Venerdì della 5.a settimana dopo Pentecoste – Anno Dispari

VENERDI DELLA V SETTIMANA DOPO PENTECOSTE

ALL’INGRESSO

Cfr. Is 37, 17a. 20

Porgi l’orecchio, Signore, e ascolta:
salvaci tu, Dio nostro,
perché tutti conoscano che tu sei il solo Dio.

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA

Guida, o Dio, il cammino della tua Chiesa
secondo il disegno del tuo ineffabile amore;
tu, che l’hai contemplata e amata prima della creazione del mondo
nel segreto della tua eterna vita,
serbala nella ricchezza di grazia
fino al compimento nella gloria delle tue divine promesse.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

LETTURA

Dt 32, 45-52

La fine di Mosè.

Lettura del libro del Deuteronomio.

In quei giorni. Quando Mosè ebbe finito di pronunciare tutte queste parole davanti a tutto Israele, disse loro: «Ponete nella vostra mente tutte le parole che io oggi uso come testimonianza contro di voi. Le prescriverete ai vostri figli, perché cerchino di eseguire tutte le parole di questa legge. Essa infatti non è una parola senza valore per voi; anzi è la vostra vita. Per questa parola passerete lunghi giorni nel paese in cui state per entrare per prenderne possesso, attraversando il Giordano».
In quello stesso giorno il Signore disse a Mosè: «Sali su questo monte degli Abarìm, sul monte Nebo, che è nella terra di Moab, di fronte a Gerico, e contempla la terra di Canaan, che io do in possesso agli Israeliti. Muori sul monte sul quale stai per salire e riunisciti ai tuoi antenati, come Aronne tuo fratello è morto sul monte Or ed è stato riunito ai suoi antenati, perché siete stati infedeli verso di me in mezzo agli Israeliti alle acque di Merìba di Kades, nel deserto di Sin, e non avete manifestato la mia santità in mezzo agli Israeliti. Tu vedrai la terra davanti a te, ma là, nella terra che io sto per dare agli Israeliti, tu non entrerai!».

Parola di Dio.

SALMO

Sal 134 (135), 13. 5-6. 8-12

Signore, il tuo ricordo resterà per ogni generazione.

Sì, riconosco che il Signore è grande,
il Signore nostro più di tutti gli dèi.
Tutto ciò che vuole il Signore
lo compie in cielo e sulla terra,
nei mari e in tutti gli abissi. R.

Egli colpì i primogeniti d’Egitto,
dagli uomini fino al bestiame.
Mandò segni e prodigi in mezzo a te, Egitto,
contro il faraone e tutti i suoi ministri. R.

Colpì numerose nazioni e uccise sovrani potenti:
Sicon, re degli Amorrei, Og, re di Basan,
e tutti i regni di Canaan.
Diede in eredità la loro terra,
in eredità a Israele suo popolo. R.

EPISTOLA

CANTO AL VANGELO

Cfr. Lc 4, 41

Alleluia.
Da molti uscivano demòni, gridando:
«Tu sei il Figlio di Dio!».
Alleluia.

VANGELO

Lc 8, 26-33

Lettura del Vangelo secondo Luca.

In quel tempo. Il Signore Gesù e i discepoli approdarono nel paese dei Gerasèni, che sta di fronte alla Galilea. Era appena sceso a terra, quando dalla città gli venne incontro un uomo posseduto dai demòni. Da molto tempo non portava vestiti, né abitava in casa, ma in mezzo alle tombe. Quando vide Gesù, gli si gettò ai piedi urlando, e disse a gran voce: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti prego, non tormentarmi!». Gesù aveva ordinato allo spirito impuro di uscire da quell’uomo. Molte volte infatti si era impossessato di lui; allora lo tenevano chiuso, legato con catene e con i ceppi ai piedi, ma egli spezzava i legami e veniva spinto dal demonio in luoghi deserti. Gesù gli domandò: «Qual è il tuo nome?». Rispose: «Legione», perché molti demòni erano entrati in lui. E lo scongiuravano che non ordinasse loro di andarsene nell’abisso. Vi era là una grande mandria di porci, al pascolo sul monte. I demòni lo scongiurarono che concedesse loro di entrare nei porci. Glielo permise. I demòni, usciti dall’uomo, entrarono nei porci e la mandria si precipitò, giù dalla rupe, nel lago e annegò.

Parola del Signore.

DOPO IL VANGELO

Ger 29, 10. 13. 14

«Mi troverete – dice il Signore –
se mi cercherete con tutto il cuore.
E vi ricondurrò liberi da tutti i luoghi
dove siete schiavi e dispersi».

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

O Dio, fonte di ogni bene,
che esaudisci le preghiere del tuo popolo
oltre ogni desiderio e ogni merito,
effondi su noi la tua misericordia:
perdona le colpe che la coscienza rimprovera
e concedi, nella tua bontà senza limiti,
anche ciò che non osiamo sperare.
Per Cristo nostro Signore.

SUI DONI

Ti sia gradita, o Padre misericordioso,
l’offerta che esprime il nostro religioso servizio,
e fa’ che accresca il nostro amore di figli.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre,
qui e in ogni luogo,
a te, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno.
Il Signore Gesù da tutte le genti trasse un’unica Chiesa
e a lei misticamente si unì con amore sponsale.
Questo mistero mirabile,
raffigurato nel sacramento del corpo di Cristo,
in questa celebrazione efficacemente si avvera.
Con tutta la schiera degli angeli e dei santi,
noi cantiamo a te, Padre,
per questo prodigio di grazia
ed eleviamo gioiosi l’inno di lode:
Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE

Mt 28, 20

«Ecco: io sono con voi tutti i giorni
sino alla fine del mondo»
– dice il Signore –.

ALLA COMUNIONE

Cfr. Gv 17, 20-21

«Padre, prego per loro:
siano una cosa sola
perché il mondo creda
che mi hai mandato»
– dice il Signore –.

DOPO LA COMUNIONE

Questo mistero divino,
cui abbiamo partecipato,
ci doni la sobria ebbrezza dello Spirito,
sazi la nostra fame di te,
o Dio eterno e vero,
e ci renda sempre più conformi a Cristo Signore,
che vive e regna nei secoli dei secoli.

Giovedì della 5.a settimana dopo Pentecoste – Anno Dispari

GIOVEDI DELLA V SETTIMANA DOPO PENTECOSTE

ALL’INGRESSO

Cfr. Is 37, 17a. 20

Porgi l’orecchio, Signore, e ascolta:
salvaci tu, Dio nostro,
perché tutti conoscano che tu sei il solo Dio.

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA

Guida, o Dio, il cammino della tua Chiesa
secondo il disegno del tuo ineffabile amore;
tu, che l’hai contemplata e amata prima della creazione del mondo
nel segreto della tua eterna vita,
serbala nella ricchezza di grazia
fino al compimento nella gloria delle tue divine promesse.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

LETTURA

Dt 31, 14-23

Investitura di Giosuè.

Lettura del libro del Deuteronomio.

In quei giorni. Il Signore disse a Mosè: «Ecco, i giorni della tua morte sono vicini. Chiama Giosuè e presentatevi nella tenda del convegno, perché io gli comunichi i miei ordini». Mosè e Giosuè andarono a presentarsi nella tenda del convegno. Il Signore apparve nella tenda in una colonna di nube, e la colonna di nube stette all’ingresso della tenda.
Il Signore disse a Mosè: «Ecco, tu stai per addormentarti con i tuoi padri. Questo popolo si alzerà e si leverà per prostituirsi con dèi stranieri nella terra dove sta per entrare. Mi abbandonerà e infrangerà l’alleanza che io ho stabilito con lui. In quel giorno, la mia ira si accenderà contro di lui: io li abbandonerò, nasconderò loro il volto e saranno divorati. Lo colpiranno malanni numerosi e angosciosi e in quel giorno dirà: “Questi mali non mi hanno forse colpito per il fatto che il mio Dio non è più in mezzo a me?”. Io, in quel giorno, nasconderò il mio volto a causa di tutto il male che avranno fatto rivolgendosi ad altri dèi.
Ora scrivete per voi questo cantico; insegnalo agli Israeliti, mettilo nella loro bocca, perché questo cantico mi sia testimone contro gli Israeliti. Quando lo avrò introdotto nel paese che ho promesso ai suoi padri con giuramento, dove scorrono latte e miele, ed egli avrà mangiato, si sarà saziato e ingrassato e poi si sarà rivolto ad altri dèi per servirli e mi avrà disprezzato e avrà infranto la mia alleanza, e quando lo avranno colpito malanni numerosi e angosciosi, allora questo cantico sarà testimone davanti a lui, poiché non sarà dimenticato dalla sua discendenza. Sì, conosco i pensieri da lui concepiti già oggi, prima ancora che io lo abbia introdotto nella terra che ho promesso con giuramento». Mosè scrisse quel giorno questo cantico e lo insegnò agli Israeliti.
Poi comunicò i suoi ordini a Giosuè, figlio di Nun, e gli disse: «Sii forte e coraggioso, poiché tu introdurrai gli Israeliti nella terra che ho giurato di dar loro, e io sarò con te».

