12. «Nudo nel Meriggio»

Ed un mattino quando il sole era già alto, uno dei discepoli, uno dei suoi tre compagni di giochi dell’infanzia, gli si avvicinò dicendo: «Maestro, il mio abito è liso e non ne ho altri. Permettimi di andare alla piazza del mercato a vedere se riesco a procurarmi una nuova veste».
Ed Almustafa guardò il giovane e disse: «Dammi il tuo vestito». Così fece e restò tutto nudo in pieno giorno.
Ed Almustafa, con voce simile ad un giovane destriero che galoppa per strada, disse: «Solo i nudi vivono nel sole. Solo i semplici cavalcano il vento. E solo chi si smarrisce migliaia di volte riuscirà a tornare a casa».
«Gli angeli sono stanchi degli uomini intelligenti. E solo ieri un angelo mi ha detto: «Abbiamo creato l’inferno per coloro che brillano. Cos’altro può cancellare una superficie lucente e sciogliere una cosa sino al nocciolo?»
«Ed io dissi: «Ma creando l’inferno avete creato i demoni per governarlo». Ma l’angelo mi rispose: «No, l’inferno è governato da coloro che resistono al fuoco».
«Angelo saggio! Conosce il costume degli uomini ed il costume dei mezzi uomini. E’ uno dei serafini che vengono in aiuto ai profeti quando sono tentati dagli intelligenti. E senza dubbio sorride quando i profeti sorridono e piange quando questi piangono».
«Miei amici, miei marinai, solo i nudi vivono nel sole. Solo chi è privo di timone può attraversare il grande mare. Solo chi è oscuro con la notte si sveglierà con l’alba e solo chi dorme con le radici sotto la neve raggiungerà la primavera».
«Infatti voi siete come radici e come tali siete semplici ma traete dalla terra saggezza. E siete taciturni, ma avete nei vostri rami non ancora formati il coro dei quattro venti».
«Siete fragili ed informi, ma siete l’inizio di enormi querce e l’abbozzo di salici in cielo.
«Ancora una volta dico, non siete che radici fra l’oscura zolla ed il mutevole cielo. E spesso vi ho visti alzarvi per danzare con la luce, ma vi ho visti anche schivi. Tutte le radici sono schive. Hanno celato i loro cuori così a lungo che non sanno che farne».
«Ma arriverà maggio, e maggio è una vergine irrequieta, che farà da madre alle colline ed alle pianure».