10. Pietre e Stelle

Ed un giorno, mentre Phardrous, il greco, passeggiava nel Giardino, inciampò in una pietra e si adirò. Si voltò, raccolse la pietra, dicendo a bassa voce: «O cosa morta sul mio cammino!» e la scagliò lontano.
Ed Almustafa, l’eletto e l’amato, disse: «Perché dici: «O cosa morta»? E’ molto ormai che vivi in questo Giardino ed ancora non sai che nulla esiste senza vita? Tutte le cose vivono e splendono alla luce del giorno e nella maestà della notte. Tu e la pietra siete una cosa sola. La differenza sta solo nei battiti del cuore. Il tuo cuore batte un po’ più forte, vero, amico mio? Ma ahimè non è così calmo».
«Forse il suo ritmo è un altro, ma ti dico che se sondi la profondità della tua anima e misuri le vette dello spazio, udrai un’unica melodia in cui all’unisono cantano la pietra e la stella».
«Se non comprendi le mie parole allora lascia che sorga un altro giorno. Se hai maledetto questa pietra nella quale hai inciampato per la tua distrazione, allora malediresti una stella se per caso in cielo vi dovessi sbattere con la tua testa. Ma verrà il giorno in cui raccoglierai pietre e stelle come il bimbo raccoglie i gigli della valle ed allora capirai che tutte queste cose sono viventi e profumate».