Parola di Dio.

SALMO

Sal 19 (20), 2-3. 5-8. 10

Il Signore dà vittoria al suo consacrato.

Ti risponda il Signore nel giorno dell’angoscia,
ti protegga il nome del Dio di Giacobbe.
Ti mandi l’aiuto dal suo santuario
e dall’alto di Sion ti sostenga.R.

Ti conceda ciò che il tuo cuore desidera,
adempia ogni tuo progetto.
Esulteremo per la tua vittoria,
nel nome del nostro Dio alzeremo i nostri vessilli:
adempia il Signore tutte le tue richieste.R.

Ora so che il Signore dà vittoria al suo consacrato;
gli risponde dal suo cielo santo
con la forza vittoriosa della sua destra. R.

Chi fa affidamento sui carri, chi sui cavalli:
noi invochiamo il nome del Signore, nostro Dio.
Da’ al re la vittoria, Signore,
rispondici, quando t’invochiamo. R.

EPISTOLA

CANTO AL VANGELO

Cfr. Sal 28 (29), 3-4

Alleluia.
La voce del Signore è sopra le acque;
il Dio della gloria tuona con potenza.
Alleluia.

VANGELO

Lc 8, 22-25

Lettura del Vangelo secondo Luca.

In quel tempo. Avvenne che, un giorno, il Signore Gesù salì su una barca con i suoi discepoli e disse loro: «Passiamo all’altra riva del lago». E presero il largo. Ora, mentre navigavano, egli si addormentò. Una tempesta di vento si abbatté sul lago, imbarcavano acqua ed erano in pericolo. Si accostarono a lui e lo svegliarono dicendo: «Maestro, maestro, siamo perduti!». Ed egli, destatosi, minacciò il vento e le acque in tempesta: si calmarono e ci fu bonaccia. Allora disse loro: «Dov’è la vostra fede?». Essi, impauriti e stupiti, dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che comanda anche ai venti e all’acqua, e gli obbediscono?».

Parola del Signore.

DOPO IL VANGELO

Ger 29, 10. 13. 14

«Mi troverete – dice il Signore –
se mi cercherete con tutto il cuore.
E vi ricondurrò liberi da tutti i luoghi
dove siete schiavi e dispersi».

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

O Dio, fonte di ogni bene,
che esaudisci le preghiere del tuo popolo
oltre ogni desiderio e ogni merito,
effondi su noi la tua misericordia:
perdona le colpe che la coscienza rimprovera
e concedi, nella tua bontà senza limiti,
anche ciò che non osiamo sperare.
Per Cristo nostro Signore.

SUI DONI

Ti sia gradita, o Padre misericordioso,
l’offerta che esprime il nostro religioso servizio,
e fa’ che accresca il nostro amore di figli.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre,
qui e in ogni luogo,
a te, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno.
Il Signore Gesù da tutte le genti trasse un’unica Chiesa
e a lei misticamente si unì con amore sponsale.
Questo mistero mirabile,
raffigurato nel sacramento del corpo di Cristo,
in questa celebrazione efficacemente si avvera.
Con tutta la schiera degli angeli e dei santi,
noi cantiamo a te, Padre,
per questo prodigio di grazia
ed eleviamo gioiosi l’inno di lode:
Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE

Mt 28, 20

«Ecco: io sono con voi tutti i giorni
sino alla fine del mondo»
– dice il Signore –.

ALLA COMUNIONE

Cfr. Gv 17, 20-21

«Padre, prego per loro:
siano una cosa sola
perché il mondo creda
che mi hai mandato»
– dice il Signore –.

DOPO LA COMUNIONE

Questo mistero divino,
cui abbiamo partecipato,
ci doni la sobria ebbrezza dello Spirito,
sazi la nostra fame di te,
o Dio eterno e vero,
e ci renda sempre più conformi a Cristo Signore,
che vive e regna nei secoli dei secoli.

Mercoledì della 5.a settimana dopo Pentecoste – Anno Dispari

SANTA MARCELLINA, VERGINE

Memoria

Marcellina, sorella maggiore di Satiro e di Ambrogio, di illustre famiglia romana, nella giovinezza si consacrò per sempre a Dio, ricevendo il velo verginale nella basilica vaticana dalle mani di papa Liberio, la notte di Natale probabilmente dell’anno 353.
Seguì poi i fratelli a Milano, dove Ambrogio era divenuto vescovo.
Alcune lettere testimoniano l’affetto per lei del nostro santo patrono, che, spinto dalle sue richieste, scrisse un’opera famosa a esaltazione della verginità consacrata.
A questa amata sorella Ambrogio nel suo testamento riservò l’usufrutto dei beni di famiglia, dei quali aveva costituito erede la Chiesa di Milano.
Sopravvissuta ai due fratelli, Marcellina morì verso il 400 e il suo sepolcro è custodito e onorato nella basilica Ambrosiana.

ALL’INGRESSO

Gal 2, 19-20

Con Cristo sono stato crocifisso
e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me.
Vivo nella fede del Figlio di Dio,
che mi ha amato e ha dato sé stesso per me.

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA

Donaci, o Padre, di imitare la santa vergine Marcellina
nell’attenzione assidua alla voce del tuo Verbo,
e accresci in noi il desiderio vigile della venuta di Cristo Signore,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

LETTURA

FORMA BREVE

COMPLETA

Dt 27, 9-26 – forma breve: Dt 27, 9-16. 26

Le benedizioni e le maledizioni dei leviti su Israele.

Lettura del libro del Deuteronomio.

In quei giorni. Mosè e i sacerdoti leviti dissero a tutto Israele: «Fa’ silenzio e ascolta, Israele! Oggi sei divenuto il popolo del Signore, tuo Dio. Obbedirai quindi alla voce del Signore, tuo Dio, e metterai in pratica i suoi comandi e le sue leggi che oggi ti do».
In quello stesso giorno Mosè diede quest’ordine al popolo: «Ecco quelli che, una volta attraversato il Giordano, staranno sul monte Garizìm per benedire il popolo: Simeone, Levi, Giuda, Ìssacar, Giuseppe e Beniamino; ecco quelli che staranno sul monte Ebal per pronunciare la maledizione: Ruben, Gad, Aser, Zàbulon, Dan e Nèftali. I leviti prenderanno la parola e diranno ad alta voce a tutti gli Israeliti:
“Maledetto l’uomo che fa un’immagine scolpita o di metallo fuso, abominio per il Signore, lavoro di mano d’artefice, e la pone in luogo occulto!”. Tutto il popolo risponderà e dirà: “Amen”.
“Maledetto chi maltratta il padre e la madre!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”.
“Maledetto chi sposta i confini del suo prossimo!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”.
“Maledetto chi fa smarrire il cammino al cieco!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”.
“Maledetto chi lede il diritto del forestiero, dell’orfano e della vedova!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”.
“Maledetto chi si unisce con la moglie del padre, perché solleva il lembo del mantello del padre!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”.
“Maledetto chi giace con qualsiasi bestia!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”.
“Maledetto chi giace con la propria sorella, figlia di suo padre o figlia di sua madre!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”.
“Maledetto chi giace con la suocera!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”.
“Maledetto chi colpisce il suo prossimo in segreto!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”.
“Maledetto chi accetta un regalo per condannare a morte un innocente!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”.
“Maledetto chi non mantiene in vigore le parole di questa legge, per metterle in pratica!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”».

Parola di Dio.

SALMO

Sal 1, 1-4. 6

La legge del Signore è tutta la mia gioia.

Beato l’uomo che non entra nel consiglio dei malvagi,
non resta nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli arroganti,
ma nella legge del Signore trova la sua gioia,
la sua legge medita giorno e notte. R.

È come albero piantato lungo corsi d’acqua,
che dà frutto a suo tempo:
le sue foglie non appassiscono
e tutto quello che fa, riesce bene. R.

Non così, non così i malvagi,
ma come pula che il vento disperde;
poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti,
mentre la via dei malvagi va in rovina. R.

