13. Delle Leggi

Allora un avvocato disse: Cosa ne pensi delle nostre Leggi, maestro?
Ed egli rispose:
Vi dilettate ad emanare le leggi,
Ma ancor di più vi dilettate ad infrangerle.
Come bambini che giocano in riva all’oceano e con cura costruiscono torri di sabbia per poi distruggerle con una risata.
Ma mentre voi costruite le vostre torri di sabbia, l’oceano apporta sempre più sabbia a riva,
E quando le fate crollare l’oceano ride con voi.
In verità l’oceano ride sempre con l’innocente.

Ma che dire di coloro per i quali la vita non è un oceano, e le leggi umane non sono torri di sabbia,
E per i quali la vita è come una roccia e la legge come uno scalpello con cui inciderla a loro somiglianza?
Che dire dello storpio che odia coloro che danzano?
Che dire del bue che ama il suo giogo e che ritiene l’alce ed il cervo della foresta animali randagi e vagabondi?
Che dire del vecchio serpente che ormai non può più mutar di pelle e che si rivolge agli altri dicendo che son nudi e vergognosi?
Che dire dell’invitato che arriva in anticipo al banchetto nuziale ed una volta sazio ed appesantito se ne torna a casa lamentando che tutti i banchetti sono profanazione ed i convitati fuorilegge?

Che cosa potrei dire di costoro se non che pure loro godono della luce, pur volgendo le spalle al sole?
Essi vedono solo le loro ombre e le loro ombre sono le loro leggi.
E il sole per costoro non è forse un semplice modellatore di ombre?
Ed applicare le leggi non è forse per costoro solo un chinarsi a tracciare per terra il contorno delle loro ombre?
Ma voi che camminate rivolti verso il sole, da quali immagini disegnate sulla terra potete mai essere trattenuti?
Voi che seguite il vento, quale banderuola indicherà il vostro procedere?
Quale legge dell’uomo vi legherà se spezzerete il vostro giogo sulla soglia della prigione di nessun uomo?
Quale legge vi intimorirà se danzerete senza inciampare nelle catene dell’uomo?
E chi vi tradurrà in giudizio se voi vi strapperete le vesti e non le darete ad un altro uomo?

Popolo di Orphalese, potete soffocare il suono del tamburo ed allentare le corde della lira, ma chi potrà mai ordinare all’allodola di non cantare?