerla e difenderla contro gli attacchi dei suoi nemici.

8. Prima della sua morte io verrò da lei con la mia amatissima e cara Madre.

9. Riceverò benignamente la sua anima e la condurrò alle gioie eterne.

10. E conducendola fino là, io le darò con singolare tratto da bere alla fonte della mia Deità; cosa che non farò con quelli che non avranno recitato queste Orazioni.

11. Occorre sapere che chiunque avesse vissuto durante 30 anni in peccato mortale e dirà devotamente o si sarebbe proposto di dire queste Orazioni, io gli perdonerò tutti i suoi peccati.

12. Lo difenderò dalle tentazioni.

13. Gli conserverò i suoi 5 sensi.

14. Lo preserverò dalla morte improvvisa.

15. Salverò la sua anima dalle pene eterne.

16. Otterrà tutto quello che domanderà a Dio e alla Santa Vergine Maria.

17. Se avesse vissuto sempre secondo la sua volontà e avesse dovuto morire domani, la sua vita si prolungherà.

18. Tutte le volte che reciterà queste orazioni guadagnerà l’indulgenza parziale.

19. Sarà sicuro di essere aggiunto al coro degli Angeli.

20. Se qualcuno le insegnerà ad un altro, avrà gioia e merito senza fine, che saranno stabili sulla terra e dureranno eternamente in Cielo.

21. Dove sono e saranno dette queste orazioni, Dio è presente con la sua grazia”.

PRIMA ORAZIONE.

O Signore Gesù Cristo, dolcezza eterna di coloro che Ti amano, gioia che trapassa ogni gioia ed ogni desiderio, salvezza ed amore di coloro che si pentono, ai quali dicesti: “Le mie delizie sono con i figli degli uomini”, e Ti sei fatto uomo per la loro salvezza, ricordati dei motivi che Ti spinsero a prendere la carne umana e di tutte le sofferenze che sopportasti dal momento della tua incarnazione fino al tempo della tua santa Passione, così come era stato decretato e ordinato dall’eternità nel pensiero divino. Ricordati del dolore che, come affermi Tu stesso, ebbe la tua anima quando dicesti: “La mia anima è triste fino alla morte”; e quando nell’ultima cena con i tuoi discepoli, dopo aver loro lavato i piedi, Tu desti loro il tuo sacro Corpo e il tuo prezioso Sangue e, consolandoli con dolcezza, predicesti la tua imminente Passione. Ricordati del tremito, dell’angoscia e del dolore che sopportasti nel santissimo Corpo prima di salire sul patibolo della Croce quando, dopo aver pregato per tre volte il Padre, coperto del sudore di Sangue, fosti tradito da uno dei tuoi discepoli, preso dal tuo popolo eletto, accusato da falsi testimoni, ingiustamente condannato a morte da tre giudici al tempo solenne della Pasqua, tradito, deriso, spogliato dei tuoi vestiti, bendato e schiaffeggiato, legato alla colonna, flagellato e coronato di spine. Per il ricordo che serbo di queste pene, Ti prego, dolcissimo Gesù, di concedermi prima della mia morte, una vera contrizione, una sincera confessione e la remissione di tutti i miei peccati. Amen O dolcissimo Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la nostra salvezza crocifisso, regnante ora in cielo, abbi pietà di noi.

Padre nostro, Ave Maria.

SECONDA ORAZIONE.

O Gesù, vera letizia degli Angeli e Paradiso di delizie, ricordati degli orribili tormenti che provasti quando i tuoi nemici come leoni feroci Ti attorniarono e con schiaffi, sputi, graffi e altri supplizi, Ti tormentarono a piacere. In considerazione delle parole ingiuriose, delle crudeli percosse e dei durissimi tormenti con i quali i tuoi nemici Ti afflissero, Ti supplico, o mio Salvatore, di liberarmi dai miei nemici visibili e invisibili, di proteggermi all’ombra delle tue ali e donarmi la salvezza eterna. Amen O dolcissimo Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la nostra salvezza crocifisso, regnante ora in cielo, abbi pietà di noi.

