Il 23 Giugno si festeggia il Santissimo Corpo e Sangue del Signore: un pò di storia..

Ogni volta che mangiamo di questo Pane e beviamo di questo Calice, noi annunziamo la morte del Signore finché egli venga.

Sequenza

Ecco il pane degli angeli,
pane dei pellegrini,
vero pane dei figli:
non dev’essere gettato.

Con i simboli è annunziato,
in Isacco dato a morte,
nell’agnello della Pasqua,
nella manna data ai padri.

Buon pastore, vero pane,
o Gesù, pietà di noi:
nutrici e difendici,
portaci ai beni eterni
nella terra dei viventi.

Tu che tutto sai e puoi,
che ci nutri sulla terra,
conduci i tuoi fratelli
alla tavola del cielo
nella gioia dei tuoi santi.  
Ecce Panis Angelorum,
Factus cibus viatorum
Vere panis filiorum,
Non mittendus canibus.

In figuris praesignatur,
Cum Isaac immolatur,
Agnus Paschae deputatur,
Datur manna patribus.

Bone pastor, panis vere,
Jesu, nostri miserere:
Tu nos pasce, nos tuere,
Tu nos bona fac videre
In terra viventium.

Tu qui cuncta scis et vales,
Qui nos pascis hic mortales:
Tuos ibi commensales,
Coheredes et sodales
Fac sanctorum civium.

Un po’ di storia…

L’ispirazione per l’istituzione della festa del Corpus Domini si deve alla Beata Giuliana di Retìne, priora nel Monastero del Monte Cornelio, presso Liegi, in Belgio, nel XIII secolo. Secondo le visioni della Beata Giuliana, la liturgia della Chiesa dell’epoca mancava di una festa che onorasse il Corpo di Cristo sacrificato per l’umanità. Per questo la religiosa si batté per l’istituzione di un culto che glorificasse il Sacramento dell’Eucaristia. Il Vescovo di Liegi istituì nel 1246 la festa diocesana del Corpus Domini. Nel 1263, a Bolsena, un prete boemo fu protagonista di uno straordinario miracolo eucaristico (le cui reliquie sono oggi conservate nel Duomo di Orvieto) e l’8 settembre 1264 Papa Urbano IV promulgò la Bolla Transiturus in cui annunciava l’istituzione della Festa del Corpus Domini per tutta la Chiesa Universale. Da allora la popolarità della Festa è cresciuta ovunque grazie alle processioni eucaristiche e al culto del Santissimo Sacramento al di fuori della Messa. Celebriamo oggi l’intima relazione tra Eucaristia e Chiesa, tra il Corpo del Signore e il suo Corpo Mistico.

DISPOSIZIONI SULLA DISTRIBUZIONE DELLA COMUNIONE EUCARISTICA (Decreto del 27 aprile 2009)

“….Fin dalle sue origini la Chiesa apostolica ha espresso la convinzione di fede che i discepoli s’incontrano con il Risorto, ne fanno esperienza nel primo giorno dopo il sabato ascoltando la Parola di Dio e la sua spiegazione e spezzando il pane eucaristico (cfr. Le 24, 13-35; Al 20, 7-12). San Giustino nella I Apologia, al n. 67 testimonia l’ulteriore sviluppo di questa prassi.

La predicazione degli apostoli, poi, illustrava ai fedeli la grandezza del Sacramento dell’altare e le disposizioni interiori necessarie per potervi partecipare con frutto, senza correre il rischio di mangiare e bere la propria condanna (cfr. 1 Cor 11, 29), ma al contrario perché mangiando di quel pane, Corpo di Cristo dato per la vita del mondo, chi crede possa avere la vita eterna (cfr. Gv 6, 51).

È quindi preciso dovere dell’apostolo esortare spesso i cristiani perché possano ricevere degnamente il Corpo di Cristo plasmando la propria vita ad immagine di Colui che nel sacramento viene ricevuto.

La pietà e la venerazione interiore con cui i fedeli si accostano all’Eucaristia si manifesta anche esteriormente nel modo con cui essi ricevono il Pane consacrato.

La catechesi dei pastori non manchi dunque di soffermarsi anche sul modo con cui ci si può accostare all’Eucaristia perché si eviti il più possibile che il Santissimo Sacramento dell’Eucaristia sia trattato con superficialità o addirittura in modo irriverente o, peggio ancora, sacrilego.

Dobbiamo infatti prendere atto che purtroppo si sono ripetuti casi di profanazione dell’Eucaristia approfittando della possibilità di accogliere il Pane consacrato sul palmo della mano, soprattutto, ma non solo, in occasione di grandi celebrazioni o in grandi chiese oggetto di passaggio di numerosi fedeli.

Per tale motivo è bene vigilare sul momento della santa Comunione partendo dall’osservanza delle comuni norme ben note a tutti.

La distribuzione dell’Eucaristia avvenga in modo pacato ed ordinato, sia fatta in primo luogo dai ministri ordinati (presbitero e diacono); solo in loro mancanza dai ministri a ciò istituiti (accoliti). Solo in casi veramente eccezionali si ricorra ad altri ministri istituiti (lettori), alle religiose o a fedeli ben preparati.

Durante la Comunione i ministranti assistano il ministro, per quanto possibile, vigilando che ogni fedele dopo aver ricevuto il Pane consacrato lo consumi immediatamente davanti al ministro e che per nessun motivo venga portato al posto, oppure riposto nelle tasche o in borse o altrove, né cada per terra e venga calpestato.

L’Eucaristia è infatti il bene più prezioso che la Chiesa custodisce, presenza viva del Signore Risorto; tutti i fedeli si devono sentire chiamati a fare ogni sforzo perché questa presenza sia onorata prima di tutto con la vita e, poi, con i segni esteriori della nostra adorazione……”.

Bologna, dalla Residenza Arcivescovile, 27 aprile 2009.

+ Cardinale Carlo Caffarra
Arcivescovo