Venerdì della 15.a Settimana del Tempo Ordinario – Anno Dispari

Venerdì 19 Luglio 2019
S. Epafra; S. Macrina; S. Simmaco
15.a di Tempo Ordinario
Es 11,10-12,14; Sal 115; Mt 12,1-8
Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore.

PREGHIERA DEL MATTINO

Signore e Padre, ancora non so che cosa mi porterà la giornata di oggi. Vi sono dei giorni in cui percepisco la libertà della mia forza creatrice, ma altri in cui gli obblighi mi opprimono. Fammi vivere oggi in vista della mia salvezza e di quella degli altri. Ti prego nel nome di Gesù Cristo, nostro Signore. Amen.

ANTIFONA D’INGRESSO
Nella giustizia contemplerò il tuo volto, al mio risveglio mi sazierò della tua presenza. (Sal 17,15)

COLLETTA
O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità, perché possano tornare sulla retta via, concedi a tutti coloro che si professano cristiani di respingere ciò che è contrario a questo nome e di seguire ciò che gli è conforme. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA 
Al tramonto immolerete l’agnello; io vedrò il sangue e passerò oltre.
Dal libro dell’Esodo 11,10- 12,14
In quei giorni, Mosè e Aronne avevano fatto tutti quei prodigi davanti al faraone; ma il Signore aveva reso ostinato il cuore del faraone, il quale non lasciò partire gli Israeliti dalla sua terra. Il Signore disse a Mosè e ad Aronne in terra d’Egitto: «Questo mese sarà per voi l’inizio dei mesi, sarà per voi il primo mese dell’anno. Parlate a tutta la comunità d’Israele e dite: “Il dieci di questo mese ciascuno si procuri un agnello per famiglia, un agnello per casa. Se la famiglia fosse troppo piccola per un agnello, si unirà al vicino, il più prossimo alla sua casa, secondo il numero delle persone; calcolerete come dovrà essere l’agnello secondo quanto ciascuno può mangiarne. Il vostro agnello sia senza difetto, maschio, nato nell’anno; potrete sceglierlo tra le pecore o tra le capre e lo conserverete fino al quattordici di questo mese: allora tutta l’assemblea della comunità d’Israele lo immolerà al tramonto. Preso un po’ del suo sangue, lo porranno sui due stipiti e sull’architrave delle case nelle quali lo mangeranno. In quella notte ne mangeranno la carne arrostita al fuoco; la mangeranno con àzzimi e con erbe amare. Non lo mangerete crudo, né bollito nell’acqua, ma solo arrostito al fuoco, con la testa,
le zampe e le viscere. Non ne dovete far avanzare fino al mattino: quello che al mattino sarà avanzato, lo brucerete nel fuoco. Ecco in qual modo lo mangerete: con i fianchi cinti, i sandali ai piedi, il bastone in mano; lo mangerete in fretta. È la Pasqua del Signore! In quella notte io passerò per la terra d’Egitto e colpirò ogni primogenito nella terra d’Egitto, uomo o animale; così farò giustizia di tutti gli dèi dell’Egitto. Io sono il Signore! Il sangue sulle case dove vi troverete servirà da segno in vostro favore: io vedrò il sangue e passerò oltre; non vi sarà tra voi flagello di sterminio quando io colpirò la terra d’Egitto. Questo giorno sarà per voi un memoriale; lo celebrerete come festa del Signore: di generazione in generazione lo celebrerete come un rito perenne”».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 115)
R. Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore.
Che cosa renderò al Signore,
per tutti i benefici che mi ha fatto?
Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del Signore. R.
Agli occhi del Signore è preziosa
la morte dei suoi fedeli.
Io sono tuo servo, figlio della tua schiava:
tu hai spezzato le mie catene. R.
A te offrirò un sacrificio di ringraziamento
e invocherò il nome del Signore.
Adempirò i miei voti al Signore
davanti a tutto il suo popolo. R.

CANTO AL VANGELO (Gv 10,27)
R. Alleluia, alleluia.
Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore,
e io le conosco ed esse mi seguono.
R. Alleluia.

VANGELO
Il Figlio dell’uomo è signore del sabato.
+ Dal Vangelo secondo Matteo 12,1-8
In quel tempo, Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle. Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato». Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell’offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: “Misericordia io voglio e non sacrifici”, non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell’uomo è signore del sabato».
Parola del Signore.

OMELIA
Gesù riporta questa frase dell’Antico Testamento al termine di una ennesima controversia con i farisei. Leggiamo nel vangelo come loro si sono scandalizzati contro i discepoli di Gesù che, in giorno di festa, coglievano spighe per sfamarsi. I farisei erano certi di essere nel giusto, di fare la volontà di Dio perché compivano alla lettera le innumerevoli prescrizioni legali. Ma questo non è saggezza evangelica, non è caratteristica cristiana. Dio si è manifestato come liberatore e vuole che il nostro slancio verso di lui sia obbedienza, ma non un’obbedienza legalistica ma piuttosto l’obbedienza dei figli, l’obbedienza figliale. Noi siamo obbedienti ai suoi comandamenti proprio perché egli ci ha reso liberi, capaci di conoscere le situazioni, capaci di giudicarle, capaci di prendere le decisioni giuste per il bene nostro e degli altri. Il Signore vuole che viviamo nella carità ed ogni precetto, ogni comandamento è subordinato ad essa. Così la nostra vita renderà testimonianza a lui, Dio che crea gli uomini liberi.