EPISTOLA

CANTO AL VANGELO

Cfr. Lc 1, 45

Alleluia.
Beata colei che ha creduto
nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto.
Alleluia.

VANGELO

Lc 8, 19-21

Lettura del Vangelo secondo Luca.

In quel tempo. Andarono dal Signore Gesù la madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla. Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti». Ma egli rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica».

Parola del Signore.

DOPO IL VANGELO

Cristo è tutto per noi:
se hai una ferita da curare, egli è medico;
se la febbre ti brucia, è acqua che ti rinfresca;
se cerchi il cibo, egli è Pane di vita:
Cristo è tutto per noi.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

Associa, o Dio, la tua Chiesa all’inno di lode
che le sante vergini in cielo lietamente ti cantano;
in questa fulgida schiera
noi oggi contempliamo con affetto singolare santa Marcellina,
mentre il nostro cuore anticipa nella speranza la gioia del tuo regno.
Per Cristo nostro Signore.

SUI DONI

Guarda, Dio misericordioso, questi tuoi figli radunati intorno all’altare,
dove ogni giorno si offre per noi la vittima santa;
tu che hai unito a questo sacrificio
la donazione verginale di santa Marcellina,
gradisci il nostro impegno di fedeltà e di interiore dedizione.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo,
a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
È fonte di letizia per noi
rinnovare il ricordo della beata Marcellina,
affettuosa sorella e dolce conforto di Ambrogio e di Satiro.
Come vergine prudente
scelse di amare con cuore indiviso l’immacolato tuo Figlio,
ispiratore e corona di ogni proposito verginale
e a lui si dedicò con cuore di sposa,
per celebrarne con voce nuova
la sovrumana bellezza nel coro della tua Chiesa.
Anche noi ci uniamo oggi a questo canto festoso
insieme con tutti gli angeli e i santi,
ed eleviamo a te, Padre, l’inno di lode:
Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE

Ct 8, 6a

Ponimi come sigillo sul tuo cuore,
come sigillo sul tuo braccio;
perché tenace come la morte è l’amore.

ALLA COMUNIONE

Tu appena cominci a cercarlo, e Cristo ti è già vicino.
Non può sottrarsi a chi lo desidera,
lui che si è manifestato a chi non lo attendeva;
poiché Cristo è amore.

DOPO LA COMUNIONE

I vincoli tenaci del tuo amore, o Padre,
trattengano in noi Cristo per sempre;
donaci di trovare ogni nostro bene in lui,
che vive e regna nei secoli dei secoli.

Martedì della 5.a settimana dopo Pentecoste – Anno Dispari

MARTEDI V SETTIMANA DOPO PENTECOSTE

ALL’INGRESSO

Cfr. Is 37, 17a. 20

Porgi l’orecchio, Signore, e ascolta:
salvaci tu, Dio nostro,
perché tutti conoscano che tu sei il solo Dio.

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA

Guida, o Dio, il cammino della tua Chiesa
secondo il disegno del tuo ineffabile amore;
tu, che l’hai contemplata e amata prima della creazione del mondo
nel segreto della tua eterna vita,
serbala nella ricchezza di grazia
fino al compimento nella gloria delle tue divine promesse.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

LETTURA

Dt 26, 16-19

Tu sarai un popolo consacrato al Signore.

Lettura del libro del Deuteronomio.

In quei giorni. Mosè disse a tutto Israele: «Oggi il Signore, tuo Dio, ti comanda di mettere in pratica queste leggi e queste norme. Osservale e mettile in pratica con tutto il cuore e con tutta l’anima. Tu hai sentito oggi il Signore dichiarare che egli sarà Dio per te, ma solo se tu camminerai per le sue vie e osserverai le sue leggi, i suoi comandi, le sue norme e ascolterai la sua voce. Il Signore ti ha fatto dichiarare oggi che tu sarai il suo popolo particolare, come egli ti ha detto, ma solo se osserverai tutti i suoi comandi. Egli ti metterà, per gloria, rinomanza e splendore, sopra tutte le nazioni che ha fatto e tu sarai un popolo consacrato al Signore, tuo Dio, come egli ha promesso».

Parola di Dio.

SALMO

Sal 110 (111), 1-3. 6-10

Principio della sapienza è il timore del Signore.

Renderò grazie al Signore con tutto il cuore,
tra gli uomini retti riuniti in assemblea.
Grandi sono le opere del Signore:
le ricerchino coloro che le amano.
Il suo agire è splendido e maestoso,
la sua giustizia rimane per sempre. R.

Mostrò al suo popolo la potenza delle sue opere,
gli diede l’eredità delle genti.
Le opere delle sue mani sono verità e diritto,
stabili sono tutti i suoi comandi,
immutabili nei secoli, per sempre,
da eseguire con verità e rettitudine. R.

Mandò a liberare il suo popolo,
stabilì la sua alleanza per sempre.
Santo e terribile è il suo nome.
Principio della sapienza è il timore del Signore:
rende saggio chi ne esegue i precetti.
La lode del Signore rimane per sempre. R.

EPISTOLA

CANTO AL VANGELO

Cfr. Mt 5, 16

Alleluia.
Risplenda la vostra luce davanti agli uomini,
perché rendano gloria al Padre vostro, dice il Signore.
Alleluia.

VANGELO

Lc 8, 16-18

Lettura del Vangelo secondo Luca.

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la mette sotto un letto, ma la pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce. Non c’è nulla di segreto che non sia manifestato, nulla di nascosto che non sia conosciuto e venga in piena luce. Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere».

Parola del Signore.

DOPO IL VANGELO

Ger 29, 10. 13. 14

«Mi troverete – dice il Signore –
se mi cercherete con tutto il cuore.
E vi ricondurrò liberi da tutti i luoghi
dove siete schiavi e dispersi».

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

O Dio, fonte di ogni bene,
che esaudisci le preghiere del tuo popolo
oltre ogni desiderio e ogni merito,
effondi su noi la tua misericordia:
perdona le colpe che la coscienza rimprovera
e concedi, nella tua bontà senza limiti,
anche ciò che non osiamo sperare.
Per Cristo nostro Signore.

SUI DONI

Ti sia gradita, o Padre misericordioso,
l’offerta che esprime il nostro religioso servizio,
e fa’ che accresca il nostro amore di figli.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre,
qui e in ogni luogo,
a te, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno.
Il Signore Gesù da tutte le genti trasse un’unica Chiesa
e a lei misticamente si unì con amore sponsale.
Questo mistero mirabile,
raffigurato nel sacramento del corpo di Cristo,
in questa celebrazione efficacemente si avvera.
Con tutta la schiera degli angeli e dei santi,
noi cantiamo a te, Padre,
per questo prodigio di grazia
ed eleviamo gioiosi l’inno di lode:
Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE

Mt 28, 20

«Ecco: io sono con voi tutti i giorni
sino alla fine del mondo»
– dice il Signore –.

ALLA COMUNIONE

Cfr. Gv 17, 20-21

«Padre, prego per loro:
siano una cosa sola
perché il mondo creda
che mi hai mandato»
– dice il Signore –.

DOPO LA COMUNIONE

Questo mistero divino,
cui abbiamo partecipato,
ci doni la sobria ebbrezza dello Spirito,
sazi la nostra fame di te,
o Dio eterno e vero,
e ci renda sempre più conformi a Cristo Signore,
che vive e regna nei secoli dei secoli.

Lunedì della 5.a settimana dopo Pentecoste – Anno Dispari

SAN BONAVENTURA, VESCOVO E DOTTORE DELLA CHIESA

Memoria
Le parti mancanti del proprio sono prese dal comune dei dottori della Chiesa, formulario n. 1

Giovanni Fidanza nacque attorno al 1218 a Civita di Bagnoregio.
Studiò filosofia e teologia a Parigi, dove entrò tra i Frati Minori, assumendo il nome di Bonaventura.
Maestro dei suoi confratelli, acquistò ben presto la fama di grande e illuminato dottore.
Eletto ministro generale, seppe reggere il suo Ordine con grande saggezza.
Fu poi eletto vescovo di Albano, cardinale della Chiesa romana, e gli fu affidata la preparazione del concilio lionese II.
Gli intensi lavori conciliari fiaccarono la sua resistenza e a Lione morì il 15 luglio 1274.
Fu autore di numerose opere filosofiche, teologiche e mistiche, splendide per pietà e per dottrina; fu pure autore di una celebre biografia di san Francesco d’Assisi.

