15. La Separazione

Poi per sette giorni e sette notti nessuno si presentò al Giardino, ed egli se ne rimase solo con i suoi ricordi ed il suo dolore;
Poiché anche coloro che avevano ascoltato le sue parole con amore e pazienza si erano allontanati da lui alla ricerca di altri giorni.
Venne solo Karima ed il silenzio era disteso sul suo volto come un velo; portava un calice ed un piatto, bevanda e cibo per la sua solitudine e per la sua fame. E, dopo averglieli messi davanti, andò per la sua strada.

E Almustafa ritornò alla compagnia dei chiari pioppi al di qua del cancello e si sedette, ma continuava a guardare la strada. Ed un istante dopo vide come una nuvola di polvere alzarsi dalla strada e venire verso di lui. E dalla nube uscirono i nove guidati da Karima.
Ed Almustafa andò loro incontro ed essi varcarono il cancello come se nulla fosse accaduto e se ne fossero andati via solo per un’ora.
Entrarono e, dopo che Karima ebbe apparecchiato il desco con il pane ed il pesce e versato nei calici il vino rimasto, cenarono con lui. Mentre mesceva il vino Karima implorò il Maestro dicendo: «Permettimi di andarmene in città a prendere del vino per poter di nuovo riempire i vostri calici in quanto quello che avevo portato prima è ormai terminato».
Egli la guardò con occhi che erano insieme un viaggio ed una terra lontana e disse: «No, perché per il momento questo è sufficiente».
E mangiarono e bevvero e si saziarono. Ed alla fine Almustafa parlò con voce solenne, profonda come il mare e gonfia come la marea sotto la luna, e disse: «Miei amici e compagni di cammino, oggi è il momento della separazione. Per tanto tempo abbiamo percorso mari agitati ed abbiamo scalato le montagne più scoscese ed abbiamo combattuto le tempeste. Abbiamo conosciuto la fame ma abbiamo partecipato anche a banchetti nuziali. Spesso siamo rimasti nudi ma abbiamo anche indossato vesti reali. Assieme abbiamo di certo fatto molta strada, ma ora dobbiamo separarci. Insieme procederete per la vostra strada e da solo procederò per la mia».
«E benché mari e terre immensi ci separeranno, saremo sempre compagni nel nostro viaggio verso la Montagna Sacra».
«Ma prima di separarci, vi voglio dare il raccolto e la spigolatura del mio cuore:
«Procedete sulla vostra via cantando, ma fate che ogni canto sia breve, poiché solo i canti che muoiono giovani sulle vostre labbra vivranno a lungo nei cuori umani».
«Dite una buona verità con poche parole, ma mai una brutta verità senza parole. Dite alla fanciulla i cui capelli splendono al sole che è figlia del mattino. Ma guardando chi non vede non ditegli che è una cosa sola con la notte».
«Ascoltate il suonatore di flauto come se ascoltaste l’aprile, ma se udrete parlare il critico e chi cerca l’errore, siate sordi come le vostre ossa e distaccati come la vostra fantasia».
«Miei amici, miei amati, sul vostro cammino troverete uomini con zoccoli al posto dei piedi; date loro le vostre ali. Ed uomini con le corna; date loro serti di alloro. E uomini con artigli; date loro petali affinché diventino le loro dita. Ed uomini con lingua biforcuta; date loro del miele perché addolcisca le loro parole».
«Ah, incontrerete tutti costoro ed altri ancora; incontrerete lo zoppo che vende grucce, il cieco che vende specchi. Ed incontrerete anche ricchi che all’ingresso del tempio chiedono l’elemosina».
«Allo zoppo date parte della vostra agilità, al cieco parte della vostra vista; e ricordate di dare ai ricchi che mendicano una parte di voi stessi; essi sono i più bisognosi di tutti, poiché certamente nessun uomo tenderebbe la mano ad elemosinare se non fosse veramente povero, anche se proprietario di molti beni.
«Miei compagni ed amici, in nome del nostro amore vi do il mandato di essere come innumerevoli sentieri che si incrociano nel deserto, ove camminano leoni e conigli, lupi e pecore».
«E di me ricordatevi solo questo: Vi insegno non a dare ma a ricevere; non la negazione ma la realizzazione; non l’arrendevolezza ma la comprensione, con il sorriso sulle labbra».
«Non vi insegno il silenzio, ma un canto sommesso».
«Vi insegno la vostra essenza più pura che contiene tutti gli uomini».
E si alzò da tavola ed uscì direttamente in Giardino, ove camminò all’ombra dei cipressi mentre il giorno svaniva. Ed essi lo seguirono d’appresso, poiché il loro cuore era greve e la loro lingua unita al palato.
Solo Karima dopo aver ritirato gli avanzi, andò da lui e gli disse: «Maestro, permettimi di preparare il cibo per domani e per il tuo viaggio».
Ed egli la guardò con occhi aperti su altri mondi e disse: «Sorella mia e mia amata, è già tutto fatto dall’inizio dei tempi. Il cibo e le bevande sono pronte per il domani come per il nostro ieri ed il nostro oggi».
«Me ne vado, ma se me ne vado con una verità non ancora rivelata, quella stessa verità mi cercherà e mi raccoglierà nonostante i miei elementi siano dispersi nei silenzi dell’eternità; ed allora tornerò da voi per parlarvi con una voce fatta nuova dal cuore di quegli sconfinati silenzi».
«E se v’è un’altra bellezza che non vi ho comunicato, allora ancora una volta verrò chiamato, sì, con il mio stesso nome Almustafa, e vi farò un cenno affinché sappiate che sono ritornato a rivelarvi la parte mancante, poiché Dio non nasconderà mai Se stesso, né lascerà la Sua parola sepolta negli abissi del cuore umano».

«Vivrò oltre la morte, e canterò alle vostre orecchie
Anche dopo che l’immensa onda del mare mi avrà restituito
Alla sua immensa profondità.
Siederò alla vostra mensa anche se non avrò corpo,
E verrò con voi nei campi come uno spirito invisibile.
Verrò al vostro focolare come un ospite invisibile.
La morte non muta nulla se non le maschere che coprono i nostri volti.
Il boscaiolo rimarrà sempre un boscaiolo,
Il contadino un contadino,
E chi cantava il suo canto al vento lo canterà anche alle mobili sfere».
Ed i discepoli erano impietriti, e soffrivano nei loro cuori per ciò che aveva detto: «Me ne vado».
Ma nessuno allungò la mano per fermare il Maestro, né nessuno lo seguì.
Ed Almustafa lasciò il Giardino di sua madre a passi veloci e silenziosi; ed in un istante, come una foglia sollevata da un forte vento, lo videro molto lontano da loro e diventare una pallida luce che saliva fra le montagne.
Ed i nove andarono ognuno per la propria strada. Ma la donna rimase nella notte calante e guardò come la luce ed il crepuscolo erano diventati una cosa sola e placò la sua afflizione e la sua solitudine con le parole del Maestro: «Me ne vado, ma se me ne vado con una verità ancora non rivelata, quella stessa verità mi cercherà e mi raccoglierà ed allora tornerò».