Padre nostro, Ave Maria.

TERZA ORAZIONE.

O Verbo incarnato, onnipotente Creatore del mondo, che sei immenso, incomprensibile, e puoi racchiudere l’universo nel palmo della tua mano, ricordati del dolore amarissimo che soffristi quando le tue sacre mani e i tuoi delicatissimi piedi furono trafitti con chiodi acuminati e fissati sul legno della Croce. Quale dolore provasti, o Gesù, quando i tuoi crocifissori con una crudeltà spaventosa dilaniarono le tue membra e Ti slogarono le congiunture delle ossa tirando il tuo Corpo per ogni verso, a loro piacere. Io Ti scongiuro, o Gesù, in memoria di questi terribili dolori da Te sopportati sulla Croce, di concedermi che io Ti ami e tema quanto si conviene. Amen O dolcissimo Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la nostra salvezza crocifisso, regnante ora in cielo, abbi pietà di noi.

Padre nostro, Ave Maria.

QUARTA ORAZIONE.

O Gesù, Medico celeste innalzato sulla Croce per guarire le nostre piaghe con le tue, ricordati dei dolori che provasti nelle tue membra già lacerate, mentre la Croce veniva alzata. Dai piedi alla testa, nessuna parte del tuo Corpo fu senza strazio; tuttavia, dimenticando le atroci sofferenze, porgesti pietose preghiere al Padre per i tuoi nemici dicendo: “Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno”. Per questa smisurata carità e misericordia, e per la memoria dei tuoi dolori, concedimi di ricordare la tua amatissima Passione affinché essa mi giovi per una piena remissione di tutti i miei peccati. Amen O dolcissimo Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la nostra salvezza crocifisso, regnante ora in cielo, abbi pietà di noi.

Padre nostro, Ave Maria.

QUINTA ORAZIONE.

O Gesù, specchio di eterna chiarezza, ricordati dell’afflizione che provasti quando, oltre alla salvezza offerta alle anime mediante la tua Passione, prevedesti anche che molte non l’avrebbero accolta. Pertanto Ti chiedo, per la tua infinita misericordia che mostrasti non solo nell’aver dolore dei perduti e disperati, ma nell’adoperarla verso il ladrone, quando gli dicesti: “Oggi sarai con me in Paradiso”, che Tu voglia, o pietoso Gesù, riversarla su di me nell’ora della mia morte. Amen. O dolcissimo Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la nostra salvezza crocifisso, regnante ora in cielo, abbi pietà di noi.

Padre nostro, Ave Maria.

SESTA ORAZIONE.

O Gesù Re amabile, ricordati del dolore che provasti quando nudo e disprezzato pendevi in Croce, senza avere, tra tanti amici e conoscenti che Ti erano accanto, chi Ti consolasse eccetto la tua diletta Madre alla quale raccomandasti il discepolo prediletto, dicendo: “Donna, ecco il tuo figlio!” ed al discepolo: “Ecco la tua Madre!”. Fiducioso Ti prego, pietosissimo Gesù, per la spada di dolore che Le trapassò l’anima, di avere compassione di me, nelle mie afflizioni e tribolazioni tanto fisiche che spirituali, e di consolarmi procurandomi aiuto e gioia in ogni prova ed avversità. Amen O dolcissimo Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la nostra salvezza crocifisso, regnante ora in cielo, abbi pietà di noi.

Padre nostro, Ave Maria.

SETTIMA ORAZIONE.

O Signore Gesù Cristo, fonte di dolcezza infinita, che con amore dicesti in Croce: “Ho sete”, cioè desidero sommamente la salvezza del genere umano, Ti preghiamo di accendere in noi il desiderio di vivere santamente spegnendo del tutto la sete delle nostre concupiscenze e la ricerca dei piaceri mondani. Amen O dolcissimo Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la nostra salvezza crocifisso, regnante ora in cielo, abbi pietà di noi.