ALL’INGRESSO

Sir 15, 5

Il Signore gli ha concesso il dono della parola
in mezzo alla sua Chiesa.
Lo ha ricolmato di sapienza,
lo ha rivestito di gloria.

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA

O Dio, che a san Bonaventura donasti la grazia
di unire alla luce della sapienza il fuoco dell’amore,
fa’ che a suo esempio
ti ricerchiamo con cuore ardente e puro
e nutriamo una viva carità verso i fratelli.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

LETTURA

Dt 26, 1-11

La legge delle primizie.

Lettura del libro del Deuteronomio.

In quei giorni. Mosè disse a tutto Israele: «Quando sarai entrato nella terra che il Signore, tuo Dio ti dà in eredità e la possederai e là ti sarai stabilito, prenderai le primizie di tutti i frutti del suolo da te raccolti nella terra che il Signore, tuo Dio, ti dà, le metterai in una cesta e andrai al luogo che il Signore, tuo Dio, avrà scelto per stabilirvi il suo nome. Ti presenterai al sacerdote in carica in quei giorni e gli dirai: “Io dichiaro oggi al Signore, tuo Dio, che sono entrato nella terra che il Signore ha giurato ai nostri padri di dare a noi”. Il sacerdote prenderà la cesta dalle tue mani e la deporrà davanti all’altare del Signore, tuo Dio, e tu pronuncerai queste parole davanti al Signore, tuo Dio: “Mio padre era un Arameo errante; scese in Egitto, vi stette come un forestiero con poca gente e vi diventò una nazione grande, forte e numerosa. Gli Egiziani ci maltrattarono, ci umiliarono e ci imposero una dura schiavitù. Allora gridammo al Signore, al Dio dei nostri padri, e il Signore ascoltò la nostra voce, vide la nostra umiliazione, la nostra miseria e la nostra oppressione; il Signore ci fece uscire dall’Egitto con mano potente e con braccio teso, spargendo terrore e operando segni e prodigi. Ci condusse in questo luogo e ci diede questa terra, dove scorrono latte e miele. Ora, ecco, io presento le primizie dei frutti del suolo che tu, Signore, mi hai dato”. Le deporrai davanti al Signore, tuo Dio, e ti prostrerai davanti al Signore, tuo Dio. Gioirai, con il levita e con il forestiero che sarà in mezzo a te, di tutto il bene che il Signore, tuo Dio, avrà dato a te e alla tua famiglia».

Parola di Dio.

SALMO

Sal 43 (44), 2-8

Vivano sicuri quelli che ti amano, Signore.

Dio, con i nostri orecchi abbiamo udito,
i nostri padri ci hanno raccontato
l’opera che hai compiuto ai loro giorni,
nei tempi antichi.
Tu, per piantarli, con la tua mano hai sradicato le genti,
per farli prosperare hai distrutto i popoli. R.

Non con la spada, infatti, conquistarono la terra,
né fu il loro braccio a salvarli;
ma la tua destra e il tuo braccio e la luce del tuo volto,
perché tu li amavi.
Sei tu il mio re, Dio mio,
che decidi vittorie per Giacobbe. R.

Per te abbiamo respinto i nostri avversari,
nel tuo nome abbiamo annientato i nostri aggressori.
Nel mio arco infatti non ho confidato,
la mia spada non mi ha salvato,
ma tu ci hai salvati dai nostri avversari,
hai confuso i nostri nemici. R.

EPISTOLA

CANTO AL VANGELO

Cfr. Sal 77 (78), 1-2

Alleluia.
Popolo mio, porgi l’orecchio alle parole della mia bocca.
Aprirò la mia bocca con una parabola.
Alleluia.

VANGELO

Lc 8, 4-15

Lettura del Vangelo secondo Luca.

In quel tempo. Poiché una grande folla si radunava e accorreva a lui gente da ogni città, il Signore Gesù disse con una parabola: «Il seminatore uscì a seminare il suo seme. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la mangiarono. Un’altra parte cadde sulla pietra e, appena germogliata, seccò per mancanza di umidità. Un’altra parte cadde in mezzo ai rovi e i rovi, cresciuti insieme con essa, la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono, germogliò e fruttò cento volte tanto». Detto questo, esclamò: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
I suoi discepoli lo interrogavano sul significato della parabola. Ed egli disse: «A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri solo con parabole, affinché
vedendo non vedano
e ascoltando non comprendano.
Il significato della parabola è questo: il seme è la parola di Dio. I semi caduti lungo la strada sono coloro che l’hanno ascoltata, ma poi viene il diavolo e porta via la Parola dal loro cuore, perché non avvenga che, credendo, siano salvati. Quelli sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, ricevono la Parola con gioia, ma non hanno radici; credono per un certo tempo, ma nel tempo della prova vengono meno. Quello caduto in mezzo ai rovi sono coloro che, dopo aver ascoltato, strada facendo si lasciano soffocare da preoccupazioni, ricchezze e piaceri della vita e non giungono a maturazione. Quello sul terreno buono sono coloro che, dopo aver ascoltato la Parola con cuore integro e buono, la custodiscono e producono frutto con perseveranza».

Parola del Signore.

DOPO IL VANGELO

Dn 12, 3

I saggi rifulgeranno come lo splendore del firmamento;
coloro che insegneranno a molti la giustizia
brilleranno come stelle per sempre.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

Guarda a noi tuoi fedeli, o Dio,
riuniti nel ricordo della nascita al cielo
di san Bonaventura,
vescovo e dottore della tua Chiesa:
donaci di essere illuminati dalla sua sapienza
e stimolati dalla sua serafica carità.
Per Cristo nostro Signore.

SUI DONI

Non ci manchi, o Padre,
l’intercessione di san Bonaventura,
che renda a te gradite le nostre offerte
e ci ottenga la tua misericordia.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre,
qui e in ogni luogo,
a te, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno.
Cristo Signore nostro
proclamò e volle la sua Chiesa
sale della terra, luce del mondo,
città sulla cima della montagna
alla vista di tutti gli uomini.
Al servizio di questo progetto d’amore
tu hai suscitato san Bonaventura
e lo hai arricchito
coi doni dell’intelligenza e della sapienza
perché fosse sul lucerniere della Chiesa
una lampada di vivo fulgore
da cui tutti venissero illuminati
e riconoscessero la tua gloria.
Ammaestràti dalla sua dottrina e dal suo esempio,
con animo grato e devoto
ora ci uniamo ai cori celesti
per elevarti, o Padre, l’inno di lode: 
Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE

Sir 44, 15

I popoli proclamino la sapienza dei santi
e la Chiesa ne celebri le lodi.

ALLA COMUNIONE

Gv 8, 12

«Chi segue me non cammina nelle tenebre,
– dice il Signore –
ma avrà la luce della vita».

DOPO LA COMUNIONE

Per il sacramento che abbiamo ricevuto,
donaci, o Dio, di risplendere sempre della tua luce
sull’esempio di san Bonaventura
e, ispirati dai suoi insegnamenti,
di essere pervasi dalla dolcezza della tua carità.
Per Cristo nostro Signore.

5.a Domenica dopo Pentecoste – Anno C

V DOMENICA DOPO PENTECOSTE

ALL’INGRESSO

Cfr. Is 37, 17a. 20

Porgi l’orecchio, Signore, e ascolta:
salvaci tu, Dio nostro,
perché tutti conoscano che tu sei il solo Dio.

In Domenica si dice il Gloria.

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA

Guida, o Dio, il cammino della tua Chiesa
secondo il disegno del tuo ineffabile amore;
tu, che l’hai contemplata e amata prima della creazione del mondo
nel segreto della tua eterna vita,
serbala nella ricchezza di grazia
fino al compimento nella gloria delle tue divine promesse.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

LETTURA

Gn 18, 1-2a. 16-33

La trattativa di Abramo a favore di Sòdoma.

Lettura del libro della Genesi.