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Guarda, Signore, i doni della tua Chiesa in preghiera, e trasformali in cibo spirituale per la santificazione di tutti i credenti. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Il passero trova la casa,
la rondine il nido
dove porre i suoi piccoli,
presso i tuoi altari,
Signore degli eserciti,
mio re e mio Dio.
Beato chi abita la tua casa:
sempre canta le tue lodi.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Signore, che ci hai nutriti alla tua mensa, fa’ che per la comunione a questi santi misteri si affermi sempre più nella nostra vita l’opera della redenzione. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
Dio, tu ci credi capaci di essere liberi e, siccome siamo liberi, di essere responsabili: di noi stessi, degli altri e del nostro mondo. Tu sai che cerchiamo di sfuggire le responsabilità. Noi ci inventiamo obblighi e regole. Noi parliamo della tua volontà e intendiamo con questo le nostre regole. Sviluppa la mia sensibilità perché mi accorga che a volte corro il pericolo di confondere la mia libertà di decisione con il mio comodo. Non tollerare che io ostacoli ad altri questa libertà che tu ci offri.

Mediatazione sul Vangelo di Mt 12,1-8

Venerdì – 15.a Tempo Ordinario

Il Figlio dell’uomo è signore del sabato.

Gesù si scontra con la grettezza dei farisei i quali mentre consumano tutti i loro sforzi nel più meticoloso ossequio verso la legge sono aridi di cuore e ignorano i diritti della grazia. Quando in loro presenza si proclama signore del sabato, proprio questo intende dire: che la legge senza amore è solo una gravosa e sterile schiavitù. La legge è come la siepe; é importante per quello che custodisce, non per se stessa. Ciò che la legge custodisce e il riconoscimento della signoria di Dio sul suo popolo. Questa signoria, però, è una signoria d’amore; la Trinità, santissima Compagnia di amore, non chiede un’obbedienza dettata dall’obbligo del precetto ma dalla libera scelta. Tra la legge e l’amore c‘è questo confronto difficile: la servitù che l’uno e l’altra esigono tende a un possesso invasivo capace di governare tutta intera la vita, non solo i momenti importanti ma fino i più minuti e riposti; ma mentre la legge impone, l’amore chiede. A questo possesso arrivano per vie diverse; la legge codificandosi in una precettistica capillare che appesantisce l’anima, l’amore semplificando il percorso col tracciare un‘unica strada diritta e aperta che sollecita a un cammino spedito. Quando le regole si infittiscono, spengono la santità perché spengono l’amore. Come la più illuminata e rigorosa osservanza della grammatica è impotente a generare da sé la poesia, e anzi quanto più si fa meticolosa tanto più mortifica il genio, così l’ubbia delle regole,-come una siepe lasciata a se stessa e diventata sterpaglia invadente che si allarga sugli ortaggi-, smorza le energie dell’anima e soffoca ogni slancio. La santità è slancio e genio, non e per niente pedanteria e formalismo. La sua regola è di andare dove soffia lo Spirito (e lo Spirito soffia dove vuole). Se ami non hai bisogno di regole perché l’amore è la sorgiva dalla quale zampilla l’unica regola.

Giovedì della 15.a Settimana del Tempo Ordinario – Anno Dispari

Giovedì 18 Luglio 2019
S. Federico; S. Materno; S. Arnolfo
15.a di Tempo Ordinario
Es 3,13-20; Sal 104; Mt 11,28-30
Il Signore si è sempre ricordato della sua alleanza.

PREGHIERA DEL MATTINO

Tu ci hai dato il tuo comandamento, Signore, quello che impegna gli uomini uno verso l’altro. Tu sei diventato il nostro punto di riferimento, affinché noi siamo sicuri del modo in cui questo comandamento deve essere vissuto. Tu hai dato a tutti gli uomini diritti e dignità. Tu non hai evitato le cose scomode; non hai respinto quelli che prendono di più di quello che danno. Tu incoraggi quelli che sono inquieti, reputi le persone dipendenti capaci di essere libere. Permettimi oggi di trattare gli uomini come hai fatto tu; fammi vivere e restituire la gioia e la libertà che ci offri.

ANTIFONA D’INGRESSO
Nella giustizia contemplerò il tuo volto, al mio risveglio mi sazierò della tua presenza. (Sal 17,15)

COLLETTA
O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità, perché possano tornare sulla retta via, concedi a tutti coloro che si professano cristiani di respingere ciò che è contrario a questo nome e di seguire ciò che gli è conforme. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA 
Io sono colui che sono. “Io-Sono” mi ha mandato a voi.
Dal libro dell’Esodo 3,13-20
In quei giorni, [udendo la voce del Signore dal mezzo del roveto,] Mosè disse a Dio: «Ecco, io vado dagli Israeliti e dico loro: “Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi”. Mi diranno: “Qual è il suo nome?”. E io che cosa risponderò loro?». Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono!». E aggiunse: «Così dirai agli Israeliti: “Io-Sono mi ha mandato a voi”». Dio disse ancora a Mosè: «Dirai agli Israeliti: “Il Signore, Dio dei vostri padri, Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe, mi ha mandato a voi”. Questo è il mio nome per sempre; questo è il titolo con cui sarò ricordato di generazione in generazione. Va’! Riunisci gli anziani d’Israele e di’ loro: “Il Signore, Dio dei vostri padri, Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, mi è apparso per dirmi: Sono venuto a visitarvi e vedere ciò che viene fatto a voi in Egitto. E ho detto: Vi farò salire dalla umiliazione dell’Egitto verso la terra del Cananeo, dell’Ittita, dell’Amorreo, del Perizzita, dell’Eveo e del Gebuseo, verso una terra dove scorrono latte e miele”. Essi ascolteranno la tua voce, e tu e gli anziani d’Israele andrete dal re d’Egitto e gli direte: “Il Signore, Dio degli Ebrei, si è presentato a noi. Ci sia permesso di andare nel deserto, a tre giorni di cammino, per fare un sacrificio al Signore, nostro Dio”. Io so che il re d’Egitto non vi permetterà di partire, se non con l’intervento di una mano forte. Stenderò dunque la mano e colpirò l’Egitto con tutti i prodigi che opererò in mezzo ad esso, dopo di che egli vi lascerà andare».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 104)
R. Il Signore si è sempre ricordato della sua alleanza.
Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere.
Ricordate le meraviglie che ha compiuto,
i suoi prodigi e i giudizi della sua bocca. R.
Si è sempre ricordato della sua alleanza,
parola data per mille generazioni,
dell’alleanza stabilita con Abramo
e del suo giuramento a Isacco. R.
Dio rese molto fecondo il suo popolo,
lo rese più forte dei suoi oppressori.
Cambiò il loro cuore perché odiassero il suo popolo
e agissero con inganno contro i suoi servi. R.
Mandò Mosè, suo servo,
e Aronne, che si era scelto:
misero in atto contro di loro i suoi segni
e i suoi prodigi nella terra di Cam. R.