Padre nostro, Ave Maria.

OTTAVA ORAZIONE.

O Signore Gesù Cristo, dolcezza dei cuori e soavità dello spirito, per l’amarezza dell’aceto e del fiele che per noi gustasti nell’ora della tua morte, concedi a noi, miseri peccatori, che in ogni tempo e specialmente nell’ora della nostra morte, ci possiamo nutrire del tuo Corpo e Sangue non indegnamente, ma come rimedio e consolazione delle nostre anime. Amen.

O dolcissimo Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la nostra salvezza crocifisso, regnante ora in cielo, abbi pietà di noi.

Padre nostro, Ave Maria.

NONA ORAZIONE.

O Signore Gesù Cristo, giubilo dello spirito, ricordati dell’angoscia e del dolore che patisti quando per l’amarezza della morte e l’insulto dei Giudei gridasti al Padre tuo: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. Per questo Ti chiedo di non abbandonarmi nell’ora della morte. Signore mio e Dio mio. Amen O dolcissimo Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la nostra salvezza crocifisso, regnante ora in cielo, abbi pietà di noi.

Padre nostro, Ave Maria.

DECIMA ORAZIONE.

O Signore Gesù Cristo, principio e termine ultimo del nostro amore, che dalla pianta dei piedi fino alla cima del capo Ti sommergesti nel mare dei patimenti, Ti prego per le tue larghe e profondissime Piaghe, di insegnarmi ad operare perfettamente con vera carità nella Legge e nei tuoi precetti. Amen O dolcissimo Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la nostra salvezza crocifisso, regnante ora in cielo, abbi pietà di noi.

Padre nostro, Ave Maria.

UNDICESIMA ORAZIONE.

O Signore Gesù Cristo, profondo abisso di pietà e di misericordia, Ti chiedo, per la profondità delle piaghe che trapassarono non solo la tua carne e le midolla delle ossa, ma anche le più intime viscere, di sollevare me, sommerso nei peccati e nascondermi nelle aperture delle tua ferite. Amen O dolcissimo Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la nostra salvezza crocifisso, regnante ora in cielo, abbi pietà di noi.

Padre nostro, Ave Maria.

DODICESIMA ORAZIONE.

O Gesù Cristo, specchio di verità, segno di unità e legame di carità, ricordati le innumerevoli ferite di cui fu ricoperto il tuo Corpo, lacerato e imporporato dal tuo preziosissimo Sangue. Scrivi, Ti prego, con quello stesso Sangue le tue ferite nel mio cuore, affinché nella meditazione del tuo dolore e del tuo amore, si rinnovi in me ogni giorno il dolore del tuo patire, si accresca l’amore, ed io perseveri continuamente nel renderti grazie sino alla fine della mia vita, quando verrò da Te, pieno di tutti i beni e di tutti i meriti che Ti degnasti di donarmi dal tesoro della tua Passione. Amen O dolcissimo Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la nostra salvezza crocifisso, regnante ora in cielo, abbi pietà di noi.

Padre nostro, Ave Maria.

TREDICESIMA ORAZIONE.

O Signore Gesù Cristo, Re invincibile ed immortale, ricordati del dolore che provasti quando essendo venute meno tutte le forze del Corpo e del tuo Cuore, chinando il capo dicesti: “Tutto è compiuto!”. Perciò Ti prego, per tale angustia e dolore, abbi misericordia di me nell’ultima ora della mia vita, quando la mia anima sarà turbata dall’ansia dell’agonia. Amen O dolcissimo Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la nostra salvezza crocifisso, regnante ora in cielo, abbi pietà di noi.

Padre nostro, Ave Maria.

QUATTORDICESIMA ORAZIONE.