In quei giorni. Il Signore apparve a lui alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all’ingresso della tenda nell’ora più calda del giorno. Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui.
Quegli uomini si alzarono e andarono a contemplare Sòdoma dall’alto, mentre Abramo li accompagnava per congedarli. Il Signore diceva: «Devo io tenere nascosto ad Abramo quello che sto per fare, mentre Abramo dovrà diventare una nazione grande e potente e in lui si diranno benedette tutte le nazioni della terra? Infatti io l’ho scelto, perché egli obblighi i suoi figli e la sua famiglia dopo di lui a osservare la via del Signore e ad agire con giustizia e diritto, perché il Signore compia per Abramo quanto gli ha promesso». Disse allora il Signore: «Il grido di Sòdoma e Gomorra è troppo grande e il loro peccato è molto grave. Voglio scendere a vedere se proprio hanno fatto tutto il male di cui è giunto il grido fino a me; lo voglio sapere!».
Quegli uomini partirono di là e andarono verso Sòdoma, mentre Abramo stava ancora alla presenza del Signore. Abramo gli si avvicinò e gli disse: «Davvero sterminerai il giusto con l’empio? Forse vi sono cinquanta giusti nella città: davvero li vuoi sopprimere? E non perdonerai a quel luogo per riguardo ai cinquanta giusti che vi si trovano? Lontano da te il far morire il giusto con l’empio, così che il giusto sia trattato come l’empio; lontano da te! Forse il giudice di tutta la terra non praticherà la giustizia?». Rispose il Signore: «Se a Sòdoma troverò cinquanta giusti nell’ambito della città, per riguardo a loro perdonerò a tutto quel luogo». Abramo riprese e disse: «Vedi come ardisco parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere: 2orse ai cinquanta giusti ne mancheranno cinque; per questi cinque distruggerai tutta la città?». Rispose: «Non la distruggerò, se ve ne troverò quarantacinque». Abramo riprese ancora a parlargli e disse: «Forse là se ne troveranno quaranta». Rispose: «Non lo farò, per riguardo a quei quaranta». Riprese: «Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora: forse là se ne troveranno trenta». Rispose: «Non lo farò, se ve ne troverò trenta». Riprese: «Vedi come ardisco parlare al mio Signore! Forse là se ne troveranno venti». Rispose: «Non la distruggerò per riguardo a quei venti». Riprese: «Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora una volta sola: forse là se ne troveranno dieci». Rispose: «Non la distruggerò per riguardo a quei dieci».
Come ebbe finito di parlare con Abramo, il Signore se ne andò e Abramo ritornò alla sua abitazione.

Parola di Dio.

SALMO

Sal 27 (28), 2. 6-9

Signore, ascolta la voce della mia supplica.

Ascolta la voce della mia supplica,
quanto a te grido aiuto,
quando alzo le mie mani
verso il tuo santo tempio. R.

Sia benedetto il Signore,
che ha dato ascolto alla voce della mia supplica.
Il Signore è mia forza e mio scudo,
in lui ha confidato il mio cuore.
Mi ha dato aiuto: esulta il mio cuore,
con il mio canto voglio rendergli grazie. R.

Forza è il Signore per il suo popolo,
rifugio di salvezza per il suo consacrato.
Salva il tuo popolo e benedici la tua eredità,
sii loro pastore e sostegno per sempre. R.

EPISTOLA

Rm 4, 16-25

Eredi si diventa in virtù della fede. Abramo è padre di tutti noi.

Lettera di san Paolo apostolo ai Romani.

Fratelli, eredi si diventa in virtù della fede, perché sia secondo la grazia, e in tal modo la promessa sia sicura per tutta la discendenza: non soltanto per quella che deriva dalla Legge, ma anche per quella che deriva dalla fede di Abramo, il quale è padre di tutti noi – come sta scritto: Ti ho costituito padre di molti popoli– davanti al Dio nel quale credette, che dà vita ai morti e chiama all’esistenza le cose che non esistono.
Egli credette, saldo nella speranza contro ogni speranza, e così divenne padre di molti popoli, come gli era stato detto: Così sarà la tua discendenza. Egli non vacillò nella fede, pur vedendo già come morto il proprio corpo – aveva circa cento anni – e morto il seno di Sara. Di fronte alla promessa di Dio non esitò per incredulità, ma si rafforzò nella fede e diede gloria a Dio, pienamente convinto che quanto egli aveva promesso era anche capace di portarlo a compimento. Ecco perché gli fu accreditato come giustizia.
E non soltanto per lui è stato scritto che gli fu accreditato, ma anche per noi, ai quali deve essere accreditato: a noi che crediamo in colui che ha risuscitato dai morti Gesù nostro Signore, il quale è stato consegnato alla morte a causa delle nostre colpe ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO

Cfr. Lc 13, 29

Alleluia.
Verranno da oriente e da occidente,
e siederanno a mensa con Abramo nel regno di Dio.
Alleluia.

VANGELO

Lc 13, 23-29

Vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno di Dio.

Lettura del Vangelo secondo Luca.

In quel tempo. Un tale chiese al Signore Gesù: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”. Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori. Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio».

Parola del Signore.

DOPO IL VANGELO

Ger 29, 10. 13. 14

«Mi troverete – dice il Signore –
se mi cercherete con tutto il cuore.
E vi ricondurrò liberi da tutti i luoghi
dove siete schiavi e dispersi».

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

O Dio, fonte di ogni bene,
che esaudisci le preghiere del tuo popolo
oltre ogni desiderio e ogni merito,
effondi su noi la tua misericordia:
perdona le colpe che la coscienza rimprovera
e concedi, nella tua bontà senza limiti,
anche ciò che non osiamo sperare.
Per Cristo nostro Signore.

Si dice il Credo.

SUI DONI

Ti sia gradita, o Padre misericordioso,
l’offerta che esprime il nostro religioso servizio,
e fa’ che accresca il nostro amore di figli.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre,
qui e in ogni luogo,
a te, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno.
Il Signore Gesù da tutte le genti trasse un’unica Chiesa
e a lei misticamente si unì con amore sponsale.
Questo mistero mirabile,
raffigurato nel sacramento del corpo di Cristo,
in questa celebrazione efficacemente si avvera.
Con tutta la schiera degli angeli e dei santi,
noi cantiamo a te, Padre,
per questo prodigio di grazia
ed eleviamo gioiosi l’inno di lode:
Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE

Mt 28, 20

«Ecco: io sono con voi tutti i giorni
sino alla fine del mondo»
– dice il Signore –.

ALLA COMUNIONE

Cfr. Gv 17, 20-21

«Padre, prego per loro:
siano una cosa sola
perché il mondo creda
che mi hai mandato»
– dice il Signore –.

DOPO LA COMUNIONE

Questo mistero divino,
cui abbiamo partecipato,
ci doni la sobria ebbrezza dello Spirito,
sazi la nostra fame di te,
o Dio eterno e vero,
e ci renda sempre più conformi a Cristo Signore,
che vive e regna nei secoli dei secoli.

Sabato della 4.a settimana dopo Pentecoste – Anno Dispari

SABATO DELLA IV SETTIMANA DOPO PENTECOSTE

ALL’INGRESSO

Sal 30 (31), 3-4

Tu sei, o Dio, la mia protezione,
il mio rifugio, la salvezza della mia vita.
Tu sei la mia forza e la mia difesa;
nel tuo nome mi guidi e mi sostieni.

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA

O Dio, grande e misericordioso,
rimuovi ogni ostacolo dal nostro cammino
perché nel vigore del corpo
e nella serenità dello spirito
possiamo dedicarci liberamente al tuo servizio.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

LETTURA

Lv 21, 1a. 5-8. 10-15

Santità del sacerdozio

Lettura del libro del Levitico.

In quei giorni. Il Signore disse a Mosè:
«I sacerdoti non si faranno tonsure sul capo, né si raderanno ai margini la barba né si faranno incisioni sul corpo. Saranno santi per il loro Dio e non profaneranno il nome del loro Dio, perché sono loro che presentano al Signore sacrifici consumati dal fuoco, pane del loro Dio; perciò saranno santi.
Non prenderanno in moglie una prostituta o una già disonorata, né una donna ripudiata dal marito. Infatti il sacerdote è santo per il suo Dio. Tu considererai dunque il sacerdote come santo, perché egli offre il pane del tuo Dio: sarà per te santo, perché io, il Signore, che vi santifico, sono santo.
Il sacerdote, quello che è il sommo tra i suoi fratelli, sul capo del quale è stato versato l’olio dell’unzione e ha ricevuto l’investitura, indossando le vesti sacre, non dovrà scarmigliarsi i capelli né stracciarsi le vesti. Non si avvicinerà ad alcun cadavere; non potrà rendersi impuro neppure per suo padre e per sua madre. Non uscirà dal santuario e non profanerà il santuario del suo Dio, perché la consacrazione è su di lui mediante l’olio dell’unzione del suo Dio. Io sono il Signore.
Sposerà una vergine. Non potrà sposare né una vedova né una divorziata né una disonorata né una prostituta, ma prenderà in moglie una vergine della sua parentela. Così non disonorerà la sua discendenza tra la sua parentela; poiché io sono il Signore che lo santifico».

Parola di Dio.