CANTO AL VANGELO (cf. Mt 11,28)
R. Alleluia, alleluia.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi,
e io vi darò ristoro, dice il Signore.
R. Alleluia.

VANGELO
Io sono mite e umile di cuore.
+ Dal Vangelo secondo Matteo 11,28-30
In quel tempo, Gesù disse: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Parola del Signore.

OMELIA
Nella prima lettura di oggi Dio svela a Mosè il suo nome. “Io sono colui che sono”, io sono colui che è veramente, l’unico che esiste davvero. Tutti gli altri esseri esistono perché sono stati chiamati da Lui. Ed egli ci chiama: venite a me, venite tutti che siete affaticati, tutti che siete oppressi ed io vi ristorerò. Gesù ha conosciuto la fatica dell’essere uomo, capisce la nostra stanchezza, lui che agli Apostoli stanchi ha amorevolmente detto: venite, riposatevi un po’… Siamo in molti oggi a sentirsi affaticati e oppressi, nonostante tutto ciò che abbiamo, o forse proprio a causa di tutto ciò che abbiamo. Ecco il giogo che ci pesa, che ci schiaccia. E’ pesante perché carico di tante cose inutili delle quali ci carichiamo noi stessi. Il giogo del Signore invece è leggero, è dolce, perché segnato dalla sua di noi conoscenza, perché segnato dal suo amore verso di noi. E san Paolo ci insegna che Dio non ci mai caricherà dei pesi che non saremmo in grado di portare. Dobbiamo imparare da lui, o tradotto meglio… imparare lui. E che cosa? Imparare Gesù che è mite ed umile di cuore. Se lo contempliamo nei vangeli, nella preghiera quotidiana, diventa più facile imparalo perché egli è il maestro che insegna con l’esempio, esempio che poi a nostra volta attirerà anche gli altri alla sorgente della salvezza che è Gesù stesso. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Guarda, Signore, i doni della tua Chiesa in preghiera, e trasformali in cibo spirituale per la santificazione di tutti i credenti. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Il passero trova la casa,
la rondine il nido
dove porre i suoi piccoli,
presso i tuoi altari,
Signore degli eserciti,
mio re e mio Dio.
Beato chi abita la tua casa:
sempre canta le tue lodi.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Signore, che ci hai nutriti alla tua mensa, fa’ che per la comunione a questi santi misteri si affermi sempre più nella nostra vita l’opera della redenzione. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
Vengo a te nella sera di questo giorno. Ti porto tutti i miei fardelli, e ti dico che cosa mi opprime. Veglia su di me e su tutti quelli che ho incontrato oggi. Guarda le cose buone che siamo riusciti a vivere insieme e anche le nostre sconfitte. Libera i nostri cuori dalla collera e dalla tristezza. Facci trovare pace e sollievo.

Meditazione sul Vangelo di Mt 11,28-30

Giovedì – 15.a Tempo Ordinario

Io sono mite e umile di cuore.

Voglio imparare da Gesù che è mite e umile di cuore: perciò cerco nei vangeli episodi e situazioni che mi offrano qualche esempio del suo comportamento mansueto e dimesso. Ma poi, come folgorato, mi viene in mente che la lezione che Gesù mi dà è ben più radicale; il suo essere stesso, tutto il suo essere è un atto di umiltà perché, come dice san Paolo, lui che era Dio rinunciò alle sue prerogative e fu uomo uguale agli altri uomini e si umiliò ai punto di sottomettersi all’ obbedienza della morte, un’obbedienza umiliante come l’esecuzione capitale mediante Crocifissione, come si usava per i delinquenti. Procedendo nelle mie riflessioni scopro che l’umiltà e la mitezza di Gesù sono l’umiltà e la mitezza stesse della santissima Trinità (e questo mi meraviglia ancor più perché credevo che l’umiltà fosse virtù umana incompatibile con le prerogative divine); se l’umiltà ha infatti a che fare col non essere gelosi della propria grandezza e col rinunciare a tenere le distanze, allora quale abissale e sconvolgente umiltà non è esplosa nel cuore della Trinità nel momento in cui ha concepito l’idea di creare l’uomo al fine di coinvolgerlo nella sua vita eterna donandosi a lui mediante l’incarnazione? Dal momento dell’Incarnazione, per tutta l’eternità Dio è e rimane il Verbo incarnato cioè il re che ha abdicato al trono. L’annullamento dell’infinita distanza non può non suscitare stupore per non dire incredulità e sgomento. L’abbassamento, anzi l’umiliazione che esso comporta contraddice ogni nozione che potevamo avere delle prerogative di Dio prima che Egli ci rivelasse qualcosa di sé. L’umiltà di Dio è un vero e proprio scandalo per la ragione umana; essa, che non può neppure concepire la possibilità e la convenienza che Dio parli all’uomo, a maggior ragione inorridisce all’idea che Dio stringa con lui un rapporto ben più stretto di quello della comunicazione verbale; addirittura la convivenza, la promiscuità. Davanti alla stupefacente umiltà di Dio sorge la domanda: “Ma come è possibile?”. La risposta dà una spiegazione che anziché dissolvere lo stupore lo accresce: “Queste cose fa l’amore”. Se Dio è Colui che ama, non ci deve stupire l’eccesso di amore che si esprime nella sua umiltà perché l’amore trascende i criteri dì ciò che si dice ragionevole. E nella chenosi di Dio non c‘è neppure l’ombra della ragionevolezza.