O Gesù Cristo, Unigenito del Padre altissimo, splendore e immagine della sua sostanza, ricordati dell’umile preghiera con la quale raccomandasti il tuo spirito dicendo: “Padre, nelle tue mani consegno il mio Spirito”. E dopo aver piegato il capo e aperte le viscere della tua misericordia per riscattarci, emanasti l’ultimo respiro. Per questa preziosissima morte Ti prego, Re dei Santi, fortificami nel resistere alle tentazioni del diavolo, del mondo e della carne, affinché, morto al mondo, io viva solo in Te e nell’ultima ora della mia vita Tu riceva il mio spirito che dopo lungo esilio e pellegrinaggio desidera ritornare alla sua Patria. Amen O dolcissimo Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la nostra salvezza crocifisso, regnante ora in cielo, abbi pietà di noi.

Padre nostro, Ave Maria.

QUINDICESIMA ORAZIONE.

O Gesù, vera e feconda vita, ricordati dell’abbondante effusione del tuo Sangue, quando piegato il capo sulla Croce, il soldato Longino Ti squarciò il costato da cui uscirono le ultime gocce di sangue ed acqua. Per questa amarissima Passione Ti prego, dolcissimo Gesù, di ferire il mio cuore, affinché giorno e notte io versi lacrime o penitenze di amore. Convertimi totalmente a Te perché il mio cuore sia tua perpetua dimora, la mia conversione Ti piaccia e Ti sia accetta, ed il termine della mia vita sia lodevole, per lodarti insieme con tutti i Santi in eterno. Amen. O dolcissimo Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la nostra salvezza crocifisso, regnante ora in cielo, abbi pietà di noi.

Padre nostro, Ave Maria.

PREGHIERA FINALE.

 O Signore mio Gesù Cristo, Figlio di Dio vivo, accetta questa preghiera con lo stesso sviscerato amore col quale sopportasti tutte le piaghe del tuo santissimo Corpo; abbi di noi misericordia, ed a tutti i fedeli, vivi e defunti, concedi la tua misericordia, la tua grazia, la remissione di tutte le colpe e pene, e la vita eterna. Amen

Il 16 Luglio si festeggia la Beata Vergine del Monte Carmelo, un pò di storia..

B.V. MARIA DEL MONTE CARMELO

Le Sacre Scritture celebrano la bellezza del Carmelo dove il profeta Elia difese la purezza della fede di Israele nel Dio vivente. Ai tempo delle crociate alcuni eremiti cristiani scelsero di condurre la vita contemplativa su questa montagna sacra, nei pressi di Nazaret, dove la Vergine Maria aveva vissuto “custodendo la Parola di Dio nel suo cuore”.

Da meditare…

Quando si fece la ricognizione delle spoglie mortali di S. Alfonso Maria de’ Liguori, rimaste sottoterra per 28 anni, mentre apparvero infradiciti e polverizzati il rocchetto, il camice di lino e ogni altra veste con cui era stato composto il sacro corpo, soltanto l’Abito del Carmine fu trovato intatto da ogni tarlo e corruzione. Il fatto fu unanimemente riconosciuto come miracoloso. Anche Don Bosco fu sepolto con l’Abitino del Carmine che aveva sempre portato durante la vita. Quando nel 1929 si fece la  ricognizione del suo cadavere in presenza del Cardinal Gamba e di Monsignor Salotti, gli occhi degli astanti furono attratti dall’Abitino del Carmine e dal crocifisso che spiccavano nitidi sulle stoffe consumate. Oggi la riforma liturgica ha ridotto la festa della Madonna del Carmine a una semplice memoria facoltativa, ma è una memoria molto cara al cuore dei veri devoti di Maria.

Cos’è l’abitino del Carmine detto anche Scapolare?