SALMO

Sal 97 (98), 1-4

Cantate al Signore, perché ha compiuto meraviglie.

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo. R.

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele. R.

Tutti i confini della terra
hanno veduto la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni! R.

EPISTOLA

1 Ts 2, 10-13

Santità del ministero di Paolo.

Prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi.

Fratelli, voi siete testimoni, e lo è anche Dio, che il nostro comportamento verso di voi, che credete, è stato santo, giusto e irreprensibile. Sapete pure che, come fa un padre verso i propri figli, abbiamo esortato ciascuno di voi, vi abbiamo incoraggiato e scongiurato di comportarvi in maniera degna di Dio, che vi chiama al suo regno e alla sua gloria.
Proprio per questo anche noi rendiamo continuamente grazie a Dio perché, ricevendo la parola di Dio che noi vi abbiamo fatto udire, l’avete accolta non come parola di uomini ma, qual è veramente, come parola di Dio, che opera in voi credenti.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO

Cfr. Gv 6, 68-69

Alleluia.
Signore, da chi andremo?
Abbiamo creduto e conosciuto
che tu sei il santo di Dio.
Alleluia.

VANGELO

Lc 4, 31-37

Io so chi tu sei: il santo di Dio.

Lettura del Vangelo secondo Luca.

In quel tempo. Il Signore Gesù scese a Cafàrnao, città della Galilea, e in giorno di sabato insegnava alla gente. Erano stupiti del suo insegnamento perché la sua parola aveva autorità.
Nella sinagoga c’era un uomo che era posseduto da un demonio impuro; cominciò a gridare forte: «Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E il demonio lo gettò a terra in mezzo alla gente e uscì da lui, senza fargli alcun male. Tutti furono presi da timore e si dicevano l’un l’altro: «Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?». E la sua fama si diffondeva in ogni luogo della regione circostante.

Parola del Signore.

DOPO IL VANGELO

Lam 3, 24-25

Mia eredità è il Signore
e io lo attendo e lo desidero.
Egli è buono con chi a lui si affida,
si dona al cuore che lo ricerca.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

Larga scenda, o Dio,
la tua desiderata benedizione
e confermi i cuori dei credenti
perché non si allontanino mai dal tuo volere
e si allietino sempre dei tuoi doni generosi.
Per Cristo nostro Signore.

SUI DONI

Fiduciosi nel tuo amore, o Padre,
deponiamo sul santo altare le nostre offerte;
questa celebrazione
cui prestiamo l’umile nostro servizio
ci porti il dono di un cuore purificato.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

È veramente cosa buona e giusta
che il tuo popolo con cuore sincero
elevi a te, o Padre, l’inno di lode.
Tu nel sangue di Cristo Signore
con sapienza mirabile lo hai redento.
Amandoci oltre ogni nostro pensiero e ogni attesa,
hai inviato al mondo il tuo Figlio unigenito
perché nell’umiliazione della morte in croce
riconducesse alla gloria
l’uomo che dalla tua bontà era stato creato
e per la propria superbia si era perduto.
Riconoscenti e ammirati,
con tutte le creature adoranti del cielo e della terra,
innalziamo con gioia l’inno di lode:
Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE

Gv 11, 27

Credo, Signore,
che tu sei il Cristo,
il Figlio del Dio vivente,
venuto in questo mondo.

ALLA COMUNIONE

Mt 5, 3. 5

Beati i poveri in spirito
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati i miti
perché erediteranno la terra.

DOPO LA COMUNIONE

Il sacramento celeste di cui ci siamo nutriti
rinnovi, o Padre,
la nostra coscienza e la nostra vita;
e, poiché abbiamo annunziato in questo mistero
la morte di Cristo
e ne vogliamo condividere la passione redentrice,
donaci di essere nella gloria eterna eredi con lui,
che vive e regna nei secoli dei secoli.

Venerdì della 4.a settimana dopo Pentecoste – Anno Dispari

SANTI NABORE E FELICE, MARTIRI

Memoria

Nàbore e Felice, di origine africana, vennero nelle nostre terre come soldati dell’esercito romano.
Probabilmente durante la persecuzione di Diocleziano, furono arrestati a Milano perché cristiani, insieme con san Vittore e, portati a Lodi, vennero decapitati in odio alla loro fede.
La memoria di questo glorioso martirio fu custodita dalla nostra Chiesa che in seguito curò il trionfale trasporto delle venerabili spoglie e la sepoltura in una piccola basilica cimiteriale della nostra città.
Sant’Ambrogio ne favorì il culto, esaltando in un suo inno il loro impavido amore per Cristo.

ALL’INGRESSO

Cfr. Ap 12, 11

Questi santi hanno vinto
per mezzo del sangue dell’Agnello,
hanno disprezzato la vita fino a subire la morte
e regnano con Cristo in eterno.

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA

O Dio forte ed eterno,
che nel cuore dei santi
accendi la fiamma della tua carità,
sull’esempio dei martiri Nàbore e Felice
donaci di tendere a quella passione d’amore
che arriva a sacrificare generosamente anche la vita.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

LETTURA

Dt 24, 10-22

Ricòrdati che sei stato schiavo nella terra d’Egitto.

Lettura del libro del Deuteronomio.

In quei giorni. Mosè disse a tutto Israele: «Quando presterai qualsiasi cosa al tuo prossimo, non entrerai in casa sua per prendere il suo pegno. Te ne starai fuori e l’uomo a cui avrai fatto il prestito ti porterà fuori il pegno. Se quell’uomo è povero, non andrai a dormire con il suo pegno. Dovrai assolutamente restituirgli il pegno al tramonto del sole, perché egli possa dormire con il suo mantello e benedirti. Questo ti sarà contato come un atto di giustizia agli occhi del Signore, tuo Dio.
Non defrauderai il salariato povero e bisognoso, sia egli uno dei tuoi fratelli o uno dei forestieri che stanno nella tua terra, nelle tue città. Gli darai il suo salario il giorno stesso, prima che tramonti il sole, perché egli è povero e a quello aspira. Così egli non griderà contro di te al Signore e tu non sarai in peccato.
Non si metteranno a morte i padri per una colpa dei figli, né si metteranno a morte i figli per una colpa dei padri. Ognuno sarà messo a morte per il proprio peccato.
Non lederai il diritto dello straniero e dell’orfano e non prenderai in pegno la veste della vedova. Ricòrdati che sei stato schiavo in Egitto e che di là ti ha liberato il Signore, tuo Dio; perciò ti comando di fare questo.
Quando, facendo la mietitura nel tuo campo, vi avrai dimenticato qualche mannello, non tornerai indietro a prenderlo. Sarà per il forestiero, per l’orfano e per la vedova, perché il Signore, tuo Dio, ti benedica in ogni lavoro delle tue mani. Quando bacchierai i tuoi ulivi, non tornare a ripassare i rami. Sarà per il forestiero, per l’orfano e per la vedova. Quando vendemmierai la tua vigna, non tornerai indietro a racimolare. Sarà per il forestiero, per l’orfano e per la vedova. Ricòrdati che sei stato schiavo nella terra d’Egitto; perciò ti comando di fare questo».

Parola di Dio.

SALMO

Sal 18 (19), 8-13

La legge del Signore è perfetta.

La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice. R.

I precetti del Signore sono retti,
fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi. R.

Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti. R.

Anche il tuo servo ne è illuminato,
per chi li osserva è grande il profitto.
Le inavvertenze, chi le discerne?
Assolvimi dai peccati nascosti. R.

CANTO AL VANGELO

Cfr. Mt 21, 32a

Alleluia.
Venne a voi Giovanni e non gli avete creduto;
i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto,
dice il Signore.
Alleluia.

VANGELO

Lc 7, 24b-35

Lettura del Vangelo secondo Luca.

In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che portano vesti sontuose e vivono nel lusso stanno nei palazzi dei re. Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto:
Ecco, dinanzi a te mando il mio messaggero,
davanti a te egli preparerà la tua via.
Io vi dico: fra i nati da donna non vi è alcuno più grande di Giovanni, ma il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui.
Tutto il popolo che lo ascoltava, e anche i pubblicani, ricevendo il battesimo di Giovanni, hanno riconosciuto che Dio è giusto. Ma i farisei e i dottori della Legge, non facendosi battezzare da lui, hanno reso vano il disegno di Dio su di loro.
A chi dunque posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile ai bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così:
“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,
abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!”.
È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e voi dite: “Ecco un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!”. Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli».

Parola del Signore.