Mercoledì della 15.a Settimana del Tempo Ordinario – Anno Dispari

Mercoledì 17 Luglio 2019
S. Marcellina; S. Leone IV; S. Giacinto
15.a di Tempo Ordinario
Es 3,1-6.9-12; Sal 102; Mt 11,25-27
Misericordioso e pietoso è il Signore.

PREGHIERA DEL MATTINO

Io ti lodo, Dio, e ti ringrazio per il tuo Figlio Gesù. In lui tu ti avvicini a me. È grazie alla sua parola che io imparo a conoscerti. Egli mi libera dalla paura e mi dà coraggio. Per amore di lui, ho fiducia in te per dare ai miei giorni un senso e un compimento alla mia vita.

ANTIFONA D’INGRESSO
Nella giustizia contemplerò il tuo volto, al mio risveglio mi sazierò della tua presenza. (Sal 17,15)

COLLETTA
O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità, perché possano tornare sulla retta via, concedi a tutti coloro che si professano cristiani di respingere ciò che è contrario a questo nome e di seguire ciò che gli è conforme. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA
L’angelo del Signore apparve in una fiamma di fuoco dal mezzo di un roveto.
Dal libro dell’Esodo 3,1-6.9-12
In quei giorni, mentre Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l’Oreb. L’angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco dal mezzo di un roveto. Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva per il fuoco, ma quel roveto non si consumava. Mosè pensò: «Voglio avvicinarmi a osservare questo grande spettacolo: perché il roveto non brucia?». Il Signore vide che si era avvicinato per guardare; Dio gridò a lui dal roveto: «Mosè, Mosè!». Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Non avvicinarti oltre! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è suolo santo!». E disse: «Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe». Mosè allora si coprì il volto, perché aveva paura di guardare verso Dio. Il Signore disse: «Ecco, il grido degli Israeliti è arrivato fino a me e io stesso ho visto come gli Egiziani li opprimono. Perciò va’! Io ti mando dal faraone. Fa’ uscire dall’Egitto il mio popolo, gli Israeliti!». Mosè disse a Dio: «Chi sono io per andare dal faraone e far uscire gli Israeliti dall’Egitto?». Rispose: «Io sarò con te. Questo sarà per te il segno che io ti ho mandato: quando tu avrai fatto uscire il popolo dall’Egitto, servirete Dio su questo monte».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 102)
R. Misericordioso e pietoso è il Signore.
Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici. R.
Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità,
salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontà e misericordia. R.
Il Signore compie cose giuste,
difende i diritti di tutti gli oppressi.
Ha fatto conoscere a Mosè le sue vie,
le sue opere ai figli d’Israele. R.

CANTO AL VANGELO (Mt 11,25)
R. Alleluia, alleluia.
Ti rendo lode, Padre,
Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno.
R. Alleluia.

VANGELO
Hai nascosto queste cose ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli.
+ Dal Vangelo secondo Matteo 11,25-27
In quel tempo, Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».
Parola del Signore.

OMELIA
Benedico te Padre, perché hai rivelato tutte queste cose ai piccoli. Dio non è impressionato dalla grandezza, dall’intelligenza, dalla sapienza umana. Quelli che li fanno tenerezza sono i più piccoli, gli ultimi, gli emarginati. A loro tutta la sua attenzione. Gesù, durante la sua vita terrena, ha sempre cercato quegli ultimi, è andato in cerca dei malati per sanarli, in cerca degli indemoniati per liberarli, in cerca degli afflitti per annunziare loro la speranza che lui stesso ha portato sulla terra. Anche noi, se vogliamo chiamarci cristiani, se vogliamo veramente esserli dobbiamo comportarci in tutto come si è comportato il Signore. Certo, non sempre questo sarà facile, non sempre ci aiuterà la nostra società, la nostra formazione, i nostri vicini. Ma proprio in questi momenti difficili il Signore è particolarmente con noi. Dobbiamo sforzarci sempre più di conoscerlo, anche se, come ci dice il Vangelo odierno, non lo conosceremo mai abbastanza. Solo il Padre conosce il Figlio e il Figlio conosce il Padre. Conoscere ma non per sentito dire, non dai racconti degli altri, quanto dalle nostre personali esperienze, dalla nostra con lui intimità. Egli conosce ciascuno di noi, ci conosce come il pastore conosce le sue pecorelle. Se noi lo vorremo egli ci si svelerà, ci apparirà, ci si comunicherà perché il Signore è sempre vicino a chi lo cerca con cuore sincero.