Lo Scapolare della Madonna del Carmine è l’abito dei Carmelitani. Indossarlo significa appartenere alla famiglia del Carmelo. Lo Scapolare è chiamato anche “Abitino”, piccolo abito, perché riproduce in piccolo le dimensioni l’abito dell’ordine. Rivestire l’abitino significa consacrarsi a Maria, essere riconosciuti da Lei come figli prediletti. Rispondendo all’amore della Vergine Maria, i suoi devoti vivono sicuri della sua protezione nei pericoli della vita e nell’ora della morte. Lo Scapolare è formato da due pezzi di stoffa marrone collegati fra loro da un esile fettuccia o cordoncino, che hanno da una parte l’immagine di Nostra Signora del Carmelo e dall’altra il Cuore di Gesù, o lo stemma dell’Ordine carmelitano. Normalmente va portato attorno al collo. È una miniatura dell’abito carmelitano, per questo è di tela. Chi si riveste dello scapolare passa a far parte della famiglia carmelitana e si consacra alla Madonna. Lo scapolare è quindi un segno visibile dell’alleanza con Maria.

Risultati immagini per scapolare

Preghiamo…

O Maria, Madre del Carmelo, a Te consacro tutta la mia vita quale piccolo tributo per le tante grazie e benedizioni che attraverso le tue mani ho ricevuto da Dio. Tu guardi con particolare benevolenza coloro che indossano il tuo Scapolare. Ti supplico perciò di sostenere la mia fragilità con le tue virtù, di illuminare con la tua sapienza le tenebre della mia mente e di accrescere in me la fede, la speranza e la carità,  affinché possa ogni giorno renderti il tributo di umile omaggio. Il sacro Scapolare richiami su di me gli sguardi tuoi misericordiosi e sia pegno della particolare protezione nella lotta quotidiana, sì che io possa rimanere fedele al Tuo Figlio e a Te. Il tuo Scapolare mi tenga lontano da ogni peccato e mi doni ogni giorno la certezza che Tu sei vicino a me e il desiderio di imitare le tue virtù. D’ora in poi cercherò di vivere in soave unione con il tuo Spirito e di offrire tutto a Dio per mezzo tuo. O Madre dilettissima, il tuo indefettibile amore faccia sì che un giorno sia concesso anche a me, indegno peccatore, di trasformare il tuo Scapolare nell’eterna veste nuziale e di abitare con Te e con i Santi del Carmelo nel regno del Figlio Tuo. Così sia.

Il 23 Giugno si festeggia il Santissimo Corpo e Sangue del Signore: un pò di storia..

Ogni volta che mangiamo di questo Pane e beviamo di questo Calice, noi annunziamo la morte del Signore finché egli venga.

Sequenza

Ecco il pane degli angeli,
pane dei pellegrini,
vero pane dei figli:
non dev’essere gettato.

Con i simboli è annunziato,
in Isacco dato a morte,
nell’agnello della Pasqua,
nella manna data ai padri.

Buon pastore, vero pane,
o Gesù, pietà di noi:
nutrici e difendici,
portaci ai beni eterni
nella terra dei viventi.

Tu che tutto sai e puoi,
che ci nutri sulla terra,
conduci i tuoi fratelli
alla tavola del cielo
nella gioia dei tuoi santi.  
Ecce Panis Angelorum,
Factus cibus viatorum
Vere panis filiorum,
Non mittendus canibus.

In figuris praesignatur,
Cum Isaac immolatur,
Agnus Paschae deputatur,
Datur manna patribus.

Bone pastor, panis vere,
Jesu, nostri miserere:
Tu nos pasce, nos tuere,
Tu nos bona fac videre
In terra viventium.

Tu qui cuncta scis et vales,
Qui nos pascis hic mortales:
Tuos ibi commensales,
Coheredes et sodales
Fac sanctorum civium.