DOPO IL VANGELO

Voi siete l’ornamento della casa del Signore,
splendidi come l’oro,
perché avete consacrato a Dio con gioia
la vostra vita per sempre.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

Si allieti, o Dio, la tua Chiesa
per l’unica corona di gloria
che unisce fraternamente i martiri Nàbore e Felice;
la loro testimonianza accresca la nostra fede
e conforti la nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.

SUI DONI

Scenda la tua grazia, o Padre, sui nostri doni,
e l’offerta di questo sacrificio
ravvivi nei cuori il fuoco dell’amore per te
che consentì ai santi Nàbore e Felice
di superare con coraggio ogni tormento.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre,
qui e in ogni luogo,
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno.
Cristo, tuo Figlio unigenito,
è l’Agnello vincitore che regna nell’alto dei cieli
e chiama i martiri a condividere il suo destino di gloria.
Corroboràti dal suo sangue,
Nàbore e Felice
hanno reso al mondo una splendida testimonianza di fede
e, dopo molti tormenti, hanno subito la morte.
Ora stanno, o Padre, davanti al tuo trono
nella candida schiera di coloro
che, avendo affrontato animosamente il martirio,
hanno lavato le loro vesti nel sangue dell’Agnello.
Dal loro volto ora tu astergi ogni lacrima,
ora estingui la loro sete di te alle acque della vita
e doni ai tuoi servi di gloriarsi del nome di Cristo
nella luce della Gerusalemme eterna.
Alle loro voci uniamo con gioia le nostre
e con tutti gli angeli a te eleviamo la lode:
Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE

Lc 22, 28-30

«Voi mi siete rimasti vicini nell’ora della prova,
e io preparerò un regno per voi – dice il Signore –
perché possiate mangiare e bere
alla mensa del mio regno».

ALLA COMUNIONE

Questi santi, attraverso il martirio,
sono divenuti amici perfetti e fedeli di Cristo.
Rinunziamo alla vita mondana per seguire Cristo Signore
e non perdere la vita eterna a causa della gloria che passa.

DOPO LA COMUNIONE

Nutrìti del Pane del cielo
e lieti nel ricordo dei santi Nàbore e Felice,
ti eleviamo, o Padre, la nostra supplica:
confermaci nel tuo amore per sempre
e donaci di camminare nella giovinezza della vita rinnovata.
Per Cristo nostro Signore.

San Benedetto Abate – Patrono d’Europa – Festa

SAN BENEDETTO ABATE – PATRONO D’EUROPA

Festa

Benedetto nacque a Norcia da nobile famiglia verso l’anno 480 e compì a Roma i suoi studi.
Disgustato dalla vita dissipata di tanti giovani, decise di darsi completamente a Dio e si ritirò per tre anni, sotto la guida di un monaco pio e sperimentato, in una grotta nelle vicinanze di Subiaco.
Con un gruppo di discepoli, che erano accorsi attratti dalla fama della sua santità, si stabilì sull’acropoli di Cassino, dove fondò la celebre abbazia ed espresse nella «Regola» il suo ideale monastico di preghiera, di lavoro, di convivenza fraterna.
La forma benedettina di vita religiosa si propagò rapidamente, tanto che il suo iniziatore poté a giusto titolo essere detto il Patriarca del monachesimo occidentale. Benedetto morì il 21 marzo dell’anno 547.
Nel 1964 Paolo VI lo dichiarò patrono di tutta l’Europa.

ALL’INGRESSO

Cfr. Sal 23 (24), 5-6

Questo santo
ha ottenuto benedizione e misericordia
dal Dio che lo ha salvato;
è questa la generazione
che cerca il Signore.

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA

O Dio, che hai scelto san Benedetto abate
e lo hai costituito maestro
di coloro che dedicano la vita al tuo servizio,
concedi anche a noi
di nulla anteporre all’amore del Salvatore
e di correre con cuore libero e ardente
sulla via dei tuoi precetti.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

LETTURA

Pr 2, 1.9

Figlio mio, se accoglierai le mie parole, troverai la conoscenza di Dio.

Lettura del libro dei Proverbi.

Figlio mio, se tu accoglierai le mie parole
e custodirai in te i miei precetti,
tendendo il tuo orecchio alla sapienza,
inclinando il tuo cuore alla prudenza,
se appunto invocherai l’intelligenza
e rivolgerai la tua voce alla prudenza,
se la ricercherai come l’argento
e per averla scaverai come per i tesori,
allora comprenderai il timore del Signore
e troverai la conoscenza di Dio,
perché il Signore dà la sapienza,
dalla sua bocca escono scienza e prudenza.
Egli riserva ai giusti il successo,
è scudo a coloro che agiscono con rettitudine,
vegliando sui sentieri della giustizia
e proteggendo le vie dei suoi fedeli.
Allora comprenderai l’equità e la giustizia,
e la rettitudine con tutte le vie del bene.

Parola di Dio.

oppure

LETTURA AGIOGRAFICA

Vita di san Benedetto, abate

Benedetto nacque a Norcia da nobile famiglia verso l’anno 480, ma compì a Roma i suoi studi. Desiderando di darsi completamente a Dio, si ritirò in una grotta impervia nei dintorni di Subiaco, dove visse nascostamente per tre anni; solo il monaco Romano, che provvedeva al suo sostentamento, n’era a conoscenza.
In questo suo cammino ascetico, dovendo affrontare un giorno una violenta tentazione suscitata in lui dal demonio, Benedetto si rotolò fra le spine fino a quando, ormai lacero in tutto il corpo, la concupiscenza della carne fu soffocata in lui dal dolore.
Intanto la fama della sua santità si era sparsa e alcuni monaci vollero porsi sotto la sua guida. Non riuscendo peraltro a sopportare i suoi rimproveri, provocati dalla loro condotta disordinata, decisero di liberarsi di lui, avvelenandolo. Il segno della Croce, tracciato da Benedetto sulla coppa prima di bere, la mandò in frantumi.
La dolorosa esperienza spinse Benedetto stesso ad abbandonare il monastero e a tornare a vivere in solitudine. Ogni giorno, però, accorrevano a lui molti discepoli, cui diede sante regole di vita e raccolse in tredici comunità di dodici monaci ciascuna.
Passò poi a Cassino: qui evangelizzò e istruì nella fede cristiana gli abitanti del luogo, spezzò una statua di Apollo, che ancora si venerava, rovesciò l’altare dei sacrifici e incendiò i boschi sacri. Al loro posto costruì una chiesetta dedicata a san Martino e una cappella in onore di san Giovanni.
A Benedetto si deve la stesura della «Regola dei monaci», sublime esempio di discrezione, grandemente lodata da san Gregorio Magno: essa divenne la regola di tutti i monaci d’Occidente. Spinto dalla carità verso Dio e verso il prossimo, Benedetto giunse al termine del suo compito: colmo di letizia e pieno di meriti, già pregustando la beatitudine eterna, sei giorni prima della sua morte ordinò che fosse preparato il suo sepolcro. Assalito dalla febbre, cominciò a essere prostrato dall’arsura e, poiché di giorno in giorno la malattia si aggravava, il sesto giorno si fece trasportare dai discepoli nella chiesa, dove ricevette come viatico il Corpo e il Sangue del Signore.
Mentre i discepoli sostenevano il suo corpo ormai privo di forse, Benedetto alzò le mani al cielo ed esalò, pregando, l’ultimo respiro. Era il 21 marzo 547.
Nel 1964 papa Paolo VI, considerando la tradizione di fede, di cultura e di vita cristiana derivata dal magistero spirituale di Benedetto, lo ha proclamato patrono d’Europa.

Onore e gloria al Signore nostro Gesù Cristo, che regna nei secoli dei secoli.
Amen.

SALMO

Sal 33 (34), 13. 15. 8-10. 23

Venite, figli, ascoltatemi;
vi insegnerò il timore del Signore.

Chi è l’uomo che desidera la vita
e ama i giorni in cui vedere il bene?
Sta’ lontano dal male e fa’ il bene,
cerca e persegui la pace. R.

L’angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono, e li libera.
Gustate e vedete com’è buono il Signore;
beato l’uomo che in lui si rifugia. R.

Temete il Signore, suoi santi:
nulla manca a coloro che lo temono.
Il Signore riscatta la vita dei suoi servi;
non sarà condannato chi in lui si rifugia. R.

EPISTOLA

2 Tm 2, 1-7. 11-13

Chi presta servizio militare non si lascia prendere dalle faccende della vita comune.

Seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo.