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Guarda, Signore, i doni della tua Chiesa in preghiera, e trasformali in cibo spirituale per la santificazione di tutti i credenti. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Il passero trova la casa,
la rondine il nido
dove porre i suoi piccoli,
presso i tuoi altari,
Signore degli eserciti,
mio re e mio Dio.
Beato chi abita la tua casa:
sempre canta le tue lodi.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Signore, che ci hai nutriti alla tua mensa, fa’ che per la comunione a questi santi misteri si affermi sempre più nella nostra vita l’opera della redenzione. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
Ti prego con tutti quelli che stasera sono stanchi e scoraggiati. Mi lamento presso di te con tutti coloro che sono soli e perduti. Grido verso di te con tutti quelli che non hanno nessuno che li ascolti. Ti lodo con tutti quelli ai quali ti rivolgi. Ti ringrazio con tutti quelli di cui sei diventato il Padre, per mezzo di Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore.

Meditazione sul Vangelo di Mt 11,25-27

Mercoledì – 15.a Tempo Ordinario

Hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli.

È bello leggerla sotto la forma di preghiera, questa pericope, così come Matteo ce la propone: “Ti ringrazio, Padre, Signore del Cielo e della terra. Ti ringrazio perché hai nascosto queste cose ai grandi ecc.”. E ancora di più è bello aggiungere il tocco del vangelo di Luca il quale fa precedere questa preghiera di lode e ringraziamento da un veloce passaggio narrativo che dice: “Allora Gesù fu pieno di gioia per opera dello Spirito Santo e disse: ecc”. Lo stile del Padre, ossia il metodo che ha scelto nel farsi dono agli uomini, l’andamento che ha preso la sua missione, i primi segnali di resistenza da parte di quelli che con tano, l’adesione dei piccoli che sono gli unici che prendono a seguirlo, la premonizione (per ora velata) dell’insuccesso che lo porterà alla croce: tutto ciò anziché inquietare Gesù, lo riempie di gioia. Gesù afferma che il Padre ha messo tutto nelle sue mani, ma in realtà egli da parte sua restituisce al Padre il compito di decidere e si uniforma perfettamente e con gioia alla sua volontà. E quando dice: “Sì, Padre, così tu hai voluto”, non sappiamo se intenda farci sapere che il suo ruolo di inviato dal Padre è di obbedire o se con quella espressione voglia aprire uno squarcio del cielo per farci contemplare per un attimo lo splendore della vita trinitaria dove si vive l’eterna Convivenza in assoluto amore. Vero è che sull’armonia trinitaria Matteo trattiene ancora la nostra attenzione là dove nella conoscenza che il Padre ha del Figlio e il Figlio del Padre dobbiamo vedere non l’atto conoscitivo bensì l’atto comunionale dell’eterna Compagnia. Che ci resta da dire, dopo che abbiamo riempito l’animo di stupore contemplando questo squarcio di cielo? Tornando a volgere gli occhi alla terra il nostro sguardo ritrova la miseria della condizione umana: i grandi e i sapienti continuano, come ai tempi di Gesù, a respingere i richiami del Vangelo. La verità di Dio rimane nascosta non perchè Dio non voglia farsi conoscere da loro, ma perchè ciò che riempie il loro cuore – l’amore per il potere e l’orgoglio della mente – impedisce alla Parola di Gesù di lasciarsi ascoltare. Al contrario l’ascolto è concesso ai piccoli perchè il loro cuore è vuoto. I grandi e i sapienti da una parte, e i piccoli dall’altra sono figure di chi è sazio di se stesso e di chi sentendosi povero, chiede di essere salvato.

Martedì della 15.a Settimana del Tempo Ordinario – Anno Dispari

Martedì 16 Luglio 2019
B.V. Maria del M. Carmelo; B. Irmengarda; S. Antioco
15.a di Tempo Ordinario
Es 2,1-15; Sal 68; Mt 11,20-24  
Voi che cercate Dio, fatevi coraggio.

PREGHIERA DEL MATTINO

Signore, fammi riconoscere l’impronta della tua gloria sul cammino della mia vita. Fammi riconoscere i segni del tuo amore in tutto ciò che mi capita. Non lasciare che la mia fiducia si indebolisca, ma fammi diventare luce di speranza per tutti quelli che ti cercano.

ANTIFONA D’INGRESSO
Nella giustizia contemplerò il tuo volto, al mio risveglio mi sazierò della tua presenza. (Sal 17,15)