Un po’ di storia…

L’ispirazione per l’istituzione della festa del Corpus Domini si deve alla Beata Giuliana di Retìne, priora nel Monastero del Monte Cornelio, presso Liegi, in Belgio, nel XIII secolo. Secondo le visioni della Beata Giuliana, la liturgia della Chiesa dell’epoca mancava di una festa che onorasse il Corpo di Cristo sacrificato per l’umanità. Per questo la religiosa si batté per l’istituzione di un culto che glorificasse il Sacramento dell’Eucaristia. Il Vescovo di Liegi istituì nel 1246 la festa diocesana del Corpus Domini. Nel 1263, a Bolsena, un prete boemo fu protagonista di uno straordinario miracolo eucaristico (le cui reliquie sono oggi conservate nel Duomo di Orvieto) e l’8 settembre 1264 Papa Urbano IV promulgò la Bolla Transiturus in cui annunciava l’istituzione della Festa del Corpus Domini per tutta la Chiesa Universale. Da allora la popolarità della Festa è cresciuta ovunque grazie alle processioni eucaristiche e al culto del Santissimo Sacramento al di fuori della Messa. Celebriamo oggi l’intima relazione tra Eucaristia e Chiesa, tra il Corpo del Signore e il suo Corpo Mistico.

DISPOSIZIONI SULLA DISTRIBUZIONE DELLA COMUNIONE EUCARISTICA (Decreto del 27 aprile 2009)

“….Fin dalle sue origini la Chiesa apostolica ha espresso la convinzione di fede che i discepoli s’incontrano con il Risorto, ne fanno esperienza nel primo giorno dopo il sabato ascoltando la Parola di Dio e la sua spiegazione e spezzando il pane eucaristico (cfr. Le 24, 13-35; Al 20, 7-12). San Giustino nella I Apologia, al n. 67 testimonia l’ulteriore sviluppo di questa prassi.

La predicazione degli apostoli, poi, illustrava ai fedeli la grandezza del Sacramento dell’altare e le disposizioni interiori necessarie per potervi partecipare con frutto, senza correre il rischio di mangiare e bere la propria condanna (cfr. 1 Cor 11, 29), ma al contrario perché mangiando di quel pane, Corpo di Cristo dato per la vita del mondo, chi crede possa avere la vita eterna (cfr. Gv 6, 51).

È quindi preciso dovere dell’apostolo esortare spesso i cristiani perché possano ricevere degnamente il Corpo di Cristo plasmando la propria vita ad immagine di Colui che nel sacramento viene ricevuto.

La pietà e la venerazione interiore con cui i fedeli si accostano all’Eucaristia si manifesta anche esteriormente nel modo con cui essi ricevono il Pane consacrato.

La catechesi dei pastori non manchi dunque di soffermarsi anche sul modo con cui ci si può accostare all’Eucaristia perché si eviti il più possibile che il Santissimo Sacramento dell’Eucaristia sia trattato con superficialità o addirittura in modo irriverente o, peggio ancora, sacrilego.

Dobbiamo infatti prendere atto che purtroppo si sono ripetuti casi di profanazione dell’Eucaristia approfittando della possibilità di accogliere il Pane consacrato sul palmo della mano, soprattutto, ma non solo, in occasione di grandi celebrazioni o in grandi chiese oggetto di passaggio di numerosi fedeli.

Per tale motivo è bene vigilare sul momento della santa Comunione partendo dall’osservanza delle comuni norme ben note a tutti.

La distribuzione dell’Eucaristia avvenga in modo pacato ed ordinato, sia fatta in primo luogo dai ministri ordinati (presbitero e diacono); solo in loro mancanza dai ministri a ciò istituiti (accoliti). Solo in casi veramente eccezionali si ricorra ad altri ministri istituiti (lettori), alle religiose o a fedeli ben preparati.

Durante la Comunione i ministranti assistano il ministro, per quanto possibile, vigilando che ogni fedele dopo aver ricevuto il Pane consacrato lo consumi immediatamente davanti al ministro e che per nessun motivo venga portato al posto, oppure riposto nelle tasche o in borse o altrove, né cada per terra e venga calpestato.