Tu, figlio mio, attingi forza dalla grazia che è in Cristo Gesù: le cose che hai udito da me davanti a molti testimoni, trasmettile a persone fidate, le quali a loro volta siano in grado di insegnare agli altri.
Come un buon soldato di Gesù Cristo, soffri insieme con me. Nessuno, quando presta servizio militare, si lascia prendere dalle faccende della vita comune, se vuol piacere a colui che lo ha arruolato. Anche l’atleta non riceve il premio se non ha lottato secondo le regole. Il contadino, che lavora duramente, dev’essere il primo a raccogliere i frutti della terra. Cerca di capire quello che dico, e il Signore ti aiuterà a comprendere ogni cosa.
Questa parola è degna di fede:
Se moriamo con lui, con lui anche vivremo;
se perseveriamo, con lui anche regneremo;
se lo rinneghiamo, lui pure ci rinnegherà;
se siamo infedeli, lui rimane fedele,
perché non può rinnegare se stesso.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO

Cfr. Gv 15, 5

Alleluia.
Io sono la vite, voi i tralci, dice il Signore;
chi rimane in me porta molto frutto.
Alleluia.

VANGELO

Gv 15, 1-8

In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto.

Lettura del Vangelo secondo Giovanni.

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

Parola del Signore.

DOPO IL VANGELO

Sal 15 (16), 5-6

Il Signore è mia parte di eredità
e mio calice;
nelle tue mani, o Dio,
è la mia vita.
Per me la sorte è caduta
su luoghi meravigliosi,
magnifica è la mia eredità

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

Dio onnipotente ed eterno,
che ci hai indicato
i sentieri dell’umiltà
con l’insegnamento di san Benedetto,
donaci di camminare con gioia
nella via dell’obbedienza a te gradita.
Per Cristo nostro Signore.

SUI DONI

Guarda benigno, o Padre,
le offerte che ti presentiamo
nella festa di san Benedetto abate;
fa’ che a suo esempio cerchiamo te solo
e meritiamo nel tuo santo servizio
il dono dell’unità e della pace.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

È veramente cosa buona e giusta
renderti grazie, Dio onnipotente ed eterno.
Tu hai donato a san Benedetto
tanta spirituale ricchezza
da renderlo padre di un’immensa schiera di figli
e da offrire alla Chiesa un’insigne testimonianza
di amore verso te e verso i fratelli.
Nella sua regola,
con discrezione limpida e saggia,
insegnò al popolo di Dio come tendere alla perfezione
seguendo il vangelo di Cristo.
Lieti del dono di così insigne maestro,
noi ti glorifichiamo uniti ai cori degli angeli
ed eleviamo adorando l’inno di lode:
Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE

Cfr. Mt 19, 27-29

In verità vi dico:
«Voi che avete lasciato ogni cosa
e mi avete seguito,
riceverete cento volte tanto
e avrete in eredità la vita eterna».

ALLA COMUNIONE

1 Gv 4, 16. 7

Noi abbiamo creduto
all’amore che Dio ha per noi.
Chi sta nell’amore dimora in Dio,
e Dio dimora in lui.
Amiamoci gli uni gli altri,
perché l’amore è da Dio.

DOPO LA COMUNIONE

O Padre, che in questo sacramento
ci hai dato il pegno della vita eterna,
fa’ che nello spirito di san Benedetto
compiamo fedelmente il servizio della tua lode
e amiamo i fratelli con carità sincera.
Per Cristo nostro Signore.

Mercoledì della 4.a settimana dopo Pentecoste – Anno Dispari

MERCOLEDI DELLA IV DOMENICA DOPO PENTECOSTE

ALL’INGRESSO

Sal 30 (31), 3-4

Tu sei, o Dio, la mia protezione,
il mio rifugio, la salvezza della mia vita.
Tu sei la mia forza e la mia difesa;
nel tuo nome mi guidi e mi sostieni.

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA

O Dio, grande e misericordioso,
rimuovi ogni ostacolo dal nostro cammino
perché nel vigore del corpo
e nella serenità dello spirito
possiamo dedicarci liberamente al tuo servizio.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

LETTURA

Dt 16, 18-20; 17, 8-13

Ti costituirai giudici e scribi.

Lettura del libro del Deuteronomio.

In quei giorni. Mosè disse a tutto Israele: «Ti costituirai giudici e scribi in tutte le città che il Signore, tuo Dio, ti dà, tribù per tribù; essi giudicheranno il popolo con giuste sentenze. Non lederai il diritto, non avrai riguardi personali e non accetterai regali, perché il regalo acceca gli occhi dei saggi e corrompe le parole dei giusti. La giustizia e solo la giustizia seguirai, per poter vivere e possedere la terra che il Signore, tuo Dio, sta per darti.
Quando in una causa ti sarà troppo difficile decidere tra assassinio e assassinio, tra diritto e diritto, tra percossa e percossa, in cose su cui si litiga nelle tue città, ti alzerai e salirai al luogo che il Signore, tuo Dio, avrà scelto. Andrai dai sacerdoti leviti e dal giudice in carica in quei giorni, li consulterai ed essi ti indicheranno la sentenza da pronunciare. Tu agirai in base a quello che essi ti indicheranno nel luogo che il Signore avrà scelto e avrai cura di fare quanto ti avranno insegnato. Agirai in base alla legge che essi ti avranno insegnato e alla sentenza che ti avranno indicato, senza deviare da quello che ti avranno esposto, né a destra né a sinistra. L’uomo che si comporterà con presunzione e non obbedirà al sacerdote che sta là per servire il Signore, tuo Dio, o al giudice, quell’uomo dovrà morire. Così estirperai il male da Israele. Tutto il popolo verrà a saperlo, ne avrà timore e non agirà più con presunzione».

Parola di Dio.

SALMO

Sal 24 (25), 4-5. 10-11. 14-15

Buono e retto è il Signore.

Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza;
io spero in te tutto il giorno. R.

Tutti i sentieri del Signore sono amore e fedeltà
per chi custodisce la sua alleanza e i suoi precetti.
Per il tuo nome, Signore,
perdona la mia colpa, anche se è grande.R.

Il Signore si confida con chi lo teme:
gli fa conoscere la sua alleanza.
I miei occhi sono sempre rivolti al Signore,
è lui che fa uscire dalla rete il mio piede. R.

CANTO AL VANGELO

Cfr. Lc 7, 16

Alleluia.
Un grande profeta è sorto tra noi:
Dio ha visitato il suo popolo.
Alleluia.

VANGELO

Lc 7, 11-17

Lettura del Vangelo secondo Luca.

In quel tempo. Il Signore Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla. Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei. Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre. Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo». Questa fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante.

Parola del Signore.

DOPO IL VANGELO

Lam 3, 24-25

Mia eredità è il Signore
e io lo attendo e lo desidero.
Egli è buono con chi a lui si affida,
si dona al cuore che lo ricerca.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

Larga scenda, o Dio,
la tua desiderata benedizione
e confermi i cuori dei credenti
perché non si allontanino mai dal tuo volere
e si allietino sempre dei tuoi doni generosi.
Per Cristo nostro Signore.

SUI DONI

Fiduciosi nel tuo amore, o Padre,
deponiamo sul santo altare le nostre offerte;
questa celebrazione
cui prestiamo l’umile nostro servizio
ci porti il dono di un cuore purificato.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

È veramente cosa buona e giusta
che il tuo popolo con cuore sincero
elevi a te, o Padre, l’inno di lode.
Tu nel sangue di Cristo Signore
con sapienza mirabile lo hai redento.
Amandoci oltre ogni nostro pensiero e ogni attesa,
hai inviato al mondo il tuo Figlio unigenito
perché nell’umiliazione della morte in croce
riconducesse alla gloria
l’uomo che dalla tua bontà era stato creato
e per la propria superbia si era perduto.
Riconoscenti e ammirati,
con tutte le creature adoranti del cielo e della terra,
innalziamo con gioia l’inno di lode:
Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE

Gv 11, 27

Credo, Signore,
che tu sei il Cristo,
il Figlio del Dio vivente,
venuto in questo mondo.

ALLA COMUNIONE

Mt 5, 3. 5

Beati i poveri in spirito
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati i miti
perché erediteranno la terra.

DOPO LA COMUNIONE

Il sacramento celeste di cui ci siamo nutriti
rinnovi, o Padre,
la nostra coscienza e la nostra vita;
e, poiché abbiamo annunziato in questo mistero
la morte di Cristo
e ne vogliamo condividere la passione redentrice,
donaci di essere nella gloria eterna eredi con lui,
che vive e regna nei secoli dei secoli.