COLLETTA
O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità, perché possano tornare sulla retta via, concedi a tutti coloro che si professano cristiani di respingere ciò che è contrario a questo nome e di seguire ciò che gli è conforme. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA 
Lo chiamò Mosè perché l’aveva tratto dalle acque; cresciuto in età, egli si recò dai suoi fratelli.
Dal libro dell’Esodo 2,1-15
In quei giorni, un uomo della famiglia di Levi andò a prendere in moglie una discendente di Levi. La donna concepì e partorì un figlio; vide che era bello e lo tenne nascosto per tre mesi. Ma non potendo tenerlo nascosto più oltre, prese per lui un cestello di papiro, lo spalmò di bitume e di pece, vi adagiò il bambino e lo depose fra i giunchi sulla riva del Nilo. La sorella del bambino si
pose a osservare da lontano che cosa gli sarebbe accaduto. Ora la figlia del faraone scese al Nilo per fare il bagno, mentre le sue ancelle passeggiavano lungo la sponda del Nilo. Ella vide il cestello fra i giunchi e mandò la sua schiava a prenderlo. L’aprì e vide il bambino: ecco, il piccolo piangeva. Ne ebbe compassione e disse: «È un bambino degli Ebrei». La sorella del bambino disse allora alla figlia del faraone: «Devo andare a chiamarti una nutrice tra le donne ebree, perché allatti per te il bambino?». «Va’», rispose la figlia del faraone. La fanciulla andò a chiamare la madre del bambino. La figlia del faraone le disse: «Porta con te questo bambino e allattalo per me; io ti darò un salario». La donna prese il bambino e lo allattò. Quando il bambino fu cresciuto, lo condusse alla figlia del faraone. Egli fu per lei come un figlio e lo chiamò Mosè, dicendo: «Io l’ho tratto dalle acque!». Un giorno Mosè, cresciuto in età, si recò dai suoi fratelli e notò i loro lavori forzati. Vide un Egiziano che colpiva un Ebreo, uno dei suoi fratelli. Voltatosi attorno e visto che non c’era nessuno, colpì a morte l’Egiziano e lo sotterrò nella sabbia. Il giorno dopo uscì di nuovo e vide due Ebrei che litigavano; disse a quello che aveva torto: «Perché percuoti il tuo fratello?». Quegli rispose: «Chi ti ha costituito capo e giudice su di noi? Pensi forse di potermi uccidere, come hai ucciso l’Egiziano?». Allora Mosè ebbe paura e pensò: «Certamente la cosa si è risaputa». Il faraone sentì parlare di questo fatto e fece cercare Mosè per metterlo a morte. Allora Mosè fuggì lontano dal faraone e si fermò nel territorio di Madian.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 68)
R. Voi che cercate Dio, fatevi coraggio.
Affondo in un abisso di fango,
non ho nessun sostegno;
sono caduto in acque profonde
e la corrente mi travolge. R.
Ma io rivolgo a te la mia preghiera,
Signore, nel tempo della benevolenza.
O Dio, nella tua grande bontà, rispondimi,
nella fedeltà della tua salvezza. R.
Io sono povero e sofferente:
la tua salvezza, Dio, mi ponga al sicuro.
Loderò il nome di Dio con un canto,
lo magnificherò con un ringraziamento. R.
Vedano i poveri e si rallegrino;
voi che cercate Dio, fatevi coraggio,
perché il Signore ascolta i miseri
e non disprezza i suoi che sono prigionieri. R.

CANTO AL VANGELO (cf. Sal 94)
R. Alleluia, alleluia.
Oggi non indurite il vostro cuore,
ma ascoltate la voce del Signore.
R. Alleluia.

VANGELO 
Nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne e la terra di Sòdoma saranno trattate meno duramente di voi.
+ Dal Vangelo secondo Matteo 11,20-24
In quel tempo, Gesù si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite: «Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!».
Parola del Signore.

OMELIA
Ognuno risponderà secondo quanto ha ricevuto. Se tu hai ricevuto cinquanta denari non potrai rispondere solo dei trenta. Ecco l’intervento di Dio straordinario e palese: il Signore si rivolge alle città nelle quali aveva compiuto il maggior numero dei miracoli, laddove ha risolto molte difficoltà, laddove ha portato molta gioia, sanando e guarendo molti. Ma tutto questo non è stato sufficiente per la conversione dei loro abitanti. Hanno ricevuto tanto, ma non altrettanto hanno guadagnato, hanno perso anche quello che da Dio hanno ricevuto. E’ per questo che il Signore pronuncia il suo «guai» su quelle città. Anche noi abbiamo ricevuto tante grazie, abbiamo ricevuto la vita, la fede, viviamo nella pace, senza grandi contrasti. Tutte queste sono le grazie di Dio che devono portarci alla fede ancora più grande, più forte. Non possiamo dormire come le vergini stolte aspettando il nostro sposo. Dobbiamo essere come quelle sapienti che sempre con sé portano non solo la lampada, ma anche dell’olio. Tutti i beni che riceviamo dalla Sua bontà devono servire a fare altri beni, altre grazie, devono avvicinarci sempre più a Dio e ai fratelli. Se non fosse così anche su di noi graverebbe il «guai» del Signore. Finché siamo in vita abbiamo il tempo per la conversione, abbiamo il tempo per la revisione della nostra vita. Abbiamo la speranza che all’ultima ora il Signore ci troverà giusti davanti a lui ed anche davanti a noi si apriranno le porte del cielo. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Guarda, Signore, i doni della tua Chiesa in preghiera, e trasformali in cibo spirituale per la santificazione di tutti i credenti. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Il passero trova la casa,
la rondine il nido
dove porre i suoi piccoli,
presso i tuoi altari,
Signore degli eserciti,
mio re e mio Dio.
Beato chi abita la tua casa:
sempre canta le tue lodi.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Signore, che ci hai nutriti alla tua mensa, fa’ che per la comunione a questi santi misteri si affermi sempre più nella nostra vita l’opera della redenzione. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
Vivo sotto la tua protezione, Dio potente. Vivo alla tua ombra. Tu mi proteggi giorno e notte. Io mi aggrappo a te e tu non mi lasci cadere. Tu mi proteggi, poiché tu conosci il mio nome. Tu mi ascolti quando ti chiamo. Tu sei vicino a me nella sciagura. Tu dai un senso alla mia vita. Tu mi fai vedere la tua salvezza. Dio potente.

Meditazione al Vangelo di Mt 11,20-24

Martedì – 15.a Tempo Ordinario – B.V. Maria del Carmelo

Tiro e Sidone avranno una sorte meno dura della vostra.