L’Eucaristia è infatti il bene più prezioso che la Chiesa custodisce, presenza viva del Signore Risorto; tutti i fedeli si devono sentire chiamati a fare ogni sforzo perché questa presenza sia onorata prima di tutto con la vita e, poi, con i segni esteriori della nostra adorazione……”.

Bologna, dalla Residenza Arcivescovile, 27 aprile 2009.

+ Cardinale Carlo Caffarra
Arcivescovo

Continua il nostro lavoro, aiutaci con i tuoi suggerimenti!

Cari Amici,

sono numerosi i messaggi che riceviamo ogni giorno a motivo della nuova veste del sito: molti di voi si complimentano, alcuni faticano un po’ a prendere confidenza con la novità (ed è normale sia così…), ma soprattutto in parecchi ci date suggerimenti per migliorare la visualizzazione e i contenuti. Ognuno di questi messaggi è per noi motivo di gioia e di rinnovato entusiasmo per il nostro lavoro, che si basa tutto sul volontariato. Non smettete di scriverci e di indicarci come migliorare il sito! Per questo, utilizzate la pagina SCRIVI per contattarci.

Stiamo procedendo con il nostro lavoro di caricamento e di aggiornamento delle pagine. Questa settimana abbiamo reso nuovamente accessibili alcuni PERCORSI di approfondimento:

Entro la fine di Giugno tornerà ad essere disponibile la funzionalità per leggere le letture del giorno dopo (“Letture di domani”), ed altri contenuti.

Tra qualche settimana riattiveremo la presenza della pubblicità sul sito. Questo ci permetterà di sostenere i costi del server più potente e professionale (..ma anche più oneroso..) che stiamo utilizzando. E poiché ciò che è gratuito per voi, non significa che non abbia un costo per noi, desiderandolo, potete sostenere il progetto “LaParola.it” mediante una piccola donazione con Carta di Credito (PayPal) o bonifico.

Grazie per la vostra collaborazione, e un caro saluto per tutti.

Francesca, Davide e Jacopo

Aggiornamento riguardante il nuovo sito LaParola.it

Cari Amici, 

dopo le difficoltà tecniche occorse al sito La Parola nel mese di maggio, siamo ripartiti con una nuova piattaforma:

nuova nella veste, ma non nei contenuti!

Stiamo infatti trasferendo, con paziente lavoro, tutti i materiali nelle varie sezioni, e contiamo di rendere le pagine fruibili al meglio nel più breve tempo possibile.

Ringraziamo tutti coloro che con simpatia e tanta amicizia ci fanno giungere parole di stima e di incoraggiamento, insieme a tanti utili e preziosi suggerimenti.

In questo spirito di unità, perseveriamo nel buon cammino intrapreso. Grazie!

Francesca, Davide, e Jacopo

Benvenuto sul nuovo sito LaParola.it

Cari Amici,

in moltissimi in queste ultime settimane avete continuato a scrivermi chiedendo perché fosse diventato praticamente impossibile il collegamento al sito La Parola.

La causa si è ricondotta ad un guasto tecnico del nostro Hosting, guasto che alla fine è risultato essere irreparabile. Questo ci ha messo nella condizione di dover dare avvio, in tempi brevi, ad una nuova versione del sito che, per ora, permetterà la sola consultazione della Liturgia quotidiana e della relativa meditazione.

Tuttavia, io e i miei collaboratori ci impegniamo sin da ora a lavorare affinché, nel più breve tempo possibile, ogni contenuto del vecchio sito venga non solo ripristinato, ma anche arricchito. Indubbiamente, come ogni passaggio, richiederà pazienza da parte di ognuno. Siamo consapevoli di aver dovuto deporre una veste alla quale eravamo abituati da oltre un ventennio, ma ripartiamo saldi nella fedeltà alla Parola che è da sempre.