Gesù ha rivolto le sue prime attenzioni messianiche a Corazin, a Betzaida e a Cafarnao e ne ha avuto in cambio indifferenza e sordità: i segni che vi ha manifestato non hanno convinto. Eppure a detta di Gesù erano tali che avrebbero convinto gli abitanti di Tiro e di Sidone e perfino di Sodoma. La resistenza incontrata deve essere stata ben dura se la punizione che essa merita viene, al paragone, dichiarata più pesante di quella destinata alle ben note città pagane del nord e addirittura alla città di Sodoma che è prototipo di città maledetta. Fin dall’inizio l’annuncio della buona novella fa i conti con la durezza di cuore dell’uomo. Già fin d’ora si profila il dramma del Verbo di Dio che – per usare le parole di Giovanni – viene nel mondo che e suo ma e respinto dai suoi. La mente non può fermare la sua attenzione su questo dramma senza sentirsi profondamente turbata. Perché Dio non ci costringe a dire di sì? La rivelazione del Messia avrebbe potuto seguire la strada dell’evidenza che, possedendo un potere compulsivo, avrebbe imposto alla ragione un assenso cui essa in nessun modo avrebbe potuto sottrarsi. Di fronte all’evidenza infatti la libertà viene sospesa e al suo posto agisce la necessità; la mente dell’uomo davanti all’evidenza è impotente a sottrarsi. Dio in quel caso avrebbe presentato l’immagine del dominatore e il rapporto che avrebbe intrattenuto con l‘uomo sarebbe stato quello del padrone nei confronti dello schiavo. Fin dal momento della sua ideazione, invece, la relazione che voleva avere con l’uomo era un’altra: interamente sottoposta ai rischi della libertà poiché solo nella libertà abita l’amore. È cosi che Dio accetta il rischio del fallimento. Il colmo della chenosi di Dio non è nell’Incarnazione del Verbo ma nel peccato dell’uomo, non nella nascita del Verbo nella carne del bambino ma nella morte sulla croce che è figura dell’Amore respinto. Le parole con le quali Gesù rimprovera le città che non accolgono il vangelo e non si convertono sono rivolte a tutti coloro che davanti ai segni coi quali Gesù invita a seguirlo restano sordi e continuano per ila  loro strada. Ma il paragone tra le diverse responsabilità del rifiuto alla conversione richiama l’attenzione di coloro ai quali quei segni sono stati manifestati con maggiore abbondanza. La severità dei rimprovero di Gesù è per loro. Cioè per noi.

Lunedì della 15.a Settimana del Tempo Ordinario – Anno Dispari

Lunedì 15 Luglio 2019
S. Bonaventura da Bagnoregio; S. Vladimiro di Kiev
15.a di Tempo Ordinario
Es 1,8-14.22; Sal 123; Mt 10,34-11,1
Il nostro aiuto è nel nome del Signore.

PREGHIERA DEL MATTINO

Buon Dio, aiutami ad accettare questa giornata, sia per quello che avrà di piacevole sia per quello che avrà di difficile. Fa’ che oggi io non cerchi solo la mia felicità, che non persegua solo i miei scopi, che non imponga le mie idee. Fa’ che sia attento e sensibile alle buone idee degli altri, al loro desiderio di essere riconosciuti e capiti. Fa’ che mi apra a coloro che vivono ai margini della mia vita, e ai quali sovente non faccio attenzione. Fa’ che esca dalla ristrettezza dei miei pensieri, concedimi un cuore grande.

ANTIFONA D’INGRESSO
Nella giustizia contemplerò il tuo volto, al mio risveglio mi sazierò della tua presenza. (Sal 17,15)

COLLETTA
O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità, perché possano tornare sulla retta via, concedi a tutti coloro che si professano cristiani di respingere ciò che è contrario a questo nome e di seguire ciò che gli è conforme. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA 
Cerchiamo di essere avveduti nei riguardi di Israele per impedire che cresca.
Dal libro dell’Esodo 1,8-14,22
In quei giorni, sorse sull’Egitto un nuovo re, che non aveva conosciuto Giuseppe. Egli disse al suo popolo: «Ecco che il popolo dei figli d’Israele è più numeroso e più forte di noi. Cerchiamo di essere avveduti nei suoi riguardi per impedire che cresca, altrimenti, in caso di guerra, si unirà ai nostri avversari, combatterà contro di noi e poi partirà dal paese». Perciò vennero imposti loro dei sovrintendenti ai lavori forzati, per opprimerli con le loro angherie, e così costruirono per il faraone le città-deposito, cioè Pitom e Ramses. Ma quanto più opprimevano il popolo, tanto più si moltiplicava e cresceva, ed essi furono presi da spavento di fronte agli Israeliti. Per questo gli Egiziani fecero lavorare i figli d’Israele trattandoli con durezza. Resero loro amara la vita mediante una dura schiavitù, costringendoli a preparare l’argilla e a fabbricare mattoni, e ad ogni sorta di lavoro nei campi; a tutti questi lavori li obbligarono con durezza. Il faraone diede quest’ordine a tutto il suo popolo: «Gettate nel Nilo ogni figlio maschio che nascerà, ma lasciate vivere ogni femmina».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 123)
R. Il nostro aiuto è nel nome del Signore.
Se il Signore non fosse stato per noi
– lo dica Israele -,
se il Signore non fosse stato per noi,
quando eravamo assaliti,
allora ci avrebbero inghiottiti vivi,
quando divampò contro di noi la loro collera. R.
Allora le acque ci avrebbero travolti,
un torrente ci avrebbe sommersi;
allora ci avrebbero sommersi
acque impetuose.
Sia benedetto il Signore,
che non ci ha consegnati in preda ai loro denti. R.
Siamo stati liberati come un passero
dal laccio dei cacciatori:
il laccio si è spezzato
e noi siamo scampati.
Il nostro aiuto è nel nome del Signore:
egli ha fatto cielo e terra. R.