Sono certa che Colui che fa nuove tutte le cose saprà condurci in questa nuova sfida che ha il suo inizio proprio oggi, 27 maggio, giorno in cui ricordiamo Roberto Zago nel secondo anniversario della sua nascita al Cielo. Sarà nostro impegno fare tesoro del suo lavoro e continuare con il nostro umile servizio, e con l’aiuto della vostra preghiera, a diffondere la Buona Novella del Regno di Dio.

A tutti noi insieme, buon cammino!
Francesca, Davide e Jacopo

Preghiera di Papa Pio XII in onore di Maria Regina

PREGHIERA DI SUA SANTITÀ PIO PP. XII IN ONORE DI MARIA REGINA*

Basilica di San Pietro – Lunedì, 1° novembre 1954

 

[Prima di procedere alla Incoronazione della Venerata Immagine di Maria «Salus populi Romani», il Pontefice pronuncia un Discorso, quindi la seguente preghiera:]

Dal profondo di questa terra di lacrime, ove la umanità dolorante penosamente si trascina; tra i flutti di questo nostro mare perennemente agitato dai venti delle passioni; eleviamo gli occhi a voi, o Maria, Madre amatissima, per riconfortarci contemplando la vostra gloria, e per salutarvi Regina e Signora dei cieli e della terra, Regina e Signora nostra.

Questa vostra regalità vogliamo esaltare con legittimo orgoglio di figli e riconoscerla come dovuta alla somma eccellenza di tutto il vostro essere, o dolcissima e vera Madre di Colui, che è Re per diritto proprio, per eredità, per conquista.

Regnate, o Madre e Signora, mostrandoci il cammino della santità, dirigendoci e assistendoci, affinchè non ce ne allontaniamo giammai.

Come nell’alto del cielo Voi esercitate il vostro primato sopra le schiere degli Angeli, che vi acclamano loro Sovrana; sopra le legioni dei Santi, che si dilettano nella contemplazione della vostra fulgida bellezza; così regnate sopra l’intero genere umano, soprattutto aprendo i sentieri della fede a quanti ancora non conoscono il vostro Figlio. Regnate sulla Chiesa, che professa e festeggia il vostro soave dominio e a voi ricorre come a sicuro rifugio in mezzo alle calamità dei nostri tempi. Ma specialmente regnate su quella porzione della Chiesa, che è perseguitata ed oppressa, dandole la fortezza per sopportare le avversità, la costanza per non piegarsi sotto le ingiuste pressioni, la luce per non cadere nelle insidie nemiche, la fermezza per resistere agli attacchi palesi, e in ogni momento la incrollabile fedeltà al vostro Regno.

Regnate sulle intelligenze, affinchè cerchino soltanto il vero; sulle volontà, affinchè seguano solamente il bene; sui cuori, affinchè amino unicamente ciò che voi stessa amate.

Regnate sugl’individui e sulle famiglie, come sulle società e le nazioni; sulle assemblee dei potenti, sui consigli dei savi, come sulle semplici aspirazioni degli umili.

Regnate nelle vie e nelle piazze, nelle città e nei villaggi, nelle valli e nei monti, nell’aria, nella terra e nel mare;

e accogliete la pia preghiera di quanti sanno che il vostro è regno di misericordia, ove ogni supplica trova ascolto, ogni dolore conforto, ogni sventura sollievo, ogni infermità salute, e dove, quasi al cenno delle vostre soavissime mani, dalla stessa morte risorge sorridente la vita.

Otteneteci che coloro, i quali ora in tutte le parti del mondo vi acclamano e vi riconoscono Regina e Signora, possano un giorno nel cielo fruire della pienezza del vostro Regno, nella visione del vostro Figlio, il quale col Padre e con lo Spirito Santo vive e regna nei secoli dei secoli. Così sia!

 

PIUS PP. XII

*Discorsi e Radiomessaggi di Sua Santità Pio XII, XVI,
Sedicesimo anno di Pontificato, 2 marzo 1954 – 1° marzo 1955, pp. 240 – 241
Tipografia Poliglotta Vaticana