CANTO AL VANGELO (cf. Mt 5,10)
R. Alleluia, alleluia.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
R. Alleluia.

VANGELO 
Sono venuto a portare non pace, ma spada.
+ Dal Vangelo secondo Matteo 10,34 – 11,1
In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada. Sono infatti venuto a separare l’uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la nuora da sua suocera; e nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa. Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà. Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto. Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa». Quando Gesù ebbe terminato di dare queste istruzioni ai suoi dodici discepoli, partì di là per insegnare e predicare nelle loro città.
Parola del Signore.

OMELIA
Spesso noi cristiani veniamo visti dall’esterno come coloro che dovrebbero essere buoni, mansueti, tranquilli come pecore condotte al macello. Oggi dalla bocca di Gesù sentiamo tutt’altro che pace e mansuetudine… Fuoco, guerra, spada, divisione… Sì, i cristiani devono essere pronti anche ad essere come le pecorelle, senza aprire la bocca, ma proprio per questo devono essere inamovibili nell’ascoltare ed eseguire l’insegnamento di Cristo. Con il loro comportamento devono essere la divisione tra il peccato e il bene, devono bruciare, scottare con il loro esempio di vita, tagliare come la spada con il peccato, con coloro che non vogliono tornare alla retta via. Chi ama il padre e la madre… più di me, non è degno di me. Chi non prende la sua croce e non mi segue non è degno di me. Ma la ricompensa è infinitamente sovrabbondante: chi accoglie i Suoi discepoli, chi accoglie coloro che credono in lui, proprio perché credono in lui, vivrà con il Padre, in eterno. E nulla andrà perduto: anche un bicchiere d’acqua dato per amore suo, avrà la sua ricompensa. Sei tu il suo testimone? (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Guarda, Signore, i doni della tua Chiesa in preghiera, e trasformali in cibo spirituale per la santificazione di tutti i credenti. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Il passero trova la casa, la rondine il nido dove porre i suoi piccoli, presso i tuoi altari, Signore degli eserciti, mio ree mio Dio. Beato chi abita la tua casa: sempre canta le tue lodi. (Sal 84,4- 5)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Signore, che ci hai nutriti alla tua mensa, fa’ che per la comunione a questi santi misteri si affermi sempre più nella nostra vita l’opera della redenzione. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
Dio, mio Padre. Io ripenso agli incontri e alle conversazioni che ho avuto oggi. Non è andato tutto bene… Non sono stato capace di rispondere a tutto… Ho sentito parlare di tante sofferenze… Benedici tutti gli uomini che ho incontrato. Fa’ che io possa vedere in che cosa hanno bisogno di me nei giorni che verranno. Benedici tutti coloro che portano coraggiosamente la loro croce, che accettano la loro vita e che assistono gli altri. Ma benedici anche coloro che vivono solo per loro stessi, che corrono il rischio di isolarsi. Apri i loro occhi in modo tale che si rendano conto del loro prossimo, e di te. Benedici il tuo mondo. Benedici gli uomini. E dirigi verso di te i nostri pensieri e le nostre azioni.

Meditazione sul Vangelo di Mt 10,34-11,1

Lunedì – 15.a Tempo Ordinario

Non sono venuto a portare la pace, ma una spada.

Insomma, se voglio “andare dietro” al Signore devo impugnare la spada. Così il maestro ha detto ai Dodici nell’atto di mandarli in missione. Così dunque dice ora a me che sono invitato a prendere il cammino della sequela. Imbattermi in lui è stata una impagabile fortuna ma quell’incontro mi toglie la pace. Proprio così ha detto: non sono venuto a portare la pace ma la spada. Strano amico e maestro; mi promette la felicità e mi dice che devo prepararmi a combattere e ad affrontare rischi e fatiche, disposto perfino a perdere la vita per lui. Credevo di cavarmela con poco e invece l’ingaggio è un affare serio. Se non prendo la mia croce non sono degno di lui. Se nel mio Cuore gli amori stampati imperiosamente dalla natura sono più vincolanti dell’amore che ho per lui, non sono degno di seguirlo. Perfino la mia vita non devo tenere. Che cosa vogliono dire queste parole? Questo vangelo è molto esigente e annuncia un cristianesimo drammatico. Esso prospetta un confronto e una scelta che sembrano perfino impossibili. Propone lacerazioni profonde, chiede qualcosa di disumano. Devo prenderlo alla lettera? Parla davvero di mio padre e di mia madre? Devo davvero aspettarmi di vedere un nemico in mio fratello e in mia sorella? Quali amori radicati nel mio cuore devo essere disposto a sacrificare? A quale combattimento allude quella spada? Oppure quelle parole sono soltanto una metafora? Ma la metafora di che? Forse quelle parole così severe e inquietanti vogliono dire che per essere vera la sequela di Gesù deve essere un’avventura totalizzante: o tutto o niente. La fede non vuol essere un pensiero tra tanti altri pensieri, deve stare sopra tutti i pensieri, dev’essere un desiderio che sta sopra tutti i desideri e le ambizioni e i progetti. Tu non sai che cosa è la fede finché non l’hai messa al primo posto, finché non l’hai scelta come l’unica cosa che hai, come la cosa per la quale saresti disposto a rinunciare a ogni altra cosa, come l‘unico significato della tua vita, l’irrinunciabile successo. I santi l’hanno fatto; la spada che hanno impugnato manda bagliori.